Francesca sembrava riflettere, mordendosi leggermente il labbro inferiore. "Forse... ma è sempre stato difficile per me vederla come qualcosa di diverso da una figlia. È come se il nostro rapporto fosse sempre stato... complicato."
Colsi il suo tono e decisi di spingermi un po' oltre, testando il terreno. "A volte, però, quei rapporti complicati nascondono qualcosa di più, non trovi? Non dico che tu debba vederla diversamente, ma forse... potrebbe essere interessante scoprire nuovi lati di lei."
Francesca mi lanciò uno sguardo sospettoso, ma anche divertito. "E cosa stai cercando di suggerire, di preciso?"chiese, incrociando le braccia mentre il suo asciugamano scivolava leggermente, rivelando la curva del suo seno.
Mi presi un attimo per rispondere, lasciando che il silenzio creasse una tensione palpabile. "Non sto suggerendo nulla,"dissi con un sorriso malizioso. "Sto solo dicendo che, se mai dovessi vedere quel lato di Adriana, non ne saresti delusa. È... sorprendente, in modi che non ti aspetteresti."
Francesca sembrò trattenere il fiato per un attimo, poi lasciò andare una breve risata, scuotendo la testa. "Sei incredibile, davvero. Non so come fai a farmi parlare di certe cose."
Mi avvicinai, posando una mano sulla sua vita, il contatto che accendeva nuovamente quella scintilla tra noi. "È perché c'è fiducia tra noi, Francesca. E perché entrambi sappiamo che, quando si tratta di piacere... non ci sono limiti. Giusto?"
Lei mi guardò per un lungo momento, poi sorrise con quel suo sorriso carico di malizia e mistero. "Forse," rispose, girandosi per uscire dal bagno. "Ma se pensi di riuscire a convincermi a fare cose del genere, dovrai impegnarti di più."
Restai fermo per un attimo, osservandola andarsene, il suo asciugamano che sfiorava appena le sue curve. Era un invito velato o una sfida? Francesca era come sempre un enigma, ma il suo sorriso, prima di sparire oltre la porta, mi lasciò la certezza che il terreno fosse tutt’altro che chiuso.
Mentre Francesca si asciugava i capelli davanti allo specchio, il riflesso del suo corpo nudo e sensuale sembrava ipnotizzarmi. Ogni curva, ogni dettaglio, tutto di lei mi affascinava, ma decisi di concentrarmi sul discorso appena concluso. "Allora, non riesci proprio a vederla in altro modo?" chiesi con un tono leggero, quasi casuale, mentre infilavo i pantaloni.
Francesca mi lanciò uno sguardo attraverso lo specchio, accompagnato da un sorriso dolce ma deciso. "Ale, è mia figlia. Non importa quanto sia bella o quanto possa essere... intrigante. È sangue del mio sangue. Ci sono confini che non posso superare."
Feci un cenno di comprensione, anche se dentro di me sapevo che il discorso non era del tutto chiuso. La sua voce tradiva una certa esitazione, come se, in fondo, ci fosse una parte di lei che non voleva completamente archiviare l’argomento. Ma decisi di non insistere.
Mentre finivo di vestirmi, mi voltai verso di lei con un sorriso complice. "Va bene, lasciamo perdere Adriana. Tanto stasera avevo in mente qualcosa di speciale per noi due."
Francesca si voltò curiosa, un sopracciglio alzato. "Qualcosa di speciale? Hai intenzione di portarmi in qualche posto?"
Annuii, avvicinandomi a lei per sistemarle una ciocca di capelli sfuggita dall’asciugamano. "Diciamo che sarà una serata... indimenticabile. Ti dirò dove e quando più tardi. Intanto, promettimi solo una cosa."
"Cosa?" chiese lei, con un sorriso che si faceva più intrigato.
"Fatti bella per me," dissi, abbassando la voce mentre il mio sguardo la divorava. "Anche se, con te, basta poco per rendere qualsiasi momento speciale."
Lei rise piano, scuotendo la testa. "Sei davvero incredibile, sai? Ma va bene, accetto l’invito. Spero che ne valga la pena."
Mi avvicinai di più, lasciando che le mie mani scivolassero lungo i suoi fianchi attraverso l'asciugamano. "Non resterai delusa," mormorai. "E chissà, magari... potrei anche chiedere un piccolo aiuto per rendere la serata ancora più interessante."
Francesca si fermò, fissandomi con un misto di curiosità e sospetto. "Un aiuto?" ripeté, inclinando leggermente la testa.
Sorrisi, lasciando che l’allusione pendesse nell’aria. "Diciamo solo che sto pensando a modi per rendere questa notte memorabile. E non è detto che serva limitarsi a due persone per farlo."
La sua risata fu bassa, quasi divertita, mentre si allontanava quel tanto che bastava per studiare il mio volto. "Sei proprio un provocatore," disse, scuotendo la testa. "Ma devo ammettere che l’idea... non mi dispiace."
"No?" chiesi, cogliendo la sua esitazione. "Mai avuto esperienze... diverse? Magari con qualcuna che ti intriga?"
Francesca si fermò un momento, il suo sguardo vagamente perso nei pensieri. "In verità," iniziò lentamente, "ci ho pensato. Non ho mai avuto il coraggio di provare, ma l'idea... mi ha sempre intrigata. C’è qualcosa di irresistibile nell’esplorare, nel lasciarsi andare a desideri nuovi."
Il mio cuore accelerò, ma mantenni il controllo. "Quindi, l'idea ti eccita," dissi, abbassando il tono della voce, lasciando che ogni parola fosse un sussurro.
Lei annuì lentamente, il suo sorriso ora più sensuale. "Sì, lo fa. Ma dipenderebbe tutto dalla persona... o dalle persone."
"Posso garantire," dissi, lasciando che una mano sfiorasse la sua schiena mentre mi avvicinavo al suo orecchio, "che chiunque sia scelto... sarà perfetto per te."
Francesca si voltò verso di me, i suoi occhi carichi di un desiderio velato. "Non so cosa hai in mente, Ale, ma... non vedo l’ora di scoprirlo."
Con quel sorriso enigmatico, lei uscì dal bagno, lasciandomi lì con mille pensieri e la certezza che quella sera avrebbe superato ogni aspettativa.
Tornai in stanza con un sorriso soddisfatto stampato sul volto, ancora immerso nei pensieri di Francesca e nella serata che stavo pianificando. Adriana, nel frattempo, si era svegliata e si stava infilando una maglietta, i pantaloncini ancora abbassati sulle cosce mentre si chinava verso il letto. La visione del suo fondoschiena perfetto mi fece venire un’idea birichina.
Mi avvicinai silenziosamente e, con un gesto rapido, le afferrai il sedere con entrambe le mani, stringendolo appena per sentire la sua morbidezza. Lei sobbalzò, sorpresa, e si girò di scatto con un’espressione tra il divertito e il finto indignato.
"Ma sei matto?" esclamò, cercando di scacciare le mie mani, ma senza troppa convinzione.
La guardai con un sorriso furbo, avvicinandomi ancora di più. "Non potevo resistere, Adri. Ma aspetta di sentire cosa ti sto per dire..."
Lei mi osservò con curiosità, le mani sui fianchi. "Cosa c’è? Hai quella faccia da diavolo. Cos’hai in mente stavolta?"
Mi avvicinai al suo orecchio, sussurrando lentamente con una voce carica di malizia: "Stasera finalmente scoperai tua mamma."
Adriana si bloccò, spalancando gli occhi e arretrando appena per guardarmi in faccia, incredula. "Cosa?!"
Risi piano, afferrandola delicatamente per i fianchi per impedirle di allontanarsi. "Hai capito benissimo. Ho un’idea interessante, ma devi fidarti di me."
Lei mi fissò, incerta, ma il rossore sulle sue guance tradiva la sua eccitazione. "Ale, non scherzare. Non puoi dire certe cose e lasciarmi così... È impossibile!"
Scossi la testa, il mio sorriso non accennava a svanire. "Nulla è impossibile, Adri. Tua madre è molto più aperta di quanto immagini. Diciamo che ho già iniziato a preparare il terreno."
Adriana si morse il labbro, incerta tra il desiderio e il timore. "E cosa pensi di fare? Non posso mica andare da lei e..."
La interruppi, poggiandole un dito sulle labbra per zittirla. "Non devi fare nulla. Solo fidarti di me. Lascia che sia io a guidarti. Stasera sarà memorabile, te lo prometto."
Lei mi fissò per qualche istante, cercando di leggere nei miei occhi se stessi scherzando o meno. Alla fine, un piccolo sorriso si formò sul suo viso. "Non so come fai ad avere tutta questa sicurezza, ma... va bene. Mi fido. Però non deludermi."
Le accarezzai il viso, lasciando che il mio sguardo si posasse ancora una volta sul suo corpo sensuale. "Non ti deluderò, Adri. Ti garantisco che sarà una serata che non dimenticheremo mai."
Adriana sospirò, alzando gli occhi al cielo. "Sei un pazzo, lo sai?"
"Forse," risposi con un ghigno, "ma sono un pazzo con ottimi piani."
Mentre lei finiva di vestirsi, la stanza si riempì di una tensione elettrizzante, il mistero di ciò che avevo in mente lasciandola visibilmente curiosa ed eccitata. Il capitolo si chiuse con il dubbio che aleggiava nell’aria: quale fosse la mia idea e se quella notte avrebbe davvero mantenuto la promessa di essere indimenticabile.
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