Diventai la puttana dei novizi
Di giorno dovevo svolgere i lavori più umilianti, di notte tutti i miei confratelli infilavano i loro cazzi in me, riempiendomi del loro sperma sia la bocca che il culo...
Racconti erotici #1 più letto
La più antica e la più diffusa delle perversioni: godere col cazzo nel culo è un piacere condivisibile ed estremo ugualmente apprezzato dalle donne e dai loro fidanzati o mariti bisex.
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Racconti erotici Anale con «eiaculazione anale»
Di giorno dovevo svolgere i lavori più umilianti, di notte tutti i miei confratelli infilavano i loro cazzi in me, riempiendomi del loro sperma sia la bocca che il culo...
Finalmente potei raddrizzare la schiena, presi il secchio d’acqua e mi avvicinai per tergere con cautela il suo membro dai miei umori. «Mi dispiace se vi ho sporcato, maestro»
Aprii la bocca e lasciai che la sua asta superasse le mie labbra, cercando quasi di non toccarla. Alla fine la mia lingua ne accarezzò la pelle.
Il Padre gemette. Tutto il suo corpo si tese e fremette. Qualcosa stava uscendo dal suo cazzo: "Non deve sporcare il maestro, mi allungai su di lui e le mie labbra avvolsero la cima della sua asta.
Ero un giovane novizio, anche orgoglioso di essere un bel ragazzo intelligente e puro... queste mie virtù mi valsero il periodo sconvolgente che passai, in nome di Dio, da solo con un vero violentatore di ragazzini.
Ferragosto, turno di notte. Due donne si abbandonano a un desiderio incontenibile, un gioco erotico estremo, fatto di rischi, strumenti medici e orgasmi condivisi. Un racconto di passione lesbica intensa, dominazione e piacere rubato.
Nonna sedette e aprì le gambe per me: la figa si schiuse mostrando le labbra rosee e un filo di peli mentre il resto era perfettamente rasato.
A scuola conobbi un ragazzo, con lui ebbi i primi approcci sessuali. Andavo a casa sua con la scusa di studiare, ma guardavamo film porno e ci masturbavamo, un giorno mi presentò anche la sorella maggiore.
Troppo giovani per esistere alle tentazioni, dopo la Festa del Paese ci perdiamo sulla spiaggia e ci scambiamo gli amanti...
Attratti dallo spirito libero dei nostri nuovi amici ma un po' spaventati dal loro senso di avventura, restiamo affascina e soggiogati dalle attrattive della trasgressione.
La nostra protagonista si lascia andare all'addio al nubilato, mentre le amiche le hanno approntato una festa letteralmente ... una festa coi cazzi.
L'emozione provoca l'insonnia e la mente vaga tra ricordi e avventure segrete. Ho ricevuto questo racconti di un'esperienza estrema durante il viggio di nozze che pubblico con gran piacere... anche intimo.
Ad un certo punto noto il pisello bello turgido che quasi tocca il culo di Simona, lui slaccia il reggiseno, la gira verso di se e comincia a succhiare i capezzoli.
Dai infilalo tutto e fammi godere altrimenti Aurora non te la faccio scopare. Sono subito scappata in stanza e mi sono masturbata come una troia...
Mentre lo sbocchinavo Simona si gira su di me, mi allarga le gambe, mi toglie il dildo da mano e me lo infila nella figa.
Dopo un po' siamo rientrati ed ognuno nelle proprie stanze per la notte; che notte, mi sono spogliata ed ho notato che avevo la figa bagnata così sono andata ad asciugarla nel bagno
- Aurora ti ho desiderata dal primo momento che ti ho vista ed essendo bisex, non ho potuto resistere al tuo corpo.
Mentre succhiavo sentii lo zio appoggiarsi e spingere, il buchino si apri di colpo ed entrò la sua punta. Ahi zio mi fai male, basta basta non voglio più.
Avevo spalmato almeno mezzo barattolo di marmellata tra figa e culo e poi l’avevo ripulita perfettamente con la lingua. Vedevo il suo ano aprirsi e chiudersi spasmodicamente...
Piano piano con la lingua me lo bagna, giusto per facilitare lo scorrimento ma rimane delicata a stimolarmi solo la cappella. Almeno inizialmente sembra timida.
Appena lo feci lui mi disse: devi girarti e poi appoggia le mani sull'altro sedile, fai come un cagnolino a quattro zampe.
Si avvicina e mi dice: - ma lo sai cos'è il pennello? È quello che piace alla zia e così dicendo si slaccia i bottoni della salopette bianca e tira fuori il suo pene.
Lei inarca ancora di più la schiena simulando il rapporto!!! Insomma, da “per caso hai due uova?” ad una quasi pecorina, il passo è breve.
Mentre sonnecchiavo la mini era salita su, molto su, lasciando esposta la mutandina…
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