Il professore ci aveva invitato ad andare ad una festa alla sua villa ove Francesca stava progettando una serie di mosaici speciali.
Avevamo saputo che le feste del professore non erano normali ricevimenti più o meno formali, ma veri e propri baccanali riservati a politici, attori ed attrici, esponenti dell’imprenditoria romana e si, anche cardinali.
La decisione di andare era stata frutto di profonde meditazioni e discussioni.
Io ero curioso di partecipare per vedere cosa combinava quella gente, Francesca un po’ meno perché non voleva mescolarsi a gente che non conosceva e che non stimava. Però poi, al pensiero di poter perdere quell’appalto per i mosaici, uno dei lavori più impegnativi e remunerativi di sempre, aveva deciso di accettare.
“Mettiamo le cose in chiaro: se si fa sesso, io esisto solo per te e tu esisti solo per me. Niente scambi, orge, due contro uno… Solo io e te. E solo se mi va. Va bene?”“Tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio” le rispondo scimmiottando ‘Pino la lavatrice’, provocandole una risata mentre mi molla un buffetto sulla coscia. “Ma certo, Francesca. Ti ho forse mai forzato a fare qualcosa che non ti piacesse?” le chiedo serioso.“No, ma è anche vero che mi hai messo sempre in condizioni di non poter rifiutare. Però devi riconoscere che fino ad oggi ti ho sempre seguito nelle tue …chiamiamole follie, sei d’accordo”?“Riconosco, riconosco…Allora andiamo, ok?”“Va bene. Però non posso partire vestita da sera per la festa, devo andare in casa famiglia prima. Posso passare a cambiarmi da te sabato sera?”“E sono domande da farsi, Fra’? ¡Mi casa es tu casa!, come dicono in Spagna. Tu sei e sarai sempre la benvenuta. Lo sai che non ti ho chiesto di stare da me perché so che tuo figlio è ancora piccolo, altrimenti ti avrei già rapito e portato qui da me…” mentre l’abbraccio con affetto e trasporto stringendola forte a me. Inizio a provare forti sentimenti per questa donna. Amore? Non so. Ma di certo non è per il sesso che sto con lei.
Il pomeriggio del sabato Francesca si presenta da me alle 18 portandosi dietro una valigia grossa quanto un baule. La guardo con aria interrogativa e le chiedo: “Ma devi partire per un viaggio attorno al mondo stasera o dobbiamo andare alla festa?”“Non sapevo cosa mettermi e quindi ho messo alcune cose da scegliere. Spero che tu mi aiuti”.
Avevo passato la mattina a girare per negozi e boutique alla ricerca di qualcosa che potesse andar bene senza essere né sobrio né volgare, ma nel contempo facile da mettere e togliere, alla bisogna.
Era lì su una stampella appesa allo sportello della mia cabina armadio, assieme ad uno splendido paio di sandali Jimmy Choo di vernice e strass con tacco 12.
Mi ero fatto aiutare da una amica di mia figlia che era la personal shopper di un gran numero di star e starlette che gravitano a Roma. Mostrata una foto in bikini di Francesca e spiegato che la festa era in piscina, mi aveva fatto girare per una dozzina di boutique prima di mettermi in mano un porta abiti e la scatola delle scarpe. Ero anche passato alla boutique MissBikini per prenderle un micro bikini nero da indossare sotto il vestito per fare eventualmente il bagno.
Ma non avrei mai immaginato che si portasse 60 chili di vestiti, intimo, costumi, cinte, borse, scarpe, trucchi, piastre elettriche, bigodini, shampoo, balsami e altre decine di boccette e boccettine.
L’aiuto ad aprire la valigia e a rovesciare il contenuto in una delle due stanze da letto, a trasferire su un carrello tutti gli articoli da toilette e ad appendere su altrettante stampelle le dieci mise da sera che aveva portato, per non parlare della quantità di scarpe, sandali, stivali estivi buoni per una intera season a Porto Cervo.
“Io ti avevo preso un pensierino, uno straccetto da mettere stasera. L’ho scelto che fosse pratico da indossare e da togliere, sexy ma non volgare. E poi ti avevo preso questo” porgendole il pacchetto con il MissBikini nero, realizzato con un tessuto così sottile e leggero da stare nel pugno di una mano una volta strizzato.
Francesca apre la zip del portaabiti ed estrae il vestito.
È una sorta di vestaglia con corpetto in pizzo nero e gonna in tessuto traslucido, allacciata davanti ma che sale fino al collo con uno scollo all’americana. Due profondi spacchi laterali arrivavano a mezza coscia mostrando buona parte della gamba, ed è chiusa in vita da una cinta.
Se lo mette addosso per provarne la lunghezza, si guarda allo specchio e poi si gira per abbracciarmi e mi bacia con passione.
“Grazie, sei un tesoro. È bellissimo.”“Provalo con il costume che ti ho preso. È talmente leggero e sottile che si dovrebbe asciugare immediatamente, ma non è trasparente nemmeno da bagnato, pur essendo sfoderato. Sono certo che ti starà benissimo, anche se è veramente mini, ma non è a perizoma.”“Lo vedo, è meraviglioso anche questo. Non so perché mi sia portata tutta questa roba di cui non metterò nulla” esclama.“Però hai tutta la tua truccheria e parruccheria. Mi hai invaso anche il bagno!”“Amore mio, grazie e scusami. Mi farò perdonare come tu sai…” ammicca con fare da gatta mentre mi struscia una mano tra le gambe.
Poi si spoglia, si mette il costume e sopra indossa l’abito che le ho regalato. Dopodiché sale sui sandali superandomi in altezza di almeno tre dita.
È stupenda da lasciarmi a bocca aperta. La lieve abbronzatura (senza righe e segni di costume, peraltro, come mai, mi chiedo?) risalta sotto l’abito nero semitrasparente, ed i capelli raccolti sulla nuca le donano da morire.
Ho paura che qualcuno me la porti via.
Al termine dei preparativi prendo la DS, che reputo all’altezza della serata e della mia signora, e scendo per aprire lo sportello e far salire Francesca.
Si è creato un piccolo assembramento. Un tizio in motocicletta fa lo slalom per passare ma quando vede Francesca, inchioda, si volta e urla “Ah fata, faccela vede!” provocando l’ilarità dei presenti ed un vistoso arrossamento delle gote di Francesca, la quale mi sussurra “Non è che sono un po’…troppo?”“Amore mio, sei troppo bella per passare inosservata stasera!” le rispondo tranquillizzante ma estasiato.
Prendiamo l’Anagnina e arrivati a Grottaferrata, ci fermiamo al cancello della villa nel vialetto illuminato da mille candele. Il servizio d’ordine controlla i nostri nominativi ed immediatamente ci fa passare indicando di andare con la macchina direttamente al parcheggio davanti alla piscina, mentre gli altri sono invitati a fermarsi molto prima ed a procedere a piedi. A quanto pare, siamo nella lista VIP.
Scendo ad aprire lo sportello a Francesca. La DS è sexy al punto giusto da fare da preambolo alla sua uscita, una lunga gamba nuda che fuoriesce dallo spacco del vestito nero, seguita dal resto del corpo snello e naturalmente elegante.
Il cicaleccio dei presenti si interrompe immediatamente seguito da un brusio, mentre decine di persone si voltano a guardare. Si direbbe che Francesca non sia proprio passata inosservata, purtroppo.
Arriva il professore in un impeccabile smoking bianco, si avvicina a Francesca che saluta con un elegantissimo baciamano. Poi saluta calorosamente anche me “Che piacere rivederla, Paolo! Ci sono molte persone che muoiono dalla voglia di conoscervi” ci dice mentre ci guida verso un capannello di persone che ci stanno guardando.

