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Erotika
La piccola troia di famiglia · Cap. 6
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Capitolo 6 di 12 11 min di lettura

I soprusi della bibliotecaria - 1 - Ricordi bollenti

Vado spesso in biblioteca per (fare finta di) studiare, un posto tranquillo e silenzioso, soprattutto per opera della bibliotecaria Frida, una bruttissima ragazza invidiosa della mia bellezza. Oggi, dopo aver rivissuto la scopata con mio fratello, lei...

Giulia la rossa
1 anno fa · 1k letture · 2

***

Chiudo gli occhi e mi appoggio al muro del piccolo gabinetto. Le piastrelle sono fredde, a contatto con la mia schiena sudata sono fastidiosissime.

Sospiro, godendomi gli ultimi strascichi dell’orgasmo che mi sono appena provocata. La figa cola ancora e le dita della mano sono bagnate. La gamba destra ha un movimento convulso, come a scaricare il piacere che ancora mi circola nelle vene.

Apro le palpebre. Prendo un paio di quadrati della ruvida carta igienica e mi pulisco la mano, poi li passo tra le grandi labbra. Mi strappano un gemito: sono ancora sensibile, lì.

Abbasso la maglietta, coprendomi le tette, e indosso le mutandine scivolate sulle caviglie. Mi sollevo, alzo il coperchio del water e getto la carta nell’acqua.

Tiro lo sciacquone e apro la stretta finestrella: meglio far credere che abbia avuto bisogno di tutto questo tempo per qualcosa di diverso dal ditalinarmi, per quanto basti un naso per rendersi conto che non c’è puzza ma profumo di figa bagnata.

Sono rimaste delle gocce sul coperchio della tazza… non importa. Mi domando cosa penseranno possano essere i prossimi che entreranno e le troveranno lì. A terra ce n’è qualcuna spruzzata dalle dita che usavo per fottermi in figa: si asciugheranno in qualche attimo.

Mi fermo davanti allo specchio. Afferro la maglietta blu marino e la tiro, così che le mie tette non facciano ombre strane. La studio nel riflesso, mi giro un po’ da una parte e un po’ dall’altra: no, non l’ho macchiata con il trasudo, meno male. Voglio trattarla come una reliquia, questa: è bellissima, ed è il ricordo del giorno in cui io e William abbiamo goduto l’una dell’altro per la prima volta.

Chiudo gli occhi e allontano il pensiero dell’inculata nel gabinetto del centro commerciale: non voglio farmi subito un altro ditalino…

***

Chiudo la porta del gabinetto. L’odore della carta di migliaia di libri assiepati nello stesso locale mi pizzica le narici, non si muove una mosca, a parte lo scricchiolio della sedia del ragazzo che si muove sentendo la musica alle cuffie. Non è arrivato nessun altro da quando sono andata al bagno, e…

Stringo gli occhi. Qualcuno c’è, e si è seduto proprio al mio posto! Non starà usando il tablet per accedere al mio cloud? Le mie foto e i miei video nudi!

Attraverso la sala lettura, trattenendomi dal non correre ma senza riuscirci del tutto. Sorpasso il tavolo del patito di musica e mi avvicino alla mia sedia. «Ehi, que—»

La persona volta il capo verso di me. È Frida.

Mi blocco sul posto come se avessi sbattuto contro una vetrata. Il cuore perde un colpo e il fiato mi si blocca.

Mi fissa con uno sguardo ancora più assassino di quando il mio smartphone ha fatto rumore durante lo scatto del selfie. Non mostrerebbe un odio simile nemmeno se avessi ucciso qualche suo caro.

Ha scoperto che mi sono ditalinata in bagno? Ho sempre sospettato che Frida consideri questo posto come una specie di santuario, un luogo di culto del sapere e cose simili, e masturbarsi in bagno lo potrebbe vedere come un sacrilegio. Soprattutto se lo fai pensando a tuo fratello… Il cuore mi perde un altro colpo, le viscere si liquefanno: ha scoperto che io e William facciamo sesso? Lei, che nemmeno a pagamento riuscirebbe a farsi scop—

Frida solleva il mio tablet. Lo tiene con due dita come solleverebbe la carogna di un animale in putrefazione. «Cos’è questo?» Dalla sua bocca non escono parole ma lame sibilanti.

Cosa cazzo mi sta domandando? Ha vissuto sulla Luna o negli anni ’90 fino a questa mattina? «É… un tablet».

«Mi stai prendendo per cretina?»

Resta impassibile, Giulia, non farglielo capire…

Con la mano libera, la bibliotecaria part-time indica il testo sul monitor. «Cos’è questo?» Lo schermo mostra una serie di righe di testo: la ricerca sul sistema solare fatta da ChatGPT, formattata con semplicità ed eleganza, pronta per essere passata in Word e manomessa un po’ per farla passare ancora meglio per il lavoro di una diciottenne scazzata.

Merda… Adesso ho capito… La situazione è peggiore di quanto temessi…

Frida si alza. «Non permetto che queste cose accadano».

Tutto questo casino per l’uso di un’intelligenza artificiale per fare i compiti? Se avesse scoperto che mi ditalinavo in bagno pensando a come me l’ha leccata mio fratello, che faceva? Chiamava i carabinieri? Mi bruciava in piazza?

La bibliotecaria part-time prende il tablet e mi fa un cenno con il capo. «Vieni con me». Si avvia lungo la sala lettura?

Ma cosa diamine sta facendo quella? La seguo. «Ehi… ma che—»

Lei si volta, mi fulmina con lo sguardo. «Silenzio!» La sua voce rimbomba nella biblioteca come un colpo di pistola. La tipa che chatta solleva la testa dal telefono e il patito di musica ci guarda nemmeno fosse stato compiuto un crimine davanti a lui.

«Questa non la faccio passare liscia, puoi giurarlo…» Frida sembra la madre intollerante dei reel comici di YouTube. Ma non mi sta facendo ridere, anzi…

La seguo fino ad una porta laterale di legno scuro, che avrebbe bisogno di un giro da un falegname per una sistemata. Apre e mi fa segno di entrare con lei.

Questa è completamente fuori di testa se vuole farmi una ramanzina perché uso ChatGPT per fare le ricerche. Una scopata l’aiuterebbe a calmarsi un po’, ma non immolerei a qualcosa del genere nemmeno il mio peggiore nemico…


Ciao, lettore. Spero che ti sia piaciuto vivere questa piccola avventura con me. Ogni fremito, ogni sospiro che hai provato leggendo è stato un momento condiviso, un segreto tra noi. Se ti sei divertito quanto me, perché non lasciarmi un segno del tuo passaggio? Un piccolo gesto può accendere il mio sorriso, e io adoro sapere che sei stato qui, vicino a me.

Premi il cuore ❤️ Se il calore di queste pagine ti ha sfiorato anche solo per un istante, premi quel cuoricino. È come un battito che arriva dritto a me, un modo semplice per dirmi che hai sentito lo stesso brivido che ho provato io. Non c’è niente di più dolce che vedere il tuo apprezzamento accendersi per me.

Commenta ✍️ Mi piacerebbe tanto sapere cosa ti ha fatto battere il cuore. Raccontami cosa ti ha stuzzicato, cosa ti ha fatto sognare, o magari cosa vorresti che accadesse dopo. Le tue parole sono come un sussurro sulla mia pelle, e non vedo l’ora di leggerle e lasciarmi ispirare da te.

Metti cinque stelle ⭐ E se vuoi davvero farmi brillare, regalami cinque stelle. È il tuo modo di dirmi che questa storia ti ha preso, ti ha avvolto, ti ha fatto desiderare di più. Una valutazione così sarebbe la ciliegina sulla torta, un dono che mi scalda dentro.

Grazie per esserti tuffato in questo viaggio con me, lettore. Non vedo l’ora di condividere ancora altri momenti, altre emozioni. Tu sei parte di tutto questo, e io sono qui, pronta a continuare.

Giulia la rossa XXX

Prima di andare avanti…

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Scritto da
Giulia la rossa

Sono una ragazza dai capelli rossi con lo sfizio per la narrazione e amore verso il sesso. Ho deciso di unire queste due passioni per scoprire qualcosa di più di me stessa scrivendo racconti erotici con molto sesso e poche censure. Spero possano coinvolgervi ed appassionarvi quanto io mi sono divertita nello scriverli (ma, in fondo, chi non si fa coinvolgere e appassionare dalle avventura di una ragazza dai capelli rossi che viene scopata?)

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Commenti 2

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    1. Giulia la rossa

      Spero vi strappino un mmmmhhhh anche gli altri capitoli della mia storia 😉

Indice dei capitoli
Cap. 7

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