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L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 9
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Capitolo 9 di 13 21 min di lettura

Confusione nel cuore della Zia

la tensione dopo il piacere, arriva il momento di pagare le conseguenze delle proprie azioni

Asiadu01
1 anno fa · 777 letture · 3

Si avvicinò alla doccia, l’acqua che scorreva dietro di me creava giochi di luce e ombra sulle sue forme perfette. Mise un piede dentro, poi l’altro, e il calore della doccia la fece rabbrividire un istante prima di abbandonarsi completamente al contatto dell’acqua.

Rimase davanti a me, il fiato leggermente accelerato, il vapore che faceva risaltare le gocce che le scivolavano lungo il collo, tra le curve del suo corpo. I suoi occhi, ora più scuri, si sollevarono sui miei.

«Dimmi che non sono sbagliata,» sussurrò.

Mi avvicinai a lei, le mie mani che si posarono con fermezza sui suoi fianchi, sentendo il calore della sua pelle contrastare con l’acqua che scorreva su di noi. I suoi occhi cercavano i miei, pieni di dubbi e desideri che non riusciva più a trattenere.

«Non sei sbagliata,» le dissi a bassa voce, con una certezza che volevo trasmetterle fino in fondo. «Sei stata sincera, hai rischiato… sei stata coraggiosa.»

Lei tremò leggermente, ma non per il freddo. Un sospiro le sfuggì dalle labbra prima che le sue braccia si stringessero intorno al mio corpo, avvinghiandosi a me con una naturalezza che ci sorprese entrambi. Il nostro respiro si mescolava nel vapore, il battito accelerato che risuonava sottopelle.

Non eravamo mai stati così vicini. Mai in tutta la nostra vita. Eppure adesso eravamo lì, pelle contro pelle, uniti da qualcosa di inspiegabile che andava oltre la semplice vicinanza.

«Grazie,» sussurrò, sollevando lo sguardo su di me, i suoi occhi che brillavano di un’emozione cruda, intensa.

Non so chi si mosse per primo. Forse lei, forse io. O forse era solo l’inevitabile che finalmente prendeva forma.

Le nostre labbra si sfiorarono, incerte per un solo istante, prima di fondersi in un bacio vero, profondo. Non c’era esitazione, solo il bisogno urgente di sentirci, di riconoscerci in quel contatto.

Le mie mani risalirono lungo la sua schiena bagnata, la sua pelle liscia sotto i polpastrelli, mentre le sue dita si stringevano nei miei capelli. Il bacio divenne più intenso, le sue labbra si aprirono alle mie con una dolcezza famelica, un misto di abbandono e disperazione.

Il vapore ci avvolgeva come una cortina, la doccia scorreva senza che nemmeno ce ne accorgessimo più. Eravamo solo noi due, in quel momento sospeso, uniti da un sentimento che non potevamo più negare

Mi avvicinai ancora di più a lei, sentendo il calore della sua pelle fondersi con il mio sotto il getto d’acqua bollente. Le mie mani la cercarono con urgenza, scivolando lungo la curva della sua schiena fino a stringere il suo fondoschiena, attirandola contro di me. Adriana ansimò piano, chiudendo gli occhi mentre le nostre bocche si cercavano di nuovo, i baci sempre più intensi, affamati, come se avessimo bisogno l’uno dell’altra per respirare.

La poggiai con delicatezza contro il muro della doccia, sentendo il contrasto tra il calore della sua pelle e il freddo delle piastrelle.

Il mio corpo premette contro il suo, e lei rispose con lo stesso ardore, muovendosi in sincronia con me. Ogni sfioramento era un fuoco che si accendeva sulla pelle, il calore dell’acqua non era nulla in confronto a quello che ci scambiavamo.

Le mie mani percorrevano la sua schiena con foga, scendendo fino ai suoi fianchi per poi risalire, tracciando ogni curva, ogni linea del suo corpo. Stringendola, la sentii inarcare leggermente la schiena, il suo respiro farsi più profondo, e lasciai che le mie dita la esplorassero con più sicurezza, sfiorando le sue forme con un misto di desiderio e adorazione.

Adriana si aggrappò alle mie spalle, le sue unghie premettero leggere sulla mia pelle mentre i nostri movimenti si facevano più lenti, più intensi, come se volessimo imprimere ogni sensazione nella memoria, in un gioco di vicinanza e provocazione. Il mio viso affondò nel suo collo, la mia bocca percorse la sua pelle con baci febbrili mentre la stringevo ancora di più contro di me, fino a non lasciare più spazio tra i nostri corpi.

Le mie mani la afferrarono con decisione, sollevandola mentre le sue gambe si strinsero attorno ai miei fianchi. Il suo respiro si fece più profondo quando la spinsi contro il muro, la penetrai dolcemente, i nostri corpi umidi incollati l’uno all’altro, il calore tra noi divenuto ormai insostenibile.

Si aggrappò alle mie spalle con forza, le sue dita affondarono sulla mia pelle mentre la spingevo contro di me, fondendoci in un movimento sempre più intenso. Un gemito strozzato le sfuggì dalle labbra mentre il nostro contatto si faceva sempre più profondo, sempre più intenso.

Le sue labbra sfioravano il mio collo, il suo respiro era caldo e spezzato mentre il ritmo cresceva, travolgendoci entrambi in una spirale di desiderio che sembrava non volersi fermare. Il vapore avvolgeva i nostri corpi, ogni carezza più audace, ogni movimento più ardente, fino a quando la tensione divenne insostenibile e, sopraffatti, ci lasciammo cadere lentamente, esausti, il cuore che batteva all’unisono mentre il suono dell’acqua accompagnava il nostro respiro ancora frastagliato.

L’acqua continuava a scorrere, avvolgendo i nostri corpi in un calore quasi soffocante. Adriana era ancora distesa sul piatto della doccia, il respiro irregolare e il petto che si sollevava e abbassava rapidamente. I suoi occhi si persero nei miei mentre mi sentiva tornare a cercarla, le sue cosce si strinsero istintivamente attorno a me, come a voler trattenere quel momento di pura intimità.

ritornai dolcemente dentro di lei, riprendo ciò che stavamo facendo prima.

Le mie mani, ancora bagnate, percorsero i suoi fianchi con una carezza sicura, mentre il suo corpo reagiva ad ogni mio movimento. Le gocce scivolavano lungo la sua pelle, fondendosi con il calore che avevamo creato insieme. Il contatto tra noi si fece di nuovo profondo, lento ma passionale e carico di una tensione elettrizzante.

Adriana lasciò sfuggire un respiro spezzato, il suo viso arrossato e umido, gli occhi socchiusi nel piacere crescente. Il mio petto sfiorava il suo, sentivo ogni brivido percorrerle la schiena, ogni piccolo movimento che ci faceva desiderare di più.

Le mie dita si persero tra i suoi capelli bagnati, mentre l’altra mano stringeva il suo seno con una fermezza che la fece fremere sotto di me. Le sue labbra si schiusero appena, lasciando spazio a un nuovo gemito soffocato dall’acqua che continuava a colpirci con forza.

I nostri corpi si muovevano in perfetta sintonia, un crescendo di sensazioni che sembravano non volerci abbandonare. E proprio quando la tensione raggiunse il suo apice, il momento si sciolse in un’intensità che ci lasciò entrambi senza respiro. Il mio viso affondò tra il suo collo e la sua spalla, mentre sentivo il suo corpo tremare leggermente sotto il mio.

L’acqua lavava via ogni traccia, ma non poteva cancellare quello che avevamo appena condiviso. Restammo così per qualche istante, le dita intrecciate, i battiti dei nostri cuori ancora fuori controllo. Poi, lentamente, le nostre labbra si sfiorarono in un ultimo bacio, più dolce, quasi come una promessa silenziosa.

Uscimmo dalla doccia lentamente, ancora scossi da ciò che era appena successo. 

La stanza era immersa in una penombra avvolgente, le gocce d’acqua scivolavano lente sulle nostre pelli calde dopo l’intensità del momento vissuto sotto il getto della doccia. Ogni respiro era ancora irregolare, ogni battito del cuore sembrava risuonare all’unisono con la tensione che ci avvolgeva. Adriana era lì davanti a me, la sua pelle umida brillava sotto la tenue luce che filtrava dalla finestra. I suoi capelli bagnati le ricadevano sulle spalle, incorniciando il suo viso arrossato dal piacere e dalla timidezza del momento. I suoi occhi, pieni di desiderio e incertezza, incrociarono i miei mentre con un sorriso appena accennato sollevò un lembo dell’asciugamano per avvolgersi.

Mi avvicinai lentamente, le mie mani trovarono i suoi fianchi, la sentii fremere sotto il mio tocco, un brivido che percorse la sua schiena e la fece chiudere per un attimo gli occhi. "Va tutto bene?" le chiesi, la mia voce roca per l’emozione. Lei annuì appena, mordendosi il labbro inferiore in un gesto involontariamente seducente. Le mie dita salirono lungo la curva della sua schiena, disegnando il profilo perfetto della sua figura. Adriana si avvicinò ancora di più, il suo corpo premuto contro il mio, la sua pelle che ancora tratteneva il calore della doccia.

Non sapevo quanto tempo rimanemmo così, immobili, sospesi in quel limbo tra la realtà e il desiderio. Ma poi, il suono di una notifica interruppe quel momento. Il nostro sguardo si abbassò contemporaneamente sul telefono di Adriana posato sul comodino. Un messaggio.

Il mittente: Francesca.

Adriana lo prese con mani tremanti, lo sbloccò e lessi insieme a lei le parole che avrebbero cambiato tutto: "Voglio parlarvi stanotte. Nella mia stanza. Entrambi."

Un brivido mi attraversò la schiena. Non era un semplice invito. Era una decisione. Forse l’ultima, forse la più importante.

Adriana trattenne il fiato, poi mi guardò con un misto di paura ed eccitazione. "Pensi che... che abbia deciso?"

La mia mano trovò la sua, intrecciai le nostre dita e le diedi una lieve stretta, cercando di trasmetterle sicurezza. "Lo scopriremo stanotte."

Un misto di aspettativa e tensione aleggiava nella stanza. Il cuore accelerò i battiti. La mente correva in mille direzioni diverse, immaginando ogni possibile scenario. Non ci restava che aspettare, immersi in un desiderio sempre più difficile da contenere.

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Scritto da
Asiadu01

giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01

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Commenti 1

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  1. Vitto05

    Nonostante legga spesso i tuoi racconti, che trovo molto eccitanti, ho esitato inizialmente nel leggere questo e ora mi pento di non averlo letto subito, è tra i più belli sulla piattaforma e non vedo l’ora di leggerne il continuo. :) :)

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