La nuora porcella. Vol. IV

Capitolo 7 - Una fantastica soluzione!

Così, tutti e due dentro di me! Vi amo! Vi amo da impazzire: voglio esser la vostra troia!

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pennabianca

9 ore fa

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La guardo e mi metto a ridere, mentre Enzo cerca di capire.
«Scusatemi ma, non per fare l’impiccione, ma potete dirmi di cosa state parlando?»
Simona lo guarda e gli dice che sarà una cosa che riguarderà anche lui, perché dovrà farle lo stesso favore. Io rido e ci scherzo un po' su.
«Simona? Sei diventata davvero una puttanella incredibile? Non solo vuoi il mio, ma anche il suo! Sei sicura che potrai sopportare il dolore nel camminare?»
Ride, poi si gira verso Enzo e gli spiega di cosa stiamo parlando.
«La mattina delle nozze, prima di andare in chiesa, voglio che tu e lui mi sfondiate il culo! Anch'io, come Silvia, voglio sentir bruciare, per tutto il giorno, il mio buchetto e lo voglio tenere ben sigillato con un plug, con tanto di gioiello, che dovrà togliermi Luca nella nostra prima notte!»
Enzo mi guarda stupito ed io mi metto a ridere.
«Accidenti, figlia mia! Ha proprio ragione lui, sei diventata veramente una puttana da non credere! Pensare che starai tutto il giorno con il gioiello nel culo, dopo che io e lui te lo avremo ben allargato e farcito, me lo fa già tirare!»
Arrivati all'agriturismo, la cena si rivela alquanto allegra e divertente e, per tutto il tempo, ci divertiamo entrambi a stuzzicarla, infilandole le mani fra le cosce e, nello stesso tempo, le impediamo di toccare i nostri membri, al che l'eccitazione di lei sale al massimo, cosicché, appena entriamo in camera, si spoglia in un attimo e subito si inginocchia in mezzo a noi, afferra i nostri membri mentre noi cerchiamo di toglierci i vestiti di dosso, lei non resiste alla tentazione di infilarli in gola. Li succhia e li ingoia avidamente. Quasi con frenesia cerca di spingerli entrambi dentro la bocca e, nello stesso tempo, si mostra impaziente di ricevere in bocca la nostra crema.
«Oddio, quanto vi amo! I vostri cazzi mi fanno impazzire! Vi voglio tutti e due! Fatemi impazzire!»
Appena nudi, la solleviamo di peso e la mettiamo distesa sul letto; quando Enzo prova ad entrare fra le sue cosce per mettersi a leccarla, lei lo afferra per i capelli, gli solleva il viso, lo guarda e gli grida che vuole esser chiavata.

«Scopami! Ti voglio dentro, adesso! Prendimi, mettimelo tutto dentro! Ti voglio dentro fin in fondo! Paolo voglio anche il tuo! Mi dovete far impazzire!»
Enzo glielo spinge tutto dentro, l’abbraccia e la mette di lato; così posso sdraiarmi dietro di lei e glielo infilo tutto nel culo.
«Sì, così! Così, tutti e due dentro di me! Vi amo! Vi amo da impazzire: voglio esser la vostra troia! Adoro Luca. Lui è tutta la mia vita, ma tra le vostre braccia mi sento una puttana, cosa che non riesco a esser quando sto con lui! Con lui voglio esser sua moglie, la sua donna, la sua troia e la sua puttana se lui lo vorrà e questo lo sarò solo per lui, mentre invece tra le vostre braccia, mi sento diversa, mi sento una femmina perversa, che adora farsi sbattere da due maschi meravigliosi. I vostri cazzi mi fanno diventare un'altra donna! Una cagna perennemente in calore, che desidera solo essere chiavata in ogni buco e poi, da te, Paolo, anche sfondata nel culo! Spingetevi tutti dentro di me. Affondate i vostri membri nei miei buchi, e infine riempitemeli con le vostre strepitose sborrate!»
Gode in continuazione. Viene così tanto che quasi perde i sensi, da quanto sono intensi gli orgasmi che prova. Respira con il fiato corto e allora io rallento un po' il ritmo, e la stessa cosa fa Enzo. Le diamo un po' di tregua e, d'un tratto, lei ci guarda, si sposta e si mette seduta con le spalle appoggiate alla testiera del letto. Ci guarda, sembra riflettere su una cosa: poi ci rende partecipi della sua idea.
«Mi dovete scopare insieme! Tutti e due insieme davanti!»
Io e lui ci diamo un'occhiata, cercando di capire cosa voglia veramente. Enzo cerca di aver maggiori informazioni.
«Amore, cosa significa? Perché vuoi che te li mettiamo tutti e due davanti? Anche volendo, non credo sia possibile!»
Lei scuote il capo e parla con ancora più determinazione.
«In un film porno, ho visto l'attrice che ne prendeva due davanti, in doppia! Addirittura poi, due maschi le hanno sborrato insieme davanti! Ci dobbiamo allenare a far questo, perché desidero che voi due, insieme, mi ingravidiate. Voglio sentire le vostre sborrate che mi riempiono la vagina insieme, contemporaneamente.»
La guardo stupito. Cerco di realizzare cosa ci sta chiedendo e, guardando Enzo, vedo che lui è ancora più stupito di me. Cerco di farle cambiare idea, ma con pochi risultati.
«Simona, ragiona! Quello che ci chiedi, è impossibile! Ora, non per vantarmi e son sicuro che Enzo la pensi come me, ma hai visto bene le nerchie che abbiamo tra le gambe? Non saremo dei superdotati, ma sicuramente non abbiamo due grissini! Come pretendi che i nostri due cazzi, insieme, riescano a penetrare nella la tua fica? Guarda e rifletti, e vedrai che ho ragione io! Non è possibile!»
Lei non sente ragioni!
«Se quella vacca nel film è riuscita a farlo, allora ci devo riuscire anch'io! Non ho detto che sarà facile, ma ci dobbiamo riuscire! Dai proviamoci!»
Restiamo per un attimo a valutare quale possa esser la soluzione migliore e, dopo alcune prove, ci rendiamo conto che forse le uniche due posizioni che ci permettono di realizzare il suo sogno, sono tener lei distesa sopra uno di noi di spalle, con le gambe alzate o il contrario, con lei che cavalca un maschio e l'altro gli entri dentro da dietro, anziché infilarglielo nel culo. Scartata la prima ipotesi, in quanto ci sembra più difficoltosa, proviamo quest'altra soluzione. Enzo si sdraia, lei lo cavalca ed io mi metto dietro e, per quanto cerchi di farlo entrare, non ci riusciamo.
«Simona, amore, ti rendi conto anche tu che è impossibile!»
Lei, più testarda di un mulo, insiste perché ci dobbiamo riuscire e, allora, d'un tratto, Enzo sfila il suo membro, lo impugna insieme al mio ed appoggia entrambe le cappelle sullo spacco, esortandomi a spingere insieme a lui. All'inizio non sembra che la cosa funzioni, poi, d'improvviso, quasi per magia, ci troviamo più della metà dei nostri membri dentro il corpo di Simona. Lei per un attimo spalanca la bocca, poi spinge il suo corpo indietro e incontro ai nostri membri e prende ad esultare di gioia.
«Oddio, mi sventrate! Non vi fermate! Siete tutti e due dentro: non vi fermate!»
Restiamo immobili, cercando di capire come muoverci e, all'inizio, proviamo a farlo insieme, ma ci rendiamo conto che non è la soluzione migliore; così, dopo alcuni tentativi, prendiamo a muoverci alternandoci, cioè quando entra uno, l'altro esce e viceversa; questo ci permette di pompare la sua fica e di farla impazzire di gioia.

«Sì, così! Siete meravigliosi: chiavatemi, sto per godere! Ancora, muovetevi ancora un po' che vengo, sì, vengo!»
La sentiamo tremare dal piacere e noi due continuiamo a sfregare i nostri membri; nello stesso tempo ci rendiamo conto che i suoi muscoli vaginali si sono allentati a sufficienza per far sì che i nostri membri ora possano muoversi liberamente dentro di lei. Mi sento prossimo all'orgasmo e chiedo ad Enzo a che punto è; mi dice che sta cercando di trattenersi, ma che può venire quando vuole! Cerchiamo di far godere ancora Simona, ma il nostro orgasmo arriva prima del suo.
«Simona, sto sborrando! Simona, eccomi, ti riempio!»
Al mio grido, fa eco quello di Enzo, che anche lui inizia ad eruttare una copiosa sborrata dentro la fica di sua figlia!
«Amore di papà, sto venendo! Gioia mia ti sto sborrando dentro! Eccomi ora, vengo!»
Al mio primo schizzo sento anche la sua ondata di calore che avvolge il mio membro, mentre Simona delira!
«Sì, vi sento! Sento il vostro seme che sta scaldando il mio ventre! Madonna mia, è bellissimo! Ancora! Sborratemi dentro, ancora! Come vorrei non esser protetta dalla pillola in questo momento ed accogliere il vostro seme con la certezza di esser fecondata da voi! Mamma mia, sarà pazzesco quando avverrà! Così, solo a pensarlo, mentre sento per la prima volta che mi state riempiendo la vagina, mi sembra di impazzire.»
Mentre noi siamo quasi sconvolti dalla sensazione che stiamo provando, lei è letteralmente fuori di testa. Il suo viso è una maschera di libidine ed il suo corpo trema scosso da una frenesia erotica che la fa tremare tutta, in maniera incontrollabile! Restiamo per un lungo istante ancora tutti avvinghiati in questo strano groviglio, e poi, sono il primo a sfilarmi e mi siedo di lato, mentre lei, dopo esser scesa da sopra Enzo, si mette tra noi due ed i suoi occhi brillano di gioia, mentre ci abbraccia e bacia, urlando che ci ama.
«Vi amo! Mi avete fatto impazzire! Promettetemi, tutti e due, che, quando sarà il momento, ripeteremo questo gioco fin quando non mi troverò incinta. Voglio un figlio da voi due e mi dovrete venir dentro insieme, contemporaneamente. Non m'importa sapere chi di voi due mi feconderà, perché l'unica cosa importante sarà che, in quel momento, lo avrete fatto insieme! Non riesco a pensare a nulla di più bello, erotico e, nello stesso tempo, assolutamente sconvolgente.»
Guardo Enzo, mi sembra ancora più stupido di me, per esser riuscito a realizzare questa cosa. Lei ci abbraccia, ci bacia e poi ci chiede di andare a casa, perché comincia a esser un po' stanca. Quando mi trovo a sdraiato nel mio letto e ripenso all'emozione che ho provato in quel momento in cui io son venuto dentro Simona insieme a Enzo, mi rendo conto che questa potrebbe esser anche una soluzione per un'altra richiesta che devo soddisfare, quella di Silvia! In fondo potrei chiedere a Marco di far la stessa cosa e così, sarebbe bellissimo se, insieme, riuscissimo a venire dentro mia figlia contemporaneamente. Mi addormento e vengo svegliato la mattina abbastanza presto dal suono del mio cellulare. Quando rispondo, vedo che Alessandra che mi sta cercando.
«Paolo, ma dove sei? Come mai non ti ho trovato questa mattina a dormire in casa mia? Paolo, è successo qualcosa?»
Per un momento sono confuso e non mi rendo conto che sono in casa mia, poi, fortunatamente, prima di rispondere mi viene in mente che le ho mandato un messaggio.
«Ieri sera ti ho mandato un messaggio, dicendo che sarei venuto a casa per una cena importante che avevo con una persona. Era un impegno preso prima di iniziare i lavori a casa tua, quindi non potevo mancare! In ogni caso, ora mi alzo, faccio una doccia e poi mi reco al cantiere.»
Lei resta un attimo in silenzio, poi si scusa con me.
«Accidenti, hai ragione! Purtroppo ricevo tanti messaggi e spesso non perdo tempo a leggerli, quindi non avevo visto il tuo! Scusami se ti ho disturbato, fai tranquillamente, con calma, tanto non c'è nessun problema!»
Passo il resto della giornata al cantiere a studiare le soluzioni che ho programmato e a vederle realizzate da una squadra di operai che devo ammettere, seppur molto variegata in quanto composta da gente dell'est, ragazzi di colore e alcuni connazionali, lavorano tutti in maniera molto precisa ed alacremente. A tenere tutto sotto controllo è quel gigante di Igor, che sembra esser esperto in tutto. Il giovedì pomeriggio, passa a vedere i lavori Alessandra e subito Igor le si avvicina, guardandola dritta negli occhi, chiedendole se è pronta per la sfida che ci sarà il giorno successivo. Vedere i due, una davanti all'altro, è qualcosa di sconvolgente. La mole di Igor è esattamente il doppio di quella di Alessandra. Dentro di me mi chiedo se è ancora convinta che una certa parte del suo corpo possa esser proporzionato alla mole di quel maschio e, di conseguenza, sarà davvero dura, per Alessandra, reggere l'impatto con un simile gigante! Alessandra lo guarda e, con tono beffardo, gli dice che si vedrà domani sera, chi dei due resterà in piedi. Resto sbalordito dalla sua determinazione e, in ogni caso, sono anch'io curioso di vedere come andrà a finire. Il giorno successivo, nel tardo pomeriggio, mentre chiudiamo il cantiere, sia Igor che Leandro mi danno appuntamento presso un ristorante sul lungomare, dove vogliono mangiare qualcosa insieme a me ed Alessandra.

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