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Erotika
La piccola troia di famiglia · Cap. 11
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Capitolo 11 di 12 10 min di lettura

La ciclabile - 3 - Lavoro di tette

Anche il secondo spacciatore approfitta della situazione, e soprattutto delle mie grosse tette...

Giulia la rossa
1 anno fa · 713 letture · 2

Valerio ride. «Puoi tornartene a casa così, per ricordarti che non si ficca il naso negli affari degli altri.»

Pezzi di merda…

 

Appoggio la maglietta e il reggiseno su un sasso e attraverso la riva sassosa. Il calore riflesso dai ciottoli sembra fare da contrasto al freddo della casetta abbandonata; l’acqua del fiume gorgoglia in questo tratto di rive coperta dai boschi. Sono lontana dalla pista ciclabile, celata alla vista dallo stesso boschetto che nasconde anche il rifugio dei due tossici.

Muovo la bocca e la pelle del viso si tende sotto la sborra secca che si sfalda in minuscoli frammenti. Quei due bastardi mi hanno buttata fuori dalla casetta ancora sporca dei loro fluidi gocciolanti, imponendomi di non farmi più vedere qui attorno. Ma, di certo, non avevo voglia di restare un minuto di troppo con quei due.

Mi siedo sui ciottoli, stringo le braccia attorno alle gambe, le ginocchia mi schiacciano le tette. Sospiro. Mi fa male ogni muscolo, la tensione dell’ultima mezz’ora si sta trasformando in stanchezza.

Mi sdraio, nuda dalla vita in su. La riva sassosa mi scalda la schiena. Chiudo gli occhi: potrei addormentarmi.

Quei due stronzi… Se la sono inventata bella la scusa per sborrarmi addosso. Sospiro. Certo che se invece di star lì a succhiarselo a vicenda, me l’avessero messo uno davanti e l’altro dietro… Un vago prurito sorge nella figa, una mano si posa sopra, la coccola attraverso il tessuto dei leggings.

La sborra secca sul mio viso si sfalda all’allargarsi del mio sorriso.

Al moretto non è dispiaciuto affatto il mio pompino. Mi ha sborrato in bocca e poi mi è venuto in faccia, come se venissi marchiata come sua proprietà. Mio fratello William dovrebbe farlo anche lui: scoparmi la bocca e sborrarmi in faccia, urlando: «Adesso sei solo la mia, di troia, Giulia!»

Ansimo. La mano preme con forza sulla figa bagnata. Stringo le cosce.

L’altra mano prende una tetta, le dita affondano nella pelle. Il seno è duro, gonfio.

No, voglio bere la sborra di William, voglio che mi fotta la bocca e poi si svuoti le palle nella mia gola… Deve strizzare le mie tette contro il suo splendido cazzo, muoverle avanti e indietro…

La mano scivola sotto i pantaloncini e le mutandine. La vagina è piena di eccitazione, straborda all’ingresso delle mie dita. Il palmo scivola sul clitoride: un’esplosione di piacere irrompe lungo il mio corpo.

Un gemito di piacere sfugge dalle mie labbra. Le cosce mi tremano.

Scopami, William, usa le mie tette per godere! Vienimi in faccia, marchiami con la tua sborra!

«Adesso sei solo la mia puttana, Giulia!» deve urlare.

Un altro fulmine di piacere mi scuote, la schiena di inarca, i muscoli sono tesi…

«William… William!»

Tutto diventa scuro, il mio corpo trema, la mia figa esplode in piacere puro. Mi sento mancare.

Ansimo sui ciotoli della riva. La coscienza esce da una nebbia che cala un poco alla volta. Il fiume continua a gorgogliare come se nulla fosse.

Estraggo la mano dalle mutandine, le dita grondano di desiderio. Spero di non aver macchiato i leggings. Sarebbe ironico cercare di tenere pulita la maglietta dalla sborra e insozzare i pant—

Un rumore alle mie spalle! Mi volto. Un paio di rami ondeggiano ma non c’è nessuno. Dal buio del bosco provengono dei passi che spezzano rametti. Passi che si allontanano.

Mi alzo in piedi e copro le tette con le mani. Merda, c’era qualcuno… qualcuno che mi ha vista ditalinarmi? Saranno stati i due stronzi o…

Faccio qualche passo per avvicinarmi i rami che stanno perdendo il loro movimento. Non c’è più nessuno? No, sono sola.

Su un paio di foglie di una pianta brilla del liquido biancastro che cola sul terreno. Ho visto abbastanza sborra per riconoscerla, anche su un’erba: sì, qualcuno si è goduto lo spettacolo.

Mi stringo le tette con le braccia ancora più forte. Cazzo…

Il telefono emette uno squillo.

Non stacco lo sguardo dal bosco e faccio qualche passo all’indietro fino a raggiungere lo smartphone appoggiato sulla maglietta. Non voglio mostrare le bocce a qualcuno che mi stia fissando ma… al diavolo, mi ha vista masturbarmi, sussurrare – o forse addirittura urlare – il nome di mio fratello, sporca di sborra secca. Soprattutto sulle bocce…

Abbasso le braccia liberando i seni, e prendo il telefonino. Sullo schermo appare una notifica di PayPal.

Stringo le sopracciglia: ho ricevuto 23 euro? Sono quelli che ho inviato prima quando i due stronzi mi hanno beccata a pisciare.

Apro la notifica e sullo schermo appare la app. All’invio di denaro è allegato un breve messaggio. Ci clicco sopra.

“Bello spettacolo belletette! Eccoti il pagamento per lo spettacolino 😁spero vorrai farti beccare a spiare un'altra volta, che la prossima volta ho intenzione di scoparti per davvero!”

Abbasso il telefono. Che stronzo, mi ha pagata come una puttana!

Però, almeno, non ho più il problema dei soldi per prendere il pullman.

Lancio un’occhiata al fiume. Peccato che dovrò lavarmi in quell’acqua gelida per togliermi i segni della gang bang di oggi…


Ciao, lettore. Spero che ti sia piaciuto vivere questa piccola avventura con me. Ogni fremito, ogni sospiro che hai provato leggendo è stato un momento condiviso, un segreto tra noi. Se ti sei divertito quanto me, perché non lasciarmi un segno del tuo passaggio? Un piccolo gesto può accendere il mio sorriso, e io adoro sapere che sei stato qui, vicino a me.

Premi il cuore ❤️ Se il calore di queste pagine ti ha sfiorato anche solo per un istante, premi quel cuoricino. È come un battito che arriva dritto a me, un modo semplice per dirmi che hai sentito lo stesso brivido che ho provato io. Non c’è niente di più dolce che vedere il tuo apprezzamento accendersi per me.

Commenta ✍️ Mi piacerebbe tanto sapere cosa ti ha fatto battere il cuore. Raccontami cosa ti ha stuzzicato, cosa ti ha fatto sognare, o magari cosa vorresti che accadesse dopo. Le tue parole sono come un sussurro sulla mia pelle, e non vedo l’ora di leggerle e lasciarmi ispirare da te.

Metti cinque stelle ⭐ E se vuoi davvero farmi brillare, regalami cinque stelle. È il tuo modo di dirmi che questa storia ti ha preso, ti ha avvolto, ti ha fatto desiderare di più. Una valutazione così sarebbe la ciliegina sulla torta, un dono che mi scalda dentro.

Grazie per esserti tuffato in questo viaggio con me, lettore. Non vedo l’ora di condividere ancora altri momenti, altre emozioni. Tu sei parte di tutto questo, e io sono qui, pronta a continuare.

Giulia la rossa XXX

Prima di andare avanti…

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Giulia la rossa

Sono una ragazza dai capelli rossi con lo sfizio per la narrazione e amore verso il sesso. Ho deciso di unire queste due passioni per scoprire qualcosa di più di me stessa scrivendo racconti erotici con molto sesso e poche censure. Spero possano coinvolgervi ed appassionarvi quanto io mi sono divertita nello scriverli (ma, in fondo, chi non si fa coinvolgere e appassionare dalle avventura di una ragazza dai capelli rossi che viene scopata?)

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