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Erotika
L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 5
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Capitolo 5 di 13 14 min di lettura

Guai tra le gambe della Zia

un grande cambiamento è nell’aria e non si sa se sarà positivo o negativo, questo turba il protagonista.

Asiadu01
1 anno fa · 956 letture · 4

Quella mattina, il pensiero di zia Francesca mi attanagliava, ogni dettaglio del suo corpo nudo tornava alla mente come una visione irresistibile. Immaginavo le mie labbra scivolare su ogni centimetro della sua pelle, baciandola con una dolcezza che contrastava con il fuoco che bruciava dentro di me. La tensione mi stava consumando, un misto di ansia e desiderio che sembrava non dare tregua.

Decisi di andare a farmi una doccia fredda, sperando di calmare quella frenesia che mi opprimeva. Ma appena entrai nel bagno, notai le sue mutandine ancora lì, sul bordo del cesto, sporche di piacere e di ricordi della notte precedente. La visione fu troppo. Ogni pensiero di distrazione svanì in un istante, e il desiderio prese il sopravvento. Non potei fare a meno di afferrare quel tessuto e lasciarmi andare, dandomi piacere con un'intensità che solo il pensiero di lei poteva scatenare.

Il sollievo fu immediato, ma l’attesa del suo verdetto continuava a pesare come un macigno.

Dopo quell'intenso momento di piacere, mi sentii momentaneamente sollevato. Mi feci una doccia, cercando di lavare via quella tensione che mi opprimeva, ma il pensiero di zia Francesca rimaneva fisso nella mente. Mi vestii in fretta, pronto per uscire a pranzo con degli amici, anche se ogni fibra del mio essere avrebbe preferito restare a casa, in attesa di una sua risposta.

Il pranzo fu una lunga e noiosa parentesi, una sequenza di parole e discorsi che non riuscivano a penetrare la cortina dei miei pensieri. Sinceramente, non ricordo nulla di quello che abbiamo detto. Se qualcuno me lo chiedesse, la mia mente potrebbe solo restituire una vivida immagine di me, perso nel piacere, mentre leccavo i capezzoli di zia, godendo della loro morbidezza. Era come se fossi fisicamente lì con i miei amici, ma il mio spirito e il mio desiderio erano rimasti in quella casa, intrappolati tra le lenzuola e i ricordi della notte precedente.

Lo strazio di quella lunga attesa finalmente finì, e mi ritrovai di nuovo sulla strada verso casa della nonna, col cuore che batteva più veloce man mano che mi avvicinavo. Non appena aprii la porta, i miei occhi si posarono su zia Francesca, distesa sul divano del salone, intenta a guardare la televisione. Il suo corpo sembrava rilassato, ma il suo sguardo, appena mi notò, si fece più attento, quasi intrigato.

"Com'è andato il pranzo?" mi chiese con un sorriso che sembrava più un'ombra di malizia.

"Tutto bene, zia, anche se un po' noioso... e qui invece? La nonna dorme?" risposi, cercando di mantenere la calma nonostante l'agitazione che montava dentro di me.

Lei annuì con grazia, accennando un lieve movimento del capo, e io mi sedetti accanto a lei, abbastanza vicino da sentire il suo calore. Il divano scricchiolò appena sotto il mio peso, e l'atmosfera tra di noi divenne improvvisamente più densa. I miei occhi non potevano distogliersi da lei.

"Zia..." le dissi a bassa voce, cercando il suo sguardo, "hai pensato alla mia proposta?"

C'era un fremito di desiderio nella mia voce, e lei, quasi leggendo quella mia tensione, mi accarezzò lentamente il volto con le sue dita, come se volesse calmarmi e allo stesso tempo accendere quel fuoco che sapeva già bruciare tra noi.

"Sinceramente, non lo so," sussurrò con un tono così soffice che mi fece rabbrividire, "amo come mi sento durante i nostri momenti di passione..." le sue parole sembravano fluttuare nell'aria, come una promessa sospesa. "Ma... è sbagliato." Le sue labbra si piegarono in un sorriso tentatore, quasi come se il "sbagliato" le desse ancora più piacere. "Ed è un grande rischio..."

La sua mano si mosse delicata lungo il mio collo, scendendo verso il petto, e i suoi occhi brillavano di un'emozione che non poteva più nascondere. Io la guardai con foga, incapace di trattenere il mio desiderio. Volevo assaporare ogni parola, ogni esitazione, ogni gemito soffocato che sembrava pronto a uscire dalle sue labbra.

"Zia... non possiamo lasciar perdere tutto questo..." risposi, la mia voce calda e insistente, "Non possiamo fermarci proprio ora, dopo tutto quello che abbiamo vissuto... mi fai impazzire." Le afferrai dolcemente la mano, portandola alle labbra e baciandola con una lentezza studiata, assaporando ogni secondo.

Lei chiuse gli occhi per un attimo, trattenendo il respiro, e capii che anche in lei la lotta era ancora accesa.

Ci baciammo con una passione travolgente, le nostre lingue si cercavano, si inseguivano in un gioco febbrile. Le mie mani afferravano il suo seno con decisione, sentendo il calore del suo corpo attraverso il tessuto sottile del pigiama. Ogni suo respiro si faceva più corto, più intenso, mentre il suo petto si alzava e si abbassava sotto il mio tocco, come se fosse incapace di controllare quel desiderio che sembrava consumarla.

Mi staccai per un momento dalle sue labbra, guardandola negli occhi, col cuore che batteva forte. La tensione era palpabile, l'eccitazione quasi insostenibile. "Zia..." sussurrai con un tono soffocato dalla passione, "se vuoi... posso aiutarti a prendere una decisione."

Lei non rispose con parole, ma il lieve cenno della sua testa era tutto ciò che mi serviva. Mi inginocchiai lentamente davanti a lei, sentendo il suo respiro farsi più irregolare. Le mie mani scivolarono con calma lungo le sue cosce, accarezzandole con una lentezza volutamente seducente. Con delicatezza, iniziai a sfilare i suoi pantaloncini, scoprendo prima le sue gambe, poi, con un gesto fluido, anche la sua intimità.

Era lì, liscia e perfetta, esposta davanti a me, emanando un calore irresistibile. Ogni parte del suo corpo sembrava chiamarmi, implorarmi di andare avanti. I suoi occhi mi fissavano con un misto di desiderio e ansia, ma non c'era più alcuna esitazione nel suo sguardo. Sapevamo entrambi cosa stava per succedere, ed entrambi lo desideravamo con ogni fibra del nostro essere.

Le mie labbra scivolarono con dolcezza lungo l'interno delle sue cosce, lasciando una scia di baci lenti e appassionati, mentre sentivo il calore del suo corpo aumentare sotto il mio tocco. Ogni bacio sembrava accendere una nuova scintilla di desiderio, fino a quando le mie labbra raggiunsero la sua intimità. Con delicatezza iniziai a leccarla, esplorando ogni angolo di quel piacere nascosto, provocandole dei gemiti soffocati che cercava di trattenere, ma che si facevano sempre più insistenti.

La mia lingua si muoveva con precisione, alternando movimenti lenti e circolari a piccoli colpi rapidi, mentre il sapore della sua pelle mi inebriava. Il suo corpo reagiva istintivamente, i suoi fianchi si muovevano appena, seguendo il ritmo della mia bocca, come se cercasse di intensificare quel piacere che cresceva dentro di lei.

Poi le mie dita vennero in aiuto, accarezzando con delicatezza l'ingresso della sua intimità prima di affondare dentro di lei, lentamente, accompagnando ogni movimento della mia lingua. Il suo corpo tremava sotto di me, mentre i suoi gemiti si facevano più intensi, sempre meno trattenuti. Ogni vibrazione del suo corpo era una conferma del piacere che stava provando, un piacere che sembrava crescere ad ogni secondo, portandola sempre più vicino al culmine.

Le sue gambe si strinsero attorno a me, e i suoi gemiti, ormai impossibili da soffocare, riempirono la stanza in un crescendo di passione che sembrava non voler finire.

Quando raggiunse l'orgasmo, il suo corpo si irrigidì per un attimo, prima di esplodere in una serie di gemiti forti e profondi, così intensi che rimbombarono nella stanza, riempiendo l'aria di eccitazione. Il suo respiro si fece corto, affannoso, mentre il suo corpo crollava sul divano, completamente estasiata dal piacere.

Con un sorriso soddisfatto, le accarezzai dolcemente il viso, il suo sguardo era ancora perso nel vortice delle sensazioni appena provate. "Zia, non dovevi urlare così," le dissi in tono provocatorio, con un sussurro malizioso. "Sei proprio una maiala..." aggiunsi, mentre il mio pollice tracciava un sentiero sensuale sulle sue labbra, soffermandomi sul loro morbido contorno.

Lei mi guardava ancora con gli occhi socchiusi, il petto che si alzava e abbassava velocemente per il respiro affannato. "C'è bisogno di qualcosa che ti tappi la bocca," continuai, il tono della mia voce basso, pieno di eccitazione, mentre premevo delicatamente il mio pollice sulle sue labbra semiaperte, suggerendo un piacere ancora più profondo e provocante.

Tirai fuori la mia virilità, e senza dire una parola la strusciai dolcemente sulle sue labbra carnose, provocandole un lieve sussulto di eccitazione. Lei, senza esitare, la afferrò con una mano decisa, iniziando a muoversi lentamente, facendo salire in me una sensazione di piacere che cresceva a ogni suo tocco. Il suo sguardo era fisso su di me, pieno di desiderio, mentre i suoi movimenti si facevano sempre più sicuri e provocanti.

Non ci volle molto prima che l'eccitazione la sopraffacesse completamente. Con un gesto fluido, portò la mia virilità alla bocca, iniziando a succhiarla e leccarla con una maestria tale da farmi impazzire. Ogni sua mossa era lenta e intensa, ma si faceva sempre più rapida, sempre più affamata. La sentivo prendere sempre più profondamente, i suoi gemiti soffocati dalla mia carne, il suo respiro che si faceva affannoso mentre affondava sempre di più.

Più la sua saliva ricopriva ogni centimetro della mia virilità, più l'intensità del piacere cresceva, inondandomi di una sensazione incredibile che mi attraversava come una scarica elettrica. Ogni movimento della sua lingua, ogni affondo profondo, sembrava portarmi più vicino al limite, e il suo sguardo, pieno di lussuria, rendeva tutto ancora più eccitante.

Indice dei capitoli
4 Cap. 6

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