Incesto. Vol. 3
Capitolo 1 - Una famiglia particolare. cap. I
. 01 Mi chiamo Nicola, ho da poco festeggiato 19 anni, sono alto, capelli neri e ricci, occhi scuri, un bel fisico asciutto e ben modellato. Sono orfano di madre da oltre 12 anni e, fin da piccolo, sono stato allevato più dai miei nonni, per esser mio padre sempre impegnato nel lavoro. Nonno Antonio, e nonna Maria, i genitori di mio padre, erano due persone veramente fantastiche. Lei era la classica mamma italiana, un po' rotondetta, sempre preoccupata se non mangiavo abbastanza, mentre mio nonno è tuttora un bel mattacchione, sempre allegro, con la battuta pronta, ma, soprattutto, con una idea fissa in testa: la figa! Per lui la fica è tutto! Mia nonna diceva che era un porco insaziabile e, durante l'adolescenza, tra i 16 e 17 anni, mi sono reso conto che era davvero un maialone. Gli piaceva stuzzicare tutte le gonnelle che gli venivano a tiro e, a volte, capitava che quel suo fare andasse a buon fine, riuscendo a portarsene qualcuna a letto; con il tempo ho scoperto che queste puttanelle ne erano felici, perché mio nonno le faceva divertire non poco con la dotazione che si ritrovava tra le gambe: un cazzone bello grosso, che sapeva usare alla perfezione. Spesso e volentieri mi chiedeva se avessi la fidanzata, se mi piacevano le donne e, naturalmente, essendo io un po' timido, diventavo rosso come un peperone, però gli confermavo sempre che comunque ero molto attirato dalle femmine. Intorno ai 17 anni, smisi di farmi le seghe e cominciai a corteggiare qualche ragazza; pian piano, ho cominciato anche ad assaporare il piacere del sesso. Ricordo che, quando una ragazzetta più grande di me, per la prima volta mi fece un pompino, mi sembrò di aver toccato il cielo con un dito. Dopo quella volta, capii che farmi succhiare il cazzo mi piaceva di più che farmi le seghe e, così, una volta che un mio coetaneo, dopo una partita di calcetto, mi fece un pompino, io ne rimasi comunque molto soddisfatto, perché, come diceva mio nonno, non è importante chi te lo succhia, ma come te lo succhia! Poco prima del mio diciottesimo compleanno ho conosciuto Sara, una biondina meravigliosa, alta quanto me, occhi azzurri, due tette stupende, tonde e sode di una terza misura piena, un bel ventre piatto ed un culetto a mandolino da sballo, cosce lunghe che mi facevano impazzire e quello, per me, è stato amore a prima vista. Nel giro di tre mesi eravamo inseparabili! Passavamo ore a parlare al telefono, a passeggiare insieme e, soprattutto, a desiderare di conoscere il nostro corpo, perché anche lei, come me, era inesperta e, soprattutto, vergine. Poi, l'estate scorsa, mia nonna si è assentata da casa, per dover assistere una sua sorella ricoverata in clinica per un grosso problema, che richiedeva assiduità ed assistenza. Mio padre, sempre più impegnato nel lavoro, mi ha chiesto se potevo passare qualche giorno insieme a mio nonno, perché non se la sentiva che fosse da solo, trattandosi di un sessantenne in pensione, che anche se in perfetta forma. Mi son recato da lui e siamo stati insieme un paio di giorni, abbiamo parlato di tante cose, tra cui il mio desiderio di voler trascorrere qualche tempo al mare con Sara, la mia fidanzata. «Ragazzo mio, vai pure al mare con la tua fidanzata; non ti preoccupare di me! Tuo padre è esagerato; pensa che io, da solo, non sarei in grado di vivere, mentre, invece, me la cavo benissimo!» Quando la sera ne ho parlato con mio padre, lui, dopo una attenta riflessione mi ha fatto un'altra proposta. «Un mio collega ha un appartamento al mare, in un bel posto, non troppo famoso, ma comunque con un bel mare; potresti unire l'utile al dilettevole: andare al mare con la tua fidanzata e magari portare con te tuo nonno.» Per un attimo mi è sembrata una cosa un po' fuori dal mondo, perché pensavo di andare al mare con lei e passare delle giornate da soli, magari sperimentando anche un po' di sesso e, quando ne ho parlato con mio nonno, lui ci ha riflettuto un attimo, poi mi ha chiesto se ero davvero sicuro di volerlo fare. «Voi siete giovani, io sono vecchio, sei davvero sicuro di voler portare uno come me con voi in vacanza? Di sicuro non vi darei alcun fastidio, perché, al limite, potrei cucinare per voi, ma, pensi che la tua fidanzata sarebbe d'accordo?» Quando ne ho parlato con Sara, lei mi ha buttato le braccia al collo e mi ha detto che era un'ottima idea. Sorpreso, le ho chiesto per quale motivo la riteneva un'ottima idea. «Perché avevo qualche difficoltà a convincere i miei genitori a lasciarmi venire al mare con te, da sola. Sapere che c'è anche tuo nonno, che si prende cura di noi, li tranquillizzerà e ci lasceranno partire senza problemi.» Convinti i suoi genitori, la domenica prima di partire, siamo andati a pranzo da mio nonno e, quando ha visto Sara, i suoi occhi hanno preso a brillare in maniera incredibile. L'ha riempita di complimenti e, soprattutto, ci ha assicurato che non ci avrebbe dato alcun fastidio e che ci avrebbe permesso tutta la libertà di cui avevamo bisogno. Durante il viaggio in auto, lui si è seduto davanti e Sara era seduta dietro; indossava un paio di pantaloncini corti ed una maglietta sotto cui c'era un sottile reggiseno, che lasciava intravedere i suoi splendidi capezzoli che premevano contro la stoffa; ho notato che mio nonno guardava con molto interesse il suo corpo e le sue cosce. Giunti a destinazione, ci siamo sistemati nell'appartamento; lui è andato a dormire nella cameretta adiacente alla nostra, lasciando a noi la camera matrimoniale. La prima sera siamo andati in pizzeria a cena e il nonno ha trattato Sara come se fosse una principessa. Avendo in casa un solo un bagno, quando siamo rientrati, entrambi abbiamo ceduto a lei il privilegio di andare per prima a prepararsi per la notte e, mentre eravamo seduti sul divano, lui mi ha chiesto alcune cose che, lì per lì, mi hanno un po' imbarazzato. «Ma, Nicola, la tua ragazza è brava a letto?» Io l'ho guardato, mostrandomi un po' indispettito.
«Ma dai, nonno, che domande mi fai? Sara è una brava ragazza e con lei sto bene.» Lui si è messo a ridere. «Ragazzo mio, sono molto felice di sapere che è una brava ragazza ed è proprio per questo che ti chiedo se anche a letto è brava! In una coppia la compagna deve esser... voglio dire, non deve esser una santa... insomma, voglio dire, deve esser un po' puttanella! Non mi fraintendere, ma, se non ti fa divertire a letto, non serve a niente! Tutte le donne son brave a cucinare e a tenere in ordine la casa, ma è a letto che si tengono il marito, altrimenti è costretto a cercar fuori!» L'ho guardato cercando di capire un po' la sua filosofia. Quindi tu mi stai dicendo che la nonna è.... Insomma, voglio dire, lei è… puttanella?» Lui si è messo a ridere. «Certo che lo è! O meglio, lo è stata per tanto tempo, anche se oggi non le interessa più di tanto far sesso con me, ma, da giovani, eravamo scatenati! Tua nonna a letto era una femmina insaziabile. Voleva scopare anche due o tre volte al giorno! Diceva sempre che, se non mi avesse accontentato, di sicuro sarei andato a cercar fuori chi mi facesse divertire!» Era la prima volta che mi faceva una simile confidenza e, nello stesso tempo, ne ero un po' incuriosito. «Vedi, nonno, non è che Sara non... cioè, io e lei vorremmo, ma... Ecco siamo entrambi piuttosto inesperti! Lei è vergine, io non ho mai scopato con una donna! Vorremmo fare tanto di più, ma per ora ci siamo limitati solo a giocare un po' tra di noi. Vorrei insegnarle tante cose ma, a parte quello che ho visto su internet, e non credo sia stato molto utile, ammetto che sono praticamente inesperto!» Lui mi ha guardato alquanto stupito. «Cosa? Cioè, mi vuoi dire che voi due non... Non lo avete mai fatto? Cavolo! E che aspettate? Scopare è la cosa più bella del mondo! Mi lasci veramente senza parole!» In quel momento, Sara è uscita dal bagno e così ho detto a mio nonno che poteva approfittare, perché io sarei andato per ultimo. Sono entrato in camera da letto ed ho visto lei che, indossando un leggerissimo pigiama, si è infilata nel letto e mi ha sorriso, dicendomi che mi aspettava con impazienza. Dopo pochi minuti è uscito anche mio nonno e anch'io sono andato rapidamente in bagno, per rientrare in camera da letto indossando solo dei pantaloncini ed una maglietta leggera. Entrato nel letto, ho abbracciato Sara ed abbiamo cominciato a scambiarci un po' di coccole; quando ho cominciato ad accarezzare il suo corpo, lei ha cominciato a toccarmi e, d'un tratto, mi son fermato a guardarla negli occhi, dopo di che le ho chiesto una cosa. «Mi hai detto che sei pronta a fare nuove esperienze, desideri diventar donna nella maniera più bella e piacevole possibile e, per questo, hai anche cominciato ad assumere la pillola, in modo da godere liberamente, senza il timore di restare incinta.» Lei mi ha baciato e, tenendomi stretto a sé, ha confermato quanto avevo appena detto. «Certo che ho iniziato a prendere la pillola ed ora sono pronta per diventar donna, anche se sto tremando, perché non so cosa fare!» Ho fatto un bel respiro profondo e poi l'ho guardata negli occhi. «Amore, anch'io non so cosa fare! Ti confesso che anche per me è la prima volta; mi sento tremendamente a disagio ed impacciato! Vorrei che questa volta fosse speciale, ma non so da che parte cominciare. Quando ti lecco tra le cosce e facciamo un bel 69, con te che me lo succhi e me lo prendi in bocca, fino a farmi godere tra le tue labbra, è una cosa che mi piace tantissimo, ma ho letto che il rapporto completo è una cosa un po' diversa. Ci vorrebbe qualcuno che ci insegni come si fa!» Lei mi ha guardato un attimo, poi mi ha fissato dritto negli occhi ed ha girato la testa verso la porta. «Ti sembrerò pazza, ma... insomma voglio dire... hai una buona confidenza con tuo nonno e, sinceramente, è una persona di cui nutro molta fiducia, quindi pensi che... Sarebbe proprio così assurdo se chiedessimo qualche consiglio a lui?» L'ho guardata, l'ho abbracciata e baciata con passione, poi gli ho detto che era la stessa cosa cui stavo pensando; solo che temevo quasi a chiederglielo. Ci siamo alzati dal letto e, tenendoci per mano, abbiamo bussato alla camera di mio nonno; quando siamo entrati, lui ha acceso la luce e ci ha guardato senza capire. Ci siamo avvicinati al letto e, con la testa un po' bassa per l'imbarazzo, io ho aperto il discorso. «Nonno, ecco noi... In breve, vorremmo chiederti un piccolo favore.» Lui ci ha guardato senza capire e, allora, Sara ha proseguito il discorso. «Vedi, Antonio, noi... Noi vorremmo fare una certa cosa, ma non abbiamo nessuna esperienza, nessun dei due ce l'ha e così pensavamo che…» Lei è rimasta in silenzio, mentre lui mi guardava stupito. «Quello che ti stiamo dicendo è che noi due vorremmo fare… vorremmo scopare, ma nessuno di noi due ha esperienza: siamo entrambi inesperti! Se per te non è troppo disturbo, ci servirebbe qualche consiglio!» Ci ha guardato veramente a bocca aperta. Ha scosso un attimo il capo e poi ci ha di nuovo fissato incredulo. «Un momento: non è che mi state pigliando per il culo? Voglio dire ... non state scherzando? Ho capito bene? Volete che io vi insegni a scopare?» Sara continuava a tenere la testa bassa, io ho sollevato lo sguardo e gli ho fatto un cenno d'assenso; lui ha sorriso. «Accidenti Certo che sì! Chiedetemi pure tutto quello che volete, anche se mi sembra incredibile tutto questo.»
Ci siamo messi seduti sul letto. Lui ha detto che forse era meglio se andavamo sul letto matrimoniale, per aver più spazio e stare più comodi; così ci siamo trasferiti nell'altra camera tutti e tre. Eravamo molto imbarazzati e lui ha detto una cosa che ha sciolto un po' la tensione. «Non ho ancora ben capito qual è il mio compito, ma facciamo così: voi iniziate a giocare tra voi, come se io non ci fossi; poi, quando capisco dove siete arrivati, cercherò di darvi qualche consiglio.» Ho guardato Sara negli occhi che ha annuito e poi abbiamo cominciato a baciarci. Ho iniziato ad accarezzarla lungo tutto il corpo e, lentamente, l’ho spogliata; lei ha cominciato a spogliare me. Quando ci siamo messi nudi, ho notato che a mio nonno è sfuggita una leggera esclamazione. «Caspita, ragazzo mio, sei proprio mio nipote!» In un primo momento, nessuno di noi due aveva capito il motivo di quella sua esclamazione, ma quando mi son girato e lo stesso ha fatto anche Sara, abbiamo visto mio nonno che, a pigiama abbassato, teneva in mano una splendida verga lunga e dura, più o meno delle stesse dimensioni di quella che Sara teneva in mano; lei si è messa a ridere ed allora anch'io ho capito. Ho visto Sara che mi ha guardato, poi si è girata verso di lui. «Antonio, vieni più vicino! Siediti qui sul letto e dimmi dove sbaglio.» Subito dopo si è distesa ed io ho cominciato a sdraiarmi tra le sue cosce, voltato al contrario e, mentre iniziavamo a fare un bel 69, ho visto mio nonno che si è spogliato nudo, mettendo in mostra ancora un bel fisico tonico e, soprattutto, un membro che stava diventando sempre più grosso e duro. Sara ha preso a leccare il mio cazzo, a far scorrere la lingua su e giù, ed a giocare un po' con le palle; lui si è avvicinato e la guardava, dandole qualche consiglio. «Brava! Devi coprirlo bene di saliva, così ti scorre bene in gola e devi cercare di infilarne il più possibile. Una brava succhia cazzi, prende un membro tutto in gola, fino in fondo e tu mi sembri una con delle grandi potenzialità. Poi non devi tralasciare di dedicarti anche alle palle, perché anche loro meritano la tua attenzione; vanno leccate e succhiate bene.» Sentivo Sara che eseguiva tutto quello che lui le suggeriva e poi, d'un tratto, lui si è sdraiato dall'altro lato e, girata la testa in giù, è venuto vicino a me. «Nicola, fammi vedere come lecchi la tua ragazza: è davvero una bella figa e va leccata al meglio, stimolando bene sia il bottoncino che scivolando giù, fino al bocciolo dietro. Vedi, devi far scorrere la lingua lungo lo spacco e poi, quando arrivi in cima, devi stringere il suo clitoride tra le labbra e succhiarlo, così da farla letteralmente esplodere.» Ho provato a fare come diceva lui, ma ogni volta che provavo a prendere il suo clitoride in bocca, mi sfuggiva, allora lui mi ha imposto una mano sulla spalla. «Devi stimolarlo con la lingua e poi stringerlo con le labbra. Se ti sposti un attimo, ti faccio vedere come si fa!» Senza neanche pensarci un attimo, mi son spostato e lui ha infilato la testa tra le cosce di Sara; la sua lingua è andata subito a lavorare bene lungo tutto lo spacco e poi è risalita su, fino in cima, e quando ha infilato la lingua dentro, facendo fuoriuscire bene il clitoride, lo ha serrato tra le labbra e lei ha urlato subito di piacere. «mhmm…Sì! Sì, ancora! mhmm…Così è bellissimo! Continua ti prego!» Mi son spostato di lato; lei si è tolta il mio cazzo dalla bocca e si è resa conto che a leccarle la fica era mio nonno; così si è girata e si è trovata davanti alla faccia anche il suo membro; dopo avermi guardato per un attimo e ricevuto da me un segno d'assenso, ha preso a leccare anche il suo. Ero tremendamente eccitato, nel vedere Sara leccare il cazzo di mio nonno che continuava a farla impazzire di piacere; infatti, poco dopo, il suo corpo ha preso a tremare di un godimento molto profondo. «Così vengo! Così vengo! Ora, vengo! Ora!» Il suo corpo ha preso a sbattere ed a tremare, mentre, dopo aver urlato il suo piacere, ha preso ad infilare il membro di mio nonno quasi tutto in bocca; lui, dopo aver continuato a leccare ancora un po', si è staccato e, dopo aver messo una mano sul mio capo, mi ha praticamente schiacciato la faccia contro la fica di Sara. «Continua a leccare questo miele, che sta sgorgando in abbondanza; e tu, puttanella, continua a ingoiare il mio cazzo: voglio che ti penetri tutto in gola!» Ha lasciato il posto a me tra le sue cosce, mentre ha appoggiato una mano sul capo di Sara e, con una leggera pressione, le ha spinto il suo cazzo in gola, tutto, fin in fondo. Ho visto gli occhi della mia fidanzata riempirsi di lacrime e reprimere conati di vomito, mentre lui, dopo averla tenuta qualche istante con la bocca piena, si è sfilato; era qualcosa di incredibile vedere quanta bava colava dalla bocca di Sara, mentre non poteva far a meno di emettere colpi di tosse. «Brava, così! Se ripeti questa operazione per un paio di volte, vedrai che non avrai più fastidio, ti diventerà naturale. Adesso prendi il suo in bocca e fagli provare la stessa sensazione di piacere che ho provato io a riempire la tua gola!» Lei si è girata verso di me ed ha spinto il mio cazzo in gola e, quando ha raggiunto quasi il fondo, si è fermata; a quel punto lui ha appoggiato ancora la mano sul capo di Sara ed ha spinto la sua testa ancor più in basso; ho sentito il mio membro scivolare giù completamente dentro la sua gola. Ha trattenuto la testa per qualche secondo e poi l'ha lasciata; lei, anziché sfilarlo tutto, ne ha tirato fuori solo la metà e poi, di colpo, se lo è affondato di nuovo in gola e, questa volta, è scivolato giù tutto, senza alcuna difficoltà. «Brava, Sara! Hai capito con si fa! Questo si chiama fare un bocchino! Continua! Anzi, adesso ripeti l'operazione col mio e poi ancora con il suo!» Lei ha preso ad alternare in bocca i nostri membri. Infilava il mio tutto facendo sbattere il suo naso contro il mio corpo e, dopo averlo tenuto un po' in gola se lo sfilava, poi ingoiava completamente quello di mio nonno nello stesso modo. Io ho continuato a leccare la sua fica e, d'un tratto, lei mi ha regalato un meraviglioso suo primo orgasmo.
«Amore, mi fai venire anche tu! Amore, continua che vengo! Amore, vengo! Ora vengo!» Ho continuato a leccarla un po', poi ho sentito la mano di mio nonno che mi ha fatto spostare e lui stesso è venuto a raccogliere il miele che sgorgava dalla fica di Sara. L'ha leccata ancora un po' e poi ha preso un cuscino e l'ha sdraiato in mezzo al letto; poi ha preso Sara e l'ha fatta sdraiare sopra il cuscino in modo che il suo corpo fosse leggermente più alto, poi si è girato verso di me e mi ha suggerito di prendere il posto tra le sue cosce. «Avvicinati e vediamo come possiamo far godere questa meravigliosa puttanella!» Emozionato, mi son inginocchiato tra le sue cosce, lui si è avvicinato ed ha sollevato entrambe le gambe di Sara, poi mi ha guardato e mi hai detto che dovevo metter la punta del mio membro sullo spacco. «Adesso provo a spingere dentro di lei e tu, Sara, rilassati, perché sentirai un lieve dolore, ma sarà solo per un attimo, dopodiché sarà solo piacere! Dai, Nicola, comincia a spingere e quando senti che qualcosa forza, dai un bacio alla tua fidanzata.» Ho preso a muovermi un po' impacciato avanti e indietro; sentivo che a un certo punto il mio membro si bloccava così, quando per l'ennesima volta mi son fermato, mi sono abbassato e ho baciato Sara, nello stesso tempo ho sentito la mano di mio nonno premere sul mio culo e, con una spinta secca, mi ha fatto entrare dentro di lei. Sara ha emesso un gemito soffocato dal mio bacio, ma lui ci ha subito rassicurato. «Tranquilla, ragazza mia, che è tutto a posto! Coraggio, Nicola, comincia a muoverti avanti e indietro e fai godere la tua donna! Sara rilassati, perché ormai il più è fatto ed ora inizia il vero piacere!» Ero emozionato e nello stesso tempo molto eccitato, così ho preso a muovermi avanti e indietro ed ho visto il suo viso rilassato; d'un tratto ho sentito che non avrei resistito ancora. «Sto per sborrare! Sara, non ce la faccio più è troppo eccitante questa cosa! Sara, sto sborrando!» Mio nonno mi ha guardato ed ha cercato di farmi ragionare diversamente. «Aspetta! Rallenta il tuo ritmo. Devi darle il tempo per godere.» Non sono riuscito ad ascoltare neanche le sue parole, perché ho sentito l'orgasmo esplodere nei miei lombi e, immediatamente, ho cominciato a scaricare dentro il ventre della mia fidanzata un ingente quantità di sbroda. Lei ha sentito che stavo venendo. «Nicola, ti sento! Mi stai a riempire il ventre! È molto bello!» Le ho sparato dentro una bella quantità di sbroda, poi, mi son sfilato ed ho visto la sua bella fighetta ormai aperta. Ho sollevato lo sguardo ed ho incontrato gli occhi di mio nonno, che non sembrava per niente soddisfatto. «È vero che sei inesperto, Ma avresti potuto rallentare un po' e far godere anche lei!» Io mi sono spostato e lui si è inginocchiato tra le cosce della mia fidanzata, poi ha appoggiato il suo splendido membro su quel foro da cui stava sgorgando della crema bianca e poi ha guardato Sara negli occhi. «Piccola, rilassati, perché adesso voglio farti godere!» È scivolato dentro di lei, senza nessuna difficoltà e, una volta che il suo corpo ha aderito a quello di Sara, lui è rimasto per un lungo istante immobile, mentre lei ha spalancato la bocca ed ha iniziato a muoversi su e giù, pompando la sua fica con dei colpi sempre più cadenzati. Un ritmo continuo e martellante, che ha portato ben presto Sara a godere. «Sto per venire! Non ti fermare sto per venire! Ora vengo! Continua, non ti fermare!» Lui non si è fermato. Ha continuato a martellare la sua fica e poi, d'un tratto, lei ha urlato tutto il suo piacere e si è stretta a lui con forza. Ero affascinato e, nello stesso tempo, un po' deluso, per non aver fatto godere io Sara la prima volta, ma lui si è girato verso di me.
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