Iniziato al sesso
Capitolo 2 - Mi fa uomo ma mi rompe il culetto
In questo secondo capitolo si conclude la descrizione di ciò che è stata la mia entrata a pieno titolo nel mondo del sesso degli adulti grazie ad uno zio che mi ha accompagnato nella scoperta dei segreti della intimità sessuale.
Aspettavo con curiosità il giorno di sabato che doveva arrivare, il giorno in cui lo zio mi aveva promesso di insegnarmi altre cose di quel nuovo mondo segreto del sesso. Contavo i giorni e finalmente arrivò quel sabato fatidico. Come sempre lo zio arrivò puntuale a metà mattina con la sua fenomenale R4 rossa. Un mito per gli imbianchini, l'avevano in molti.
Con il suo vocione disse: allora socio sei pronto ad andare a lavorare? Oggi abbiamo parecchio da fare. Ero al settimo cielo, saltai sul sedile davanti e via che partimmo per il magazzino dello zio.
Arrivati in pochi minuti entrammo con l'auto e come sempre lo zio chiuse la porta scorrevole ed accese le luci. Io ero pronto alle novità ma non immaginavo certo che cosa mi avrebbe riservato quella mattinata in cui già faceva caldo. Lo zio non disse nulla e si mise a spostare latte di vernice e cassette, lasciandomi solo senza parlare.
Non capivo perché non mi considerava e così dopo un po gli dissi: zio, dopo mi fai vedere il tuo giornalino? Lui senza voltarsi mi disse in modo furbesco: quale giornalino! Ed io: quello nel cassetto chiuso ed indicato con la mano. Ah si, vuoi vederlo? Ti è piaciuto è? Vieni vieni che ora lo guardiamo insieme e ti spiego le cose belle, i segreti che però non devi mai dire a nessuno altrimenti lo sai che vengono i carabinieri e ci mettono in prigione.
Lo so zio non dico niente a nessuno.
Bravo bravo, vieni qui che ti faccio vedere il giornalino. Ci sedemmo vicini su una cassa di legno e lui aprì le pagine dicendomi : guarda che bello. Ti piace? Sfogliava le pagine ed io vedevo quelle immagini di uomini e donne nudi che, come aveva detto lo zio, scopavano. Vedi mi disse questo è quello che si fa tra uomini e donne, quello che facciamo anche io e la zia. Ti spiego. Il pennello si chiama cazzo e la farfallina delle donne si chiama figa.
Ero davvero al settimo cielo nel vedere cosa rivelavano quelle pagine. La voce dello zio diventò più bassa e profonda quando mi disse: allora ti piace? E io : si si mi piace è bello vedere le persone nude. Mi sentivo strano, un misto di caldo e vergogna. Lui non perse tempo. Mi disse: dai un bacio allo zio che ti insegna le cose belle. Io gli diedi un bacino sulla guancia ma lui ridendo disse: ma non così, un bacio vero sulla bocca con la lingua. Dai che ti insegno a limonare e mi mise le sue labbra sulle mie infilandomi la sua lingua in bocca. Mi ritrassi intimidito senza parlare ma lui insistette: dai su apri la bocca muovi la lingua dai su da bravo.
Mi lasciai baciare, cercai di muovere la lingua anch'io e finalmente sentii un calore che mi saliva alle orecchie. Lui mi disse sei bravo e se oggi fai tutto quello che ti dice lo zio ti farò diventare un uomo. Davvero dissi io sgranando gli occhi. Certo, vedrai che bello. Intanto svestiti e togli le mutandine. Ero imbarazzato e gli dissi: ma come zio, ma ho vergogna.
Lui mi disse: se vuoi diventare un uomo devi fare come ti dico. Dai su da bravo, svestiti e togliti le mutandine. Ubbidiente allo zio mi tolsi la maglietta, i pantaloncini e come aveva detto lo zio anche le mutandine. Mi guardò con una espressione che non avevo mai visto, con una voce roca mi disse: bravo, sei proprio bello e mi accarezzò in viso. Poi si spoglio' anche lui e togliendosi le mutande mise in bella vista il suo pennello grosso che già conoscevo bene. Ti ricordi? Mi disse. Dai su vediamo se hai imparato quello che devi fare. Mettilo in bocca come la zia.
Ubbidii e presi in mano quel "coso" caldo e lo misi in bocca.
Sentii lo zio che si lasciò andare in un aaahhh siiii bravo. Dai succhialo bene come ti ho insegnato. Cercavo di succhiare e leccare il pene dello zio al meglio che potevo mentre una sensazione stranissima mi aveva preso completamente e sentivo che anche il mio pistolino si induriva. Mmhhh siiiiiii bravo mi diceva tenendomi la testa tra le mani. Ad un tratto mi staccò dal suo pene ed iniziò a toccarmi, accarezzarmi finché non prese il mio pisello in mano.
Ero bloccato ma allo stesso tempo provavo un piacere unico. Lui ansimava mi toccava il sedere e dicendomi che bello che sei che bel culetto che hai. Lo lasciavo fare e più lui si dava da fare più io provavo piacere. Poi tra un ansimo e un mmhhh siii mi disse: vieni tesoro che è arrivato il momento.
Adesso lo zio ti fa diventare un uomo. Mi prese per mano, si avvicinò all'auto, aprì la portiera e mi disse: mettiti in ginocchio sul sedile tesoro. Appena lo feci lui mi disse: devi girarti e poi appoggia le mani sull'altro sedile, fai come un cagnolino a quattro zampe. Io ubbidivo completamente preso da quel piacere che oramai mi aveva invaso completamente.
Lui iniziò a leccarmi il culetto e subito mi ritrassi spaventato. Ma zio cosa fai, mi fai solletico. E lui: non è solletico è piacere. Dai mettiti giù e fai il bravo altrimenti lo zio non può farti diventare un uomo. Di nuovo lo lasciai fare, quella lingua era formidabile e mi faceva eccitare sempre di più. Era bellissimo. Poi lo zio iniziò ad infilarmi piano un dito e mi lasciai sfuggire un mugolio di piacere. Lui con una voce ansimante mi disse ti piace vero ? È bello vero? Bravo tesoro tu stai fermo che lo zio ti insegna le cose belle.
Dopo che mi aveva infilato tutto il dito muovendolo avanti e indietro ed io provavo un piacere mai visto mi disse: ecco adesso sei pronto a diventare un uomo vero. Adesso lo zio mette il suo pennello nel tuo culetto. Stai fermo. Senti la punta calda del suo pene che si appoggiava al mio buco e premeva sempre di più finché di colpo entrò dentro. Ahi zio mi fai male basta urlai.
Ma lui oramai era partito e mi disse in modo severo: non gridare fai il bravo e ubbidisci allo zio. E intanto non smetteva di spingere il suo affare dentro al mio piccolo sederino. Lo faceva piano, lentamente e iniziò a muoversi avanti e indietro. Mi faceva male ma man mano che lui si muoveva il piacere faceva posto al dolore finché sentii la sua pancia contro le mie chiappette e capii che era entrato tutto, proprio come sul suo giornalino.
Iniziò a muoversi dolcemente ma sempre più in fretta lasciando sfuggire dei oohhh siii mmhhh che bel culetto che hai dai che ti scopo come la zia dai tesoro stai fermo mmhhhh aaahhh. Ora il suo ritmo era decisamente aumentato, lo sentivo nella pancia e ad un certo punto provai una cosa nuova ,delle contrazioni al mio pistolino e un piacere mai provato. Avevo avuto il mio primo orgasmo.
Dopo poco lo zio tolse il pene dal mio sederino e mi disse girati tesoro che ora vengo e tu come la zia devi assaggiare la mia sborra altrimenti non diventi uomo. Mentre parlava si segava il suo grosso coso ansimando come non lo avevo mai sentito e ad un certo punto mi disse: apri la bocca da bravo che sto per venire. Apri bene tesoro, lascia fare allo zio e mentre lo diceva mi mise il pene in bocca e con un oooohhh vengooo mi spruzzo' in bocca tutto il suo sperma caldo.
Mi veniva da vomitare il sapore era cattivo ma lui mi disse : mandalo giù dai , mandalo giù come la zia. Feci come diceva e appena inghiottito mi vennero diversi conati di vomito e sputai la saliva sul pavimento. Lui rideva soddisfatto e mi disse sei stato molto bravo adesso sei un uomo vero ma ricordati che non devi mai dire niente a nessuno. Adesso vieni che laviamo il culetto sennò la mamma si accorge e poi ci vestiamo e lo zio fuma una sigaretta e se vuoi ti insegna anche a fumare.
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