Credo sia la volta che affrontiamo il nostro futuro in modo diretto. Fino ad oggi è come se avessimo giocato. Per una donna sola, con le preoccupazioni dei figli, che dipende solo dal suo stipendio, sono legittime preoccupazioni. Io ho la fortuna di avere un lavoro da top manager molto ben retribuito, qualche proprietà, qualche cosetta in un fondo fiduciario intestato ai figli, la prospettiva di una onorevolissima pensione da dirigente con l’assicurazione sanitaria del FASI, un bel gruzzolo da parte. Diciamo che il mio futuro (e quello dei miei figli) dovrebbe essere privo di problemi, sempre che il Karma non decida di comportarsi da puttana.
E per la prima volta, da quando sono divorziato, penso che potrei cedere metà dei miei averi in cambio della serenità e della gioia di vivere che mi mette Francesca. Continuiamo la chiacchierata, parliamo un po’ dei nostri figli e ci diamo la buona notte mandandoci un bel bacio.
L’indomani, in mezzo alla mattinata, è Francesca che mi chiama.
“Ciao amore. Sono bellissimi i fiori che mi hai mandato! Ma mi spieghi perché?” mi chiede. “Non hai letto il biglietto?” “Si, anzi, ti volevo dire due cose. La prima è: perché non me lo hai detto a voce? Cosa c’è sotto? E la seconda è: guarda che domenica ho la casa-famiglia. Ho accettato un cambio turno.” mi dice con voce dispiaciuta. Cazzo cazzo cazzo! Faccio un cenno a Sophia di avvicinarsi e mi metto il dito sulle labbra intimando il silenzio, e poi metto in viva voce. “Nooo Franci, noo… non puoi andare alla casa famiglia domenica!” “Paolo, come faccio? Qualcuno ci deve andare” “E se ti dessi malata?” le suggerisco. “Non è serio”, risponde. Sophia ha capito tutto e sento che bisbiglia qualcosa con uno sconosciuto finché non sento “Claudio, dobbiamo trovare una soluzione”.
Intanto cerco di convincere Francesca che #chissenefrega della coop, visto che sono dei ladroni. La sento molto rigida, vorrebbe fregarsene ma il suo senso del dovere glielo impone. Parliamo di altre cose, problemi del suo lavoro, finché Sophia arriva trafelata mostrandomi il pollice in su e annuendo al telefono con un sorriso a tutta bocca. Il cuore mi si scalda, ma devo fare finta di nulla. Immagino che qualcuno avviserà a breve Francesca del fatto che il suo turno non è più necessario. Di fatti, dopo un’oretta mi richiama “Non ci crederai, ma per domenica non c’è problema. Mi ha chiamato una collega che mi ha chiesto di fare un cambio di turno e quindi non è necessario che io vada. Vuol dire che ci vediamo, no?” “Certo che sì, e non vedo l’ora. Amore, lo sai che domenica sono dieci giorni che non ci vediamo?” le dico. “E lo dici a me? Mi manchi da morire, amore.” “Anche tu, Fra. Da morire.” “A dopo, baci.”
Sophia ha fatto la magia assieme a Claudio, hanno organizzato la sostituzione al volo. Claudio, che conosce alcune colleghe della mamma, ne ha chiamata una che si è prestata alla sostituzione visto che per lei è un turno di straordinario festivo in più e quindi, doppia paga. Bene, un problema di meno ed una conferma in più che i nostri ragazzi sono affiatati almeno quanto lo siamo noi.
Giunge la domenica mattina. So per certo che Luca, Sophia, Claudio e la sua fidanzata ieri sono andati a cena fuori assieme per definire orari, dress code, parole d’ordine, eccetera. Sophia ha preparato qualcosa per antipasto e primo e fatto portare il secondo ed il contorno dal catering che fornisce anche un cameriere ed una persona di servizio. Visto che si è aggiunta la fidanzata di Claudio, saremo comunque solo in sette, per cui immagino che la logistica sarà molto semplificata. Luca si è interessato dei vini e dello spumante, Claudio ha inviato la fidanzata a portare e disporre dei fiori e ad aiutare Sophia.
Ho dato loro carta bianca.
Sophia ha preparato per me un completo grigio chiaro, camicia bianca con i polsini, una cravatta blu di Marinella a fantasia polka dot e mocassini Lotus.
Luca indossa un vestito blu, anche lui con cravatta e camicia celeste.
Sophia invece porta un pullover lungo a metà coscia indossato con calze coprenti e stivali a tacco alto. È bella quanto sua mamma, se non di più.
L’appuntamento è alle dodici,
Alle 11:59 suona la porta.
Vado ad aprire, seguito dai figli e trovo Francesca, accompagnata da Claudio, Nicoletta la sua fidanzata e da Serse.
Francesca è elegantissima con un bolero nero con alamari su pantaloni a vita alta a palazzo che ne esaltano la magrezza e le proporzioni. Nicoletta indossa un tubino blu corto, anche lei con stivali alti. Sia Claudio che Serse sono in giacca e cravatta.
Ho un momento di panico, ma Francesca mi aiuta a superarlo entrando con decisione, mi abbraccia e mi bacia sulle labbra “Ciao amore! Quanto tempo!” e sorride. E poi cedendo il posto ai ragazzi, fa le presentazioni.
“I miei figli Claudio e Serse, e la fidanzata di Claudio, Nicoletta. E lui è Paolo.” indicandomi ai figli.
Stretta di mano vigorosa con Claudio, un po’ meno con Serse, abbraccio e bacio a Nicoletta.
“Francesca, io invece ti presento…” “Sophia! Tesoro! Fatti abbracciare! Che piacere conoscerti di persona” e quasi la stritola. “Luca: fattelo dire, sei molto più bello dal vivo che in cam.” ed abbraccia anche lui, ricambiata.
I ragazzi si salutano affettuosamente, considerato che si conoscono già e si sono incontrati al più tardi ieri sera stessa. Luca fa gli onori di casa, fa accomodare gli ospiti mentre io e Francesca ci appartiamo un momento in camera nostra. “Amore mio!” corro ad abbracciarla e la bacio appassionatamente. Lei risponde al bacio ma dopo un momento si svincola “Dai, ci sono i figli di là!” esclama con una smorfia pudica che mi fa sorridere.
Le chiedo di Serse.
“Serse è troppo sensibile. Mi ha detto «Mamma, ho capito che con papà non c’è possibilità di recupero del rapporto, e non è giusto che tu debba essere infelice a causa mia. Se tu stai bene con quello, stacci. Io non te lo impedirò di certo. Però deve essere chiaro che, se andrai a convivere con lui, io resto con papà. Non prenderla come una minaccia. Tu sei e sarai sempre la mia mammina adorata. Vuol dire che qualche volta mi farò una passeggiata da queste parti, se ti va!»” racconta. “E con questo, credo che le nostre paure per la risposta di Serse si siano dissolte, no?” mi dice. “Mi pare proprio di sì” le dico mentre mi alzo, le prendo la mano e gliela bacio delicatamente sul dorso.
Sempre per mano, riappariamo in soggiorno.
“Ecco i piccioncini!” esclama Claudio. “Mamma, Paolo, prendete questo bicchiere. Facciamo un brindisi” suggerisce. Porge un calice alla mamma, poi a me, poi a Sophia e a Nicoletta ed infine a Luca e a Serse. “Brindo alla felicità di questa meravigliosa coppia. Sono contenta di stare qui con voi e condividere con voi questo momento” leva il calice Sophia, seguita da Luca. “A Francesca, che ha avuto l’enorme merito di aver fatto ringiovanire mio papà!” esclama il mio figliolo. “A Paolo, che ha donato tanta gioia a mamma” dice Serse con tono sottile, quasi sottovoce, levando il calice verso di me. “A voi tutti. Ai miei figli ed a voi, Claudio e Serse, che avete organizzato tutto questo. Ah! Scusa, anche a te, Nicoletta!” esclamo. “E permettetemi di fare un brindisi particolare alla donna che amo, che mi ha ridato la gioia di vivere e che riempie la mia anima con la luce della sua bellezza e della sua bontà.” E mi avvicino a Francesca per darle un bacio sulle labbra. Francesca vorrebbe parlare, ma è visibilmente commossa. “Io…io vi ringrazio tutti, ragazzi. Se siamo qui, è per vostro merito. Siete le nostre gioie più grandi. E voglio ringraziare Paolo per avermi donato questo momento magico.” e ricambia il bacio. Non avevo pianificato nulla sul momento in cui fare la mia proposta di matrimonio, avevo la scatolina in tasca per ogni evenienza. È fatta. Poggio il bicchiere sul tavolo, mi inginocchio ai piedi di Francesca, apro la scatolina con l’anello, glielo porgo e le dico la classica frase; “Francesca, mio dolce amore, mia ragione di vita, mia gioia e dolcezza: vuoi sposarmi?” mentre la guardo negli occhi, lo sguardo velato dalla commozione. Francesca prende l’anello mentre annuisce e singhiozzando risponde: “Si Paolo, lo voglio con tutto il cuore, con tutta me stessa!” e si getta verso di me abbracciandomi e baciandomi veramente, davanti a tutti. Le infilo l’anello al dito e lo mostro a tutti. È un tripudio di auguri, urla di gioia, abbracci e baci tra tutti, con tutti. Francesca corre ad abbracciare Sophia e le sussurra “Sarai per me la figlia femmina che ho sempre desiderato e non ho mai avuto! Grazie Sophia!”; passa quindi ad abbracciare Luca, baciandolo affettuosamente sulle guance.

