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Erotika
L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 10
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Capitolo 10 di 13 36 min di lettura

La decisione della Zia

la decisione tanto attesa dai ragazzi stava per arrivare, l’ansia li assaliva, ma finalmente in un modo o in un altro il cuore della zia stava per avere una risposta.

Asiadu01
1 anno fa · 814 letture · 2

«Niente male.» commentò Adri, già scalza, le dita affondate nella sabbia.

Zia si sistemò gli occhiali sul naso, osservando il panorama. Ma io sapevo bene che i suoi occhi tornavano sempre su di noi, ad ogni gesto, ad ogni sorriso.

Scegliemmo un punto vicino a una piccola duna, riparato e perfetto. Sistemammo asciugamani e borse, e arrivò il momento di cambiare.

Appena stendemmo gli asciugamani, iniziò il rituale. Adriana si tolse il vestitino leggero, scoprendo un bikini scuro che le fasciava alla perfezione le curve, la pelle chiara che contrastava col tessuto. Io cercavo di non fissarla troppo apertamente, ma ogni volta che si chinava a prendere qualcosa o sistemava i capelli, il mio sguardo finiva inevitabilmente lì. Zia fece lo stesso, togliendo il pareo e mostrandosi in un costume sgambato color champagne che metteva in risalto la pelle ambrata e quel fisico perfetto che faceva girare teste.

Ci cospargemmo di crema solare, e lì le mani cominciarono a indugiare. Adri mi si avvicinò con il tubetto in mano, sguardo furbo.«Dai, che se ti scotti poi frigni.»Me la ritrovai accovacciata dietro, a spalmarmi la crema sulle spalle, le dita che scivolavano lente lungo le scapole e poi, con aria distratta, giù ai fianchi, fermandosi un po’ troppo in basso. Zia intanto si sistemava accanto a noi, osservando tutto dietro un paio di occhiali scuri.

Dopo un po’ decidemmo di buttarci in acqua. E lì, il gioco riprese. I tuffi si trasformarono in abbracci sott’acqua, spruzzi che diventavano prese, e Adriana si avvicinava sempre più. A un certo punto mi afferrò la nuca e mi baciò, senza pensarci, lingua morbida e labbra salate, mentre l’acqua ci lambiva il petto. Un bacio lungo, profondo, con i suoi fianchi premuti contro di me e le sue gambe che sfioravano le mie.

Quando tornammo a riva, ridendo e ansimando, Zia ci guardava con quell’espressione difficile da decifrare: un misto di approvazione e fastidio. Ci sdraiammo vicini e fu il turno mio di spalmare la crema su Adri. Il suo corpo caldo sotto le mani, i seni che si sollevavano piano a ogni respiro, le gambe distese. Le mani indugiavano sempre troppo, e ogni tanto lei socchiudeva gli occhi e mordeva appena il labbro, consapevole di tutto.

Il pomeriggio avanzava, la spiaggia si era svuotata, restavano solo due coppie distanti e un gruppo di ragazzi a una trentina di metri. Bastava a darci quel margine per continuare a sfidarci. Zia si sdraiò accanto a noi, e mentre io mi voltavo per baciarle il collo, Adri si avvicinava con la scusa di una battuta. Le nostre mani si cercavano, si stringevano, si stuzzicavano. Tra un tuffo e un bagno, tra un bacio rubato e una carezza bagnata.

A un certo punto Adriana mi trascinò sott’acqua per scherzo, e sotto la superficie le sue mani scorsero sul mio petto e più in basso, sfrontata. Quando emersi, avevo il fiato corto e un sorriso idiota stampato in faccia.

Zia ridacchiò.«Occhio, che vi beccano.»Ma nei suoi occhi non c’era davvero rimprovero.

Il pomeriggio sembrava non finire mai, eppure nessuno di noi voleva davvero che finisse.

L’acqua era una carezza tiepida, e il sole scendeva lento, arrossando il cielo. La spiaggia si era praticamente svuotata: restava solo una coppia stesa sotto un ombrellone lontano e due ragazzi che ogni tanto ci lanciavano un’occhiata distratta mentre smontavano la roba. Il resto era silenzio, il rumore delle onde e i nostri respiri.

Adriana si era messa seduta tra le mie gambe sull’asciugamano, spingendo la schiena contro il mio petto, il costume ancora bagnato che aderiva perfettamente alle curve. Aveva i capelli umidi che le cadevano sulle spalle e un profumo di sale e crema dolce che mi faceva girare la testa. Ogni tanto muoveva il bacino appena, come per aggiustarsi, ma sapeva benissimo cosa faceva. Sentivo il suo fondoschiena premere contro di me e cercavo di non perdere il controllo.

Zia ci guardava con quell’espressione tra il divertito e il possessivo, distesa di lato, una gamba piegata che lasciava intravedere il bordo sottile del costume. I suoi occhi scivolavano sui miei e su quelli di Adriana, e si fermavano un attimo di troppo quando vedeva le nostre mani che si cercavano sotto il telo.

A un certo punto, Adri si voltò appena, avvicinando il viso al mio.«Hai voglia di un altro bagno?»Non attese risposta, le sue labbra si posarono sulle mie, lente, morbide, salate e piene di voglia. La lingua che accarezzava la mia senza fretta, il bacio che si faceva più profondo. Sentii il suo fiato mescolarsi al mio mentre le mani mi sfioravano i fianchi, e quando si staccò, aveva negli occhi quella scintilla.

«Dai… vieni.»

Ci alzammo e corremmo in acqua. Zia rimase a guardare, il viso illuminato dal sole basso, il sorriso appena accennato ma gli occhi tesi.

Nell’acqua, Adri mi afferrò subito. Le sue gambe si avvinghiarono intorno alla mia vita e le sue mani scivolarono dietro la nuca mentre riprendeva a baciarmi. Nessuno poteva vederci così lontani dalla riva. Le nostre bocche si cercavano, le lingue intrecciate, i corpi stretti. Sentivo il suo seno premuto contro il petto, i capezzoli tesi sotto il costume.

La sua mano scivolò tra i nostri corpi, afferrandomi con sicurezza sotto il pelo dell’acqua, il contatto caldo e deciso.«Ti piace, eh…» sussurrò vicino al mio orecchio, mentre io perdevo completamente il fiato.

La tirai più a me e la baciai di nuovo, affondando le mani nel fondoschiena perfetto, stringendola, facendole sentire quanto la desiderassi. Lei gemette piano, il suono coperto dal fruscio delle onde. Poi mi scappò via ridendo, lanciandomi uno sguardo carico di sfida, i capelli incollati alla pelle e le gocce che le scivolavano lungo il collo.

Quando tornammo a riva, Zia ci aspettava seduta sull’asciugamano, e il modo in cui ci fissava diceva tutto.

«Siete proprio due ragazzini arrapati.»Lo disse sorridendo, ma la voce aveva una punta d’acciaio.

Adriana si sdraiò accanto a lei e le tirò addosso l’acqua di una bottiglietta. Zia le afferrò il polso e la trascinò sopra di sé, le due a ridere e stuzzicarsi, mentre le mani sfioravano e indugiavano dove non dovevano. Zia affondò la testa nel collo di Adriana e le stampò un bacio umido dietro l’orecchio, facendola rabbrividire.

Io le guardavo senza riuscire a staccare gli occhi, il sangue che batteva forte, mentre il cielo si faceva arancione e la spiaggia era ormai solo nostra. A un certo punto, Adri mi chiamò con un cenno.«Vieni qui.»

Mi sdraiai accanto a loro e le nostre mani ripresero a sfiorarsi, sui fianchi, sull’addome, sulle cosce. Baci rubati, sussurri all’orecchio. Adri mi baciava mentre Zia mi sfiorava il petto e mi mordicchiava il lobo. La tensione era tornata a mordere sotto la pelle, più forte di prima.

Non saremmo mai dovuti arrivare a tanto lì, ma il confine fra il lecito e il proibito, in quel pomeriggio lento e infuocato, era ormai scomparso.

La spiaggia era rimasta nostra. L’unica altra coppia aveva raccolto la roba e salutato da lontano, lasciando dietro solo il rumore delle onde e il frinire dei grilli che iniziava a farsi sentire.

Adriana si era stesa sul fianco, i capelli ancora bagnati e incollati alla pelle lucida di crema e sudore. La osservavo mentre giocherellava con il laccetto del suo bikini, passandosi il dito sulla coscia, disegnando linee immaginarie. Aveva negli occhi la stessa scintilla di qualche ora prima in acqua, ma adesso era più pesante, più lenta, più pericolosa.

Zia sedeva accanto a me, le gambe allungate, il costume sgambato che lasciava poco all’immaginazione e i capezzoli che puntavano decisi sotto il tessuto sottile. Mi versò dell’acqua gelata addosso, ridendo del mio sussulto, poi si chinò piano e mi baciò sulla spalla, facendomi scivolare la lingua sulla pelle.

«Ti piace fare il bravo ragazzo in pubblico, eh?» sussurrò al mio orecchio. «Ma qui non ci guarda più nessuno…»

Adriana rise, raggiungendoci, e in un attimo mi trovai tra le due, le loro mani che si rincorrevano sotto il telo, carezze sulle cosce, dita che risalivano sull’addome, sfioravano l’elastico del costume. Un bacio lento di Adri, il sapore dolce della sua bocca, poi le labbra di Zia che si posavano sul mio collo. Mi sentivo perso, la pelle che bruciava, il corpo che rispondeva a ogni loro tocco.

Prima di andare avanti…

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