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Francesca e Paolo, amore e follie · Cap. 7 — Massaggio di coppia
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Massaggio di coppia

sesso italiano
2 anni fa · 5.281 parole · 23 min
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Ormai da parecchie settimane, Francesca ed io siamo “coppia” nel senso che usciamo, ci vediamo, incontriamo gente. Siamo andati a fare un weekend in barca, una bella uscita di un paio di giorni auspice un tempo un po’ anormale per ottobre con temperature veramente primaverili, aria tiepida e sole che scalda al punto tale da mettersi in costume.

Ho invitato il mio avvocato, Fabrizio Steffani, e la sua socia/assistente, Laura, da poco assurta al ruolo di amante/compagna dopo la dolorosa perdita di sua moglie di cinque anni prima.

Lo capisco, pover’uomo.

A cinquantacinque anni, dopo trent’anni di vita coniugale piatta ma serena, perdere tua moglie per un banale incidente domestico è un brutto colpo. La moglie, di dieci anni più giovane, stava facendo la doccia e rimase folgorata dallo scaldabagno elettrico che era andato in corto e che, montato male, non aveva fatto scattare il differenziale. Una morte orrenda.

Era ad un convegno di divorzisti cattolici, tutti gli avvocati rotali di Roma, a discutere del nuovo ordinamento dei procedimenti di fronte alla Sacra Rota, quando venne chiamato fuori dalla sala mentre era il relatore per conoscere la triste notizia. Per fortuna, io assieme agli altri amici ci impegnammo molto per aiutarlo psicologicamente. Lo sostenemmo cercando di coinvolgerlo nelle nostre attività extra lavoro e gli presentammo Laura, una giovane avvocato trentacinquenne figlia di un cassazionista dell’Ordine di Roma, dalle cui oppressive paterne attenzioni voleva sfuggire.

Comunque, questa bella e brava ragazza si è innamorata di questo uomo dolce e sensibile, e gli è stata accanto sia lavorativamente che affettivamente fino a che non si è lei stessa dichiarata facendosi trovare, un giorno, nuda sulla sua scrivania…

E da quel giorno il mio caro Fabrizio è come rinato, dopo cinque anni di lutto nel cuore e nel corpo.

E così abbiamo deciso di fare questa uscita con le nostre nuove compagne.

Francesca e Laura si sono trovate subito in sintonia, dedicandosi a prendere il sole piacevolmente caldo a prua, alternandosi nel preparare da bere e portarcelo mentre Fabrizio ed io condividevamo il pozzetto e ci alternavamo al timone raccontandoci piccoli e piccanti aneddoti sulle nostre nuove compagne.

Ad un certo punto, arrivati all’altezza di Ansedonia, decidiamo di ancorarci a qualche decina di metri dalla Formica di Burano, uno scoglione a poco più di tre miglia dalla costa.

Fabrizio ed io mettiamo giù il filaccione con qualche pezzo di esca e aspettiamo sorseggiando un goccio di bianco fresco, ma non facciamo in tempo a vuotare i bicchieri che subito due forti toccate fanno oscillare il filo e poi lo mettono subito in tensione. Molliamo i bicchieri e ritiriamo il filo per accorgerci, con somma gioia e sorpresa, di aver catturato un bel sarago da una trentina di cm abbondanti, poco meno di un chilo.Evvai, la cena di pesce è assicurata!

“Ragazze, voi che sapete maneggiare bene il pesce, lo pulite voi?” chiedo con voce ironica ridacchiando.“Ma certo, ci pensiamo noi al vostro pesce! Vedrete come sarete contenti” risponde ridacchiando Francesca, subito spalleggiata da Laura.“Si certo, ci pensiamo noi al vostro pesce! Ne sarete soddisfatti!” aggiunge l’amica anche lei ridacchiando.

Si alzano dal materassino e noto che sono senza reggiseno, entrambe solo con lo slip del costume.Francesca indossa una brasiliana con i fianchetti, Laura un perizoma con i laccetti.Si avvolgono con il pareo e vengono a vedere il pesce appena preso.

“È un bel pesce. Bello grosso. Come piace a me” esordisce Laura, passandosi platealmente la lingua sulle labbra.“A me quelli troppo grossi non piacciono. Faccio fatica a maneggiarli” risponde per le rime Francesca. “E poi, di solito quelli troppo grossi hanno poco sapore, sono coriacei e brutali! Invece quelli più piccoli sono molto più delicati!” conclude con un sorriso sornione.

Devo dire che il dialogo sarebbe sembrato surreale se non fosse stato che Fabrizio, mio ex compagno di classe, di calcetto e di palestra, è notoriamente superdotato anche rispetto a me che, con i miei oltre 19 cm, ma soprattutto con gli oltre 12 da moscio, faccio la mia porca figura.

E so per sua stessa ammissione che la sua precedente moglie, pur gradendo il sesso, non riusciva a godere né a portare a termine un rapporto sessuale soddisfacente per via delle dimensioni quasi asinine. E questa era stata peraltro una delle cause per la quale non avevano avuto (o voluto) figli.

A quanto pare, invece, Laura era di …più ampie vedute ed apprezzava l’anatomia del suo partner.

Ad ottobre, nonostante l’ora legale, alle cinque del pomeriggio il sole inizia ad esser basso sull’orizzonte e scalda molto di meno. In barca, complice l’umidità, le temperature sembrano minori e bisogna coprirsi un po’.

Il vento è cambiato contro le previsioni, ha girato a maestrale ed il riparo dell’Argentario è troppo lontano per attenuare vento e onde, e decidiamo di salpare in direzione di Cala Galera, a sole 5 miglia di distanza.

Attacco il motore e a 4 nodi per evitare di sbattere troppo l’onda, ci vuole un’oretta circa e nel frattempo contatto la marina per chiedere se c’è un posto in banchina. Sono fortunato, c’è un posto proprio di fronte al molo carburanti, manovra facile e ormeggio all’inglese, di fianco.

Decidiamo di scendere a terra, sgranchirci un po’ le gambe e andiamo in capitaneria a regolare i documenti.

Le ragazze si sono cambiate e si sono fermate al bar del ristorante sotto la torre della Direzione a prendere un aperitivo e stanno amabilmente conversando.

Le raggiungiamo e decidiamo sul proseguo della serata. Possiamo scegliere di mangiare a bordo, cucinando un po’ di pasta ed il sarago già sfilettato, oppure di fermarci al ristorante. “È buio, siamo già seduti, fermiamoci qui” dicono in coro le ragazze, contente di poter sfangare un turno in cambusa.

Ci convinciamo facile, e chiamiamo il cameriere per la comanda.Ordiniamo da mangiare e da bere, poco, giusto per placare la fame.Alle nove e mezza siamo in barca. Abbiamo bevuto il giusto, siamo allegramente sobri, o sobriamente allegri.

Nel pozzetto fa freddo, non si può stare fuori. Scendiamo sotto coperta, accendo un po’ la stufa per stemperare l’aria, visto che abbiamo lasciato i boccaporti aperti. Le ragazze approfittano per andare alla toilette mentre tiro fuori una bottiglia di sambuca ed una di buon whiskey per Fabrizio. Io ho già esagerato col vino, oggi, e non posso permettermi altro alcol.

Dopo qualche minuto l’aria si è riscaldata al punto tale che decido di andarmi a cambiare e togliermi i pantaloni lunghi per un più pratico pantaloncino corto portato, more solito, senza biancheria. Anche Fabrizio è della stessa idea, anche lui si trova a suo agio senza mutande sotto al pantalone corto da barca.

Le ragazze escono dalla cabina di prua in cui si erano chiuse, entrambe in felpone e pantaloncino corto da yoga; devo dire che fanno entrambe una splendida figura inguainate in quei capi così attillati.

“Paolo, Laura mi ha detto che lei e Fabrizio sono andati a fare un corso di massaggio orientale assieme quest’inverno” esordisce Francesca. “Laura dice che è una cosa fantastica essere massaggiati in coppia, e questi massaggi aiutano molto il rilassamento perché producono molte endorfine, le stesse sostanze che produciamo con l’orgasmo!”, continua.“E poi, aiutano molto a sviluppare una forte intesa sessuale” interviene Laura. “All’inizio ti senti a disagio perché il massaggio viene fatto sul corpo nudo, e se non sei abituato puoi provare vergogna o eccessivo pudore. Poi ti rilassi, ti abitui e ti rendi conto che è una cosa assolutamente naturale. E soprattutto, il farlo accanto alla persona che ami stimola appunto la consapevolezza del proprio corpo e dei propri sentimenti.”

Fabrizio annuisce, leggermente in difficoltà.

“Non me ne avevi mai parlato, prima.” gli dico.“È vero, ma non sapendo come l’avresti presa, ho pensato di evitare” risponde.“E per quale motivo me la sarei dovuta prendere?”“È che eri appena…fidanzato…Serve un po’ di intesa perché la cosa funzioni. Non puoi farlo con una persona che conosci poco e con la quale non hai la totale intimità. E non parlo solo di sesso, ma di tutti gli aspetti di vita assieme che si verificano quando due persone vivono la stessa quotidianità” disse allargando le braccia. “Però se pensi di essere pronto, Laura ed io potremmo provare a farvi conoscere queste tecniche.”

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