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Erotika
La piccola troia di famiglia · Cap. 9
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Capitolo 9 di 12 13 min di lettura

La ciclabile - 1 - Catturata dagli spacciatori

Dopo la disavventura nel parchetto con mio cugino, decido di usare la pista ciclabile per allenarmi, ma potrebbe non essere la scelta migliore...

Giulia la rossa
1 anno fa · 829 letture · 3

Esco dal sentiero e raggiungo un’area di un paio di metri quadri priva di erbacce, coperta di sassi. Mi fermo e tendo l’orecchio: non si sente nulla, a parte il suono del fiume, gli uccelli che cantano e un trattore lontano. Va bene.

Infilo i pollici sotto l’elastico di leggings e mutandine e abbasso. Mi inchino, culo e figa all’aria e spingo le mani fino a metà dei polpacci, in una posizione poco consona da tenere in mezzo ad un bosco. Spero che non ci siano tafani o cinghiali…

Mi accoscio e discosto i talloni. Che casino per fare una pisciata, i pantaloni abbassati mi bloccano le gambe…

Rilasso il muscolo e il calore del getto di urina mi scalda l’uretra. Il getto schizza contro un sasso. Spero non mi sporchi i leggings. Se solo potessi aprire di più le gambe… Per fortuna non ho bisogno di fare anche altro… le foglie pallide di quell’erbaccia non ho di certo l’intenzione di passarle sul mio ano.

Cosa diceva mio fratello? Che gli uomini usano i pantaloni perché gli basta aprire la zip per tirare fuori l’uccello e pisciare dietro un albero per non essere visti, ma quelle comode erano le donne con la gonna perché dovevano solo abbassarsi e farla senza problemi? Ora che mi ritrovo in questa posizione, una gonna sarebbe più comoda di un paio di leggings abbassate alle cavig—

Dei rametti si spezzano appena oltre un muro di vegetazione. Il suono si avvicina. Trattengo il fiato, il cuore mi batte nelle orecchie. Spero non sia qualche animale che…

Due figure umane compaiono tra le foglie, si muovono verso di me. Spostano un ramo e si bloccano, fissandomi rannicchiata. L’imbarazzo mi scalda il volto: essere beccata da due pescatori mentre sto pisciando è qualcosa di… Ma non hanno canne da pesca o gli stivaloni, sono vestiti come ragazzi normali, con magliette bianche, jeans e… e uno sta nascondendo qualcosa in una tasca. Una bustina con delle pastiglie.

Cosa…

Il cuore mi si blocca. Cazzo! Sono spacciatori! Merda!

Il biondo con la maglietta bianca mi fissa a occhi aperti. «Che cazzo ci fai qui? Ci stai spiando?»

Il suo compagno finisce di mettere la busta nella tasca, ma si ferma appena prima di infilare anche l’ultimo angolo. Da un colpo sul braccio dell’altro. Sghignazza, lo stronzo. «Ma è Belletette!»

L’altro gli lancia un’occhiata. «Chi?»

«Quella che abbiamo incrociato quando stavano… Quando è arrivato Luca…»

«Ah, sì, la troia che ci ha fatto il dito medio.» Il biondo mi guarda. «Dici che ha scoperto cosa stavamo facendo e ci ha inseguiti?»

Questo è scemo? «Io…» Non so cosa fare. Non posso scappare con i leggings alle caviglie, e se mi alzassi mi vedrebbero la figa e… Merda! Era meglio andare al parco a correre, anche con il rischio di beccare quel bastardo di mio cugino. «Io stavo… stavo solo facendo pipì.»

«Che scusa del cazzo…» Il biondo si volta verso il compagno. «Adesso cosa facciamo?»

«Dobbiamo far sparire la roba dalla casa e portarla da un’altra parte.»

«Sì, ma io intendo con la troia.» Mi indica con un cenno del capo.

Sul viso del moro si allarga un sorriso che mi fa ghiacciare il sangue. «Io un’idea ce l’ho.»

Devo tenere la testa alzata per guardarli. Sono in una posizione di palese inferiorità. Alzo le mani dalle cosce, barcollo. Un paio di gocce di pipì mi cadono dall’inguine. «No, vi giuro! È stato solo un caso! Io ero di passaggio e…» Deglutisco. Adesso cosa mi fanno? Sarebbe stato meglio spompinare mio cugino nello spiazzo che ritrovarmi con due spacciatori. Saranno armati?

Il biondo si avvicina, io mi stringo tra le braccia. «Vi prego, non fatemi nulla. Non… non parlerò.»

Lui mi afferra per le ascelle e mi alza. Mi trovo nuda per metà davanti a loro.

Il moro si sposta per vedermi meglio. Sorride, si passa la lingua tra le labbra. «Va’ che pezzo di figa! Io questa me la scoperei più che volentieri.»

L’altro mi fissa le tette. «Mica male. Una così dovremmo tenerla come puttana per divertirci.»

Alzo le mani davanti a me. «Vi prego, lasciatemi andare. Non dirò nulla a nessuno.» Faccio un passo indietro, i pantaloni abbassati riducono le mie falcate a pochi centimetri. È come avere le catene ai piedi.

Non mi piscio addosso solo perché il contenuto della mia vescica è già sotto le suole delle mie scarpe.

Il biondo mi prende per il braccio. «Tu non vai da nessuna parte. Ci hai rovinato il nascondiglio e paghi.»

Mi manca il fiato. «Io non ho soldi con me, ma posso…» Scorgo il telefono sul braccio. «Posso darvi i miei soldi che ho in PayPal…» Oddio, quanto ho? Venti euro? Non basta nemmeno per una dose della loro merda, di certo non per lo sbattimento di cambiare la posizione del loro nascondiglio.

Il moro mi guarda storto. «PayPal? Ma mi stai prendendo in giro?»

Il biondo tira fuori dalla tasca dei jeans lo smartphone. «Dai, possiamo farci pagare con quello, invece di tenere le banconote delle vendite in tasca.» Smanetta un attimo e me lo mostra. «Vuoi mettere la comodità?» Un codice Qr di PayPal compare sullo schermo, con il nome del profilo sopra: “Valerio Bianchi”.

«Fai vedere quanto hai?» Il moretto mi fa cenno con una mano di mostrare il telefono.

Mi afferro i leggings e le mutandine e me li alzo. Mi sento meglio. Non tanto, ma un filino, almeno. La pipì che non ho asciugato dalle labbra inumidisce il tessuto che la tocca. Che schifo… «Sì…» Estraggo lo smartphone e gli mostro il mio conto.

I due fanno una smorfia.

«23 euro?» Il biondo mi rimette sotto il naso il suo Qr code. «Che merda.»

Deglutisco. «Non ho altro.» Cosa pensano, che abbia un lavoro? Campo di paghetta… «Pensavo di usarli per pagarmi il pullman per tornare a casa e bere qualcosa.»

Il moro emette una risata che suona come un abbaio. «Per bere ci sono le fontane, e per il pullman ti attacchi al tram.»

Trattengo un sospiro. Per tornare a casa ci penserò dopo, al momento ho problemi più grossi. Inquadro il codice e mando tutti i miei fondi. Mi si stringe il petto a leggere il saldo sceso a zero. Dovevano durarmi tutta la settimana…

Il telefono del biondo emette un trillo, l’angolo destro del bastardo si solleva di una virgola. «Ottimo.»

Ritraggo lo smartphone. «Posso… possa andarmene, allora.»

Il moro ride. «Non pensarci nemmeno.» Mi afferra per un braccio. «Con quella miseria non ci paghi nemmeno il disturbo di spostare la nostra roba.»

«Già.» Il biondo si mette il telefono in tasca. «Andiamo.»

Il tamburellare del cuore nelle orecchie è forte al punto tale che copre il canto degli uccelli. I due mi spingono verso il varco tra i rami che avevano attraversato un paio di minuti prima.


Ciao, lettore. Spero che ti sia piaciuto vivere questa piccola avventura con me. Ogni fremito, ogni sospiro che hai provato leggendo è stato un momento condiviso, un segreto tra noi. Se ti sei divertito quanto me, perché non lasciarmi un segno del tuo passaggio? Un piccolo gesto può accendere il mio sorriso, e io adoro sapere che sei stato qui, vicino a me.

Premi il cuore ❤️ Se il calore di queste pagine ti ha sfiorato anche solo per un istante, premi quel cuoricino. È come un battito che arriva dritto a me, un modo semplice per dirmi che hai sentito lo stesso brivido che ho provato io. Non c’è niente di più dolce che vedere il tuo apprezzamento accendersi per me.

Commenta ✍️ Mi piacerebbe tanto sapere cosa ti ha fatto battere il cuore. Raccontami cosa ti ha stuzzicato, cosa ti ha fatto sognare, o magari cosa vorresti che accadesse dopo. Le tue parole sono come un sussurro sulla mia pelle, e non vedo l’ora di leggerle e lasciarmi ispirare da te.

Metti cinque stelle ⭐ E se vuoi davvero farmi brillare, regalami cinque stelle. È il tuo modo di dirmi che questa storia ti ha preso, ti ha avvolto, ti ha fatto desiderare di più. Una valutazione così sarebbe la ciliegina sulla torta, un dono che mi scalda dentro.

Grazie per esserti tuffato in questo viaggio con me, lettore. Non vedo l’ora di condividere ancora altri momenti, altre emozioni. Tu sei parte di tutto questo, e io sono qui, pronta a continuare.

Giulia la rossa XXX

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Scritto da
Giulia la rossa

Sono una ragazza dai capelli rossi con lo sfizio per la narrazione e amore verso il sesso. Ho deciso di unire queste due passioni per scoprire qualcosa di più di me stessa scrivendo racconti erotici con molto sesso e poche censure. Spero possano coinvolgervi ed appassionarvi quanto io mi sono divertita nello scriverli (ma, in fondo, chi non si fa coinvolgere e appassionare dalle avventura di una ragazza dai capelli rossi che viene scopata?)

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Commenti 2

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  1. Hai una scrittura davvero coinvolgente, ricca di dettagli e particolari che rendono il racconto visibile e immersivo. Spettacolo. Brava e bella da impazzire

    1. Giulia la rossa

      Grazie mille ❤️ , cerco di fare in modo che i miei lettori vivano il meglio possibile le mie avventure.

Indice dei capitoli
Cap. 10

Commenti

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