Seconda parte del racconto incestuoso di @Jakyboy
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Finalmente anche l'ultimo degli invitati se ne va. E' stata un'attesa estenuante: la festa è durata 4 ore fino alle 8:30 di sera, e ora sto aiutando Giò a ripulire. Mentre porto via i piatti la guardo: Giovanna, la madre di Nancy, mi è sempre piaciuta. Da piccola, Giò, era esuberante e vivace, già da piccola, aveva un corpo snello ma forte, che prometteva di crescere in quella bella donna italiana, che poi è diventata.
La guardo mentre puliamo il tavolo: le sue tette (una quarta giusta) sono a malapena contenute nel suo vestito scollato, e posso ammirarle ogni volta che si china per raccogliere qualcosa. Porto via un sacco di pattume e passo dietro di lei, ne approfitto per guardare quelle gambe forti e formose e quel culo da donna italiana del sud: grande ma non troppo, abbondante ma fermo. Una vera delizia per occhi e mani. Lei si gira verso di me, e si accorge che la guardo.
“piantala di fissarmi il culo come un cane da caccia!” mi dice con tono allegro e con un sorriso disarmante. “e sbrigati a buttare il pattume, che sono stanca! Voglio finire presto!”
“subito!”, le dico mentre vado ai cassonetti. Finalmente finiamo di ripulire la parte più grossa. Siamo tutti stanchi e Giò, finalmente comincia a preparare la branda per me in camera di Nancy. Ci mettiamo tutti un po' in libertà e Giò dice a Nancy di andare a fare la doccia, una volta soli si avvicina a me, sorridendo. “sono contenta che tu sia venuto
“ma non dirlo neanche... come avrei potuto mancare?” le rispondo in tono rassicurante, mentre sento le sue belle tette, sotto i vestiti, premere contro di me.
“fai dormire Nancy presto, stanotte ok? Sono già le nove, deve riposare!” mi dice in tono matronale.
“preferisci che venga a dormire con te?” le chiedo in tono malizioso. “Ma che dici? Se ci vede a letto insieme si spaventa di sicuro! E poi che gliele spiega tutte le storie? "mi dice con aria ansiosa. “hai ragione.... ma prima o poi la verità salirà a galla, e ci dovremo pensare”, le rispondo in tono calmo.
“quando sarà il momento.... quando avrà almeno 20 anni” mi risponde seria
“decidi tu” le rispondo “sai bene che su questo non ho mai avuto problemi a farti gestire le cose. Ora vado in bagno, che mi serve una doccia fredda!” la bacio stringendola a me e gustandomi la sua bocca per qualche istante, poi me ne vado nel bagno degli ospiti. Mi lavo da capo a piedi ed elimino un po' di peluria dal mio inguine con il rasoio da barba. Voglio essere il più invitante possibile. Sento la doccia nell'altro bagno fermarsi e Nancy che esce dal bagno. “Zio? Sei in bagno? Io ho finito. Vado in camera.” mi dice da dietro la porta
“ok, Nancy tra poco arrivo” le rispondo “ehi, voi due! Guardate che è ora di dormire! Mica stare svegli a chiacchierare!” dice Giò con tono serioso.
“ma certo, mamma... solo due chiacchiere poi dormiamo” risponde Nancy con aria sorniona.
Sento Giò entrare nel bagno e accendere la doccia. Con addosso solo l'accappatoio esco dal bagno e vado nella stanza di Nancy. La stanza è grande abbastanza da ospitare i due letti lasciando spazio ad una scrivania ed un armadio, la finestra fa entrare ancora molta luce, del resto siamo a giugno. Nancy mi aspetta seduta sul suo letto avvolta solo dall'asciugamano, il capelli castani ancora un po' umidi le scendono dolcemente sulle spalle e sulle braccia. Appena mi vede si alza sorridendomi e, senza dire niente apre l'asciugamano aprendo le braccia verso l'alto e tenendo gli angoli con le mani. Io sgrano gli occhi. La vedo tutta, nuda e bellissima: le braccia alte come a voler spiccare il volo, il viso ha un'espressione innocente e maliziosa al tempo stesso, i suoi occhi brillano di eccitazione, le sue tettine appena accennate sembrano caramelle rosa, la sua pancia è piatta e liscia con solo quel delizioso l'ombelico che invita a guardare più in basso. La sua fighetta assolutamente glabra è una piega di pelle che farebbe impazzire anche un santo, i suoi fianchi sembrano più rotondi e invitanti che mai e le sue gambe affusolate sembrano brillare tanto sono sono lisce.
Ma è il modo in cui si muove la vera delizia: sposta i fianchi per farsi guardare tutta, sorride con le labbra e con gli occhi, oscilla la testa come se fosse davanti ad un fotografo e l'asciugamano bianco che tiene dagli angoli dietro a schiena la fa sembrare un angelo. Io non dico nulla... non riesco a dire nulla. Nancy continua quella sorta di balletto facendo roteare l'asciugamano e girandosi di schiena. Le sue spalle brillano alla luce della finestra, vedo il suo culetto meraviglioso oscillare mentre compie tre passi con l'eleganza e il portamento di una spogliarellista esperta. Arrivata alla scrivania, poggia l'asciugamano e si gira di nuovo verso di me. Alza una gamba e appoggia il piedino sulla sedia, poi inarca la schiena in avanti per poi scattare all'indietro, facendo compiere ai capelli un arco che per un istante sembra un getto d'oro. I capelli le vanno dietro la schiena e lei, mettendo le mani dietro la testa, li raccoglie mostrando il collo sottile. Si lascia illuminare completamente dalla luce che viene dalla finestra: la sua pelle rosa e lievemente brunita è liscia e perfetta, le sue tettine sembrano anche più grandi, e la sua fighetta è così esposta con le labbra appena separte da un solco d'ombra. Quanto tempo è passato? Da quanto la sto guardando? Pochi secondi? Un minuto? Una vita? Non saprei dire, ma quello che so è che non mi serviranno le fotografie per ricordarmi di questo momento. Per un istante mi risveglio dalla trance: “vedo che le tue lezioni di danza, danno ottimi risultati!”
lei ridacchia, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi. “Grazie, Zio... in effetti la maestra dice che sono una delle più brave, nella sua classe...” mi risponde con naturalezza e complicità. “deve essere una brava maestra! Ti ha insegnato lei a fare queste cose?” le chiedo falsamente incuriosito.
“in parte sì” mi dice lei. “ma questo l'ho preparato per te. Non sarà perfetto, certo....” mi dice come a scusarsi di qualcosa. “ma che dici? È stato bellissimo... tu sei bellissima. Guarda come sono messo ora!” lascio aprire l'accappatoio sul davanti e il mio cazzo svetta verso l'alto forte e orgoglioso.
Lei lo guarda: i suoi occhi brillano e d'un tratto dal suo viso scompare ogni traccia di innocenza e di gioco. Nancy ha uno sguardo che non le avevo mai visto, uno sguardo da troia affamata di cazzo! Vedo le sua bocca dischiudersi e la punta della sua lingua passare sulle labbra con un movimento assolutamente spontaneo. “avevi preparato qualcos'altro per me?” le chiedo con voce bassa.
Lei, quasi colta di sorpresa, mi dice: “eh? ah... bè ci stavo pensando quando sei entrato....” a cosa pensavi?” le chiedo guardandola in faccia “a questo...” risponde lei con voce roca. Comincia a toccarsi il petto con una mano: le sue dita si muovono in modo voluttuoso sulle areole e sui capezzolini, che in un attimo diventano duri. La sua mano scende sulla pancia e devia sulla coscia. Raggiunge il ginocchio piegato sulla sedia, e poi torna indietro. La sua mano raggiunge la sua fighetta e lei comincia ad accarezzarla guardandomi negli occhi. Le sue dita sottili si muovono con disinvoltura sulle labbra della fighetta, continua ancora un istante, poi con due dita la apre: la luce colpisce il suo clitoride e sue piccole labbra. Sto per scattare: devo averla subito.
BOOM Dietro di noi una porta sbatte facendoci sussultare. Giò è uscita dal bagno. “SIETE A LETTO?” la voce di giò rimbomba dal corridoio. In pochi secondi io e Nancy ci buttiamo sui nostri letti e ci copriamo coi lenzuoli. Mi metto di fianco in modo da nascondere il più possibile la mia erezione, e per un instante incrocio lo sguardo di Nancy, che sorride come una bambina beccata a fare una marachella. Giò compare sulla porta della stanza: ha addosso solo l'accappatoio e ha i capelli bagnati.
“che c'è non rispondete?” dice... “ma perchè urli? Certo che siamo a letto, dove dovremmo essere?” le dico in tono conciliante. “và bene, và bene... Ma Nancy, non ti metti niente addosso?” dice Giò “Mamma, fa così caldo! Se mi metto il pigiama poi non dormo” risponde Nancy
“e và bene, fa come vuoi, non ho voglia di discutere adesso... vado a letto. Tengo le porte aperte, così gira un po' l'aria, quindi non fate rumore!” “ok mamma, buonanotte” “buonanotte Giò. Tranquilla, a Nancy ci penso io” le dico. Lei mi guarda con un'espressione sarcastica “ok, ma non pensarci troppo! Buonanotte.”
