Vai al contenuto
Erotika
Provincia Di Troie - Vol.1 · Cap. 1
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 1 di 9 23 min di lettura

Questione di Volumi

l’inizio di questa storia provinciale

Giovy22
5 mesi fa · 1.3k letture · 5

"Meno male," sospiro, rilassando le spalle sul divano. "Nemmeno tu a me, a dirla tutta. Cioè, sei un pezzo di figa illegale, ma caratterialmente ci scanniamo troppo." "Appunto," annuisce lei, soddisfatta. "Quindi il problema non sono io," deduco, con la logica inattaccabile di chi ha bevuto tre shot. "Il problema è Anna. È troppo perfetta. E quelle tette... Sof, giuro, io di notte ci sogno di dormirci in mezzo, sono-"

"Ma basta!" sbotta Sof, alzando gli occhi al cielo con una frustrazione esagerata. Si mette a gambe incrociate sul divano, fronteggiandomi. "Giò, hai rotto il cazzo! Anna di qua, Anna di là, le tettine di Anna... Ti ho già detto che le mie sono più grosse! È un dato di fatto, è fisica, è volume!"

"Volume un corno," la provoco, ridendo per la sua reazione. "Quelle di Anna sono inarrivabili, punto."

Sof mi fulmina con i suoi occhi chiari. La mascella le si contrae. L'alcol, la competizione femminile e l'erba le stanno palesemente facendo cortocircuitare il cervello. Si ingrippa. "Ma sai che c'è? Non me ne frega un cazzo," ringhia. "Adesso te le faccio vedere, così la smetti di rompere i coglioni."

Non faccio in tempo a realizzare la frase che Sof si afferra l'orlo del top bianco e lo tira su in un colpo solo, sfilandolo dalla testa e lanciandolo sul pavimento. Non ha il reggiseno.

Resto paralizzato, con la canna a mezz'aria. Sono immense. Morbide, pesanti, di un pallore burroso che fa un contrasto pazzesco con i capezzoli scuri e turgidi per lo sbalzo di temperatura. La gravità le fa riposare dolcemente sul busto, ma mantengono una forma piena, perfetta. La guardo a bocca aperta, letteralmente imbambolato.

"Allora?" fa lei, tenendo il mento alto, anche se vedo un'ombra di rossore espandersi sul suo collo. "Chi ha ragione?" "Cristo santo, Sof," bisbiglio, sentendo la bocca improvvisamente secca. "Hai vinto tu. Ritratto tutto."

Istintivamente, alzo una mano, muovendola verso di lei come un bambino ipnotizzato da un giocattolo nuovo. "Voglio toccarle." Paff. Sof mi tira uno schiaffetto sul dorso della mano, bloccandomi. "Eh no, ciccio. Guardare ma non toccare. L'esposizione era solo a scopo dimostrativo." "Dai, Sof, non fare la tirchia," mi lamento, ridendo nervosamente. "Sono lì. Mi stanno guardando. Sarebbe maleducazione non salutarle."

Lei ridacchia, coprendosi a metà con le braccia, ma senza rimettersi la maglietta. Siamo due cretini ubriachi sul divano, ma l'aria nella stanza è improvvisamente diventata densa e bollente.

"Niente da fare, Giò. Non si tocca." Mi passo una mano tra i capelli, l'eccitazione che mi sta facendo letteralmente esplodere i jeans. Poi, mi viene un'idea talmente idiota che solo a quest'ora di notte può sembrare sensata. "Facciamo un patto," dico, assumendo un tono da finto uomo d'affari. "Che cazzo di patto?" "Tu sei curiosa, no? Hai detto che sei vergine. Vuoi capire come funziona." Mi avvicino col busto. "Ti faccio toccare il cazzo se mi fai toccare le tette. Scambio equo. Nessun coinvolgimento emotivo."

Sof sgrana gli occhi. Diventa paonazza fino alla punta delle orecchie. Apre la bocca per mandarmi a quel paese, ma poi la richiude. Guarda il pacco dei miei jeans, poi guarda me. Si morde il labbro inferiore, quel labbro carnoso e maledettamente sexy. "Sei un coglione," sussurra, ma la voce le trema un po'. "Affare fatto?" le chiedo, sfoderando il sorriso più innocente di cui sono capace.

"E va bene," cede lei, scostando le braccia dal petto, offrendosi alla mia visuale. "Ma se fai lo scemo ti stacco una mano."

Non me lo faccio ripetere due volte. Con movimenti goffi per l'ansia, mi slaccio la cintura. Abbasso la zip dei jeans ed estraggo il mio membro, già duro come la pietra e pulsante.

Sof lo fissa sgranando gli occhi. "Mamma mia..." mormora, totalmente priva di filtri. "Tocca a te," la incoraggio, ridacchiando per nascondere l'imbarazzo generale. "Non morde."

Lentamente, con una delicatezza che contrasta con i suoi modi sfacciati, Sof allunga una mano. Le sue dita calde e morbide si chiudono attorno a me. Trattengo il respiro di scatto. La sua presa è incerta, ma la pelle contro pelle è una scossa elettrica. "Ok," ansima lei, guardandomi negli occhi, nervosa ma eccitata. "Ora tu."

Alzo le mani e le poso sui suoi seni. Sono caldissimi e lisci come seta. Ne riempio i palmi, soppesandone la consistenza burrosa. Sof fa un piccolo gemito di sorpresa, chiudendo gli occhi quando i miei pollici sfiorano casualmente i suoi capezzoli induriti. "Cazzo, Sof," sussurro, perdendo un po' di lucidità mentre inizio a massaggiarle la carne morbida, impastandola delicatamente. "Sono incredibili."

"Anche tu... cioè, questo..." balbetta lei, e per dimostrarlo stringe un po' la presa, facendo scorrere la mano su e giù un paio di volte in modo totalmente imbranato, ma maledettamente efficace.

Scoppio a ridere, una risata strozzata dal piacere. "Piano, non devi svitarlo!" "Scusa, scusa! Che cazzo ne so io!" ride lei a sua volta, paonazza, allentando la presa ma continuando ad accarezzarmi con il pollice.

Siamo lì, io con le mani piene del suo seno meraviglioso, lei che mi stringe il cazzo in modo totalmente impacciato. Ridiamo come due idioti, ma sotto l'alcol e le battute, il respiro si sta accorciando, la pelle sta andando a fuoco e l'idea che non ci piaciamo sta rapidamente scomparendo sotto il peso dei nostri ormoni.

La situazione ci sta sfuggendo di mano. O meglio, ci sta piacendo da impazzire.

Tra una risata nervosa e l'altra, senza quasi accorgercene, cambio posizione. Mi sollevo sulle ginocchia e mi ritrovo praticamente a cavalcioni su di lei. Sof è stesa sul divano, mezza nuda sopra, ma ancora con i suoi jeans leggeri addosso. Mi abbasso col busto, premendo il mio bacino contro il suo.

"Cioè, in pratica funziona così, dottoressa," le spiego con finta aria accademica, strusciando prepotentemente la mia erezione dura come il marmo contro la cucitura dei suoi pantaloni. "Si crea un po' di attrito."

"Ah, la famosa fisica di cui parlavi prima," ansima lei. Cerca di mantenere il suo tono ironico e strafottente, ma la voce le trema. Inarca la schiena in automatico, venendomi incontro col bacino in una spinta che mi fa vedere le stelle. "Devo dire che la teoria è... molto interessante."

"Vogliamo passare alla pratica?" la provoco, guardandola negli occhi mentre il mio respiro si fa pesante. "Dai, togliamoci 'sto sfizio. A scopo puramente scientifico, ovvio."

"Ovvio," sussurra lei, con gli occhi chiari dilatati dal desiderio. "Sia mai che poi muoio con il dubbio."

Ci spogliamo in un misto di foga e comicità. Le sfilo i pantaloni tirandoli dai bordi e lei fa lo stesso con i miei, inciampando sulle caviglie e ridacchiando quando mi sbilancio in avanti e le finisco addosso. Quando finalmente siamo pelle contro pelle, ogni voglia di scherzare evapora.

Sof è un capolavoro burroso, caldo e morbidissimo. Mi lascio cadere su di lei, affondando il viso nel suo décolleté immenso. Prendo uno dei suoi capezzoli turgidi tra le labbra, prima leccandolo delicatamente e poi succhiandolo con decisione. Sof lancia un gemito sorpreso, roco e profondo, e mi afferra i capelli con entrambe le mani, tirandoli per spingermi ancora più contro di lei. Con le mani le impasto i seni pieni, godendomi la loro consistenza perfetta, mentre con il bacino scivolo più in basso.

Inizio a strusciare la mia virilità contro la sua intimità nuda. È bagnatissima, caldissima, e il contatto diretto mi fa impazzire. Sof ansima, chiudendo gli occhi, i fianchi che si muovono da soli cercando di assecondare il ritmo di quelle frizioni scivolose.

"Ok, ok, ferma un attimo," dico con voce roca, allontanandomi di qualche centimetro per frugare nei jeans buttati a terra. Tiro fuori il portafoglio e recupero un preservativo sgualcito.

Sof apre un occhio, le guance in fiamme. "Spero tu sappia come si mette, Giò. Non vorrei doverti fare un tutorial su YouTube per la tua imbranataggine." "Zitta e impara dal maestro," ribatto con un sorriso storto, faticando a scartarlo con le mani che tremano per l'eccitazione. Lo srotolo velocemente, e quando torno sopra di lei, mi posiziono tra le sue cosce.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 4 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 2

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista