Capitolo 1 - I sogni della promessa sposa
L'emozione provoca l'insonnia e la mente vaga tra ricordi e avventure segrete. Ho ricevuto questo racconti di un'esperienza estrema durante il viggio di nozze che pubblico con gran piacere... anche intimo.
1 giorno fa
Sono sola, nel buio della mia stanza, sdraiata sul letto, tengo le dita incrociate sotto la nuca e guardo il soffitto.
Domani sarà il grande giorno, finalmente Alvise ed io ci sposeremo, ma non è questo pensiero che occupa la mia mente, sto ripensando a quella sera della scorsa settimana, quando con alcune amiche sono uscita per festeggiare, e sono ancora sconvolta da quei ricordi.
Non avrei mai pensato che delle giovani donne, alcune delle quali sposate e già madri, di buona famiglia e d’eccellente reputazione, cosa non facile in quest’angolo della marca trevigiana, dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti, potessero abbandonarsi a follie trasgressive di quel genere. Le abbondanti libagioni ci avevano fatto perdere il senso della misura, ci sentivamo totalmente prive d’inibizioni e ci siamo comportate, tutte quante, io compresa, da vere sgualdrine.
Mio fratello Saverio, che è un maschilista convinto, dice sempre ‘Ad eccezione di mia madre, mia moglie e le mie sorelle, tutte le donne sono delle puttane.’ Io mi scandalizzavo e ribattevo ‘Sei un maledetto maschilista, esistono un sacco di donne perbene.’ Ora so con certezza che Saverio ha torto, è troppo ottimista quando esclude dal numero delle puttane, sia la moglie, sia le sorelle.
Avevo invitato mia sorella Allegra, mia cognata Giovanna, e le mie amiche più intime, per passare insieme una serata divertente e diversa dei soliti incontri al tennis, al maneggio od in piscina, ma le cose ci sono sfuggite di mano. Le donne non sono come i maschi, i quali riescono benissimo a divertirsi fra di loro, senza sentire la necessità di una compagnia femminile, e se la cercano, non è per dividere il divertimento, ma solo per divertirsi essi stessi. Da sempre celebrano quella specie di rito chiamato l’addio al celibato, invece le ragazze hanno iniziato a scimmiottarli solo dopo l’avvento del femminismo.
Per farla breve, eravamo in otto, stipate nella mia Fiat Ulysse, siamo andate in campagna, una trattoria isolata, fra Treviso e Mestre, abbiamo mangiato benissimo, vuotate diverse bottiglie di prosecco e, per finire, bevuto l’immancabile sorbetto, tutto bene! ma alle undici di sera, era già finito e nessuna aveva voglia di tornarsene a casa. Eravamo tutte quante alticce, ridevamo sguaiatamente, ci raccontavamo delle storielle spinte, alcune addirittura oscene, le quali ovviamente avevano per argomento la prima notte di nozze, e ci confessavamo le nostre fantasie erotiche. A quel punto Allegra ha proposto di andare a ballare.
Allegra ha soltanto quindici mesi più di me, e siamo sempre state molto legate. Prima che si sposasse dormivamo nella stessa camera. Da quando avevamo raggiunto l’età della pubertà, prima di dormire, ci spogliavamo e confrontavamo la crescita delle nostre tette e dei peli sotto le ascelle e sulla passerina.
Ci raccontavamo tutto, lei quello che faceva con Paolo, il quale non aveva aspettato il matrimonio per portarsi Allegra a letto, mentre io non avevo molto da dire, perché Alvise, il quale èun pò all’antica, voleva preservare la mia verginità fino al giorno del matrimonio, e questo malgrado io fossi pronta ed ansiosa di accoglierlo. Mi lasciava delusa ed in preda al desiderio, tanto che, di solito, finivo col masturbarmi prima di addormentarmi.
Mi ricordo ancora, quando alle medie, la mia compagna di banco, mi aveva raccontato che i ragazzi baciano mettendoti la lingua in bocca, la sera stessa l’ho detto ad Allegra, è rimasta pensierosa per un attimo, poi mi ha proposto di provare e ci siamo baciate. La prima volta non è stato molto emozionante, ma col tempo abbiamo affinato la nostra tecnica e ci abbiamo preso gusto.
Poi è stata lei a parlarmi delle sue compagne, che durante l’intervallo, andavano a chiudersi in bagno per dedicarsi al piacere solitario. Abbiamo voluto provare anche questo, ci sdraiavamo vicine ed ognuna metteva la mano sulla fighetta dell’altra e frugavamo le tenere pieghe. I primi tentativi furono deludenti, mancavamo d’esperienza, ma non abbiamo tardato a trovare il piccolo nodulo nervoso posto in alto fra le labbra, ed è stata una vera scoperta, tanto che riuscivamo a sfinirci.
Ma volevamo di più, ed approfittando della sua assenza, avendo cura di non essere scoperte, ci siamo intrufolate nella camera di Saverio, alla ricerca delle riviste pornografiche, che egli vi teneva nascoste. Erano una miniera d’informazioni, ed imitando quelle fotografie abbiamo imparato tutto sul sesso fra donne.
C’è ancora una cosa da dire, Allegra ed io, ed anche le nostre sorelle minori, le gemelle Azzurra e Verdiana, siamo afflitte (cosi dicono i ginecologi) o gratificate (cosi dice Allegra) da una lieve anomalia, abbiamo il clitoride dalle dimensioni di un piccolo pisello (Allegra lo chiama la sua perla) che invece di rimanere nascosto fra le pieghe del sesso si erge fieramente a richiamare l’attenzione. Questa particolarità ci rende molto sensibili e facilmente eccitabili.
Ma torniamo alla nostra notte brava, la proposta di Allegra è stata subito accolta con entusiasmo e ci siamo recate in una balera di periferia, frequentata soprattutto da extra communitari, dove suonano musica latinoamericana.
L’ingresso del nostro gruppo ha immediatamente succitato l’interesse degli uomini presenti, per un pò, si sono limitati ad osservarci mentre bevevamo e ci divertivamo fra di noi, ma quando Allegra mi ha sbottonato la camicetta, mettendo cosi ben in vista le mie tette, appena coperte da reggiseno di pizzo, e mi ha appeso al collo un cartello con scritto un mucchio d’amenità riguardanti il mio stato di futura sposa, si sono fatti avanti.
Quel cartello attirava gli uomini come un vasetto di miele attira le mosche, nel giro di un paio d’ore avevo cambiato cavaliere una dozzina di volte. Ero stata stretta fra le braccia di giganteschi negri, che non si facevano scrupoli di stringermi forte e di strusciare il loro enorme membro su di me, mi palpeggiavano il sedere e le tette, mi sussurravano all’orecchio le loro proposte oscene, ed i più audaci avevano perfino tentato di spingermi la lingua in bocca per baciarmi.
Dopo alcuni balli, fatti in quelle condizioni, ero diventata un fascio di nervi, la mia fighetta si scioglieva ed avevo le mutandine inzuppate. Veramente neanche le mie compagne rimanevano con le mani in mano, le ho viste ballare in modo cosi sensuale, che si sarebbe potuto credere che da un momento all’altro si sarebbero messe a scopare in pubblico.
Ho visto Allegra e Giovanna, avvinghiate ad uomini che palpavano le tette ed il sedere mentre ballavano. Ho visto alcune delle mie amiche, delle quali non voglio, rivelare i nomi, uscire in compagnia d’uomini, e tornare dopo un quarto d’ora, scapigliate, rosse in viso e con i vestiti in disordine. Le porche erano andate a fare una sveltina in un angolo buio del parcheggio.
Non che abbia visto tutto quello che facevano, ero troppo occupata a tenere a bada i più scalmanati fra i ballerini. Insomma, nessuna ha resistito alle tentazioni, tutti i mariti ed i fidanzati sono stati, chi più, chi meno, traditi tranquillamente e senza rimorso.
Quando abbiamo lasciato quel locale era quasi l’una di notte, eravamo accaldate e decisamente ubriache, avevamo perso ogni ritegno ed eravamo pronte a qualsiasi trasgressione, tanto avevamo già oltrepassato il segno, e sospetto che alcune di noi avevano realizzato alcune delle loro fantasie proibite.
Non mi ricordo chi è stata a proporre di andare a vedere uno spogliarello maschile, ma non ha importanza, perché tutte quante hanno accettato l’idea e siamo partite alla volta di un paese, al limite tra le province di Venezia e di Padova, dove c’è un locale che propone questo tipo di spettacolo. Strada facendo cantavamo, in coro, quelle canzoni goliardiche, piene d’oscenità e di doppi sensi, udite quando frequentavamo l’università.
Commenti (1)
Per favore accedi per lasciare un commento.


