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Erotika
L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 7
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Capitolo 7 di 13 26 min di lettura

Pazzia tra cugini

una pazza idea che spingerà tutti a divertirsi, bisogna solo seguire il piano.

Asiadu01
1 anno fa · 804 letture · 3

Finimmo la colazione lentamente, godendoci ogni momento in quell’atmosfera carica di tensione sensuale. Francesca giocava con la tazza tra le mani, lanciandomi occhiate maliziose mentre continuavamo la nostra conversazione.

"Sai," iniziai con voce bassa, mantenendo lo sguardo fisso su di lei, "ci sono così tante cose che mi vengono in mente quando ti guardo..."

Lei alzò un sopracciglio, posando la tazza e incrociando le braccia sul tavolo, incuriosita. "Oh? Come cosa, per esempio?"

Mi sporsi leggermente, riducendo la distanza tra di noi. "Come la sensazione delle tue mani su di me, il modo in cui il tuo corpo si muove contro il mio... e quel tuo sorriso malizioso che mi fa perdere la testa."

Francesca rise piano, un suono basso e avvolgente. "Ti stai divertendo a provocarmi, vero? Ma ricordati, piccolo, io sono quella che ha il controllo."

La fissai, un sorriso affiorava sulle mie labbra. "Forse sì... ma quanto ti piace vedere che sono disposto a lasciartelo."

Lei inclinò la testa, il gioco di luci dalla finestra evidenziava i suoi tratti perfetti e la brillantezza dei suoi occhi. "E tu?"chiese, con un tono volutamente dolce. "Cosa ti piacerebbe fare a me?"

Mi leccai appena le labbra, lasciando che il momento si caricasse di elettricità. "Ti prenderei lentamente... assaporerei ogni curva del tuo corpo, senza fretta. Voglio vederti arrenderti completamente a me."

Francesca scosse la testa con un sorriso complice, appoggiandosi contro lo schienale della sedia. "Sai come rendere una donna curiosa, non c'è che dire."

Si alzò dalla sedia, lasciandomi a fissare il suo corpo avvolto nella vestaglia mentre si dirigeva verso il bagno. "Vado a fare una doccia," annunciò con voce morbida, ma con un sorriso malizioso che tradiva un secondo significato. "Non sarebbe male un po' di compagnia... sempre che tu te la senta."

Il suo sguardo non lasciava spazio a dubbi. Non aspettò una risposta, ma si voltò e si allontanò lentamente, i fianchi che ondeggiavano con una naturalezza quasi ipnotica.

Non persi tempo. Aspettai qualche istante per lasciarle un po’ di vantaggio, quindi mi alzai e mi diressi verso il bagno. Aprii la porta con cautela, trovandola già lì, completamente nuda, con il vapore che iniziava ad avvolgere il piccolo spazio. La luce morbida del mattino le accarezzava la pelle, rendendola ancora più perfetta.

Francesca mi guardò con un mezzo sorriso, i capelli sciolti che le ricadevano sulle spalle. "Immaginavo che non avresti resistito."

"Con te?" risposi, chiudendo la porta alle mie spalle. "Mai."

Lei aprì la cabina doccia, invitandomi a entrare. "Vediamo allora quanto sei bravo a stare al passo con me."

"

"È giusto," concordai, evitando di menzionare Adriana. "Non vale la pena di fare certe esperienze se non si è sicuri al cento per cento."

Francesca si sporse leggermente verso di me, il suo seno sfiorò il mio petto. "Sei proprio bravo a farmi sentire al sicuro..." sussurrò, con un sorriso seducente. "Ma ora dimostrami quanto sei bravo a farmi sentire anche altro."

Mi avvicinai a Francesca, il calore dell’acqua che scorreva sui nostri corpi sembrava aumentare l’elettricità che riempiva l’aria tra noi. I nostri sguardi si incrociarono per un istante, poi le mie labbra trovarono le sue in un bacio intenso e vorace, carico di desiderio. Le sue mani si aggrapparono alla mia nuca, tirandomi ancora più vicino, mentre il suo corpo si premé contro il mio, le sue curve morbide e perfette che si modellavano sul mio petto.

Il bacio divenne più profondo, le nostre lingue si intrecciavano in un ballo sensuale e appassionato, mentre le sue dita scivolavano lentamente giù lungo la mia schiena, le unghie che tracciavano una scia di brividi sulla pelle. Mi staccai dalle sue labbra solo per spostarmi lungo il suo collo, lasciando una scia di baci caldi e umidi, mentre lei inclinava la testa all’indietro, sospirando piano.

"Sei incredibile..." sussurrai, senza smettere di esplorarla con le labbra.

Le mie mani scivolarono verso il suo seno, accarezzandolo con delicatezza prima di stringerlo leggermente, il suo respiro si fece più rapido, i capezzoli tesi sotto le mie dita. Francesca sorrise con quel suo sguardo malizioso, poi spinse dolcemente il mio petto, facendomi arretrare di qualche passo. Si abbassò lentamente, guardandomi dritto negli occhi mentre le sue mani si posavano sui miei fianchi, il suo sguardo pieno di desiderio e controllo.

I suoi seni morbidi e perfetti si posarono contro di me, muovendosi lentamente, un contatto così intenso da farmi quasi perdere il respiro. Francesca iniziò a scivolare lungo di me con movimenti fluidi e sensuali, usando il suo corpo con una maestria che sapeva di esperienza e pura provocazione. I suoi seni mi avvolgevano, il calore e la morbidezza della sua pelle amplificati dal sapone che scivolava su di noi.

"Ti piace?" chiese con voce bassa e roca, il suo sguardo che cercava il mio mentre si muoveva.

Non riuscivo a rispondere, troppo preso da quella sensazione sublime. Mi limitai a un annuire rapido, il corpo che reagiva a ogni suo movimento, il piacere che cresceva in modo incontrollabile.

Quando si fermò, le sue labbra si avvicinarono e iniziarono a scivolare su di me con delicatezza, la sua bocca calda e invitante che si muoveva lentamente, esplorandomi con cura. La sua lingua tracciava linee precise, alternando movimenti dolci a colpi più intensi, mentre una delle sue mani si appoggiava sul mio fianco, mantenendo il controllo. Ogni suo gesto sembrava studiato per farmi impazzire, ma c’era una naturalezza in lei che rendeva tutto ancora più irresistibile.

"Non pensavo potessi essere così brava..." mormorai, passando una mano tra i suoi capelli bagnati, il mio corpo completamente perso nel piacere che mi stava dando.

Francesca si sollevò lentamente, un sorriso soddisfatto sulle labbra, prima di afferrarmi per i fianchi e girarmi contro il muro della doccia. "Ora tocca a me."

Mi prese per mano, facendomi girare verso di lei, il suo corpo che si premeva contro il mio, il seno perfetto che mi sfiorava mentre le sue labbra cercavano di nuovo le mie. La passione divenne incontrollabile: le presi le cosce, sollevandola con facilità contro il muro piastrellato. Lei si aggrappò a me, le gambe che si strinsero intorno alla mia vita mentre i nostri corpi si trovavano finalmente, la sua voce che si alzava in un gemito strozzato.

Le spinte erano lente ma decise, un crescendo di intensità che sembrava seguire il ritmo dei nostri respiri e dei nostri gemiti. Francesca mi baciava ovunque, sul collo, sulle spalle, persino sul viso, il suo corpo che si muoveva in perfetta sintonia con il mio. L’acqua della doccia scorreva su di noi, amplificando ogni sensazione, ogni tocco, ogni momento.

"Sei mio..." sussurrò a un certo punto, il suo respiro che si mescolava al mio, il suo corpo che tremava mentre il piacere la travolgeva.

L’intensità raggiunse il culmine, un’esplosione di emozioni e sensazioni che ci lasciò entrambi senza fiato. Restammo così, avvolti dal calore dell’acqua e dal calore del momento, i nostri corpi ancora intrecciati, i respiri che lentamente tornavano a un ritmo normale. Francesca si staccò piano, il suo sorriso soddisfatto che diceva tutto.

"Spero tu abbia fatto colazione abbondante," scherzò, con un tono malizioso, prima di uscire dalla doccia, lasciandomi lì, ancora perso nei pensieri e nel piacere appena provato.

Mentre ci asciugavamo, il vapore della doccia ancora nell’aria, il mio sguardo si posò su Francesca. Il suo corpo perfetto, appena accarezzato dall’asciugamano, era un invito a perdermi di nuovo nei momenti appena vissuti, ma un pensiero si era fatto largo nella mia mente.

Mi appoggiai al lavandino, osservandola con un sorriso malizioso mentre lei passava l'asciugamano sui capelli. "Sai,"iniziai, mantenendo un tono casuale ma con una nota di intenzione nella voce, "Adriana si sta trasformando in una donna incredibile. Assomiglia tanto a te."

Francesca si voltò, sorpresa da quel commento. "Assomiglia a me? Dici sul serio?" domandò, una risata breve che sembrava mascherare un certo orgoglio. "Non dire certe cose, è mia figlia!"

Sorrisi, avvicinandomi lentamente mentre passavo una mano tra i capelli ancora umidi. "Lo so, ma non puoi negare che sia una ragazza bellissima. Ha la tua grazia, il tuo fascino... c'è qualcosa in lei che è magnetico, proprio come in te."

Francesca si fermò per un attimo, stringendo l'asciugamano intorno al suo corpo. "Non avevo mai pensato a lei in quel modo," mormorò, guardandomi con una leggera curiosità. "Mi sembra strano... anche solo parlarne."

Mi avvicinai di più, accarezzandole il braccio con delicatezza, lasciando che la mia voce diventasse più bassa e intima. "Non è così strano, se ci pensi. È come se fosse una tua estensione, il meglio di te in una versione più giovane. Non hai mai notato come a volte il suo sorriso somigli al tuo? O come si muova con quella stessa sicurezza che fa girare tutti a guardarti?"

Indice dei capitoli
3 Cap. 8

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