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Erotika
Provincia Di Troie - Vol.1 · Cap. 1
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Capitolo 1 di 9 23 min di lettura

Questione di Volumi

l’inizio di questa storia provinciale

Giovy22
5 mesi fa · 1.3k letture · 5

La guardo, un po' spiazzato dal tono. Sof si gira verso di me, avvicinandosi. Il suo petto sfrega inavvertitamente contro il mio braccio, morbido e pesante. "Volevo dirglielo, Giò," mormora, fissando il suo bicchiere vuoto. "A Giulio. Che mi piace. Mi piace da impazzire. Ma è arrivata quella gatta morta e io sono rimasta fregata."

Prendo la bottiglia e la trascino su un divanetto buio in fondo al locale. Isolati da tutti, l'alcol ci scioglie del tutto la lingua e ci toglie i freni inibitori. Iniziamo a sfogarci a vicenda, ridendo dei nostri fallimenti.

"Siamo due disperati," rido, buttando la testa all'indietro contro la finta pelle del divano. "Io che venero letteralmente le tette di Anna. Ti giuro, Sof, sono la perfezione. Hanno la forma esatta della felicità. Ci farei una religione."

Sof scoppia a ridere, una risata di gola, roca e caldissima. Si sporge in avanti, puntando i gomiti sulle ginocchia. In quella posizione, il suo décolleté straborda in modo prepotente dal top bianco, rubando ogni centimetro del mio campo visivo.

"Sì, vabbè, Giò," sussurra, il tono improvvisamente più basso, roco, carico di malizia. Mi fissa dritta negli occhi, poi abbassa lo sguardo verso la scollatura e lo rialza verso di me, le labbra piegate in quel suo sorriso ironico. "Bellissime le tettine della mia best, per carità. Ma fattelo dire... se parliamo di religione, le mie sono decisamente più grosse."

“Ma fammi il piacere!" sbotto, puntandole il dito contro, ormai completamente in balia della tequila. "Sof, sei la mia amica, ti voglio bene, ma sei blasfema! Le tette di Anna sono patrimonio dell'Unesco. Hanno la proporzione aurea, capisci? È geometria pura! Sono in-su-pe-ra-bi-li."

Sof alza gli occhi al cielo, ma le scappa da ridere. Sbatte il bicchiere vuoto sul tavolino basso del privè e si sporge ancora di più in avanti. Il top bianco si tende in modo allarmante. "Ma quale geometria, Giò! Sei obnubilato dagli ormoni e dalla frustrazione. Le mie sono oggettivamente, fisicamente, innegabilmente superiori. Guarda qua!" dice, indicandosi il petto con entrambe le mani. "Che cazzo devo fare, tirartele fuori per fartene rendere conto?"

Il mio sguardo cade, inevitabilmente, proprio lì. La stoffa sottile lascia indovinare la curva pesante e morbida del suo seno, che si solleva a ogni respiro affannoso per la foga della discussione. Deglutisco a fatica. L'alcol mi suggerisce la risposta peggiore. "Beh... potrebbe essere un'argomentazione molto convincente ai fini del dibattito, dottoressa."

Sof fa per ribattere, gli occhi chiari che le brillano di pura malizia, ma lo schermo del suo telefono si illumina sul tavolo. Lo afferra sbuffando. "È Ross," mormora, digitando velocemente. "Dice che stanno sbaraccando, tornano a casa." "Vuoi andare?" chiedo, sentendo un'inspiegabile fitta di delusione. Lei blocca lo schermo e lo lancia nella borsa. "Assolutamente no. Le ho detto di andarsene a fanculo, io resto qua a bere con il mio compagno di sventure."

E così facciamo. Tra uno shot e l'altro, perdiamo totalmente la cognizione del tempo. Quando finalmente barcolliamo fuori dal locale, l'aria della notte è rinfrescata, ma non abbastanza da spegnere i bollori alcolici. Ci dirigiamo verso le panchine, ma non c'è più l'ombra di un'anima. Le due di notte passate, solo bicchieri di plastica abbandonati e silenzio.

"Tutti morti," sentenzia Sof, appoggiandosi a me per non inciampare nei suoi stessi sandali. Il contatto del suo fianco morbido contro il mio mi fa scorrere un brivido lungo la schiena. "Dai, andiamo a piedi. Accompagnami per un pezzo."

Mentre camminiamo nel buio delle strade di provincia, il mio sfogo riparte in automatico. "Il problema non è solo che è bella," biascico, gesticolando. "Il problema è che ha un muro di gomma intorno! Io ci provo, Sof. Ti giuro che ci provo. L'altro giorno in piscina... eravamo seduti sul bordo. Le scivolo vicino. Le metto una mano sulla coscia nuda. Le sfioro quasi l'inguine, guardandola fissa negli occhi, con la voce da seduttore consumato. Sai lei che fa?" Sof ride, appesa al mio braccio. "Cosa?" "Mi dà una pacca sul dorso della mano e mi dice: 'Oddio grazie Giò, mi prudeva proprio lì, maledette zanzare tigre!' Ti rendi conto? Credeva le stessi facendo un favore dermatologico!"

Sof scoppia in una risata fragorosa che rimbomba per la strada vuota. Ride così tanto che deve fermarsi, piegandosi in due, e aggrappandosi alla mia maglietta. "Siete un caso disperato," ansima, asciugandosi una lacrima di mascara. Poi, di colpo, il suo sorriso svanisce. Si raddrizza, sospirando, e il suo tono si fa pesante. "Giò... ti giuro, io voglio scopare."

La schiettezza della frase mi colpisce in pieno viso. "A chi lo dici, cazzo. Sto raschiando il fondo del barile." Lei si morde il labbro inferiore, quel labbro carnoso che fino a un attimo prima mi stava prendendo in giro. Mi guarda, esitando per una frazione di secondo. "Il fatto è che... la situazione è tragica, Giò," confessa, abbassando la voce. "Io... io sono ancora vergine."

Mi blocco in mezzo al marciapiede. La fisso. Lei, con quel piercing, quello sguardo da mangiauomini, quelle forme da farti sbandare in autostrada. "Stai scherzando." "Ti sembro una che scherza su ste cose?" sbuffa, incrociando le braccia sotto il seno, spingendolo ancora più in su. "Faccio tanto la stronza vissuta, ma la verità è che non ho mai trovato quello giusto, e adesso mi ritrovo a sbavare per un coglione che sta con una sciacquetta. Che patetica." "Ehi, ferma," le metto le mani sulle spalle nude, sentendo il calore della sua pelle. "Non sei patetica. Sei un fottuto schianto, Sof. È lui che è cieco. E comunque, io me la sono tolta a gennaio con una mezza matta presa su Tinder, ma ti garantisco che sto messo male quanto te."

Restiamo lì a guardarci nel buio. C'è una strana elettricità nell'aria. Il suo respiro caldo mi sfiora il mento. "Senti," dico d'istinto, sentendo la gola secca. "Ho un bisogno fisiologico di fumare. Roba seria." Sof mi guarda negli occhi, il suo solito mezzo sorriso malizioso che le riaffiora sulle labbra. "Hai da fumare?" "Ho un pezzo di fumo spettacolare. E mio padre è in vacanza. Casa libera." "Allora muoviti, genio."

Venti minuti dopo siamo sprofondati nel divano del mio salotto. Solo la luce gialla dell'abat-jour e la finestra aperta per far girare l'aria. Sof si è tolta i sandali e ha tirato le gambe sul divano, rannicchiandosi verso di me.

Mentre chiudo la canna, la osservo con la coda dell'occhio. Cazzo se è bella. L'eyeliner è leggermente sbavato, il che la rende ancora più sexy, se possibile.

Accendo, faccio un tiro profondo e le passo il joint. Lei lo prende, sfiorandomi le dita. Aspira, chiudendo gli occhi. La brace illumina di rosso il suo viso e le sue labbra carnose. Quando butta fuori il fumo, inclina la testa all'indietro, scoprendo il collo bianco.

"Comunque," mormora lei, con la voce resa roca dal fumo, passandomi di nuovo la canna, "Non per infierire, ma se Anna non ha capito l'approccio in piscina... non lo capirà mai. Devi essere più esplicito." "Più esplicito di così cosa devo fare? Tirare fuori il cazzo e sventolarglielo davanti come una bandiera?" Sof ridacchia, scivolando un po' più vicina a me sui cuscini del divano. La sua coscia preme contro la mia. "Magari non proprio così," sussurra, guardandomi attraverso la nuvola di fumo. "Ma le donne a volte hanno bisogno che tu prenda il controllo. Che tu le faccia sentire... desiderate. Senza troppe parole."

Faccio un altro tiro, passandole la canna. La guardo di sottecchi mentre espira una nuvola densa verso il soffitto. L'erba e la tequila mi stanno rendendo pericolosamente filosofico.

"Senti, Sof," le dico, girandomi a guardarla. "Ma parlando oggettivamente. Fuori dai denti. Io sono il problema? Cioè, metti caso che non fossimo amici... io, in quel senso lì, ti potrei mai piacere?"

Sof trattiene il fumo, mi squadra dall'alto in basso, e poi scoppia a ridere, sputacchiando mezza nuvola. "Giò, ti voglio un bene dell'anima, ma assolutamente no. Non sei il mio tipo per niente. Siamo compatibili zero."

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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