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Erotika
L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 7
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Capitolo 7 di 13 26 min di lettura

Pazzia tra cugini

una pazza idea che spingerà tutti a divertirsi, bisogna solo seguire il piano.

Asiadu01
1 anno fa · 804 letture · 3

La passione che riempiva la stanza sembrava quasi elettrica, ogni respiro, ogni sussurro, ogni piccolo movimento sembrava amplificato nel silenzio della notte. Guardai Adriana, i suoi occhi ancora lucidi dall’eccitazione, il suo corpo rilassato ma pronto, e un pensiero audace mi attraversò la mente.

Mi avvicinai a lei, il mio viso a pochi centimetri dal suo, e le sussurrai con voce calma e seducente: "Ho un'idea... ma devi fidarti di me e, soprattutto, devi essere molto silenziosa."

Adriana mi guardò, confusa ma intrigata, il sorriso malizioso che tornava a increspare le sue labbra. "Che idea, Ale? Cosa hai in mente?"

Le presi la mano, stringendola leggermente. "La zia è nell’altra stanza, nuda, profondamente addormentata. Questo potrebbe essere il momento perfetto per fare qualcosa di diverso... qualcosa che ti farà impazzire."

I suoi occhi si spalancarono leggermente, un misto di sorpresa ed eccitazione. "Stai dicendo che vuoi...?"

Le posi un dito sulle labbra, interrompendola. "Shh, niente parole. Solo segui il mio piano. Ma ricordati: dobbiamo essere discreti. Se ci scoprono, sarà un disastro."

Lei annuì, mordendosi il labbro, e si alzò lentamente dal letto, le coperte che scivolavano via dal suo corpo. "Va bene, Ale. Ti seguo. Ma spero che ne valga la pena..."

Mi chinai verso di lei, sfiorandole le labbra con le mie. "Fidati, Adri. Non te ne pentirai."

Con i cuori che battevano forte, ci preparammo a muoverci nell’oscurità, consapevoli che stavamo per spingerci ancora oltre i confini di ciò che era giusto o sbagliato.

La stanza era immersa in un silenzio irreale, rotto solo dal respiro lento e profondo di zia Francesca, distesa sul letto in un sonno profondo. Il suo corpo perfetto si mostrava senza alcuna difesa, la sua pelle liscia illuminata dalla tenue luce che filtrava dalla finestra. Il seno sodo e invitante si alzava e abbassava al ritmo del suo respiro, mentre le lenzuola accarezzavano appena le sue curve, lasciandola quasi completamente esposta.

Adriana la fissava, con gli occhi spalancati e la bocca leggermente aperta, come se fosse ipnotizzata da quella visione. Si leccò nervosamente il labbro inferiore e sussurrò a malapena: "È... così perfetta. È meglio di quanto avessi immaginato..."

Le sue mani tremavano mentre si avvicinava, esitante. La guardai con un sorriso complice. "Vai avanti, Adri. Tocca pure... ma fallo piano. Non dobbiamo svegliarla."

Adriana annuì, i suoi occhi incollati al seno della zia. Con movimenti lenti e delicati, sfiorò la sua pelle, tracciando con le dita i contorni del suo seno. Respirava a fatica, come se quel contatto stesse consumando tutte le sue energie. "È così morbida... così calda... non riesco a crederci."

Mi avvicinai da dietro, le mie mani che si muovevano con calma, una che scivolava sulla sua spalla, l’altra che si poggiava delicatamente all’interno della sua coscia. Adriana sobbalzò leggermente al mio tocco, voltando appena la testa verso di me.

"Adri," le sussurrai con un tono basso e seducente, "non possiamo divertirci con lei... ma possiamo divertirci guardandola, insieme."

Adriana deglutì, il rossore che le colorava le guance, ma non si tirò indietro. "E se si sveglia? Se ci scopre... sarebbe la fine."

"Non si sveglierà," risposi sicuro, continuando a spostare la mia mano sulla sua coscia, accarezzandola con lentezza per non farle perdere il controllo. "L’alcol l’ha stesa. Sta dormendo troppo profondamente. Ma tu... tu devi stare calma, Adri. È il tuo momento. Guardala. Toccala. Lasciati andare."

Lei annuì debolmente, il respiro che si faceva più rapido mentre il mio tocco e la vista del corpo della zia accendevano il fuoco dentro di lei. "Ale... questa cosa... è troppo... è sbagliato, ma... non riesco a fermarmi."

Le sorrisi, il mio viso vicino al suo, e le sussurrai: "Non c’è niente di sbagliato in quello che provi, Adri. Sei solo umana. E lei... è irresistibile."

Adriana chiuse gli occhi per un istante, concentrandosi sul momento, e poi lasciò che il desiderio la guidasse. Ma mentre i suoi tocchi si facevano più audaci, la mia mano si infilò sotto la sua camicia da notte, risalendo lungo la coscia fino a sfiorare la sua intimità.

"Sei pronta, Adri?" le chiesi con un sorriso sottile. "Questo momento è nostro... ma dobbiamo essere silenziosi."

Mi chinai lentamente dietro Adriana, tirandole con cura i pantaloncini verso il basso, lasciandoli scivolare lungo le sue cosce perfette. La vista che si aprì davanti a me era mozzafiato: la sua pelle liscia, il calore che emanava, e l'odore della sua eccitazione che mi avvolgeva. Mi avvicinai, lasciando che le mie labbra si posassero su di lei con dolcezza, iniziando a darle piacere con la mia bocca.

Adriana tremò visibilmente, trattenendo a fatica un gemito mentre le sue mani continuavano a massaggiare i seni morbidi e pieni di Francesca. Ogni tanto, con estrema delicatezza, le sue labbra si avvicinavano ai capezzoli della zia, sfiorandoli con baci leggeri, impercettibili, quasi come un'adorazione silenziosa.

"Ale... così... è incredibile... ma è troppo rischioso," mormorò, la voce tremante di piacere e preoccupazione.

Mi fermai un istante per risponderle, la mia bocca ancora vicina a lei. "Non si sveglierà," le sussurrai, lasciando che il tono rassicurante e seducente della mia voce la calmassero. "Guarda come è tranquilla, completamente persa nel sonno. Possiamo permetterci di godercela... almeno un po'."

Adriana piegò leggermente la testa, guardando il viso rilassato della zia addormentata, mentre le sue mani continuavano a esplorare il seno morbido e invitante. "Non riesco a credere che stiamo facendo questo..." disse con un filo di voce, mentre il suo corpo iniziava a rispondere sempre più ai miei tocchi e al lavoro della mia lingua.

"Ti piace, vero?" le chiesi con un sorriso malizioso, continuando a darle piacere. "Toccarla... assaporare la sua perfezione... è esattamente quello che desideravi."

Adriana annuì lentamente, chiudendo gli occhi per un istante mentre si lasciava andare a quel piacere proibito. "È... è troppo... non riesco a fermarmi," ammise, mentre le sue mani scendevano lungo i fianchi della zia, accarezzandone le curve delicate e perfette.

Aumentai l’intensità dei miei movimenti, il mio desiderio di soddisfarla completamente si mescolava alla tensione eccitante della situazione. "Allora non fermarti," le sussurrai, la mia voce profonda e sicura. "Lasciati andare, Adri. Questa è la tua occasione... la nostra occasione."

Lei gemette piano, mordendosi il labbro mentre il piacere si intensificava, le sue mani sempre più audaci sul corpo di Francesca. La stanza era immersa in un silenzio carico di desiderio, interrotto solo dai nostri respiri accelerati e dal suono delicato dei miei movimenti su di lei.

Adriana tremò sotto le mie attenzioni, il suo corpo si tese, poi si abbandonò completamente mentre un gemito soffocato le sfuggì dalle labbra. La sua mano si portò alla bocca per non fare rumore, ma non riuscì a trattenere un sussurro strozzato, pieno di piacere. Il suo corpo scosso dai brividi, la sua pelle calda e leggermente arrossata, ogni centimetro di lei emanava una sensualità travolgente.

Rimase piegata per qualche istante, respirando a fatica, il petto che si alzava e si abbassava mentre le sue mani ancora accarezzavano il corpo della zia. Le sue dita, lente e rilassate, continuavano a esplorarne le curve morbide quasi per riflesso, come se volesse imprimere ogni dettaglio nella memoria.

Mi sollevai lentamente, guardandola con un sorriso soddisfatto. "Hai fatto un bel lavoro," dissi con un tono basso e malizioso, mentre le sfilavo delicatamente i pantaloncini ormai fuori posto. Adriana si girò a guardarmi, ancora in preda agli effetti dell’orgasmo, gli occhi lucidi di eccitazione e sorpresa.

Mi misi in piedi accanto al letto, sfilando con calma i miei pantaloni, il mio sguardo fisso su di lei che mi osservava con le labbra leggermente socchiuse. "Ora tocca a me," le dissi, con un sorriso sicuro e provocatorio. La mia voce era calma, ma trasudava desiderio.

Adriana si mise a sedere sul letto, i suoi occhi che alternavano sguardi verso di me e verso la zia, ancora addormentata e ignara di tutto. "Qui... davanti a lei?" chiese sottovoce, il tono pieno di eccitazione mista a un brivido di timore.

Annuii con calma, facendo scivolare gli indumenti fino a rimanere completamente nudo. "Sì... è un rischio che rende tutto ancora più eccitante, non credi?" le risposi, avvicinandomi a lei. Il mio corpo era teso di desiderio, e la mia mano si avvicinò al suo viso, accarezzandole la guancia con delicatezza. "Adesso voglio vedere cosa sai fare."

Adriana mi guardò per un attimo, poi, mordendosi il labbro inferiore, si chinò lentamente in avanti, pronta a soddisfarmi mentre la tensione nella stanza cresceva ancora di più.

Mi misi in piedi davanti a lei, il respiro ancora pesante mentre osservavo Adriana. I suoi occhi erano lucidi, le guance leggermente arrossate, un misto di eccitazione e inesperienza che rendeva il momento incredibilmente intenso. Si spostò lentamente, scivolando in avanti sulle ginocchia, i movimenti un po' esitanti ma pieni di desiderio.

Indice dei capitoli
3 Cap. 8

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