Faccio lo stesso con Claudio e Serse. Sono un po’ impacciato ed imbarazzato, ma Claudio mi viene in soccorso “Paolo, guarda che devi baciare pure Nicoletta. Mi sa che tra un po’ vi imitiamo!” e via altri abbracci, baci, complimenti.
La gioia e la felicità rendono calda l’aria, tant’è che propongo di uscire ed accomodarci in balcone. Il sole è caldo, oggi, e di fuori si sta benissimo.
Approfitto del momento per andare a prendere i pacchetti per i ragazzi. Fortuna che Sophia mi ha aiutato per Nicoletta rimediando tramite la sua amica un foulard di Gucci.
Esco in balcone con la busta dei regali, mi sembra di essere a Natale. “Oggi per me è un giorno speciale. Francesca ed io c’eravamo già promessi l’uno all’altra, lo sapete no?” e li guardo con complicità, aspettando un loro cenno di intesa. “e voglio che questo giorno rimanga nella vostra memoria, sperando che sia associato ad un pensiero felice. E per aiutare a formare questo pensiero, ho dei pensierini per voi.”
Leggo la loro sorpresa.
Inizio da Claudio e gli porgo il suo interfono. “So che vai in moto con Nicoletta e che fate talvolta lunghi viaggi. Ho pensato a facilitare la comunicazione con questo interfono, con il quale possiate comunicare, ascoltare musica, ricevere e chiamare… Buone gite!”. Claudio e Nicoletta ringraziano. “Nicoletta, questo è per te. Se non dovesse piacerti, prenditela con Sophia!” le dico sorridendo, provocando una smorfia di mia figlia. “Alla mia piccola bambina!” e le porgo la scatolina con il brillante della nonna montato su un nuovo castone di oro brunito. Sophia è senza parole, non se lo aspettava. “Luca, questo è per te. È stato il primo orologio che mi sono comprato con i primi stipendi” gli spiego. “È un Seiko meccanico degli anni 80, non ha grande valore commerciale ma sai quanto ci sono legato” gli dico.
“Vero, papà, mi ricordo che lo portavi sempre. Mi ricordo che aveva un cinturino in gomma nera che poi un giorno ti si è rotto e l’orologio è caduto per terra” mi rammenta. Infatti, ricordo di aver sostituito il bracciale in gomma con quello originale in acciaio modello Jubilee. Lo faccio indossare e noto che Luca ha lo stesso mio polso. “Grazie papà, lo sai che ci tenevo tanto?” mi sorride.
“E ora a te, Serse. Questo è il pensiero a cui ho dedicato più tempo. Io ti conosco solo tramite i racconti di tua mamma, e mi sono fatto l’idea che tu ami le cose belle, anche se semplici. Ed ho pensato di regalarti alcuni dei miei vinili degli anni 70. So che a te piace molto la musica prog; ho pensato allora di regalarti alcuni dischi dei gruppi progressive rock più importanti: Genesis, King Crimson, Led Zeppelin, Pink Floyd, Yes. Ho scelto alcuni degli album a cui tengo di più sperando che ti piacciano” e gli porgo la busta con i dodici LP, molti dei quali ancora sigillati. Leggo lo stupore sul suo viso, misto ad un senso di gioia e di timidezza. “Grazie mille Paolo. Ma te lo ha detto mamma?” mi chiede. “No Serse, mamma mi ha detto solo che ti piace la musica e che suoni batteria e tastiere, ovvero i due strumenti che, assieme al basso ed alla chitarra, sono stati gli elementi costanti delle band” gli spiego. “E quindi, ho pensato che probabilmente avere qualche vinile originale da ascoltare dieci, cento, mille volte per gustare ogni piccolo particolare che sui CD sfugge sempre. O sbaglio?” gli chiedo. “No, hai indovinato al 100%. Ma sul serio non ti ha detto nulla mamma?” domanda. “Giuro!” gli rispondo, mano sul cuore e dita unite sulla bocca.
Il pranzo trascorre in allegria e gioia. Non ho esperienze di famiglie allargate, ma ho la sensazione che il Natale sarà ancora più bello, quest’anno. I nostri ospiti se ne vanno, Sophia e Luca ci lasciano casa libera.
“Papà, stasera io dormo da mamma, voglio passare a salutarla, ti dispiace?” mi avvisa. “No assolutamente, salutamela” le rispondo. “Franci, credo che da domani sera avremo un sacco di cose da raccontarci, giusto? Ci mettiamo sul lettone con le patatine ed i popcorn, in pigiama, e ci raccontiamo” le dice mentre abbraccia la mia fidanzata. “E tuo papà, scusa?” “Papà? Lo mandiamo a vedere la televisione, così si addormenta sul divano e non rompe” dice sorridendo. “Ma stasera lo coccolo io…” e le fa l’occhiolino. “Scappo!!!” strilla ridendo.
Francesca mi abbraccia e mi conduce in camera da letto non appena la porta di casa si chiude.
“Stasera ti devi impegnare: devi recuperare dieci giorni” mi dice distendendosi nuda sul letto. “Tutti stasera?” le chiedo con fare interrogativo e preoccupato. “Tutti. Datti da fare! Ricordati: stanotte mi devi far godere dieci volte: muoviti!”
Che bel programma!
Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: PaoloSC


Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.