Capitolo 2 - Dal sogno alla realtà: nuda e porca alla festa di addio
La nostra protagonista si lascia andare all'addio al nubilato, mentre le amiche le hanno approntato una festa letteralmente ... una festa coi cazzi.
8 ore fa
Il locale era semi buio, c’era una pedana, sopra la quale si alternavano alcuni giovanotti che si muovevano al suono di una musica da discoteca, spogliandosi fino a rimanere con addosso soltanto un tanga che non riusciva a mascherare le loro virilità. Era affollato di donne, di tutte le età, dalle ragazzine in cerca d’emozioni, alle donne mature in cerca di ricordi. Il rumore era assordante, urli e gridolini, sembravano tutte in fregola. I camerieri che giravano in fretta fra i tavoli, con addosso soltanto i jeans e dei giubbini senza maniche, mettevano in mostra i petti villosi e le braccia muscolose, mentre i minuscoli grembiuli non riuscivano a nascondere i gonfiori all’inguine.
Ci hanno trovato un tavolo vicino alla pedana ed abbiamo ordinato un paio di bottiglie di vino bianco fresco. Il fumo delle sigarette ed il caldo rendeva l’atmosfera irrespirabile, ed in meno di cinque minuti eravamo già sudate, dopo un pò non resistevamo più. L’una dopo l’altra, ci toglievamo le giacche, i golfini ed aprivamo le camicette, mettendo in mostra le nostre grazie, ma nessuno ci faceva caso, solo i maschi sulla pedana erano oggetti d’attenzione.
Eravamo lì da mezz’ora, a ridere, a gridare ed a fare i nostri commenti, piuttosto salaci, sugli spogliarellisti, quando Allegra ha bisbigliato qualche parole all’orecchio di un cameriere, il quale ha annuito sorridendo.
E’ cessata la musica, il ballerino ha lasciato la pedana e vi è salito un uomo col microfono in mano, immediatamente si è fatto il silenzio.
‘Gentili signore e signorine, questa notte, abbiamo fra di noi una signorina che fra qualche giorno si sposerà, e festeggia l’avvenimento con le sue amiche, la vorrei invitare a salire sulla pedana, di modo che tutte voi possiate vederla ed applaudirla.’
Applausi, urli e gridi d’incoraggiamento, mentre le mie compagne mi spingevano ad alzarmi ed a raggiungere l’uomo sulla pedana. Di buon grado mi sono alzata e con passi, resi incerti dall’ebbrezza, mi sono avviata e sono salita. L’uomo a ripreso a parlare.
‘Gentile Signorina, un avvenimento cosi importante, va celebrato in modo adeguato, ritengo che ci dovrebbe fare vedere come si spoglierà per il futuro sposo.’
Sono rimasta sbigottita dalla richiesta ed ho mormorato ‘Dovrei spogliarmi in pubblico? è questo che intende?’
‘Signorina non faccia la vergognosa, ci faccia vedere un bello spogliarello integrale, vedrà che non èpoi tanto difficile, e poi ci sono le sue amiche lì ad incoraggiarla, forza! un pò di coraggio.’
Ho lanciato uno sguardo verso il nostro tavolo, ed ho ricevuto soltanto segni d’incoraggiamento. Dunque volevano vedermi nuda! Un pensiero malizioso si è fatto strada nella mia mente, è troppo comodo cosi! se mi spoglio io, si devono spogliare anche loro!
‘Va bene, mi spoglierò, ma non voglio farlo da sola, che vengono anche le mie amiche.’
‘Signorina, è lei la futura sposa, ci faccia vedere di che cosa è capace, se poi le sue amiche vogliono raggiungerla, sono libere di farlo.’
L’orchestra ha iniziato a suonare la celebre musica di nove settimane e mezzo, ed io ho incominciato a muovermi seguendo il ritmo. Ho chiuso gli occhi, l’ebbrezza mi faceva sentire leggera, euforica, assolutamente priva d’inibizioni e pronta a fare qualsiasi cosa senza provare vergogna, improvvisamente tutto questo mi sembrava molto divertente ed eccitante.
Con mosse sensuali mi sono levata la camicetta ed il reggiseno, poi lentamente ho sganciato la gonna, facendola scivolare verso il basso; con un calcio mi sono liberata dalle scarpe e piano mi sono sfilate la calza autoreggenti, infine molto lentamente ho abbassato le mutandine e sono rimasta nuda.
L’esempio è contagioso, perché mi ero appena levato il reggiseno che Allegra saliva sulla pedana, subito seguita da Giovanna e poi ad una ad una da tutte le altre, ed anche loro iniziavano a spogliarsi.
Ci stavamo ancora dimenando, che l’uomo si faceva strada fra noi ed urlava nel microfono ‘Un bell’applauso a queste graziose Signorine che ci hanno allietato col loro bellissimo spogliarello integrale, non è uno spettacolo che si vede spesso.’
Ma egli aveva perso il controllo della situazione, alcune ragazze erano salite sui tavoli ed improvvisavano il loro spogliarello personale. L’uomo era preoccupato, era sudato, e chiamato i camerieri, li mandava in giro per la sala per ristabilire una parvenza d’ordine, ci si è rivolto, quasi supplichevole ‘Raccogliete le vostre cose ed andate a rivestirvi in fretta, se dovesse arrivare la polizia, sarebbero guai per tutti.’
Ci siamo affrettate a raccogliere i nostri indumenti sparsi sulla pedana, e seguendo le indicazioni del presentatore, ci siamo infilate dietro una tenda.
Abbiamo trovato una sorpresa, dietro la tenda c’era un locale che serviva da camerino agli spogliarellisti, erano tutti lì, ci hanno accolte con applausi e grida d’entusiasmo, in un attimo eravamo circondate ed afferrate da maschi vogliosi, che sembravano bene decisi ad approfittare dell’occasione.
Mi riusciva difficile a resistere alla stretta di un fusto che, dopo avermi spinta su un divano, tentava di farmi aprire le gambe, con l’evidente intenzione di scoparmi. Sentivo la punta umida del suo cazzo poggiata sulla mia figa e nonostante il desiderio che mi faceva pulsare la passerina, il pensiero della reazione di Alvise, alla scoperta che non ero più vergine, mi ha dato la forza di respingerlo. Intanto, mi accorgevo che le altre non avevano i miei scrupoli, tutt’attorno si svolgevano delle scene degne degli affreschi di Pompei, tutte scopavano, sembravano infoiate.
La notte volgeva al termine quando abbiamo lasciato quel posto e ci siamo avviate verso casa, eravamo silenziose, quasi malinconiche, passata la sbornia ci rendevamo conto della gravità del nostro comportamento, eravamo ancora frastornate dalle nostre avventure erotiche. Tutte quante avevano ceduto al desiderio, concedendosi varie volte, sempre con uomini diversi. Eravamo sporche, ci portavamo addosso l’odore del sesso, gli abiti erano sgualciti e macchiati, la biancheria intima era sparita, trattenuta come trofei dagli uomini, il trucco era sfatto ed i capelli erano arruffati ed invischiati d’umori e di sperma. Quest’avventura è un segreto fra di noi e tale deve rimanere per sempre.
E’ strano, non avrei mai pensato d’essere una ragazza facile, ma manco di carattere ed ho scoperto che, in certe circostanze, mi è molto difficile resistere alle tentazioni. Temo d’essere una sgualdrina, e certamente lo sono Allegra, Giovanna e tutte le altre. Il mio rifiuto di scopare aveva reso il mio partner ancora più smanioso, mi aveva baciata e palpeggiata, mi aveva leccata la figa e mi era venuto addosso sporcandomi il viso e le tette. In ultimo mi ha messo il suo cazzo in bocca, lo sentivo premere sul palato soffocandomi, si è ritirato soltanto dopo avermi fatto ingoiare il suo sperma fino all’ultima goccia, lasciando dietro di sé un sapore agrodolce. Non avevo mai fatto questa cosa, e dopo mi faceva male la mascella a furia di stare con la bocca spalancata.
Sarà stata colpa del vino o dell’ambiente, ma è inutile cercare delle scuse, è stata una notte di follia. Tutti questi ricordi mi eccitano, malgrado mi riempiono di vergogna e di rimorsi, perché Alvise non si meritava d’essere tradito cosi.
Lentamente, ma inesorabilmente, la mia mano scende, si ferma a vezzeggiare i capezzoli che ho turgidi, poi prosegue sul ventre soffice e raggiunge il morbido monte dl sesso. Non resisto, il dito cerca il clitoride, lo trova, sussulto di piacere e mi sprofondo nell’estasi del godimento. Sento l’orgasmo giungere prepotentemente e dopo un ultimo spasmo m’addormento sfinita ed appagata.
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