Incesto. Vol. 3
Capitolo 11 - Un nipote bisex! Cap.II
«Non è facile da spiegare, ma diciamo che tutto ha avuto inizio lo scorso anno. Ricordi che ero al mare con il mio amico Stefano e, tra noi, già allora avevamo iniziato a fare qualcosa; niente di che, solo qualche sega e lui, una volta, aveva osato farmi un pompino. Al mare c'erano due persone sulla cinquantina, che lui già conosceva e, così, abbiamo trascorso quasi tutte le vacanze insieme a loro. All'inizio, me lo facevo solo succhiare, ma poi, con il tempo, ho visto il mio amico che godeva molto nel farsi prendere da dietro, da uno di quei due maschi, mentre teneva il cazzo dell'altro in bocca. All'inizio non ero molto bravo, ma quei due mi hanno fatto da maestri, come hanno fatto anche con lui , e così abbiamo trascorso quasi tutto il mese di agosto a scopare con loro. Uno di essi aveva il cazzone grosso come il tuo e questa peculiarità mi ha indotto a chiederti se potevo succhiartelo, perché, dopo le ferie, Stefano è andato a vivere in un'altra città per studiare all’università ed io non avevo più visto quei due. Inoltre, a Natale, mi son fidanzato con Angelina e, quindi, tutto si è ridotto ad un bel ricordo; quando però ho visto il tuo membro, ho avvertito forte il desiderio di succhiarlo. Voglio sperare che, dopo questo nostro contatto, il tuo giudizio, nei miei confronti, non sia troppo severo!» Io mi son messo a ridere e l'ho rasserenato, dicendogli che non aveva nulla da temere da parte mia. «Non ho mai giudicato nessuno! Ormai i tempi sono cambiati e credo che la bisessualità sia accettata un po' da tutti. Angelina è al corrente di questo tuo particolare vizietto?» Lui china il capo un po' sconsolato! «No, assolutamente no! Non sa proprio niente, anzi, su questi argomenti con lei le cose non girano per niente bene!» Sono un po' stupito e gli chiedo ulteriori chiarimenti. «Che significa che non girano bene? Mi è sembrata una ragazza alquanto disponibile; non pensavo che avevate qualche problema a far sesso?» Ci ha pensato un attimo, poi mi ha sorriso e mi ha spiegato quale era il suo problema. «Con Angelina le cose vanno benissimo! No, proprio benissimo no, ma comunque vanno abbastanza bene.» L'ho guardato cercando di capire e lui, un po' titubante, ha proseguito nel discorso. «Angelina è stupenda, è dolce, affettuosa, è anche brava in cucina; la sua famiglia mi vuole molto bene, ma... ecco noi... cioè io... oh cavolo: è complicato da spiegare!» Veramente incuriosito l'ho esortato a continuare. Lui ha abbassato lo sguardo e, di certo con un po' di vergogna, ha continuato il discorso. «Ecco vedi ... insomma io, lei... Angelina è vergine! Il problema è proprio questo!» Senza capire, l'ho guardato e gli ho chiesto di esser ancor più chiaro. «Non mi sembra per niente un problema: hai una ragazza vergine e sta a te farle conoscere le delizie del sesso. Del resto, mi sembra che tu sia ben messo, e non dovresti aver difficoltà a farla diventar donna ed apprezzare i piaceri della sessualità; insomma non credo dovresti avere difficoltà ad avviarla ad una sana vita sessuale.»
Ma lui ha scosso il capo ed ha continuato a spiegarmi. «È proprio questo il problema, zio! Ci abbiamo provato già diverse volte ... cioè, voglio dire: io e lei raggiungiamo un alto livello di eccitazione, ma quando provo a penetrarla, all'inizio va tutto bene, poi però, quando mi accorgo che lei sente dolore, io mi blocco e, senza motivo, il mio membro perde il suo turgore. È una cosa così strana, che non riesco a spiegare. Io le voglio bene e lei ne vuole tantissimo a me, ma ho il terrore di farle male e questo mi blocca al punto da far sfumare tutta l'eccitazione.» Mi ha guardato cercando un po' di comprensione. «Vediamo se ho capito: voi due vi eccitate molto e poi, quando è il momento, tu non riesci a penetrarla? E questo accadrebbe perché ti accorgi che prova dolore? Ma lo sai che quel dolore dura appena un attimo, per poi passare e diventare piacere puro? Non è che un attimo.» Lorenzo mi guarda un po' sconsolato. «Sì, lo so! Ma non riesco a spingerglielo dentro, quando vedo che lei soffre, e questo sta diventando veramente un problema! Quando l'ho conosciuta, un anno fa, io sono stato in tutto e per tutto il suo primo fidanzato. Hai notato quanto è timida e, per questo, fino ad allora, non si era messa con nessuno. Io mi son armato di pazienza e, lentamente, le ho insegnato praticamente tutto. Oggi, Angelina è bravissima a far pompini, a farmi godere con le mani e, devo dire, le piace molto, anche quando facciamo il 69; non le dispiace nemmeno se, dopo averle leccato il culetto, ci infilo un dito. Gode così tanto che fa veramente male vedere che tutto questo avviene solo grazie alle mani, mentre vorrei che lei godesse accogliendo il mio membro dentro di sé.» «Mi dispiace, ma devi trovare un modo per superare questa impasse!» Lui fa un profondo respiro, poi mi propone una cosa che mi lascia ancor più stupito. «Veramente una certa soluzione ci sarebbe: l’avevamo già valutata. Avevamo in programma di parlartene quest'estate al mare, perché mamma ha già detto che vuole invitarti ancora a passare qualche giorno di vacanza con noi, ma, poiché oggi, casualmente ci siamo incontrati, vorrei metterti a parte di questa nostra idea.» «Ok, va bene; dimmi di cosa si tratta.» «È una cosa che ci è venuta in mente il giorno di Pasqua! Forse ti sarai accorto che stavamo discutendo molto io e lei e, più di una volta, ti lanciavamo occhiate. Angelina è molto attratta da un maschio come te, cioè, insomma, parlando, le ho detto che, forse, potevo chiedere consiglio a te e lei ha convenuto che sarebbe stata un'ottima idea.» Lo guardo senza capire. «Ok, va bene, me ne hai parlato, ma come pensi che io possa esserti utile?» Lui mi fissa un attimo negli occhi e poi mi mette a parte di quella che sarebbe la loro decisione. «Insomma, noi due avevamo pensato... voglio dire… ecco io e lei...noi tre insieme... Voglio dire... vorrei far sesso insieme a lei ed a te, e capire dov'è che sbaglio. Vorrei sapere da te se mi puoi aiutare?» Sono veramente stupito da questa sua richiesta. «Va bene, ma sei sicuro che a lei questa cosa va bene? Mi è sembrato una ragazza un po’ timida e, quindi, non capisco come possa superare il senso di pudore e mostrarsi nuda?» Lui mi guarda un po' speranzoso. «Non lo so! È una cosa cui ancora non avevo pensato, perché, per il momento, tutto quello che ci tratteneva era sapere se potessi esserci d'aiuto.» Resto è un attimo in silenzio a riflettere, poi gli garantisco il mio supporto. «Anche se non so come faremo, penso di poterti aiutare, sempre che Angelina sia d'accordo!» Lui ha come un salto di gioia. «Sì, cavolo sì! Questa sì che è una bella notizia! Sapere di poter contare sul tuo appoggio, già mi fa star meglio! Tu cosa suggeriresti?» Mi rendo conto che mi sto muovendo su un terreno totalmente sconosciuto, così cerco, in qualche modo, di capire fino a che punto la lei sarebbe disposta ad accettare quanto ideato. «Intanto direi di venire a cena sabato sera da me. L’ambiente tranquillo di casa, la dovrebbe far sentire più a suo agio. Mentre ceniamo, faremo una bella chiacchierata e vedremo un attimino anche lei come è messa. Capisco che, se tu sarai teso e nervoso, probabilmente lo sarà anche lei, quindi, in qualche modo, servirà ad allentare la tensione in modo da creare una certa armonia tra noi tre.»
Lorenzo mi guarda affascinato. «Ero certo che avevi l'idea giusta! Certo che bisogna fare così! Verremo a cena da te e vedremo come si sviluppa la serata, perché, se lei fosse d'accordo, io penso che... insomma, voglio dire, potremmo anche provarci.» Concordo con lui e poi che fa caldo, andiamo a farci di nuovo un bagno; quando usciamo, mentre siamo di nuovo sdraiati, lui si avvicina a me e mette di nuovo una mano sul mio cazzo. «Lo sai che hai veramente un bel cazzone! Mi piaceva tanto quando l'amico di Stefano me lo metteva nel culo! Ecco io vorrei…» Senza aggiungere altro, la sua bocca si posa di nuovo sul mio membro e prende a succhiarlo, facendolo diventare rapidamente duro. Poi solleva la testa senza dire nulla, si gira e si mette sdraiato di spalle; solleva un po' il culo. È un invito troppo allettante per poter rinunciare; così mi inginocchio dietro di lui, mi abbasso e vado a leccargli il bocciolo, che, quando sente la mia lingua, sembra fremere. Lo lecco e lo bacio facendolo gemere di piacere. «mhmm…Cavolo, come sei bravo! Dai, ti prego, fammelo sentire dentro!» Dopo averlo lubrificato un po', appoggio la punta del mio membro al suo buchetto e, lentamente, vi scivolo dentro; all'inizio, sussulta, poi sento che si rilassa e lo accoglie tutto nel culo. «Oh, fa piano! E' passato un po’ di tempo che... Però, spingilo a fondo che mi piace! Sì, mi piace sentirlo di nuovo tutto dentro! Dai, scopami il culo, che mi fa impazzire!» Lo sollevo un po' per i fianchi e poi comincio a limare quel foro avanti e indietro; mi accorgo che si adegua perfettamente alle dimensioni del mio membro, quindi me lo scopo per bene, mentre lui si masturba e schizza due volte, urlando il suo piacere. «Cazzo, vengo! Ma quanto è bello! Non lo ricordavo così bello! Dai, sbattimi forte! Mi fa morire quando mi spaccano il culo! Ora vorrei avere un altro bel cazzone in bocca!» Quando lui sborra per la seconda volta, anch'io sono prossimo al piacere e, dopo avergli dato qualche altro colpo, un po' più vigoroso, gli riempio il culo di crema calda. «Lorenzo, sta sborrando nel tuo culo! Accidenti, come lo tieni stretto! Mi stai facendo un bocchino con il culo! Sborro!» Tenendolo stretto a me, mi sdraio di lato e restiamo per un lungo istante immobili, fin quando il mio membro perde di vigore e scivola fuori dal suo buchetto. Lui si gira, mi guarda per un attimo negli occhi, dopo di che la sua bocca viene a cercare la mia e, mentre mi bacia, la sua lingua danza con la mia. «Sei un amante meraviglioso! Sapevo che eri un maschio stupendo, ma non pensavo che fossi davvero così bravo! Sapessi quante seghe ti ho dedicato! Adesso spero che mi aiuti con Angelina e, se poi vorrai, mi farebbe piacere, ogni tanto, provare ancora tutte queste emozioni che mi hai dato oggi.» Parla commosso e, dopo un po', andiamo di nuovo a lavarci nel fiume; quando il sole comincia a calare dietro le montagne, prendiamo insieme la bicicletta e raggiungiamo il parcheggio; caricata la sua bici nel bagagliaio della mia macchina, insieme torniamo al paese. Il giorno dopo, mi manda un messaggio, e mi dice che Angelina è entusiasta di venire a cena a casa mia, sabato sera. Le ha solo raccontato di avermi incontrato in città, di aver preso un caffè e fatto una lunga chiacchierata. Il sabato arrivano puntuali e, quando li vedo entrare, resto piacevolmente stupito. Angelina indossa un leggero vestito a fiori, tenuto chiuso davanti da una fila di bottoni, di cui, molti, sono lasciati aperti. Fa caldo e, perciò, non indossa le calze, ma ha dei sandali a zeppa con il tacco alto, che le inarcano lo splendido culetto. È bella e provocante; mi saluta con un caldo abbraccio, stringendosi a me. Mi sembra una persona diversa da quella che avevo visto il giorno di Pasqua e spero di riuscire, in qualche modo, a trovare il sistema per far divertire questi due ragazzacci. Seduti a tavola, ci mettiamo a parlare di tante cose, tranne del sesso e, tra un manicaretto e l'altro, ho riempito di vino un po' più spesso il bicchiere di Angelina e, questo mi sembra che, in qualche modo, abbia ancor più allentato i suoi freni inibitori. Finita la cena ci accomodiamo sul divano e Lorenzo tiene un braccio intorno al collo della sua fidanzata; poi, dopo un lungo silenzio, in cui ci siamo guardati tutti e tre in faccia, lui l’attira a sé e la bacia in bocca. Per un attimo la ragazza rimane quasi immobile, poi, improvvisamente risponde con passione al suo bacio e, mentre stanno limonando, d'un tratto lei si solleva e si mette a cavalcioni su di lui. Le mani di Angelina iniziano a slacciare i bottoni della camicia di Lorenzo e, quasi con frenesia, gliela toglie, lasciandolo a torso nudo. Anche lui non è rimasto immobile. Ha completamente slacciato i bottoni del suo vestito, e noto con piacere che la ragazza sotto, oltre ad un esiguo perizoma, non indossa altro. Lui, la spoglia del vestito lasciandola completamente nuda. Poi comincia a baciarle il collo e poi giù a scendere fino al seno e, mentre con una mano stuzzica uno dei capezzoli, con la bocca va a succhiare l'altro; Angelina lo abbraccia con entrambe le mani intorno alla testa, schiacciandola contro il suo petto, mentre geme di piacere. Seduto su di una poltrona li osservo in silenzio, mentre il mio membro si sta gonfiando nei pantaloni. Ad un tratto, Lorenzo si solleva e la mette sdraiata sul divano, ma io intervengo e propongo di spostarci in un posto più comodo. «Andiamo in camera mia: staremo più comodi e, soprattutto, c'è più fresco!» Solo in quel momento, quando lui si alza in piedi e prende per mano Angelina, vedo che le gote della ragazza si sono imporporate e tiene la testa bassa, mentre cammina accanto a lui ed entra in camera da letto. Appena messa sdraiata sul letto, Lorenzo si toglie rapidamente i pantaloni, mentre io comincio a spogliarmi lentamente. Lei tiene gli occhi chiusi e Lorenzo si tuffa tra le sue cosce, sfila il perizoma che, noto, è più che fradicio, ed inizia a leccare il miele che sgorga dalla figa, mentre si mette sdraiato al rovescio ed offre il suo membro alla bocca della ragazza, che si gira di lato e comincia un ottimo lavoro di preparazione. Lecca bene l'asta, ricoprendola di saliva; si dedica anche alle palle, che alternandole in bocca, si diverte a succhiare. Geme di piacere Angelina, mentre Lorenzo adesso la sta veramente leccando molto a fondo e lei, intanto, si è già infilata ripetutamente il suo membro tutto in gola, fino in fondo. Le fa raggiungere il primo orgasmo e lei, d'un tratto, non resiste, si toglie il membro dalla bocca ed urla di piacere.
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