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Erotika
L’attrazione proibita verso Zia Francesca · Cap. 6 — La maledetta cugina
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La maledetta cugina

un nuovo personaggio entra nella storia, rovinerà tutto?

Asiadu01
1 anno fa · 5.643 parole · 25 min
865 letture

"Sei... incredibile," sussurrai, piegandomi su di lei e lasciando una scia di baci lungo la sua schiena sudata, il sapore della sua pelle che mi faceva impazzire ancora di più. Francesca si voltò leggermente, i suoi occhi pieni di piacere e desiderio, mentre il suo corpo tremava sotto di me.

Ad un tratto, un gemito particolarmente forte la scosse completamente. Sentii il suo corpo contrarsi intorno a me, il respiro spezzato e affannoso mentre si abbandonava a un orgasmo intenso, il più forte che le avessi mai visto provare. Il suo corpo tremava, la testa affondata tra le lenzuola mentre si lasciava andare completamente, il suo piacere così travolgente da farle perdere ogni controllo.

Quando si rilassò, crollò sfinita sul letto, respirando profondamente, il corpo ancora scosso dai postumi dell’orgasmo. Rimasi per un attimo sopra di lei, il mio cuore che batteva forte, mentre il desiderio ancora pulsava dentro di me, insoddisfatto.

Stavo per chiederle di fare qualcosa per me, ancora in preda a quella tensione irrisolta, quando mi accorsi che Francesca stava già scivolando nel sonno. I suoi occhi si chiudevano lentamente, un sorriso stanco e appagato che si dipingeva sulle sue labbra.

"Zia?" mormorai piano, ma lei non rispose. Il suo corpo rilassato era un chiaro segno che l’eccesso di vino e l’intensità del nostro incontro avevano avuto la meglio su di lei.

Sospirai, combattuto tra la frustrazione e un sorriso divertito. "Be’, immagino che per questa notte abbia vinto tu,"sussurrai tra me, alzandomi dal letto per lasciarla riposare. Mi rivestii velocemente, dando un’ultima occhiata al suo corpo perfetto, e tornai di soppiatto nella mia stanza.

Entrai silenziosamente in stanza, ancora con il corpo caldo e l'adrenalina che pulsava nelle vene. Nel buio, notai una lieve luce provenire dal letto di Adriana, accompagnata da movimenti intensi sotto le coperte. Mi avvicinai di soppiatto, incuriosito e leggermente divertito. Lei era completamente assorbita da quello che stava facendo, al punto da non accorgersi della mia presenza.

Quando fui abbastanza vicino, rimasi senza parole: Adriana si stava dando piacere, il respiro affannoso e le mani nascoste sotto le coperte rivelavano ogni cosa. Ma ciò che davvero mi lasciò senza fiato fu vedere lo schermo del suo cellulare. Lì, perfettamente visibile, c’era la foto che avevo scattato poco prima a Francesca, quella foto che Adriana mi aveva chiesto e che ora stava usando in un modo che non mi sarei mai aspettato.

Quella scena era tanto incredibile quanto eccitante, e per un momento rimasi a fissarla, incapace di distogliere lo sguardo. Ogni movimento del suo corpo, ogni gemito soffocato, rendeva la situazione carica di una tensione erotica che mi lasciò senza fiato.

Decisi di rompere quel momento con un pizzico di malizia. Mi avvicinai ancora di più, inclinandomi verso di lei, e sussurrai con tono giocoso e provocatorio:"Guarda che brava la piccola Adri..."

Adriana sussultò, spaventata dal mio intervento. Il cellulare le scivolò dalle mani, finendo sulle lenzuola, mentre lei cercava freneticamente di coprirsi con le coperte, il viso acceso da un misto di vergogna e rabbia.

"Che diavolo fai qui?!" disse con voce strozzata, cercando di riprendere il controllo. Ma la mia espressione divertita e maliziosa non le lasciava scampo.

"Ehi, calma," le dissi con un sorriso. "Non è che devi vergognarti, sai... è solo interessante vedere cosa ti piace guardare."

Lei mi lanciò un'occhiataccia, ma il rossore sul suo viso e il respiro ancora irregolare la tradivano. Non sapevo cosa aspettarmi come risposta, ma l'intero momento era diventato improvvisamente un gioco di provocazioni e segreti che avrei voluto esplorare.

Mi sistemai sul bordo del letto, con un sorriso malizioso ancora stampato sul volto. Guardai Adriana, che cercava di nascondersi sotto le coperte, ma il rossore evidente sulle sue guance e il suo respiro irregolare la tradivano.

"Quindi è per questo che volevi le foto della zia, eh?" dissi con tono provocatorio, inclinando la testa e mantenendo il contatto visivo.

Adriana mi lanciò un'occhiata fulminante, ma il suo sguardo non durò a lungo. Si arrese, sospirando profondamente, e abbassò lo sguardo sul telefono che teneva ancora stretto contro il petto. Dopo un attimo di silenzio, confessò:"Sì... È così."

Il suo tono era quasi impercettibile, ma abbastanza chiaro da farmi sentire il peso delle sue parole. La guardai, incuriosito, cercando di nascondere la mia eccitazione."Wow, Adri... Non immaginavo che avessi questa... chiamiamola passione per la zia Francesca."

Lei scosse la testa, mortificata."Non capisci... È complicato."

Mi avvicinai un po' di più, piegandomi in avanti."Beh, spiegamelo. Voglio capire. Cosa c'è in lei che ti attira così tanto?"

Adriana esitò per un momento, poi, con un’espressione che oscillava tra imbarazzo e rassegnazione, iniziò a parlare."È tutto in lei... Il suo corpo, il modo in cui si muove, come parla... È così sicura di sé, così dannatamente perfetta. Ogni volta che la guardo, non riesco a smettere di pensarci."

Un sorriso compiaciuto si formò sulle mie labbra."Sì, il corpo della zia è... un’opera d’arte," ammisi."Quelle gambe infinite, il modo in cui cammina... E poi quel seno, così pieno e invitante. È impossibile non notarlo."

Adriana si mordicchiò il labbro, chiaramente combattuta tra l’imbarazzo e il desiderio."Lo so... E quelle foto..." Fece una pausa, alzando lo sguardo su di me."Sono perfette. Mostrano esattamente quanto sia incredibile."

Annuii lentamente, cercando di mantenere il mio tono casuale mentre il mio interesse cresceva."Sai, Adri, non c'è niente di male ad ammetterlo. La zia è incredibile, e non sei l’unica a pensarla così."

Lei sembrava rilassarsi un po’, pur restando visibilmente turbata."Ma è sbagliato, no? Voglio dire, è mia madre..."

Sorrisi, mantenendo il mio tono leggero e rassicurante."Forse, ma l’attrazione non segue regole. A volte il corpo e i desideri prendono il sopravvento, ed è inutile combatterli."

Adriana mi osservò in silenzio per un momento, come se cercasse di valutare quanto fossi sincero. Poi, con una nota di sfida nella voce, chiese:"E tu? Perché hai accettato di fare quelle foto? Anche tu sei così attratto da lei?"

Mi misi a ridere piano, inclinando la testa."Beh, diciamo che non era solo per fare un favore a te. Anche io trovo la zia... irresistibile."

Il suo sguardo cambiò, diventando più aperto, quasi complice. La tensione tra di noi sembrava allentarsi, mentre condividevamo quella conversazione intima e proibita. Sapevo che stavo guadagnando la sua fiducia e che, con un po' di attenzione, avrei potuto sfruttare quella situazione a mio vantaggio.

Adriana mi guardò con quegli occhi spalancati, un misto di dolcezza e curiosità. La sua voce era sottile e quasi innocente mentre mi chiedeva: "Mi manderai altre foto, vero? Prometti?"

Sorrisi lentamente, lasciando trasparire una calma maliziosa. "Certo che sì," risposi con un tono basso e rassicurante. "Non voglio certo deluderti, Adri."

Mentre parlavo, la mia mano si mosse lentamente sotto le coperte, trovando la sua pancia calda e morbida. Le sfiorai la pelle con delicatezza, tracciando piccoli cerchi con le dita, accarezzandola in modo quasi distratto ma intenzionalmente intimo. Lei trattenne il fiato per un attimo, poi lo lasciò andare, visibilmente compiaciuta.

"Sai," continuai con voce calma e seducente, "questa sera con tua madre è stata... incredibile. Come sempre, del resto."

Adriana rimase in silenzio, ma i suoi occhi mi scrutavano avidi mentre la mia mano si muoveva dolcemente su di lei. "Quando sono entrato nella sua stanza," iniziai a raccontare, "era lì, seduta sul letto con la vestaglia già sbottonata. Sembrava che mi stesse aspettando... e credo che in fondo fosse proprio così."

Adriana deglutì, il suo respiro leggermente più profondo, ma non disse nulla. Io continuai, abbassando ancora di più il tono della mia voce, rendendola più intima. "Mi si è avvicinata subito, senza dire una parola. Mi ha preso per la camicia e mi ha tirato verso di lei. Le sue labbra erano così morbide contro le mie, e le sue mani... be', non hanno perso tempo. Ha iniziato a toccarmi ovunque, come se non ne avesse mai abbastanza."

Le dita della mia mano si muovevano ora più in basso, avvicinandosi all'elastico dei suoi pantaloncini. Adriana rimase immobile, ma i suoi occhi erano incollati ai miei, il viso arrossato e le labbra socchiuse.

"E poi," continuai, "quando mi sono inginocchiato davanti a lei... sembrava perdere il controllo. Ogni gemito, ogni movimento del suo corpo... era pura passione. Non potevo smettere di guardarla mentre tremava sotto di me, mentre il suo corpo si abbandonava completamente al piacere."

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