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Erotika
La piccola troia di famiglia · Cap. 10
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Capitolo 10 di 12 13 min di lettura

La ciclabile - 2 - Pagare in natura

I due spacciatori sono decisi a punirmi per aver scoperto il loro nascondiglio e mi portano alla loro base...

Giulia la rossa
1 anno fa · 738 letture · 3

Insinuo la lingua tra i due glandi, mezza per ognuno. Hanno due sapori appena differenti, uno più salato rispetto all’altro, il loro afrore mi riempie le narici, intenso. Deglutisco e stringo le cosce: un fastidioso prurito, soprattutto in questa situazione, si sta sviluppando nella mia vagina, e le mutandine si stanno inumidendo.

Merda…

Lecco di nuovo, con il piatto della lingua, muovo all’indietro la testa per una cosa più scenica.

I due ansimano all’unisono. Quasi mi aspetto che si stringano le mani e si bacino, ma si limitano a guardarmi. Chissà se portano qui qualche puttanella, ogni tanto, o se si divertono da soli, tra di loro. Stringo più forte le gambe, l’eccitazione sta crescendo dentro di me, e non voglio dare nessuna ulteriore soddisfazione a questi due oltre alla mia bocca.

«Brava, Belletette,» il moro ha perso ogni espressione di ostilità, ha gli occhi socchiusi, «fammi venire.»

Valerio si allontana di qualche passo da noi. Gli lascio il cazzo, che continua a starsene ritto in posizione. «Fammi vedere come lo fai sborrare.» Fissa l’uccello del suo amico, puntato davanti al mio viso.

Passo la punta dell’indice sulla cappella bagnata, gli faccio fare un paio di giri attorno al meato. Fino ad un momento fa avrei sputato in faccia a questi due stronzi, ma adesso ardo dalla voglia di svuotare i loro coglioni. Al pensiero di vedere la sborra spruzzare dal buco nel glande non trattengo la lingua dal passare in mezzo alle labbra. Cazzo, quanto mi piace quello spettacolo.

Sollevo lo sguardo verso il moro. «Cosa vuoi?»

Lui si morde le labbra. «Fammi una pompa. Voglio venirti in faccia, troia.»

Gli sorrido. Vuoi venirmi in faccia, coglione? Va bene, preparati al miglior pompino della tua vita. «Certo.»

Passo il palmo della mano sulla cappella, lo bagno per bene. Il moretto apre la bocca e un fiato a scatti riempie il suo petto. Afferro l’asta e muovo la mano, che adesso fa meno attrito. Appoggio le labbra al lato della cappella, la bacio, la lingua lecca la mucosa, scivola sul meato, la punta s’insinua all’interno. Il sapore di sborra e urina è intenso.

«Cazzo…» il moretto emette un grido che deve averlo sentito anche il tipo sul trattore nei campi. Mi mette una mano sulla testa, «sei fantastica.»

Non possono vedere il mio sorriso. È la stessa cosa che dice mio fratello quando lo spompino… un po’ mi sento in colpa a ripetere gli stessi trucchi su questi due… ma lo prenderò come allenamento. Magari non ripeterò le stesse frasi che uso per venerare il meraviglioso cazzo di William quando ce l’ho in mano.

Sollevo l’uccello, lo lascio appoggiare sul mio viso e sposto la testa più in profondità, tra le cosce. Le palle del tipo sono depilate, così come il resto dell’inguine: ne prendo una tra le labbra. Ha lo stesso sapore di sborra che aveva il cazzo, sebbene meno intenso. La succhio, il nocciolo all’interno è una nota dura in un caldo, morbido sacchetto di pelle pieno di sborra che sto per far spruzzare.

Il moretto appoggia anche l’altra mano sul mio capo, ma questa volta non emette che un verso strozzato.

Il biondo se ne sta zitto e si sega, non so se per mantenere l’erezione o se si sta eccitando a vedere il suo amico spompinato con tale maestria. Spero non si svuoti in single player…

Prendo in bocca anche l’altra palla e le lecco con la lingua, le divido e le succhio. A William piace da morire quando lo faccio. Il biondo ansima come un pazzo: spero non svenga per la troppa eccitazione. Gli appoggio una mano tra le cosce e gli premo il perineo.

Mi stringe i capelli. «Porca putt… tana …»

Spingo la testa all’indietro e lascio fuoriuscire i testicoli dalle labbra, grondanti di saliva. Ondeggiano contro le cosce. Li prendo con la mano libera e li massaggio, li muovo tra le dita come un giocoliere. I muscoli delle cosce del moretto si irrigidiscono.

Il viso del moro è rosso quasi quanto la sua cappella che metto in bocca. Muovo la testa avanti e indietro, il glande si strofina sul palato, annega nella saliva che si sta formando nelle mie fauci. Spingo fino ad avere il naso contro il suo inguine, ritraggo al punto che solo la punta del cazzo resta nella mia bocca e la saliva esce dalle mie labbra.

Lui inizia ad ansimare, è scosso da spasmi. «No… non fermarti… non…» Un grido rimbomba nella casetta, il cazzo sembra prendere fuoco. «Porca puttana!»

Mi esplode in bocca, una pisciata di sborra bollente e liquida come mai ne ho bevuta mi arriva in gola. Chiudo gli occhi, so già cosa potrebbe succedere.

Il moretto mi afferra i capelli e mi strattona indietro, il suo uccello che esce come un missile dalle mie labbra e mi spruzza in faccia la sua bega a fiotti al pari di un liquidator. «Aaaaah!» Mi colpisce sulla fronte, uno schizzo prende una palpebra e una guancia, un altro la bocca e il mento, il collo è il bersaglio dell’ultimo colpo, più debole.

Le mani mi lasciano, i capelli smettono di dolermi. Un tanfo di sborra mi inonda il respiro.

Passo un dito sulla palpebra e la libero dalla sborra.

Il moretto è senza fiato, fa un paio di passi indietro stordito come se qualcuno gli avesse dato una bastonata sulla testa. Dal cazzo bagnato di saliva pende e dondola un filo bianco che termina in una goccia.

Nascondo un sorriso. Piaciuto, stronzo? Mio fratello lo adora, poi mi tira a lucido la figa con la lingua e mi fa godere più di quanto tu possa immaginare.

Il ragazzo emette un sospiro a bocca aperta, scuote la testa e si appoggia con il culo nudo al muro. «Cazzo…»

Valerio si sta ancora menando l’uccello e sorride. «Ci sai fare, Belletette.»

Lo fisso negli occhi. Avere una goccia di seme che cola davanti al mio sinistro mi deve far perdere molto l’impressione di essere una dura, ma so che una bella figa dai capelli rossi come me, con il suo splendido faccino sborrato e le tette in vista, diventa qualcosa di divino e irresistibile per un uomo. «Vuoi provare anche tu?»

Si avvicina a me, ancora in ginocchio, e passa un dito sul mio volto, intercettando una colata di sperma. Lo solleva, il polpastrello lercio di liquido biancastro.

Discosto le labbra, imponendomi di accogliere quella goccia. Il biondo lancia un’occhiata dietro di sé, verso il suo socio ancora contro il muro con la testa bassa e, assicuratosi che non sta guardando, si mette il dito in bocca.

Che cazzo… Nascondo una smorfia di incomprensione. «Vuoi… vuoi scoprire cos’ha provato?»

Valerio si passa la lingua tra le labbra un paio di volte per non lasciarci nemmeno l’ombra dello sperma del suo amico. «Cosa? No, ho un’idea migliore.»

Sollevo le mani. «Avevate promesso che avreste usato solo la mia bocca, niente…»

Un sogghigno compare sul suo volto. Mi sovrasta con la sua mole, adesso che è davanti a me, il cazzo puntato come una pistola. «Non preoccuparti. Per quanto vorrei fotterti figa e culo fino a lasciarti a terra svenuta, con la mia sborra che esce da ogni tuo buco, voglio qualcos’altro.» Le sue mani che stringono le mie tette sono la spiegazione perfetta.

Una spagnoletta? Mi metto in faccia il sorriso meno falso che trovo. «Mi sembra una splendida idea!»


Confessa, lettore: ti sarebbe piaciuto essere al posto del moretto, vero? Leggere questo capitolo te l’ha fatto diventare duro, non negarlo. Sono pronta a scommettere che non hai resistito a mettere una mano laggiù leggendo la mia disavventura, ammettilo.

Ho ideato e scritto questo capitolo impegnandomi perché possa farti divertire il più possibile: ci sono riuscita?

❤️ Se questo capitolo ti è piaciuto, dimostralo e premi il cuore. Per te è un gesto di poco conto, ma per me è la prova che il mio impegno nello scrivere serve a farti passare un momento di spasso e a spingermi a continuare.

✒️ Lascia un commento per dirmi che emozioni ti ha lasciato la mia storia, cosa potrei migliorare… e se vuoi raccontarmi quanto ti sei divertito mentre lavoravo di bocca: non fare il timido e rendimi orgogliosa.

⭐ Se pensi che il cuore non basti per mostrarmi quanto ti ha eccitato questo capitolo, perché non metti cinque stelline? É un po' come dimostrare quanto sia stata brava con la bocc... ehm... con la scrittura.

Ci vediamo al prossimo capitolo, lettore, la conclusione dell’arco narrativo che, come sospetto, saprai già cosa succederà 😚

XXX
Giulia la Rossa

Ps: ovviamente, la cosa non è limitata ai lettori ma anche alle lettrici: se avete consigli da darmi o la cosa ha divertito anche voi, fatemelo sapere!

Prima di andare avanti…

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Scritto da
Giulia la rossa

Sono una ragazza dai capelli rossi con lo sfizio per la narrazione e amore verso il sesso. Ho deciso di unire queste due passioni per scoprire qualcosa di più di me stessa scrivendo racconti erotici con molto sesso e poche censure. Spero possano coinvolgervi ed appassionarvi quanto io mi sono divertita nello scriverli (ma, in fondo, chi non si fa coinvolgere e appassionare dalle avventura di una ragazza dai capelli rossi che viene scopata?)

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Commenti 2

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  1. peterpan

    ottimo racconto attendiamo fiduciosi il resto…

    1. Giulia la rossa

      Grazie mille, spero di pubblicarlo il prima possibile 😘

Indice dei capitoli
Cap. 11

Commenti

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