mi trovo con puntualità al venerdì sera davanti alla porta del mio padrone.
-Buona serata signora Angela- mi sento dire appena attraverso la soglia e noto come sia la voce che lo sguardo basso della serva che solo ad occhi attenti possono arrivare a cogliere il suo vero significato: il suo corpo anela al piacere trattenuto per tutta la settimana. Ricambio il saluto, vedo il mio padrone aspettarmi davanti alla porta della sua camera da letto, affretto il passo mentre le due uova inserite nei miei orifizi muovono un piacere immenso che mi fa quasi cadere a terra salvata dalle forti mani del mio padrone che mi sorregge, mi spinge in camera mi fa inginocchiare e afferra il telecomando delle uova aumentando la loro vibrazione al massimo; appena spalanco la bocca mi blocca l’urlo di piacere infilandoci tutto il suo cazzo che subito succhio lecco colma di gioia e lussuria che mi sta invadendo il corpo con il vibrare intenso degli ovetti dentro di me. Gode e si scarica nella mia bocca con getti intensi di sborra che io bevo come un assetato nel deserto bagnando tutto il pavimento con il mio orgasmo.
Andiamo a cena intanto che mangiamo gioca con il suo cellulare inviando segnali più o meno forti alle mollette della serva procurandole intense emozioni di dolore/piacere; la vedo piena di desiderio resistere a fatica; finalmente la casa si svuota il mio Padrone mi ordina di afferrare il collare della serva e mi indica di seguirlo, sempre a 4 zampe, mi indica le scale che portano alle segrete fino ad aprire una porta. La stanza più grande della precedente ricoperta di specchi con il pavimento lucidissimo nero.
Noto uno accanto all’altro due macchine per il sesso a cui non è ancora attaccato nessun dildo, -Coricatevi per terra, tenete le gambe aperte afferrate le con le mani le caviglie- ordine eseguito immediatamente mentre sento delle corde che mi fissano caviglie e mani altre corde mi bloccano lo stomaco fissando saldamente a terra da cui spuntano dei cerchi di ferro che mi obbligano a rimanere immobile per finire la corda mi avvolge sopra e sotto le tette serrando così forte i lacci che i seni vengono spinti, stretti procurano un dolore improvviso, afferra i capelli che girandoli ne fa in coda che fissa ai ganci del soffitto stirando la con altre corde. Lo specchio riflette i nostri corpi: testa obbligata a rimanere dritta per la corda che stringe i capelli, seni che sembrano esplodere esposti e fissati, i nostri buchi aperti alla sua merce’ avendo fissato caviglie e mani ai due lati della stanza e per finire ad entrambe fissa dei morsetti nuovi che subito posiziona sui capezzoli e clitoride mentre una serie infinita di candele ci circondano; mentre guardo la serva già bagnata eccitata io sono sospesa in un limbo che oscilla fra dolore/paura e una sensazione di leggera eccitazione.
- Bene ora vi offro una seconda sfida-. Infila alla base della macchina una decina di falli dalle dimensioni che vanno dal primo piccolo all’ultimo dí dimensioni equine poi fa la stessa cosa con dei plum-in anche essi dal piccolo all’enorme. -Vedete come sono disposti i vari oggetti, ma se nella precedente sfida vinceva chi di voi godeva di più ora vince un bellissimo premio chi riesce a godere di meno; per vostra conoscenza ogni 15 minuti la macchina è progettata per cambiare in autonomia i falli ed i plus-in io posso solo guardare, non ci saranno fruste o altro ma solo i morsetti che si regolano da soli nello stringere- A quelle parole sento il mio cuore battere forte nel terrore di poter perdere la sfida.
Com'è finora?
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Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
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