Capitolo 4 - Corna reciproche in luna di miele
Troppo giovani per esistere alle tentazioni, dopo la Festa del Paese ci perdiamo sulla spiaggia e ci scambiamo gli amanti...
4 ore fa
Il fatto di vivere a stretto contatto, aveva creato un’inevitabile atmosfera di familiarità e portato a dei contatti fisici altrimenti impensabili, più di una volta mi ero trovato Véronique stretta addosso, e non posso nascondere che era una sensazione molto piacevole, se non fossi stato sposato, me la sarei portata a letto molto volentieri, e sono certo che lei ci sarebbe stata, perché quando andavamo in trattoria, spesso suo piede cercava il mio sotto il tavolo. Anche tra Marcel e Fiammetta, c’erano degli atteggiamenti, che in altre circostanze m’avrebbero fatto ingelosire. Speravo che Marcel non né approfittasse troppo, perché avevo notato che egli aveva una certa propensione ad allungare le mani, le stringeva la vita, le metteva il braccio sulle spalle, con una familiarità eccessiva, ma lei non si lamentava, e quindi non avevo motivo per intervenire.
Siamo rimasti lì per quasi due settimane, andavamo in spiaggia, oppure in giro alla ricerca di un’imbarcazione, finché un giorno incontrammo un padrone pescatore, che andava alle isole Madeira, era disposto, dietro compenso, a portarci in Marocco, saremmo partiti la mattina successiva. Sono stato contento di lasciare questo posto, perché da diversi giorni Fiammetta si comportava in modo strano, era nervosa, perfino agitata ed improvvisamente esuberante, a volta evitava la compagnia di Marcel, mentre in altre occasioni sembrava ricercarla. Di notte, ed anche di giorno, mi stuzzicava, malgrado non ce né fosse alcun bisogno, prendeva l’iniziativa, diventava sempre più appassionata e lussuriosa, tanto da lasciarmi piacevolmente sorpreso quando si è chinata per baciarmi e succhiarmi l’uccello, chiedendomi poi di leccarle la figa. Sospettavo che sotto ci fosse lo zampino di Véronique, la quale, probabilmente, si era messa a curare l’educazione sessuale di Fiammetta, consigliandola sulle cose che piacciono agli uomini.
La sera prima della partenza, Joao il locandiere ci annunciò che c’era una festa in paese, con balli in piazza, la cena servita all’aperto e vino a volontà, cosi siamo andati alla festa.
Per tutta la serata abbiamo ballato, mangiato e soprattutto bevuto abbondantemente. Fiammetta era salita sopra un tavolo per ballare ed improvvisare uno spogliarello, l’ho dovuto tirare giù, nonostante recalcitrasse, quando stava per sfilarsi le mutandine. Verso le due della mattina, la festa ebbe termine, eravamo sbronzi tutti e quattro, nessuno di noi aveva sonno e neanche voglia di tornare alla locanda e ci siamo diretti verso la spiaggia.
A quell’ora la spiaggia era deserta, debolmente illuminata dal chiarore della luna, le donne erano euforiche, camminavano tenendosi allacciate, parlottavano fra loro e ridevano sguaiatamente.
Fu allora che Marcel propose di fare il bagno; l’alcol aveva fatto sparire qualsiasi inibizione, ci siamo spogliati e nudi siamo scivolati nell’acqua tiepida, in poche vigorose bracciate mi sono allontanato dalla riva. All’improvviso mi sono sentito afferrare una gamba, era Véronique che, nuotando sott’acqua mi aveva raggiunto. Scherzavamo, facevamo la lotta, abbracciandoci nell’acqua. Riemergevamo in cerca d’aria, ridendo ed incuranti della vicinanza di Marcel e di Fiammetta, che da parte loro, si divertivano allo stesso modo.
Véronique s’immerse di nuovo e passando fra le mie gambe mi toccò, come per gioco. Apriva le gambe di modo che potessi passarci in mezzo, era nuda e potevo ammirare il suo cespuglietto scuro. Poi improvvisamente, Véronique mi abbracciò, coprendomi con tutto il suo corpo. L’acqua era cosi salata che ci teneva a galla, aiutandoci a nuotare senza sforzo, faceva ondeggiare i seni di Véronique avanti ed indietro come due grandi ninfee fluttuanti. Dopo tanti tentennamenti, la mia resistenza alle sue lusinghe è svanita. Le ho afferrato i seni, glieli ho baciati, poi ho preso i capezzoli in bocca per succhiarli, lei teneva gli occhi chiusi, ansimava, mugolava e mi stringeva a sé.
La punta del mio pene fregava contro il suo sesso, lentamente, senza sforzo, aiutato dalle fluttuazioni dell’acqua l’ho penetrata. Ci baciavamo, le nostre lingue s’intrecciavano, succhiavo le sue labbra morbide ed improvvisamente, lei ha rovesciato la testa all’indietro con un singhiozzo strozzato e l’orgasmo ci ha investito.
Ansimanti, senza dire una parola, ci siamo separati, lei mi ha accarezzato il viso con la punta delle dita e si è allontanata verso la spiaggia, lasciandomi stordito ed ancora disorientato per l’accaduto. Soltanto allora mi sono ricordato di Marcel e di Fiammetta, li ho cercati con la sguardo e li ho visti, erano sdraiati nella sabbia, vicini l’uno all’altra, lui le aveva passato un braccio sotto la nuca e la stringeva a sé.
Mi è venuto un dubbio, presto trasformatosi in certezza, mentre facevo l’amore con Véronique, Marcel si era scopato mia moglie, ho sentito i morsi della gelosia e mi sono avvicinato a grandi passi. Erano addormentati, Fiammetta aveva la testa poggiata sulla spalla di Marcel, una mano posata sul suo petto ed una gamba incuneata fra le sue. Sono rimasto a guardare, indeciso, perché dopo aver fatto l’amore con Véronique, non ero certamente nella posizione migliore per dimostrarmi geloso, e poi l’ubriachezza mi faceva vedere le cose sotto una luce diversa, in fondo, cos’è una scopata? soltanto un attimo, e poi ‘non riuscivo a ragionare lucidamente e mi guardavo in giro, cercando Véronique.
Véronique mi ha raggiunto, sorridente mi ha preso la mano e mi ha condotto in disparte, si è lasciata cadere sulla sabbia e mi ha attirato vicino a lei, ci siamo baciati, accarezzati ed abbiamo fatto l’amore con tutta la foga e la passione di cui eravamo capaci.
Era quasi l’alba quando mi sono svegliato, Véronique era ancora addormentata, mi stava addosso, Fiammetta e Marcel si erano mossi, non erano più allacciati, mi sono alzato per andare a tuffarmi in acqua per liberarmi dalla sabbia, anche gli altri si sono svegliati e nuotavano vicini a me, usciti dall’acqua, abbiamo raccolto i nostri vestiti e cosi, nudi e bagnati, siamo corsi verso la locanda.
Il paese era deserto, solo qualche cane randagio abbaiava al nostro passaggio, abbiamo raggiunto la locanda senza incontrare anima viva, l’aria della notte aveva asciugato i nostri corpi, ci siamo lasciati cadere sui letti, avevamo ancora qualche ora di tempo prima d’imbarcarci, né potevamo approfittare per riposare un po’ e farci passare la sbornia del tutto. Ma pareva che Fiammetta avesse altri progetti, mi si stringeva addosso, insinuava una gamba fra le mie e premeva la sua fighetta umida contro la mia coscia, si strusciava lentamente, mi mordicchiava i capezzoli, mi baciava e con la mano mi stringeva delicatamente lo scroto, risvegliando la mia virilità. L’ho rovesciata sul letto, le passavo la mano fra le cosce, era zuppa, lei avvicinava la bocca al mio orecchio e mormorava ‘Dai! montami! ho voglia di te.’
Non me lo sono fatto ripetere due volte e con un’unica spinta l’ho penetrata, lei mi cingeva i fianchi con le gambe, tenendomi stretto, mi diceva ‘Fai piano, non voglio venire subito.’ Mi sono ritirato, lasciando solo la punta del pene appoggiata alla fighetta, poi sono tornato a penetrarla. Fra un gemito e l’altro, Fiammetta ha detto ‘Sei un porco, mi hai messo le corna, ti sei scopato Véronique, ti ho visto sai! sia nell’acqua sia sulla spiaggia, su! raccontami! ti è piaciuto? è più brava di me?’
Non ho provato alcuna vergogna e neanche imbarazzo, mi sono messo a descrivere le mie effusioni acquatiche con Véronique e la scopata sulla spiaggia, mi rendevo conto che Fiammetta si eccitava sempre più nel sentire questo racconto, è tornata a chiedere ‘E’ più brava di me?’
‘Non che sia più brava di te, è solo diversa, è un’altra cosa.’ Poi, a mia volta, ho detto ‘E tu! io sarò un porco, ma tu sei una puttana bella mia! appena ho voltato le spalle, ti sei fatta montare! com’è stato fare l’amore con Marcel?’
Fiammetta non si è scomposta e mi ha risposto ‘Ti dispiace che sia una puttana? a me, no! ma non preoccuparti, non voglio farne un’abitudine. In quanto a Marcel non è meglio di te, è soltanto diverso, con lui ho fatto del sesso, non l’amore.’
I ragionamenti di Fiammetta non mi sono piaciuti, erano amorali ed erano riusciti a farmi venire un senso di colpa, ho ripreso a scoparla con foga, poi mi sono fermato ancora ed ho detto ‘Calmati Fiammetta, non litighiamo, abbiamo bevuto troppo entrambi, è stato colpa dell’alcol, quel che è stato è stato, dobbiamo dimenticare quest’episodio, ma non dovrà più succedere, o il nostro matrimonio andrà in pezzi, mi credi?’
Lei mi ha baciato, poi ha risposto ‘Hai ragione, caro, non possiamo prendere certe abitudini, ma non hai risposto alla mia domanda.’
‘Non sono felice di sapere che sei una puttana, ma non posso farci niente, io ti amo e ti accetto come sei.’
Lei si è quasi seccata ‘Ma tu! mio caro, non puoi lamentarti, dovevi pensarci prima di andare a scopare Véronique!’
Non avevo voglia di discutere ‘D’accordo, è colpa mia, se mi fossi occupato di te anziché divertirmi con Véronique, non ti saresti fatta scopare da Marcel, adesso mettiamoci una pietra sopra e non parliamone più.’
L’ondata dell’orgasmo ci ha travolti, la fighetta di Fiammetta mi strizzava e mi poppava l’uccello, impedendomi ogni ulteriore ragionamento e mettendo fine ai nostri discorsi.
Pensandoci bene, mi sembrava impossibile, eravamo sposati da meno di un mese e ci siamo già traditi a vicenda, se andiamo avanti di questo passo, cosa succederà in futuro? però sembrava che la nostra intesa sessuale fosse rafforzata da quest’avventura.
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo capitolo, sii il primo a commentare!

