Vai al contenuto
Erotika
L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 4
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 4 di 13 11 min di lettura

Finalmente dentro la zia

il destino sembrava essere contro di loro, ma finalmente riescono a concludere ciò che avevano iniziato, ma il dubbio entra nella loro testa.

Asiadu01
1 anno fa · 1.1k letture · 4

Ci alzammo rapidamente, indossando i primi vestiti che trovammo. Il cuore ancora accelerato per l'intensità di quanto era appena accaduto, ci dirigemmo verso la cucina per scoprire l'origine del rumore. Quando arrivammo, scoprimmo che il forte vento aveva infranto la finestra, mandando in frantumi i vetri e creando un caos di schegge sparpagliate sul pavimento.

Senza perdere tempo, iniziammo a raccogliere i pezzi di vetro e a sistemare la finestra. Il vento entrava ancora

implacabile, ma ci concentrammo sul lavoro per evitare ulteriori danni. Dopo aver messo in sicurezza la finestra e aver pulito il disordine, era ormai notte fonda.

Ero esausto, e Francesca lo era altrettanto. Senza scambiarci molte parole, tornammo ciascuno nella propria stanza, il sonno e la fatica che finalmente prendevano il sopravvento. Crollammo sui letti, esausti ma con la mente turbata, entrambi consapevoli di quanto accaduto e di ciò che il futuro avrebbe potuto riservarci.

Il giorno dopo mi svegliai intorno a mezzogiorno. Scendendo in cucina, trovai nonna intenta a cucinare e zia Francesca rilassata sulla poltrona, con i piedi nudi appoggiati sul poggiapiedi. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dai suoi piedi, così perfetti e attraenti.

Mi preparai un caffè e nel mentre nonna uscì brevemente dalla cucina. Approfittai subito del momento per avvicinarmi a zia Francesca. Con un gesto lento e sensuale, accarezzai la sua gamba e le sussurrai all’orecchio: “Non ti sei dimenticata di me, vero?”

Poi, mi chinai verso di lei e iniziai a baciargli delicatamente la pianta del piede. Ogni bacio era una promessa di quello che avremmo fatto più tardi. Francesca si morse il labbro inferiore, il volto arrossito dall’eccitazione contenuta. Con un gesto elegante, poggiò la pianta del piede sul mio viso, spingendomi via con una delicatezza misurata.

“Non mi sono dimenticata di te,” disse con un sorriso seducente, “ma dovrai aspettare stanotte.”

Il pensiero di dover attendere ulteriormente mi infastidì, ma accettai la situazione con rassegnazione. Con un leggero senso di frustrazione, mi ritirai, deciso a rispettare il suo volere e a prepararmi per la sera che ci attendeva.

Mentre attendevo pazientemente l'arrivo della notte, un pensiero cominciava a farsi strada nella mia mente, tormentandomi. Secondo il nostro accordo, quella notte sarebbe stato il nostro ultimo incontro. L'idea mi lasciava un senso di malinconia.

Tutto il gioco tra di noi, fatto di sguardi, tocchi e momenti rubati, mi divertiva enormemente. Ogni istante passato con lei era carico di una tensione erotica che mi faceva sentire vivo come mai prima d'ora. La semplice visione del suo corpo mi inebriava, e l'eccitazione che provavo ogni volta che la guardavo era una sensazione così intensa, quasi paradisiaca, che non riuscivo a immaginare di farne a meno.

Dovevo fare in modo che quella serata fosse unica, qualcosa di speciale che avrebbe lasciato un segno indelebile nella mia memoria. Volevo creare un ricordo così intenso da accompagnarmi per tutta la vita, un momento che avrei rivissuto nella mente ogni volta che il pensiero di lei mi sarebbe tornato in mente.

Ogni dettaglio sarebbe stato perfetto: ogni sguardo, ogni tocco, ogni parola. Sapevo che non potevo lasciare nulla al caso, perché quella notte sarebbe stata l'ultima, e dovevo viverla appieno, senza alcun rimpianto.

Si fecero le 23, la casa era avvolta in un silenzio tombale, interrotto solo dal leggero russare della nonna al piano di sopra. Mi mossi con cautela verso la cucina, sapendo che mia zia era lì. Quando la trovai, era di spalle, immersa nel lavare i piatti, indossando un vestito da casa logoro e consumato, che aderiva al suo corpo in modo naturale e disinvolto.

Senza dire una parola, mi avvicinai lentamente. Il desiderio mi bruciava dentro, e quando fui abbastanza vicino, allungai le mani e afferrai con decisione il suo fondoschiena. Lei accennò un sussulto, sorpresa dal gesto improvviso, ma non si voltò subito. Il suo corpo si irrigidì per un istante, come se fosse in attesa di ciò che sarebbe successo dopo.

Con l’altra mano, cominciai ad accarezzarle dolcemente il collo, sentendo la sua pelle rispondere al mio tocco. Mi avvicinai al suo orecchio e le sussurrai con un tono basso e deciso: “Questa notte sarai tutta mia.” Le parole sembravano vibrare nell’aria, cariche di promesse.

Lei si voltò lentamente verso di me, il suo sguardo profondo e seducente incontrò il mio, creando una tensione elettrica tra di noi. Senza bisogno di dire altro, le nostre labbra si incontrarono in un bacio appassionato. Le nostre lingue si intrecciavano, e ogni movimento era carico di desiderio, trasmettendo tutta la passione del momento. Era come se il mondo intorno a noi fosse svanito, lasciandoci soli in quell’attimo, persi l'uno nell’altro.

La situazione si infiammò rapidamente, il calore tra di noi era palpabile. Proprio quando stavo per strappare via il suo vestito con impeto, lei si staccò improvvisamente, lasciandomi senza fiato. Un sorriso malizioso comparve sulle sue labbra, seguito da una risata leggera e seducente. "Ho una sorpresa per te," disse, il tono era provocante, "non andare di fretta, maialino. Vieni nella mia camera tra cinque minuti."

Quel piccolo intervallo sembrò durare un'eternità. Il cuore mi batteva forte e l’attesa aumentava solo la mia eccitazione. Quando finalmente i cinque minuti passarono, mi diressi verso la sua stanza con il respiro accelerato.

Aprii la porta e quello che vidi mi lasciò senza fiato: mia zia era distesa sul letto, indossando una lingerie nera di pizzo che abbracciava perfettamente ogni curva del suo corpo. Le sue gambe erano già aperte, in una posa invitante, mentre mi guardava con uno sguardo che parlava da solo. Era chiaro che stava aspettando esattamente quello che sarebbe successo in quel momento, e l'atmosfera carica di tensione e desiderio rendeva la scena ancora più irresistibile.

Mi stesi accanto a lei, il letto accogliendo i nostri corpi vicini, e cominciai a baciare lentamente ogni singolo centimetro delle sue cosce. Ogni bacio era un tocco delicato, una carezza intensa che accendeva sempre di più la nostra intimità. Le sue gambe tremavano leggermente sotto i miei baci, la tensione e il desiderio si sentivano nell'aria.

Man mano che mi avvicinavo alla sua intimità, coperta ancora da quelle sottili mutandine di pizzo nero, sentii il suo respiro farsi più profondo, segno che anche lei non vedeva l'ora di quel momento. Con un gesto lento e seducente, infilai le dita nei lati delle mutandine, sfilandole con cura e lasciando che il tessuto scivolasse via delicatamente. Ora, completamente esposta, mi chinai verso di lei, e senza esitazione, iniziai a darle piacere con la mia bocca. Ogni movimento era studiato, ogni tocco una carezza decisa e piena di desiderio, mentre lei iniziava ad ansimare dolcemente, perdendosi sempre di più in quel momento di pura intimità.

I miei movimenti diventavano sempre più intensi, ogni gesto più deciso e profondo, mentre il suo corpo rispondeva a ogni stimolo con gemiti soffocati che cercava di trattenere con tutta sé stessa. Sentivo il suo respiro diventare irregolare, le mani stringere le lenzuola e le sue gambe, che mi avvolgevano sempre più strettamente, amplificavano ogni istante la nostra eccitazione.

Le sue cosce, tese e tremanti, mi tenevano saldo contro di lei, aumentando la sensazione di piacere che attraversava entrambi i nostri corpi. Ogni suo gemito soffocato era una conferma del piacere che provava, e il crescendo dei suoi ansimi mi spingeva a intensificare ancora di più i miei movimenti.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 5

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista