«Sì, così! Siete meravigliosi: chiavatemi, sto per godere! Ancora, muovetevi ancora un po' che vengo, sì, vengo!»
La sentiamo tremare dal piacere e noi due continuiamo a sfregare i nostri membri; nello stesso tempo ci rendiamo conto che i suoi muscoli vaginali si sono allentati a sufficienza per far sì che i nostri membri ora possano muoversi liberamente dentro di lei. Mi sento prossimo all'orgasmo e chiedo ad Enzo a che punto è; mi dice che sta cercando di trattenersi, ma che può venire quando vuole! Cerchiamo di far godere ancora Simona, ma il nostro orgasmo arriva prima del suo.
«Simona, sto sborrando! Simona, eccomi, ti riempio!»
Al mio grido, fa eco quello di Enzo, che anche lui inizia ad eruttare una copiosa sborrata dentro la fica di sua figlia!
«Amore di papà, sto venendo! Gioia mia ti sto sborrando dentro! Eccomi ora, vengo!»
Al mio primo schizzo sento anche la sua ondata di calore che avvolge il mio membro, mentre Simona delira!
«Sì, vi sento! Sento il vostro seme che sta scaldando il mio ventre! Madonna mia, è bellissimo! Ancora! Sborratemi dentro, ancora! Come vorrei non esser protetta dalla pillola in questo momento ed accogliere il vostro seme con la certezza di esser fecondata da voi! Mamma mia, sarà pazzesco quando avverrà! Così, solo a pensarlo, mentre sento per la prima volta che mi state riempiendo la vagina, mi sembra di impazzire.»
Mentre noi siamo quasi sconvolti dalla sensazione che stiamo provando, lei è letteralmente fuori di testa. Il suo viso è una maschera di libidine ed il suo corpo trema scosso da una frenesia erotica che la fa tremare tutta, in maniera incontrollabile! Restiamo per un lungo istante ancora tutti avvinghiati in questo strano groviglio, e poi, sono il primo a sfilarmi e mi siedo di lato, mentre lei, dopo esser scesa da sopra Enzo, si mette tra noi due ed i suoi occhi brillano di gioia, mentre ci abbraccia e bacia, urlando che ci ama.
«Vi amo! Mi avete fatto impazzire! Promettetemi, tutti e due, che, quando sarà il momento, ripeteremo questo gioco fin quando non mi troverò incinta. Voglio un figlio da voi due e mi dovrete venir dentro insieme, contemporaneamente. Non m'importa sapere chi di voi due mi feconderà, perché l'unica cosa importante sarà che, in quel momento, lo avrete fatto insieme! Non riesco a pensare a nulla di più bello, erotico e, nello stesso tempo, assolutamente sconvolgente.»
Guardo Enzo, mi sembra ancora più stupido di me, per esser riuscito a realizzare questa cosa. Lei ci abbraccia, ci bacia e poi ci chiede di andare a casa, perché comincia a esser un po' stanca. Quando mi trovo a sdraiato nel mio letto e ripenso all'emozione che ho provato in quel momento in cui io son venuto dentro Simona insieme a Enzo, mi rendo conto che questa potrebbe esser anche una soluzione per un'altra richiesta che devo soddisfare, quella di Silvia! In fondo potrei chiedere a Marco di far la stessa cosa e così, sarebbe bellissimo se, insieme, riuscissimo a venire dentro mia figlia contemporaneamente. Mi addormento e vengo svegliato la mattina abbastanza presto dal suono del mio cellulare. Quando rispondo, vedo che Alessandra che mi sta cercando.
«Paolo, ma dove sei? Come mai non ti ho trovato questa mattina a dormire in casa mia? Paolo, è successo qualcosa?»
Per un momento sono confuso e non mi rendo conto che sono in casa mia, poi, fortunatamente, prima di rispondere mi viene in mente che le ho mandato un messaggio.
«Ieri sera ti ho mandato un messaggio, dicendo che sarei venuto a casa per una cena importante che avevo con una persona. Era un impegno preso prima di iniziare i lavori a casa tua, quindi non potevo mancare! In ogni caso, ora mi alzo, faccio una doccia e poi mi reco al cantiere.»
Lei resta un attimo in silenzio, poi si scusa con me.
«Accidenti, hai ragione! Purtroppo ricevo tanti messaggi e spesso non perdo tempo a leggerli, quindi non avevo visto il tuo! Scusami se ti ho disturbato, fai tranquillamente, con calma, tanto non c'è nessun problema!»
Passo il resto della giornata al cantiere a studiare le soluzioni che ho programmato e a vederle realizzate da una squadra di operai che devo ammettere, seppur molto variegata in quanto composta da gente dell'est, ragazzi di colore e alcuni connazionali, lavorano tutti in maniera molto precisa ed alacremente. A tenere tutto sotto controllo è quel gigante di Igor, che sembra esser esperto in tutto. Il giovedì pomeriggio, passa a vedere i lavori Alessandra e subito Igor le si avvicina, guardandola dritta negli occhi, chiedendole se è pronta per la sfida che ci sarà il giorno successivo. Vedere i due, una davanti all'altro, è qualcosa di sconvolgente. La mole di Igor è esattamente il doppio di quella di Alessandra. Dentro di me mi chiedo se è ancora convinta che una certa parte del suo corpo possa esser proporzionato alla mole di quel maschio e, di conseguenza, sarà davvero dura, per Alessandra, reggere l'impatto con un simile gigante! Alessandra lo guarda e, con tono beffardo, gli dice che si vedrà domani sera, chi dei due resterà in piedi. Resto sbalordito dalla sua determinazione e, in ogni caso, sono anch'io curioso di vedere come andrà a finire. Il giorno successivo, nel tardo pomeriggio, mentre chiudiamo il cantiere, sia Igor che Leandro mi danno appuntamento presso un ristorante sul lungomare, dove vogliono mangiare qualcosa insieme a me ed Alessandra.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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