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L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 6 — La maledetta cugina
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La maledetta cugina

un nuovo personaggio entra nella storia, rovinerà tutto?

Asiadu01
1 anno fa · 5.643 parole · 25 min
865 letture

Adriana sembrava quasi trattenere il respiro, le sue guance sempre più rosse mentre ascoltava ogni parola. La mia mano si fermò un attimo, il pollice che accarezzava lentamente la sua pelle. "E quando ho finalmente fatto mia tua madre,"dissi piano, quasi in un sussurro, "non c'era nient'altro al mondo. Solo noi due, i nostri corpi uniti, il calore e il desiderio."

Lei socchiuse gli occhi, mordendosi il labbro inferiore, mentre la mia mano scivolava ancora un po' più in basso. "Ti piace sentirlo, vero, Adri?" le chiesi con dolcezza, lasciando che il mio tono fosse rassicurante e malizioso al tempo stesso.

Adriana annuì leggermente, il suo corpo visibilmente rilassato sotto il tocco delle mie dita. "Sì,"sussurrò, la sua voce tremante ma piena di compiacimento. "È... è così eccitante."

Sorrisi, lasciandomi trasportare dalla situazione. "Non ti preoccupare, allora. Ti manderò tutto quello che vuoi... e magari potremmo divertirci anche noi, no? Francesca non deve sapere tutto, dopotutto."

Mi avvicinai a lei lentamente, lasciando che la mia mano si muovesse con delicatezza, sfiorando la sua pelle liscia e calda sotto le coperte. Adriana trattenne il respiro quando le mie dita scesero più in basso, iniziando a darle piacere con movimenti dolci e misurati. I suoi gemiti, appena accennati, erano così sottili e melodiosi che sembravano risuonare nel silenzio della stanza come una dolce melodia.

"Sai, Adri," iniziai a sussurrare, la mia voce bassa e seducente, "tua madre ha un corpo che ti lascia senza fiato... ogni volta. Quando la tocco, quando esploro ogni centimetro della sua pelle, è come se il mondo si fermasse."

Adriana chiuse gli occhi per un momento, lasciando che le mie parole la trascinassero nel racconto. Le mie dita si muovevano lentamente, giocando con i suoi punti più sensibili, aumentando pian piano l'intensità.

"Il suo seno," continuai, il tono della mia voce diventando ancora più intimo, "è perfetto, morbido e pieno. Quando lo stringo tra le mani, sento il suo respiro farsi più veloce, i suoi gemiti diventano più profondi, più disperati. E quando lo bacio, quando lo assaporo, è come se tutto il suo corpo si arrendesse completamente."

Adriana emise un altro piccolo gemito, il suo corpo si mosse leggermente sotto di me. "E... e i suoi piedi?" chiese, la sua voce tremante e quasi innocente, ma carica di curiosità.

Sorrisi, continuando a muovermi con dolcezza. "I suoi piedi sono bellissimi," sussurrai, il mio respiro caldo vicino al suo orecchio. "Delicati, curati... ogni volta che li accarezzo, sento i suoi piccoli brividi. E quando li bacio, quando le do piacere anche lì, i suoi gemiti diventano quasi incontrollabili."

Lei aprì leggermente gli occhi, guardandomi con un misto di eccitazione e desiderio. "E... quando..."iniziò a dire, ma la sua voce si spezzò in un gemito più forte mentre le mie dita trovavano un ritmo più deciso.

"Quando la prendo da dietro?" completai la frase per lei, con un sorriso malizioso. Adriana annuì, mordendosi il labbro inferiore, la sua eccitazione sempre più evidente.

"È una delle cose più belle," continuai, sussurrando. "Il modo in cui il suo fondoschiena si muove contro di me, come si abbandona completamente... è indescrivibile. È come se il suo corpo fosse fatto apposta per essere adorato."

Adriana trattenne il respiro, i suoi gemiti diventavano più frequenti e dolci, il suo viso arrossato mentre si abbandonava al piacere. "E quando viene," aggiunsi, il mio tono morbido ma pieno di passione, "è come se il suo corpo esplodesse. La sento tremare sotto di me, ogni suo muscolo che si contrae, la sua voce che si spezza in un grido soffocato... e io non posso fare a meno di seguirla."

Adriana si mosse sotto le mie dita, il suo corpo rispondeva perfettamente a ogni mio tocco. "Ti piace sentirlo, vero?" le chiesi con dolcezza.

Lei annuì velocemente, incapace di rispondere a parole, ma i suoi gemiti e il suo corpo che si abbandonava completamente erano una risposta più che sufficiente.

Le mie dita si mossero con maggiore decisione, trovando un ritmo che fece scattare il suo corpo sotto di me. "Sai, Adri,"dissi con voce bassa e carica di desiderio, "ogni volta che ti vedevo camminare, non potevo fare a meno di notare il tuo fondoschiena... così perfetto. Era impossibile ignorarlo."

Lei emise un gemito più forte, mordendosi il labbro per non farsi sentire. I suoi occhi erano chiusi, le guance rosse, il corpo completamente abbandonato al piacere che le stavo dando.

"Pensavo a tutte le volte che avremmo potuto divertirci insieme," continuai, sussurrandole vicino all'orecchio, lasciando che il mio respiro caldo la accarezzasse. "E ora siamo qui, Adri... e sei così bella mentre ti lasci andare."

La tensione nel suo corpo crebbe fino a culminare in un orgasmo intenso, che lei cercò disperatamente di soffocare, mordendosi il pugno per non emettere un grido troppo forte. Tremava sotto le mie dita, il suo respiro affannoso riempiva la stanza. La osservai con un sorriso soddisfatto mentre si rilassava, il corpo ancora scosso dai piccoli spasmi del piacere.

"Ecco," dissi dolcemente, accarezzandole la guancia mentre lei cercava di riprendersi. "Non è stato così male, vero?"

Adriana rise debolmente, ancora con il viso arrossato e il respiro spezzato. "Sei... incredibile,"ammise, guardandomi con occhi lucidi. "Ma non ti montare troppo la testa, Ale."

Mi sdraiai accanto a lei, lasciando che la mia mano rimanesse sulla sua pancia, accarezzandola con dolcezza.

 

Adriana mi guardò, ancora distesa accanto a me, il corpo rilassato e i capelli scomposti, ma gli occhi avevano un’intensità che non potevo ignorare. Si girò su un fianco, fissandomi con un’espressione a metà tra il timido e il provocatorio.

"Ale," iniziò con voce dolce ma carica di tensione, "non mi bastano solo le foto... voglio qualcosa di più."

La fissai per un momento, cercando di capire cosa stesse realmente chiedendo. "Qualcosa di più? Adri, cosa intendi esattamente?"

Lei si morse il labbro, evitando per un attimo il mio sguardo, ma poi tornò a fissarmi con decisione. "Voglio che tu faccia qualcosa con lei, qualcosa di particolare. Non solo foto, ma... voglio che tu riesca a coinvolgerla in situazioni più intime e che poi me lo racconti. O magari..." Si fermò, come se esitasse a dirlo.

"Magari cosa?" la incalzai, incuriosito e un po' spiazzato.

"Magari mi fai partecipare in qualche modo," confessò, la voce appena un sussurro, ma gli occhi bruciavano di un desiderio che non avevo mai visto prima in lei.

Mi alzai leggermente sul letto, guardandola con attenzione. "Adri, ti rendi conto di quello che stai chiedendo? Non è una cosa facile... e soprattutto, se qualcosa va storto, potrebbe andare molto male per tutti noi."

Lei scosse la testa, avvicinandosi di più. "Non dirlo come se non fossi già oltre il limite, Ale. Hai già fatto tutto questo. Io voglio solo far parte di quello che c'è tra voi. Ti prego..."

Sospirai, cercando di mantenere la calma. "Ascolta, Adri, non posso prometterti niente. Con tua madre... devo muovermi con attenzione. Non so se sarebbe possibile o anche solo pensabile coinvolgerti."

Lei non si scompose, anzi, sorrise in modo malizioso. "Lo so che puoi farcela. Sei bravo a gestire certe situazioni... e so che lei non ti resisterebbe. Ti chiedo solo di provarci. Ti giuro, Ale, non farò niente che possa rovinarti... o rovinarci. Voglio solo che tu mi aiuti a vivere questa cosa."

La sua sincerità mi colpì, e il modo in cui mi guardava era disarmante. Sapevo che la sua richiesta era assurda, pericolosa, ma una parte di me era affascinata dall’idea.

"Va bene," dissi infine, con un tono cauto. "Ci proverò, ma non aspettarti miracoli. E, Adri... non dire niente a nessuno. Se questa cosa viene fuori, è la fine per tutti noi."

Lei annuì immediatamente, il viso illuminato da un sorriso trionfante. "Grazie, Ale. Sapevo che avresti capito."

Mi stesi di nuovo accanto a lei, il cuore che batteva più forte del normale. La situazione era diventata ancora più complicata, ma sapevo che non potevo più tirarmi indietro.

Fine del capitolo 6
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Scritto da
Asiadu01
giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01
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