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Erotika
Provincia Di Troie - Vol.1 · Cap. 1
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Capitolo 1 di 9 23 min di lettura

Questione di Volumi

l’inizio di questa storia provinciale

Giovy22
5 mesi fa · 1.3k letture · 5

La mia rovina ha un nome, un cognome, e un paio di labbra talmente piene e morbide che dovrebbero essere dichiarate illegali in almeno tre continenti. Si chiama Anna. È la sorella della fidanzata di mio fratello, il che rende l'intera situazione un cliché grande quanto una casa, ma vi assicuro che la mia sofferenza è reale. E palpabile. Molto palpabile, soprattutto in certe zone dei miei pantaloni quando mi sta vicino.

L'ho conosciuta esattamente un anno fa. Classica domenica estiva in piscina, mio fratello mi trascina con sé e la sua ragazza. Io mi aspettavo la solita noia mortale della nostra provincia viziosa, e invece... boom. Visione celestiale.

Anna aveva una bellezza così naturale che ti fregava all'istante, ma allo stesso tempo era estremamente magnetica. Il suo volto era delicato, con lineamenti morbidi e armoniosi: occhi grandi e scuri, un po' allungati, che ti fissavano con un'espressione tranquilla ma capace di nascondere un'intensità da farti sudare freddo. Le sopracciglia marcate le incorniciavano il viso alla perfezione, ma erano le labbra ad assestare il colpo di grazia: piene, chiare, le conferivano un'aria dolce e sensuale senza mai risultare artificiose o volgari.

E poi i capelli: scuri, lisci ma leggermente mossi sulle punte. Le ricadevano attorno al viso con una semplicità disarmante, creando un contrasto elegante con la sua pelle chiara e luminosa. Anche senza un filo di trucco, emanava un'espressività femminile, avvolgente, quasi "calda".

Fisicamente? Un capolavoro di morbidezza. Un corpo proporzionato, con curve evidenti ma perfettamente equilibrate. Me la ricordo ancora quel giorno in piscina, quando è uscita dall'acqua con quel suo bikini verde: la schiena leggermente arcuata, una posa rilassata mentre la luce del sole le accarezzava la pelle bagnata. Un'immagine così estiva e seducente che mi ha mandato in tilt le sinapsi. Il seno pieno, valorizzato in modo così naturale, e la vita abbastanza stretta da disegnarle una silhouette da infarto. I fianchi e le gambe avevano linee morbide che le davano una presenza carnale, autentica.

A volte la vedo arrivare con un top azzurro super aderente e il risultato è lo stesso: emerge un suo lato elegante e provocante, il tessuto attillato le fascia il décolleté mettendo in risalto le forme con estrema semplicità, senza il minimo bisogno di mettersi in pose spinte.

Ma sapete qual è la cosa che mi fa letteralmente uscire di testa? È che la sua è una sensualità totalmente spontanea, quasi inconsapevole. Più che cercare di apparire provocante, dà l'impressione di essere puramente e semplicemente a suo agio nel proprio corpo. È proprio questo a renderla una calamita per i miei ormoni. Lei non gioca a fare la tentatrice, lo è e basta, a sua totale insaputa.

Da Natale scorso, complici le feste e le dinamiche familiari, abbiamo iniziato a uscire insieme. Una cosa tira l'altra, il gruppo si è allargato. Lei ha tirato dentro Sof, la sua migliore amica (un vero uragano, ma questa è un'altra storia), e io ho reclutato il mio migliore amico, Giulio.

E così siamo arrivati a oggi. Inizio estate. L'asfalto della nostra città bolle per l'afa, e le nostre domeniche finiscono immancabilmente al solito bar, accampati su quelle panchine scrostate fino a notte fonda.

Ed è qui, su questo legno scomodo, che si consuma il mio dramma. Io sono seduto a un palmo da lei. Sento il profumo della sua crema idratante mescolato alla birra ghiacciata. Lei si accavalla le gambe, la gonna di jeans sale pericolosamente, mi sfiora con il ginocchio. Ride alle mie battute e mi poggia una mano sulla coscia, totalmente ignara del fatto che il mio cuore sta pompando sangue dove non dovrebbe. Continuo a sbattere la testa contro questo muro bellissimo e di gomma: io la bramo come un disperato, e lei... lei pensa che io sia un "amicone". Ma l'estate è appena iniziata, le notti si stanno allungando, e io non ho la minima intenzione di arrendermi.

Quella domenica sera, l'aria ai tavolini fuori dal bar era così calda e appiccicosa che non si respirava. Eravamo tutti lì, il solito gruppetto: io, il mio migliore amico Giulio accollato alla sua fidanzata Maria, Rosanna che beveva tranquilla, la sua sorella gemella Sof, e ovviamente lei. Anna.

Anna indossava un top lilla striminzito. Stava raccontando della sua giornata al villaggio turistico, agitando le mani con foga. "Ragazzi, vi giuro, non ce la faccio più con i bambini dell'animazione. Meno male che c'è Marco..." "Chi è Marco?" chiedo io, già con la mascella contratta. "Il ragazzo del carico e scarico," dice lei. Per prendere una manciata di patatine al centro del tavolo, si sporge in avanti. Nel farlo, il top si discosta dal corpo, offrendomi una visuale panoramica e accidentale sul pizzo bianco del suo reggiseno e sul solco morbido del seno. "Oggi aveva questa canottiera grigia, tutta sudata... e quando solleva le casse d'acqua gli si gonfiano i bicipiti in un modo assurdo." Sospira, accavalla le gambe e, girandosi, mi sfiora il polpaccio con il ginocchio. Lo fa senza malizia, con un'ingenuità quasi crudele, totalmente ignara del fatto che io stia andando in iperventilazione. "È davvero carino. Magari domani gli chiedo di aiutarmi a sgonfiare la piscina."

Crack. Il rumore del mio ego e delle mie speranze che si frantumano.

Mi alzo di scatto, bofonchio una scusa incomprensibile e vado dritto dentro al bar, dove l'aria condizionata è a palla e non ci sono bicipiti su cui sbavare. "Tequila. E lascia la bottiglia," dico al barista.

Sono al terzo shottino quando sento un profumo dolce e speziato, e una spalla morbida che urta la mia. "Ehi, campione. Che succede?"

È Sof. E qui bisogna fare una parentesi, perché se Anna è la sensualità inconsapevole, la sua migliore amica è su un altro pianeta.

Sof ha un aspetto molto elegante ma con una sensualità morbida e naturale, più “femme fatale rilassata” che provocazione costruita. Il viso è rotondo e armonioso, con guance leggermente piene che le danno un’aria dolce, ma quando la guardi negli occhi, chiari e intensi, accentuati da una riga perfetta di eyeliner, trovi uno sguardo sicuro e malizioso che ti inchioda. Le labbra carnose, spesso piegate in un mezzo sorriso o in un’espressione ironica, le aggiungono quel tipo di fascino che sembra del tutto spontaneo.

Stasera ha i capelli scuri e lisci, portati lunghi e ordinati, che le incorniciano il viso mettendo in risalto la pelle chiara e luminosa. Anche nei look più semplici, come il top bianco aderente e a spalline sottili che indossa ora, riesce ad avere una presenza formidabile: il piercing al naso, il choker nero al collo e i vari accessori le danno un tocco moderno e leggermente ribelle che ti fa prudere le mani.

Fisicamente, poi, ha un corpo curvy e proporzionato da farti girare la testa. Il seno è abbondante e decisamente evidente sotto la stoffa aderente, e crea una silhouette piena e morbida. La vita non è estremamente stretta, ma il contrasto con i fianchi e le forme rende tutto il suo corpo armonioso e carnale. Le braccia scoperte e le gambe hanno linee morbide che le danno un aspetto caldo e naturale. La sua è una sensualità legata all'atteggiamento: non appare mai aggressiva, ma più sicura, rilassata e giocosa. Tiene il mento leggermente alzato, mi guarda dritto negli occhi. È il tipo di presenza che attira l’attenzione lentamente e ti cattura prima che tu te ne accorga.

"Niente," mento, leccando il sale dal dorso della mano. "Festeggio l'estate." "Certo, e io sono vergine," ridacchia, versandosi uno shot. "È per Anna e il troglodita dei pacchi, vero?"

Crollo. Svuoto il sacco. Le racconto della mia frustrazione, del fatto che sto impazzendo per una ragazza che mi considera solo un "amicone", e di quella scollatura assassina. Sof ascolta, mi sfotte un po', ma poi butta giù due tequila di fila.

Nel giro di mezz'ora siamo ubriachi e molesti. Appoggiati al bancone, iniziamo a prendere in giro a distanza il nostro stesso tavolo fuori. "Guarda tua sorella Rosanna," le dico, sghignazzando. "Sembra l'unica normale stasera." "Sì, ma guarda invece che deficiente che è Giulio," sbotta improvvisamente lei, cambiando tono. I suoi occhi chiari si stringono, fissando fuori dalla vetrina. "E quell'altra..." "Maria?" "Maria," sputa Sof, con un mezzo sorriso carico di veleno. "Quella troia che sicuro lo tradisce col primo che le offre uno spritz. E lui, il genio, le sta pure incollato."

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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