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Erotika
Angeli & Diavoli · Cap. 12
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Capitolo 12 di 12 13 min di lettura

L'ultimo sfregio

“vuoi essere ancora la mia schiava Angela ed essere pronta per la punizione che ti meriti per quello che hai fatto “

Giovanna Esse
1 anno fa · 313 letture · 1

Mi sono accorta che subito dopo il rapimento sono rimasta con un solo uomo che mi ha usata a suo piacimento ma dandomi una serie di orgasmi che dalla partenza del mio padrone non ho più né cercato né desiderato, anche se ora la curiosità di sapere chi è la persona che mi ha fatto godere in quel modo diventa sempre più forte.

Una mano con guanti mi afferra scendo dal furgone guidata da quella figura ignota che mi lascia la benda sugli occhi e mi guida in quella che mi sembra un corridoio anche se il mio olfatto sente un odore che mi sembra di conoscere poi una stanza penso ora mi libera invece mi corica su un letto legando mani e piedi a forma di X. Lo sento armeggiare per poi tornare da me, ricomincia dai capezzoli ora serrati molto dolosamente sui capezzoli colpisce il mio addome con schiaffi tremendi per poi scendere verso il mio sesso che inizia a masturbare con un ritmo crescente fino a sentire la mia figa bagnarsi, cerco di resistere, ma la sua maestria non mi lascia indifferente anzi mi fa tornare in uno stato di eccitazione incredibile ( forse il non sapere, forse i travolgenti orgasmi appena provati) così poco dopo sento un ulteriore orgasmo scatenarsi dentro di me, non sento più nulla né il dolore né la paura solo puro desiderio di godere così mi lascio andare e guidare finché non sento potenti getti di gioia esplodere in schizzi tremendi.

Quando sono così persa da non riuscire a capire più nulla mi sento togliere la benda dal viso: i miei occhi accecati da una luce potente che non mi lascia vedere nulla mescolato al piacere che ancora mi scuote mi lasciano senza respiro

“Ti è piaciuta la tua punizione schiava e da quel che ho visto mi hai sorpreso per quanto ti sei dimostrata troia hai avuto una serie infinita di orgasmi senza nemmeno sapere chi ti usava e dammi una ragione per cui ti prenda ancora come la mia cagna”. Non ho parole per descrivere come mi sento anche per il tremendo senso di colpa che mi distrugge l’anima: davanti a sconosciuti mi sono lasciata usare e godere come una bestia assetata di piacere.

Un silenzio totale pervade la stanza il mio senso di colpa non accenna a diminuire non ho parole per esprimere quello che ho provato fino a poco tempo prima nelle mani di sconosciuti che mi hanno usata ma che io non sono riuscita a resistere al piacere che ho ricevuto e provato.

“Beh non hai nulla da dire capisco (lo dice sarcastico) che tutto questo tempo senza orgasmi ti ha reso vulnerabile, ma non al punto di farti sbattere come troia infoiata” mi sta umiliando come mai prima sento quel dolore mentale crescere ma incredibilmente mi sento percorsa da una sensazione interiore nuova che mi fa accelerare il respiro che aumenta al crescere delle sue parole che mi fanno sentire una nullità, più infierisce più il mio respiro si fa rapido ed intenso intanto che sento il mio corpo bruciare per le emozioni che provo per le sue parole che mi degradano senza pausa, poi sento la sua mano prendere il clitoride e affonda le sue unghie nella carne che mi coglie di sorpresa ma sono più sorpresa che non sento dolore anzi mi piace molto quell’affondo nella mia carne che si mescola alla vergogna che provo “non ho scuse per il mio comportamento ma desidero con ogni fibra del mio corpo essere di nuovo la sua schiava e non le dico quanta sofferenza mi ha provocato la sua partenza, ma non posso trovare scuse per essere stata presa con la forza e di averne tratto piacere, ma sono certa padrone che lei sa già come punirmi”

“Per il tempo che riterrò Angela tu sarai sempre ai miei ordini per evitare equivoci ho già avvisato la tua famiglia che sarai mia ospite per preparare il tuo ingresso all’università, la casa è vuota perché tutta la servitù è nella mia casa all’estero quindi puoi immaginare quanto tempo passeremo insieme, ah dimenticavo che per ora sei in prova e quindi posso donarti ad altri padroni o padrone per completare la tua iniziazione, ma come ho fatto all’inizio ti do la possibilità di scegliere se vuoi puoi anche ora chiedermi di farti uscire senza nessun tipo di ricatto o diffamazione ma devi scegliere tu” .

A quelle condizioni non penso di poter accettare non posso essere usata da chiunque come una merce di piacere, poi mentre sto per chiedere di poter andarmene un pensiero come un tarlo mi trapana il cervello, ma come fino a poco tempo prima mi sono lasciata usare da chi non sapevo essere e per giunta nel corso di un rapimento che non potevo immaginare essere stato una messa in scena pur tuttavia mi sono lasciata sfondare ingoiare sperma godendo senza ritegno ed ora desidero fuggire proprio da quel piacere animale che mi ha scosso fino alle fondamenta. Il desiderio di godere comincia a farsi strada dentro di me, cresce e in più posso tornare ad essere la sua schiava cosa che al solo pensiero mi fa bagnare così senza accorgermene “Va bene padrone sono pronta per ubbidire ad ogni suo ordine perché mi sono accorta che io senza di lei non posso vivere.”

“Sono lusingato dalle tue promesse che già più volte hai disatteso, ma sono sicuro che non mi sarai più disubbidiente” Mi guarda nuda pulire la sala da pranzo “Dai Angela coricati sul tavolo fammi vedere quanto ti sono mancato”. Io mi corico rapida apro le gambe afferro il clitoride stringendolo fra le dita appena lo sento indurirsi le mie unghie si infilano nella pelle indurita con il dolore che mi brucia la mente insisto, con l’altra mano mi torturo i capezzoli accorgendomi che la somma dei dolori che provo mi sta eccitando tantissimo immersa in quella sensazione sento il cazzo del mio padrone penetrarmi con irruenza spingendo con intensità a fondo la sua verga, mi scopa a lungo prima di spostare la sua attenzione verso il mio culo che in un attimo riempie fino alla base. Il primo pensiero mentre mi sbatte come una cagna è che, nonostante non lo prendo da tempo, la sua forza virile è travolgente come non mai con il suo corpo che spinge tutto dentro di me quasi con passione furente, io poco dopo comincio a godere della monta in maniera esaltante le mie unghie affondano con tutta la forza sento un piacere antico al contempo nuovo che mi fa venire una quantità infinita di volte e seppur senza permesso le mie parole vengono fuori da sole “Grazie padrone non si fermi scopi la sua troia non abbia pietà la supplico” Lo sento accelerare i colpi per poi sentire dei tremendi colpi abbattersi sulle mie natiche che colpisce con la sua cintura in modo brutale come il proseguo della monta, senza sosta colpisce e spinge il suo membro durissimo, passa da un buco all’altro con incessante continuità io godo da morire, ogni colpo, ogni affondo mi trascina in un abisso di piacere che non ho ricordo poi mi fa girare sul tavolo lasciando la mia testa fuori dal bordo che subito riempie senza un attimo di respiro sento le sue mani arrivare fino all’ingresso dei miei due orifizi per affondarle dentro vigorosamente, continua la monta della sua maiala affonda con veemenza il suo membro fino alle tonsille scopandomi la bocca incessantemente io godo, sono una fontana che non si ferma mai. Lo sento affondare le mani dentro con insistenza non lasciando diminuire il piacere che ha scatenato in me poi una serie di getti viscosi bollenti mi riempiono la gola senza mai smettere di penetrarmi con le mani, io bevo tutto il succo del mio padrone che ora lentamente si ferma, mi solleva baciandomi con un ardore sconvolgente che mi fa godere di nuovo lasciandomi completamente sfinita.

Facciamo l’amore per molte ore senza sosta fino allo sfinimento quando il mio padrone mi fissa negli occhi “Mi vuoi sposare Angela?” Io sono senza fiato ma quella frase mi cade addosso come una frana e senza un attimo di esitazione “SI MIO PADRONE IO SONO E SARÒ LA SUA MOGLIE UBBIDIENTE DA ORA E PER SEMPRE”

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Scritto da
Giovanna Esse

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