Slaccio il bottone e faccio scorrere la zip dei suoi pantaloni.
William si guarda attorno a scatti. «Aspetta, Giulia, cosa stai facendo?»
Abbasso l’elastico delle mutande e – finalmente! – il cazzo di mio fratello si erge davanti a me. Solo per me. Mi mordo le labbra e l’afferro. In mezzo alle cosce si sta formando un lago… che spreco. Scivolerebbe così bene dentro di me, lo farei godere come un pazzo mentre mi sborra dentro…
Appoggio un bacio sulle labbra di William. «Hai detto solo sesso orale, quindi secondo te?»
Segue con lo sguardo un’auto che passa sulla strada ad una ventina di metri da noi. Non svolta nel parcheggio e prosegue tra i capannoni della zona commerciale. «Sì, ma non intendevo in macchina…»
Muovo con delicatezza il polso e la cappella di mio fratello è all’aria. «Non c’è nessuno,» gli faccio l’occhiolino «e, se hai paura di impiegarci troppo a venire, stringimi le tette».
Non aspetto una risposta e mi accosto al cazzo. Bacio su un lato la cappella, profuma di maschio. Ha lo stesso afrore che ho sentito a casa, quando ho fatto la troia con lui, convincendolo a portarmi al centro commerciale.
«Giulia, non do—»
Passo la lingua sulla cappella, lecco la goccia di precoito dal meato di mio fratello.
Il suo fiato si mozza, emette un gemito, il suo cazzo vibra.
Vuoi ancora che smetta, fratellone?
Infilo la mano sotto l’elastico delle mutande, accarezzo le palle di William. Sono gonfie, calde. Piene di sborra, ne sono sicura, sborra che provoco io e che è solo per me. Le prendo tra le dita, le massaggio.
Una sua mano si appoggia sulla mia testa, mi spin— no, liscia i miei capelli, scivola su una mia spalla, mi accarezza il collo. Mio fratello ha uno stile che non avevo mai conosciuto in nessun altro amante.
Apro le labbra e lascio entrare la cappella, poi tutta l’asta in bocca. Mio fratello non è un superdotato, ma se dovessi scegliere un unico cazzo per il resto della mia vita sarebbe questo.
Ha un buon sapore, un po’ salato. Preme contro la mia lingua, mi ingolosisce. La bocca mi si riempie di saliva. Scivola fuori dalle labbra. Sto sbavando sui coglioni di mio fratello. Dopo che glieli avrò svuotati per bene, glieli leccherò e succhierò fino a farli splendere come gioielli!
Lui ansima, il respiro passa dalla sua bocca in profonde boccate. La mano che aveva appoggiato sul mio collo scivola lungo il mio corpo, afferra una chiappa e me la stringe.
«Hai un culo che è una meraviglia, sorellina…»
Faccio 30 chilometri di corsa tutte le settimane solo per fartelo ammirare, William, e invogliarti a bloccarmi contro un muro per scopartelo…
La mano risale, s’infila sotto la maglietta e arriva al seno. Una mano stringe una tetta. No, non la stringe, la sorregge. Il capezzolo sembra voler scavare un foro nel palmo di mio fratello tanto è turgido.
«…ma le tue tette sono un capolavoro…»
Sollevo la testa, una colata di bava segue la cappella all’uscita della mia bocca. Metto le mani al collo di William e lo bacio.
Gli ho appena succhiato il cazzo, ma la sua lingua oltrepassa le mie labbra e inizia a duellare con la mia. Afferro l’uccello e glielo meno.
«Non sai da quanto sognavo mi stringessi le tette, fratellone!» Non adesso, ma più tardi, mi sdraierò da qualche parte e tu adorerai le mie tette fino a quando non ne potrai più di vederle. Per sempre, quindi.
Adesso sono entrambe le mani a palparmi le bocce. «Non sai la fatica che devo fare per non fissartele come un pervertito tutte le volte che ti vedo…»
Gli bacio la punta del naso. «Ma io ti voglio pervertito, sciocco!» E dentro di me, che mi fotti fino a farmi perdere la voce per le grida di piacere.
William lancia un’occhiata allo specchietto. «Inizia ad arrivare gente…»
Faccio scivolare il braccio attorno al suo collo e mi calo sul suo inguine. «Allora sarà meglio se mi sbrigo a finire di amare il tuo dolce cazzo…»
«Giulia, non c’è bis…» Emette un gemito e si lascia andare sul sedile. «Quando siamo soli te la lecco fino a consumartela…»
Scopro di poter sorridere con in bocca un uccello in tiro.
Muovo la testa su e giù, mio fratello stringe una tetta, ma con delicatezza, è dolcissimo, la manipola, un senso di piacere dilaga dal mio seno.
Cosa mi succederebbe se mi succhiasse i seni? Qualcosa di simile ad un orgasmo sfiora il mio sesso, mi fa vacillare la mente.
Il suo cuore batte ancora più forte, sento propagarsi la pulsazione lungo l’asta del cazzo. Rumore di plastica che si accartoccia e qualcosa cade tra i sedili: è una confezione di fazzolettini di carta.
«Giulia, togliti, sto per venire…» William muove la mano dalla mia tetta alla mia fronte. Per spostarmi, che dolce! Non vuole lordarmi con la sua sborra, come se il contenuto dei suoi coglioni possa essere qualcosa di sporco…
Non mi levo, non ne ho affatto intenzione. Sospingo la sua mano lontano dalla mia testa e pompo con maggiore ritmo.
Il cazzo vibra, le sue palle si ritirano appena un po’ all’interno del suo inguine.
«Giulia…» geme, «Giulia!»
Oh! Quant’è meraviglioso il mio nome sussurrato nell’estasi dell’orgasmo l’uomo che amo, è il suono più bello al mondo… Glielo voglio sentire ripetere con lo stesso dolce tono per sempre!
William erutta nella mia bocca, liquido caldo e colloso schizza sul mio palato, nella mia gola, a litri, a secchiate. Ha un sapore forte, speziato, è buonissimo.
Attendo che tutta la sborrata sia terminata nella mia bocca, deglutisco. Dopo anni che lo sognavo, alla fine è successo: lo sperma di mio fratello è dentro di me, per quanto non nella cavità dove più lo bramo.
Mi sollevo seduta sul mio sedile e mi passo la mano sulle labbra per pulirmi dalla saliva che sto perdendo. Una macchina parcheggia a qualche metro da noi. «Giusto in tempo».
William è rosso in volto, respira con la bocca aperta, il cazzo fuori dai pantaloni, luccicante della mia saliva e viola per il piacere che gli ho dato.
È così che voglio lasciarlo dopo ogni nostra scopata: sconvolto dal piacere e desideroso di riceverne altro.
Mio fratello sbatte gli occhi e sembra sforzarsi per tornare alla realtà. Ha un fazzolettino di carta in mano, lo passa sul suo cazzo che sta perdendo la durezza e inizia ad afflosciarsi.
Mi mordo le labbra. Ci rivedremo, bello, abbiamo ancora molto da fare, noi due, per il piacere del tuo padrone… e anche per il mio.
William si abbottona i pantaloni. Sono un po’ macchiati di saliva, ma che importa. Lasciamo che la gente lo veda a braccetto con una figa diciottenne rossa, scorga una macchia sul suo cavallo e giunga alla conclusione che la troietta gli ha fatto un servizietto. I capezzoli s’inturgidiscono, il contatto con la maglietta diventa fastidioso. “Beato lui”, penseranno.
Ho appena bevuto la sua sborra, ma lui mi bacia lo stesso sulla bocca. Mi sorride.
Sorrido a mia volta. «Hai detto che poi me la consumi con la lingua… non dimenticarlo».
Mi fa l’occhiolino. «Dovrai prendermi a ginocchiate nello stomaco per farmi smettere».
«Mi piace la sfida: vediamo se mi stanco prima io di essere leccata da te o ti si stacca la lingua».
Mi appoggia un nuovo bacio sulle labbra. Apre la portiera. «Sciocchina. Andiamo?»
Esco dalla macchina, ci giro attorno e stringo con le braccia quello di mio fratello, lo spingo tra le tette.
Un sorriso di soddisfazione si disegna sul suo volto.
Sono mai stata così felice?
Ciao, lettore. Spero che ti sia piaciuto vivere questa piccola avventura con me. Ogni fremito, ogni sospiro che hai provato leggendo è stato un momento condiviso, un segreto tra noi. Se ti sei divertito quanto me, perché non lasciarmi un segno del tuo passaggio? Un piccolo gesto può accendere il mio sorriso, e io adoro sapere che sei stato qui, vicino a me.
Premi il cuore ❤️ Se il calore di queste pagine ti ha sfiorato anche solo per un istante, premi quel cuoricino. È come un battito che arriva dritto a me, un modo semplice per dirmi che hai sentito lo stesso brivido che ho provato io. Non c’è niente di più dolce che vedere il tuo apprezzamento accendersi per me.
Commenta ✍️ Mi piacerebbe tanto sapere cosa ti ha fatto battere il cuore. Raccontami cosa ti ha stuzzicato, cosa ti ha fatto sognare, o magari cosa vorresti che accadesse dopo. Le tue parole sono come un sussurro sulla mia pelle, e non vedo l’ora di leggerle e lasciarmi ispirare da te.
Metti cinque stelle ⭐ E se vuoi davvero farmi brillare, regalami cinque stelle. È il tuo modo di dirmi che questa storia ti ha preso, ti ha avvolto, ti ha fatto desiderare di più. Una valutazione così sarebbe la ciliegina sulla torta, un dono che mi scalda dentro.
Grazie per esserti tuffato in questo viaggio con me, lettore. Non vedo l’ora di condividere ancora altri momenti, altre emozioni. Tu sei parte di tutto questo, e io sono qui, pronta a continuare.
Giulia la rossa XXX
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Sono una ragazza dai capelli rossi con lo sfizio per la narrazione e amore verso il sesso. Ho deciso di unire queste due passioni per scoprire qualcosa di più di me stessa scrivendo racconti erotici con molto sesso e poche censure. Spero possano coinvolgervi ed appassionarvi quanto io mi sono divertita nello scriverli (ma, in fondo, chi non si fa coinvolgere e appassionare dalle avventura di una ragazza dai capelli rossi che viene scopata?)
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