È ormai un bel po’ che Francesca ed io stiamo insieme.
Abbiamo festeggiato il nostro secondo anniversario a Parigi qualche mese fa e a Natale ho deciso di presentare Francesca ai miei figli.
Loro sanno perfettamente della mia situazione affettiva, la hanno approvata ed accettata ma, per un motivo o per l’altro, Francesca al massimo li ha sentiti per telefono, ripromettendosi di conoscerli ed incontrarli di persona quanto prima.
Il fatto che sia Luca che Sophia si fossero spostati a lavorare all’estero non hanno facilitato la cosa, però questa volta siamo riusciti a combinare.
Sophia è rientrata per fermarsi almeno sei mesi. Deve sistemare alcune cose con la sua azienda, decidere se accettare o meno una proposta di lavoro in Nuova Zelanda, ma anche sottoporsi ad un intervento di rinoplastica da parte di un collega della madre, la mia ex moglie. Non che abbia un brutto naso, ma un piccolo incidente di lavoro le ha fratturato e deviato leggermente il setto che deve essere ricostruito. Ne approfitterà per rimodellarlo come piace a lei. So che c’è la madre dietro tutto ciò per cui ogni mia recriminazione e protesta è assolutamente vana.
Ci sarà anche Luca. Il suo contratto con la software house di Boston è terminato ed ha deciso di prendersi tre mesi di vacanza prima di riprendere a lavorare per la nuova compagnia che lo ha assunto al doppio dello stipendio che prendeva prima. Ora guadagnerà quasi quanto me. Sono contento per lui. Essere ben pagati per fare il lavoro che ti piace è una cosa bellissima.
Vista la situazione, avrei preferito che entrambi i figli se ne andassero a dormire dalla madre, ma il caso ha voluto che Andrea, la sua compagna, abbia deciso di ristrutturare casa proprio prima delle feste, e che quindi sia disponibile solo la vecchia camera di Luca. Sophia dovrà venire a dormire da me. Non che sia una cosa brutta, ma mi impedirà di avere Francesca a casa. Lei è un po’ restia ad imporre la sua presenza, soprattutto a Sophia. Devo cercare una soluzione alternativa.
C’è un altro motivo per cui sono contento che i figli siano capitati a Roma assieme.
Ho deciso di organizzare una festa di fidanzamento a sorpresa per me e Francesca. Ovviamente la sorpresa sarà per lei, visto che ho l’intenzione di chiederle di sposarci. Siamo entrambi divorziati da un po’, i nostri figli sono quasi autonomi (beh non proprio, Serse, il secondo di Francesca non è ancora diciottenne, ma si trova bene a vivere con il padre).
Direi che sarebbe l’ora di definire una volta per tutte la nostra pratica di vita assieme. Ne ho parlato solo con qualche intimo amico (Fabrizio e Laura, ma anche Franco e Livia, e poi Karla, la mia segretaria confidente, ovviamente) ai quali ho chiesto consiglio. Sono eccitato e nel contempo atterrito dalla decisione. Ho paura di sciupare una relazione bellissima e di perdere la donna che amo più di me stesso, più di ogni cosa al mondo. Non è facile guarire dai guasti e dalle ferite di un divorzio come il mio. Grazie a Francesca, sono rinato come uomo, come padre, come amante. La sua vicinanza mi ha trasformato, ridandomi la gioia di vivere e di godere di cose semplici e insegnandomi ad apprezzare la semplicità e la spontaneità.
Sono andato a prendere Sophia all’aeroporto. Era parecchio che non ci vedevamo, e mi è corsa incontro saltando dalla gioia. Immagino i pensieri cattivi della gente intorno a me “guarda quel vecchio porco che se la fa con una ragazzina di trent’anni più giovane di lui”. Li immagino e sorrido, pensando ad un’ipotetica linguaccia a quella vecchia signora corpulenta con un vestito a fiori ed un cappello in testa, con sei o sette chihuahua urlanti al guinzaglio, che ci sta guardando in tralice. Sono talmente contento che alla fine, mentre Sophia mi abbraccia, mi volto e le faccio veramente una pernacchia.
Andiamo di corsa alla macchina prima che scatti il quarto d’ora fatidico, A Fiumicino sono dei bastardi, o paghi il pizzo o ti fanno girare come una trottola perché per l’appunto la sosta è di soli quindici minuti.
Prendiamo quindi l’autostrada verso il Raccordo ed iniziamo a parlare. Mi racconta della sua azienda, del nuovo management, della nuova organizzazione, dei prodotti interessanti che stanno per uscire, ma anche della possibilità di andare a fare la manager di un gruppo di venditori e dimostratori nella sede dell’azienda in Nuova Zelanda.
Poi tocca a lei chiedermi come sto, come va il lavoro, il rapporto con sua mamma, ecc. “E… con Francesca come va?” mi chiede finalmente. “Bene, molto bene. Lo sai, con lei sono rinato. La amo molto. Il mio è un amore maturo, non un’infatuazione giovanile, ed è totalmente corrisposto. Quindi, va meravigliosamente bene, sotto questo punto di vista.” le rispondo. “E ?” mi stimola Sophia. Sa che non ho detto tutto. “E cosa?” chiedo. Voglio capire cosa intende. “Insomma: la ami. Lei ti ama. Sono quasi tre anni che state assieme” “No, poco più di due” la interrompo. “Vabbè. Hai detto tu che è un amore maturo. Che vuoi fare? Hai intenzione di …” e lascia cadere la domanda topica come un macigno. “Di…convivere, intendi?” cerco di sviare il discorso. Non so se sono pronto ad affrontarlo con lei. “Papà, lo so che te e Francesca convivete. Sai quante volte ti ho chiamato a casa e mi rispondeva lei? Alla fine abbiamo iniziato a parlare e abbiamo fatto amicizia, in un certo senso. Anche se non la conosco fisicamente ma solo via videochat, sento che è una bellissima persona. E sento che ti ama. E so che le spezzeresti il cuore se la lasciassi” afferma quasi con durezza. “Lasciarla io? Ma che dici? Ma se ho intenzione di spo…”. Non termino la frase, ma oramai il dado è tratto. “Sposarla? Papà, ma è bellissimo! Sono contenta per te. Devo dirlo a Luca e a mamma, saranno felici” quasi urla dalla gioia. “NO!!! A mamma no, per favore. Aspetta un momento, fammi pensare.” “Papà, guarda che mamma lo sa da una vita che esiste Francesca e che vi amate. Gliel’ho raccontato io, Lo sa ed è felice per te. Te lo giuro!” e si porta le mani sul cuore mentre lo dice.
Le credo.
“Sophia, si, ho deciso di sposarla. Francesca non lo sa, perché non ne abbiamo mai parlato seriamente. Lei ed io ci siamo fidanzati.” “Si lo so… tu ti sei inginocchiato, le ha dato un anello e le hai promesso di amarla e proteggerla, e poi lo hai rifatto davanti alla tomba di suo padre.” “E a te chi te le ha dette queste cose, scusa? Come fai a saperle?” “Come faccio? Me le ha raccontate Franci. Chi altro sennò?” mi guarda di sottecchi con una faccia da schiaffi come quella della madre a cui somiglia tanto fisicamente. “Francesca? Ma allora vi parlate?” “Ah pa’, è ‘na vita che te lo sto a di’” lo scandisce in romanaccio, così da farmelo capire bene.
E allora le racconto delle mie preoccupazioni, delle mie sensazioni, dei miei sentimenti. Sembra però che mi conosca come un libro aperto. Sa già tutto.
“Ma da quanto vi sentite tu e Francesca?” “Boh, sarà un annetto, Ma sono solo sei mesi che ci sentiamo sempre. Tra un po’ chiamo più lei che mamma. Ti capisco, lei è veramente una gran donna, capisco come mai ti sei innamorato di lei, capisco perché vuoi sposarla. E so anche quali pensieri ti affliggono. Vuoi che te lo dica?” mi sfida. “E sentiamo la signorina #sotuttoio”, la sfrucuglio. “Tu hai paura che se Serse si impunta e non vuole venire a vivere con te, dovrai aspettare che compia 18 anni e che vada a vivere con il padre o che accetti di vivere con voi dietro ricatto della madre. Vero?” “Ma sai pure i nomi dei figli?” chiedo sorpreso. “Dei figli, dei cani, del padre, della mamma, delle sorelle, anzi, con due di loro ci ho già parlato. E ho già conosciuto Claudio, il figlio grande. Siamo andati a prendere una pizza insieme, lui con la sua fidanzata ed io con Luca.” dice. “Luca CHI?” le chiedo incredulo. “Luca Luca, tuo figlio, Mio fratello. Ti ricordi che hai un figlio maschio?” mi sfotte. Sto trasecolando. Non solo conosce Francesca, ma conosce pure i figli, e ha coinvolto pure Luca, suo fratello. “Ma chi è stato a coinvolgervi? Francesca? È stata lei?” le chiedo, pensando che ci sia stata una manovra apposta. “Ma no! Francesca lo ha scoperto per caso. Un giorno stavamo in video chat ed è passato un ragazzo dietro di lei. Lo ha chiamato e le ha chiesto Claudio mi dai il tuo numero nuovo che lo memorizzo sul telefono prima che esci, amore di mamma?. Io ho segnato il numero, l’ho memorizzato e poi l’ho chiamato, gli ho spiegato il tutto e abbiamo deciso di incontrarci, visto che i nostri genitori non avevano ancora deciso di farlo. Tutto qui. E ti dirò, anche lui non si capacita perché non vi siate sposati. Claudio adora la madre e non vede l’ora che lo facciate.” mi dice. “Pensa un po’ che io Claudio l’ho visto una sola volta e l’ho sentito al telefono un paio di volte quando ha risposto lui al posto della madre” le racconto. “E mica è colpa nostra se siete imbranati” esclama.

