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Francesca e Paolo, amore e follie · Cap. 10 — Famolo strano
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Famolo strano

sesso italiano
2 anni fa · 4.238 parole · 19 min
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“Dovrei andare al bagno, scusate!” dice Francesca.“Si, ok. Bella, spostate che famo passà ‘a signora. Scanzete co’ quer culo, e movite. La scusi signo’, questa è bulgara e mica ce capisce molto l’italiano, ma er cazzo je piace, oh se je piace… Er marito qui se sta a scopa’ a donna mia, così se fa ‘na ripassatina anche lui de italiano, è vvero amo’?”

Sbottiamo a ridere come matti.Riesco a far entrare nel bagno Francesca.“Amore, non c’è carta, me ne prenderesti un pezzo nell’altro bagno?”“Tenga dottò, qui c’è n’rotolo. Ah bella, passame ‘n’po’ quel rotolo de carta che je lo damo ar dottore che je serve pe’ la signora. Tanto a noi nun ce serve che me pulisci tu co’ ‘a lingua, no?”Altra risata di cuore.“Amo, questo me lo sta a appizzà ar culo. Che famo, je lo do’ o no? Tanto è pure piccolo e manco o sento a questo…”

Da film.“Francesca, famolo strano!” e giù a ridere come scemi, mentre lei apre la porta ancora con le mutandine alle caviglie piegata in due dalle risate.“E niente, amore, me le sono sporcate mentre ridevo!” dice.“TE LA SEI FATTA SOTTO???” le chiedo divertito.“Ma no!!! È che mi sono scivolate per terra mentre ridevo. Dai, le tolgo e le metto in borsa. Ah, già, ma qui in borsa non entrano!” e mostra la pochette. “Non qui dentro, almeno.”

“Vabbè, dalle a me. Ci penso io.”Le ripiego accuratamente e le metto nella tasca posteriore dei pantaloni. Sono talmente piccole e sottili che quasi non si sentono.

“Beh, buona sera e buon proseguimento, signori” rivolto alle due coppie.“Dottò, non se lasci fregà. Qui ‘so tutti assatanati. La settimana scorsa io e mia moglie se ne semo passate sei de coppie, e tutte e sei se le semo dovute incula’ perché senno’ nun ce lasciaveno anna’… Te lo ricordi Jessica?”“E come no, Iva’. Ancora me sta a fa male er culo. Però sta settimana ho cacato mejo, o sai?”

Gessica e Ivano, proprio come quelli di Famolo Strano.Incredibile.Prendo Francesca sotto braccio e ci ridirigiamo verso il nostro gazebo.

“Ti senti a disagio, amore?” le chiedo.“Ma che sei matto? Mi sto scompisciando dalle risate. Quei due m’hanno fatto morire!” mi risponde.“Faresti sesso con loro?”“No, mai. Non riuscirei. Starei a ridere continuamente. M’immagino Jessica che si toglie la gomma dalla bocca prima di farti un pompino…” e giù un’altra risata.

C’ha messo di buon umore.Ci sdraiamo giusto in tempo mentre arriva il cameriere con i nostri liquori.

“Il dott. M. (Franco, n.d.A.) mi ha pregato di dirvi che se volete, vi aspetta alla stanza degli specchi. Devo riferire?” ci dice il cameriere“Gli dica…gli dica che…”“Gli dica che lo raggiungiamo tra qualche minuto, come abbiamo finito di bere. Grazie!” interviene Francesca.“Si certamente, signora. Grazie”

“Ora mi spieghi, Fra” dopo che il cameriere si è allontanato.“Niente, Paolo, sono curiosa. Hai detto che possiamo non fare nulla e decidere di non partecipare ai giochi, ma nessuno ci impedisce di vedere. Guardare e non toccare. Giusto?”“Ok. Guardare e non toccare. Ma almeno, io posso toccarti? Se mi dovesse scattare la molla… sapere che posso accarezzarti il culo mi tranquillizza…”“Vedremo” con uno sguardo in tralice.

Finiamo i nostri liquori e ci avviamo verso l’edificio centrale. Entriamo da una porta finestra e ci troviamo in un grande salone con l’angolo bar ed una serie di divanetti. Al barista chiediamo dove sia la stanza degli specchi; ci indica la direzione e ci dice “seconda porta a sinistra”.

Ci appropinquiamo verso la stanza, attraversando un vasto locale arredato con numerosi divani rotondi al centro di altri divanetti normali, come altari del sesso circondati dai banchi dei fedeli guardoni.

Parecchi di questi grossi pouf sono occupati da coppie, trii, mucchi di corpi aggrovigliati in pose serpentine, in trenini del sesso agganciati capo e coda. Mugolii di piacere ed inviti a spingere di più si elevano come tanti peana a Bacco da parte delle Baccanti.

Dorè avrebbe ricavato ottimi spunti per illustrare l’Inferno da queste panoplie.Giungiamo alla stanza degli specchi.La porta è aperta.

Al centro troneggia un letto ricoperto di pelle sintetica rossa, le luci rosso arancio si riflettono sulle pareti e sul soffitto interamente ricoperti di specchi che rimbalzano, ripetendole all’infinito, le immagini dei corpi avvinghiati, dei membri sfoderati, delle vulve rigonfie.

Franco e Livia sono impegnati in un 4some con un’altra coppia. Franco sta penetrando la lei dell’altra coppia, che a sua volta lecca ed accarezza la fica di Livia, che nel frattempo spompina l’altro lui.Ci sediamo ad un angolo, le gambe conserte e le braccia raccolte in grembo.Dopo qualche minuto di gemiti ed un paio di orgasmi, le due coppie si sciolgono e si separano. Franco e Livia si ricompongono e ci raccontano.

“Era una coppia che abbiamo conosciuto il mese scorso. Per loro era la prima volta in assoluto, sono rimasti a guardarci, poi sono tornati la volta successiva ed hanno fatto sesso tra di loro davanti ad altre coppie, poi hanno accettato le avance di Livia e successivamente abbiamo provato a divertirci in quattro. Però solo oggi si sono lasciati andare…”

“Magari vorreste provare. O magari preferite fare un po’ di baldoria fra voi due mentre noi vi guardiamo e vi proteggiamo da intrusioni indesiderate?” ci chiede Franco, mentre Livia si avvicina ad accarezzare la schiena di Francesca.

“Franco, Livia, non ce ne vogliate, ma a noi questo modo di fare sesso non ci stimola.”È Francesca che risponde e chiarisce.

“Volete sapere una cosa? Abbiamo conosciuto alle toilette una coppia irreale, assurda, avete presente Famolo strano di Verdone? Ecco, uguali. E si chiamano allo stesso modo, Jessica e Ivano. Bori uguali, ma molto più veraci delle macchiette del film. Ci siamo fatti pazze risate mentre Francesca cercava di andare in bagno. Ecco, quel momento è stato divertente, stavano facendo sesso e ridevano come matti” spiega.“Personalmente non riuscirei a fare nulla con una coppia così, mi disarmerebbe, ma credo di non essere capace di fare altro in questo momento, in questa situazione.” intervengo.“Capiamo il vostro sforzo di metterci a nostro agio, ma sinceramente non ci troviamo, non proviamo alcuno stimolo.” concludo, sorridendo ma esprimendo fermezza.“Eppure eravamo sicuri che avreste provato” risponde Livia.“Livia, noi abbiamo apprezzato molto il vostro invito” risponde Francesca.“Non ti nascondo che con Paolo abbiamo cercato informazioni su questo posto, ed è stato abbastanza facile scoprire che è un sito frequentato anche da scambisti.”“Io non sono bacchettona, non mi vergogno di spogliarmi né chiudo gli occhi scandalizzata se vedo un pisello nudo o assisto ad atti di sesso esplicito.”“Il sesso mi piace molto, non riuscirei a vivere senza. Ma ciò non significa che debba per forza provare tutto ciò che impatta sulla sfera sessuale.”“Magari la prossima volta Paolo ed io potremmo essere incuriositi e provare a partecipare passivamente. Ma oggi, sinceramente non me la sento.” conclude.“Ed io non posso che uniformarmi al desiderio del mio amore” le dico guardandola negli occhi mentre le stringo le mani al mio petto.“Ciò non significa che non possiamo continuare a frequentarci lo stesso, fuori da qui. Siete persone amabili e simpaticissime. Anzi, mi farebbe piacere avervi a cena a casa la prossima settimana.” dico loro.“Vi prometto che sapremo farci perdonare per stasera!” mentre abbraccio Francesca forte forte.

E proprio in quel momento, entrano nella stanza degli specchi almeno una decina di persone visibilmente eccitate “Vi serve la stanza, volete partecipare?” ci chiede uno di loro.

“No grazie, noi andiamo” risponde con cortesia Francesca, senza alcuna ritrosia o difficoltà ad interfacciare quel gruppo di persone completamente nude che si toccano, si baciano, si accarezzano senza alcun pudore.

E seguiti da Franco a Livia, che nel frattempo si sono ricomposti, andiamo verso l’uscita.

“Allora, grazie mille per la piacevole serata.”

Saluto affettuosamente Livia e stringo la mano a Franco. Francesca, più ecumenica, abbraccia e bacia entrambi. “Non vi preoccupate, noi ci siamo comunque divertiti!” li saluto, sorridendo al pensiero della coppia di Famolo strano.


Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: PaoloSC

Fine del capitolo 10
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Scritto da
sesso italiano
Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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