Iniziato al sesso
Capitolo 3 - Sono la puttana di zio e del suo amico
In questo finale descrivo come si concluse il ciclo di educazione al sesso vero, adulto, malgrado avessi solo 14 anni. È sostanzialmente il mio coming out dopo cinquanta anni.
Era evidente la perversione di quello zio imbianchino dalla doppia vita. Non lo biasimo però. A me piaceva quel gioco, ero molto interessato. Per un paio di mesi non andai più con lui ad "aiutarlo" in magazzino. Lui e la zia erano andati al mare nella loro casa e stavano là per in mese. Poi lo zio ricominciava il suo lavoro. Al loro ritorno come sempre vennero a trovarci a casa e come sempre la zia mi portava un regalo dal mare. Guardavo lo zio tutto abbronzato e immaginavo se mi avesse insegnato altre "cose belle " come le chiamava lui.
Non disse nulla, ci salutarono ed andarono via. Ero tutto preso dal regalo ricevuto e non pensai più a lui . Dopo un paio di settimane passarono di nuovo a trovarci a casa, restarono per un po, raccontarono del mare, del lavoro dello zio e poi rientravano a casa loro. Mentre salivano in auto, lo zio con il suo solito vocione allegro mi disse davanti ai miei: allora socio, sabato vieni a lavorare con me? Sentii un tuffo al cuore, sapevo cosa sarebbe successo, ero curioso di cosa mi avesse ancora insegnato.
Mia mamma rise e gli rispose va bene ma solo se fa il bravo. E lui ridendo forte disse è bravo è bravo e ascolta lo zio.
Arrivò puntuale il sabato e Arrivò puntuale anche lo zio come sempre. Salii al volo in macchina e partimmo per il magazzino dello zio.
Il procedimento era sempre quello, lui apriva la porta scorrevole, entrava con l'auto, richiudeva e accendeva le luci. Stranamente quel giorno chiuse la porta solo per metà e non accese le luci.
Poco dopo sentii il rumore tipico di una vespa che effettivamente entrò piano in magazzino. L'uomo che era arrivato spense il motore la sistemò sul cavalletto e saluto' lo zio che rispondendo si affrettò a chiudere il portone scorrevole e ad accendere le luci. Questa volta però chiuse con la chiave il portone.
L'uomo che era arrivato era più o meno coetaneo dello zio, non tanto alto, un po cicciotto con una canottiera scura dei pantaloncini e delle ciabatte. Mi disse in tono simpatico: ciao bello sei venuto ad aiutare lo zio? Io risposi timido: sì. Lui rise e mi disse bravo bravo.
Poi con lo zio si allontanarono da me e iniziarono a parlare a bassa voce, non potevo sentire cosa dicevano ma L'uomo della vespa ogni tanto mi guardava. Alla fine sentii che chiese allo zio: siamo sicuri che non parla? E lo zio rispose: sicuri, te l'ho detto che è già pronto, ha già fatto tutto con me.
Si avvicinarono di nuovo e L'uomo mi disse sempre in modo simpatico: come ti chiami? Io risposi sempre timido e lui mi disse: che bel nome che hai. Vieni qui che ci sediamo sulla cassa e mi racconti. Ci sedemmo vicini e lui mi disse: allora aiuti lo zio? Io sempre timido: sì.
E lui: cosa ti ha insegnato lo zio. Io non risposi perché lo zio mi aveva detto di non dire mai niente a nessuno. Lo zio mi disse: diglielo pure lui è nostro amico. Allora risposi: le cose belle. Ah disse l'uomo che bello, che bravo lo zio. E e te piacciono le cose belle? Come sempre risposi un si timido. Lui mi disse: bravo, sai anche a me piacciono le cose belle. Ovviamente non capivo. Raccontami, continuò lui. Guardai lo zio che mi fece di sì con la testa mentre sorrideva in quel modo strano che già conoscevo. Risposi all'uomo che lo zio mi aveva fatto diventare uomo e che avevamo fatto le cose che fanno i grandi e che lui fa con la zia. Poi gli dissi anche che lo zio mi aveva fatto vedere un giornalino con le persone nude e anche che mi aveva insegnato a fumare come i grandi.
Mentre raccontavo l'uomo mi aveva messo il braccio dietro la schiena e mi accrezzava mentre con l'altra mano ogni tanto si toccava il pisello. Con voce più bassa e affannata mi chiese: ti piacciono le persone nude? E io: si mi piacciono tanto. Lui di nuovo: ma ti piacciono di più le donne o gli uomini? Io risposi: gli uomini. Intanto sentivo quel calore che mi prendeva e che avevo già provato con lo zio. Bravo mi disse. Poi mi disse: fammi vedere se hai i muscoli, togliti la maglietta.
La sua voce era calda, bassa, quasi misteriosa. Guardai nuovamente lo zio che mi fece di sì con la testa sorridendomi. Tolsi la maglietta e subito l'uomo mi accarezzò dicendomi: che bello che sei, mmhhh che bello. Poi continuò: vuoi fare anche con me le cose belle? Rimasi bloccato, guardai lo zio che a sua volta ci guardava.
L'uomo mi disse: non avere vergogna, sei un uomo ormai. Allora dai facciamo così. Facciamo le cose belle insieme allo zio, che ne dici? Ero sempre bloccato e guardavo lo zio che fece nuovamente di sì con la testa ma con un sorriso strano che mi intimidiva.
Subito lo zio mi disse: dai togliti i pantaloncini e le mutandine, fatti vedere da lui, su da bravo che lo abbiamo già fatto insieme. Come paralizzato e allo stesso tempo molto eccitato mi spogliai mentre l'uomo si toccava il pisello sopra i pantaloncini.
L'uomo subito mi accarezzò il pistolino, mi toccava in un modo stupendo ansimando come non mai. Poi mi disse: ti piace vero? Io annuii con la testa e lui continuò a toccarmi finché anche il mio pistolino diventò duro. Lo zio nel frattempo si era spogliato nudo, aveva il suo pennello già duro si avvicinò a noi e disse all'uomo: visto che è già pronto, te l'avevo detto che puoi fare tutto.
L'uomo si abbassò i pantaloncini, era senza mutande, vidi il suo pene molto scuro, più di quello dello zio e più piccolo ma molto peloso. Lo zio mi disse: dai su che oramai hai imparato quello che devi fare. Automaticamente presi il pene dello zio e lo misi in bocca iniziando a succhiarlo e leccarlo al meglio. Lo zio gemeva e l'uomo della vespa mentre si segava mi diceva: bravo che sei, succhia bene bravo così. Ero veramente eccitato dalla situazione, non capivo più nulla, sentivo un piacere così forte che iniziai a mugolare e a succhiare più forte.
Poi l'uomo si avvicinò e mi disse: dai bello prendi il mio. Subito mi girai verso di lui e feci sparire il suo pene nella mia bocca mentre sentivo i suoi aahhh siiii bravo succhialo tutto daiii. Non so dire per quanto tempo mi alternai a succhiare i due piselli e mi accorsi che senza volerlo mi stavo segando il mio pistolino. Mentre succhiavo lo zio e l'uomo si baciavano con la lingua facendo versi di piacere.
Poi lo zio disse all'uomo: è pronto, possiamo scoparlo. Mi bloccai pensando al male che avevo provato con lo zio e dissi: ma zio mi fa male. In quel momento lo zio cambiò completamente tono e in modo molto secco mi disse: dai su non fare tante storie e stai buono che tanto lo sai che ti vogliamo scopare. Dai sali in macchina che sai già come si fa.
Ubbidii subito, andai alla macchina, aprii lo sportello e mi sistemai a cagnolino come mi aveva insegnato lo zio. Sentii la sua lingua leccarmi il culetto, provai molto piacere aspettando che il suo pene si appoggiasse e spingesse sul mio buchino.
L'altro uomo si sistemò sull'altro sedile e mi disse : dai succhia dai bello che ti voglio scopare quel bel culetto. Mentre succhiavo sentii lo zio appoggiarsi e spingere, il buchino si apri di colpo ed entrò la sua punta.
Ahi zio mi fai male, basta basta non voglio più.
Lui mi diede un sonoro ceffone sul culetto e mi ringhio' : stai zitto e stai fermo puttanella, che oggi te lo rompiamo per bene questo culo. E così dicendo spinse così forte che entrò tutto. Urlai di dolore, cercai di divincolarmi, ma lo zio e l'altro uomo mi tenevano fermo mentre l'altro uomo rideva e mi diceva bravo prendi bene tutto il cazzo dello zio che ti piace. Vero che ti piace?
Nel mentre lo zio aveva iniziato a scoparmi senza ritegno, io piangevo dal male mentre lui godeva dicendo siiii mmhhhh ooohhh che bel culetto, dai puttanella prendilo tutto, dai che ti sfondo per bene daiiii. L'altro uomo malgrado piangevo mi ordinò severo: dai muoviti succhiami il cazzo, dai muoviti.
Ubbidii subito facendo sparire di nuovo il suo cazzo nella mia bocca. Non mi accorsi che mentre succhiavo avevo smesso di piangere, il dolore era passato e stavo di nuovo mugolando di piacere mentre lo zio mi sbatteva forte e di nuovo sentii arrivate quelle contrazioni al pisello e quel piacere infinito.
Questa volta mi lasciai uscire un aahhh di piacere e l'uomo mi disse bravo sei venuto è? Ti piace scopare è? Appena lo zio senti' il mio orgasmo urlò forte ooohhh vengoooo sboorroooo e sentii un calore dentro la pancia, era il suo sperma. Di nuovo feci un aahhh mentre lo zio toglieva il suo cazzo e me lo strusciava sul buco.
Ero sfinito, tremavo, feci per alzarmi ma lo zio mi bloccò e mi disse dove vai, stai fermo che adesso tocca a lui scoparti. L'uomo era sceso ed era venuto dietro di me, sentii che lo appoggiava al buco e con una spinta entrò tutto con un ooohhh cazzo che bel culetto che hai.
Stranamente non provai alcun male. Iniziò subito a scoparmi forte e più spingeva più io provavo piacere e di nuovo le contrazioni al pistolino arrivarono e ancora lasciai sfuggire un aaahhh di piacere. L'uomo disse allo zio: senti come gode la puttanella, è già venuto due volte. E lo zio ridendo: menomale che non sborra ancora sennò mi sporcava tutto il sedile.
L'uomo rallento' le spinte, sfilò il cazzo e disse: girati che tra poco sborro, prendilo in bocca dai e rivolgendosi allo zio: tienigli ferma la testa. Poi si rivolse a me dicendomi: dai succhia, succhia non fermarti che ti sborro tutto puttanella, succhia troietta.
Sentivo i suoi gemiti di piacere, il suo respiro affannoso aumentare sempre di più finché mi esplose in bocca ringhiando aahhh vengoooo siiiiiii e lo zio bloccando la testa mi diceva: mandalo giù dai, come la zia dai giù tutto. A differenza della volta precedente non ebbi conati di vomito anzi il sapore di quello sperma mi piaceva. L'uomo disse aahhh che bella scopata, bravo così si fa. Poi rivolgendosi allo zio: avevi proprio ragione che gli piace il cazzo a sta puttanella di tuo nipote.
Bravo mi disse, sei proprio bravo. Vedi che prima che vai a scuola ti voglio scopare ancora con lo zio. Poi lo zio mi prese e disse: dai forza che devi lavarti il culo sennò tua madre si accorge e lavati anche la faccia e la bocca che sai di cazzo.
Con il senno di poi lo zio era veramente un pervertito ma in fondo mi aveva aperto le porte a quel mondo che pur non sapendolo era già il mio destino di bisessuale.
Generi
Argomenti