Capitolo 1 - Vecchi e nuovi progetti.
Sentire i miei capezzoli fra le tue dita, mi procura una strana sensazione che mi toglie il fiato.
10 ore fa
La stringo forte alle mie braccia e Antonella si solleva ancora sopra di me e, restando ancora impalata sul mio membro, comincia a oscillare ancora avanti e indietro e, ben presto, raggiunge un altro orgasmo.
«Paolo è bellissimo! Paolo vengo! Paolo! Mi fai godere ancora!»
Il suo corpo trema, mentre le mie mani giocano coi suoi seni e stringo tra le dita i suoi capezzoli, che sento duri. Questa stimolazione la fa impazzire ancor di più. Solleva entrambe le mani e blocca le mie.
«Fermati mi stai facendo impazzire! Sentire i miei capezzoli fra le tue dita, mi procura una strana sensazione che mi toglie il fiato! Solo quando scopavo con mio padre, quando lui afferrava i miei seni, mi procurava questa stessa identica sensazione! Ti sembrerà strano, ma, con Andrea, non succede la stessa cosa.»
Si china di nuovo su di me e mi bacia. L'abbraccio, la spingo di lato e lei solleva una gamba oltre il mio corpo, mentre io inizio a pomparla molto lentamente, con spinte profonde e, d'un tratto, lei solleva il capo e mi supplica di venire.
«Vieni, ti prego! Voglio sentire il tuo piacere che scalda il mio ventre!»
Aumento un po' il mio movimento e, quando sento che è prossima ad un nuovo orgasmo, la sbatto ancora più forte e poi vengo dentro di lei, che mi tiene stretto e, con la gamba, mi blocca per non farmi uscire. Resta in silenzio e poi, quando sente che il mio membro ormai ha perso consistenza ed è scivolato fuori dal suo corpo, solleva lo sguardo ed i suoi occhi brillano di contentezza.
«È stato esattamente come me lo ero immaginato. Ne ho parlato tante volte con mio marito e, ti assicuro, che gli sarebbe piaciuto esser qui in questo momento. Ha ammirato anche molto il corpo di tua figlia e anche lui è convinto che lei sia innamorata di te e questo ti ha fatto diventare, per noi due, una persona speciale, considerando il nostro passato ed il modo con cui abbiamo procreato nostra figlia. Credimi, lui non è affatto pentito di quello che abbiamo fatto e, con nostra figlia, ha un'intesa molto speciale!»
La guardo e sorrido.
«Un'intesa molto speciale? Ma speciale davvero?»
Antonella sorride, poi scuote il capo.
«Paolo sei un porco! Hai capito benissimo a quale tipo di intesa mi riferisco. È stata un po' una cosa voluta, quasi a ripagare mio marito del fatto che nostra figlia era stata concepita con un altro uomo. Mi ero accorta da tempo che lei lo spiava e anche lui se ne era accorto, ma, per non ferirmi, aveva sempre cercato di rifiutare le sue avance. Sono stata io che, un giorno, l'ho presa e, dopo aver fatto un bel discorso con lei sull'amore che si prova per il proprio padre, le ho chiesto se le fosse piaciuto star tra le braccia di suo padre. All'inizio mi ha guardato sconvolta, poi, quando l'ho abbracciata e le ho detto che andava tutto bene, che non ero gelosa del fatto che lei potesse desiderare suo padre, allora si è un po' rilassata e, insieme, ci siamo sdraiate nude accanto a lui e, con molta dolcezza, lui l'ha fatta diventar donna, davanti ai miei occhi. Ti assicuro che ho provato un'emozione fortissima, quando Alessandra ha avuto il primo orgasmo, mentre veniva posseduta da suo padre! Ci siamo baciati ed abbracciati tutti e tre e, per lui, è stato un momento veramente speciale. Anche per Alessandra è stato speciale e mi sarei aspettata che lo avesse ripetuto ancora, tante volte, invece è una cosa che ripete solo occasionalmente, quando siamo tutti e tre insieme ed abbiamo voglia di goderci un momento intimo tra di noi. Non ho mai capito il motivo per cui si comporta così, ma se a lei sta bene così, io sono felice. Quando ti ha visto al notiziario, durante l'inaugurazione, ha detto che eri un bell'uomo e lo ha detto con un tono di voce un po' particolare, quasi a voler sperare di conoscerti più a fondo. Ristruttura questo posto come vuole lei. Non pensare ai ricordi che io ho qui dentro, perché li custodisco nel mio cuore: voglio che mia figlia si crei un posto dove poter avere a sua volta dei bellissimi ricordi.»
Mi sfilo e mi metto di lato. Restiamo alcuni minuti in silenzio e lei resta con la testa appoggiata al mio corpo. Le sue mani mi accarezzano e poi, lentamente, la sua mano scende ed accarezza il mio membro, ancora imbrattato del mio e del suo piacere. Lo stringe, lo sega lentamente, poi scivola ancor più in basso e la sua calda bocca se ne impossessa. Lo infila tutto in gola e rimane immobile, mentre sento il mio membro che comincia a crescere ed a tornare duro. Lei muove la lingua con estrema perizia mentre lo tiene in bocca, sembra quasi volerla arrotolare al mio membro. Poi se lo sfila e succhia velocemente la cappella, per poi ingoiarlo fin giù, di nuovo a leccare l'asta, fino alle palle
«Paolo il tuo cazzone mi fa sognare! Quello di mio padre era uguale, identico al tuo! Mi piaceva stare delle ore a tenerlo in bocca! Lui adorava sentire la mia bocca sul suo membro, e per lui era una immensa soddisfazione quando, alla fine, mi regalava la sua crema, che ingoiavo con golosità.»
Continua ancora per un poco, poi suona il cellulare; lei interrompe il nostro gioco, prende in mano il telefono e vede che è sua figlia Alessandra.
«Ciao, mamma, siete già tornati a casa?»
Lei resta un attimo in silenzio, poi le spiega che siamo ancora al casale, perché voleva sottoporre una sua idea alla mia attenzione.
«La mia amica mi ha richiamato e mi ha detto di aver risolto il problema con bimbo, quindi, a questo punto, pensavo di completare il mio turno fino alle 22:00 e, se voi due eravate ancora in zona, di tornare con voi.»
Antonella mi guarda, io allargo le braccia e le dico che per me non ci son problemi se dobbiamo aspettare che lei finisca il turno. Finita la telefonata con sua figlia, lei mi guarda e, con un sorrisetto malizioso, chiama suo marito. Mette il telefono in vivavoce.
«Ciao, amore, qui abbiamo avuto un leggero contrattempo con Alessandra, ma ora sembra tutto risolto, solo che dovremmo aspettare che lei finisca il suo turno di lavoro alle 22,00, quindi, credo che per questa sera converrà che restiamo ancora qui, in zona.»
Lui risponde che non ci son problemi; che con Silvia stanno facendo un lavoro veramente eccellente. Non sapendo di esser in vivavoce parla liberamente con Antonella.
«Questa ragazza è veramente spettacolare! Ha una competenza professionale veramente stupefacente! È informata su leggi e varianti di cui nemmeno conoscevo l'esistenza. Non solo sta facendo un ottimo lavoro, ma lo sta facendo in maniera tale che chiunque consulterà i registri, non avrà nulla da eccepire! Tu sai quanto è importante nel tuo campo esser al di sopra di ogni sospetto. Inoltre è una donna eccezionale. Come sai abbiamo fantasticato tante volte anche su di lei e, averla al fianco per l'intera giornata, ti assicuro, amore mio, che me lo fa venir duro quasi da far male. Avendo del tempo libero, tu sei riuscita almeno in parte a realizzare quella nostra ricorrente fantasia?»
Alessandra mi guarda, sorride e gli risponde.
«Amore mio, non in parte, ma in maniera completa ed anche più che soddisfacente! È un maschio stupendo, che mi ha saputo portare ad un'alta vetta del piacere e, soprattutto, me lo ha fatto rivivere qui nel letto di questa casa, che tu conosci benissimo! In questo momento ti sta ascoltando, perché mi son confidata con lui, in quanto lo ritengo una persona degna di fiducia!»
Per un attimo regna il silenzio dall'altro lato, poi Andrea si rivolge a me.
«Ciao, Paolo, grazie per tutto quello che hai fatto per mia moglie! Ho solo il rammarico di non essere stato presente, ma, in ogni caso, sono immensamente felice che lei abbia trovato il piacere tra le tue braccia. Come ti avrà detto, era molto tempo che desiderava fare una cosa del genere, quindi se lei è riuscita a realizzare almeno in parte questa cosa, tutto ciò mi rende immensamente felice!»
Per un attimo resto in silenzio, cercando le parole giuste per rispondergli.
«Andrea, credimi, è stato un onore anche per me averla tra le braccia. Considerando molte cose, capisco quanto sarebbe stato per te molto più bello esser qui, ma ti assicuro che ho cercato di far del mio meglio.»
Mentre lui mi ascolta, vedo suonare il mio cellulare e mi rendo conto che è Silvia, mia figlia. Rispondo e, nello stesso istante che lo faccio, Antonella toglie il vivavoce al suo cellulare, mentre io lo metto al mio.
«Ciao, papà! Lavorare con Andrea è veramente piacevole, perché è una persona colta e preparata, anche se non conosce i dettagli delle leggi fiscali come me; in ogni caso, è una persona molto scrupolosa e questo mi piace molto. In questo momento è al telefono con Antonella e sono convinta, da come lo vedo sorridere, che sicuramente tu hai fatto un buon lavoro con lei! Son sicura che, se non è finita tra le tue braccia, non potrà resistere ancora per molto! Ho la netta sensazione che tra loro due vi sia una complicità tale da portarli di sicuro ad interagire liberamente con altre persone, in maniera discreta, ma certamente con una complicità non da poco. Non pensar male di me, non sono gelosa se lei finisce tra le tue braccia, l'unica cosa è che, tutto sommato, mi sarebbe piaciuto esser presente come credo sarebbe piaciuto anche a lui vedervi, mentre tu la chiavavi alla grande.»
Sorrido e le rispondo che, a causa di un contrattempo, saremo costretti a rimanere da queste parti e, quindi, non è escluso che la cosa possa finire esattamente come pensa lei. Chiudo la comunicazione e, nello stesso istante, anche Antonella termina la telefonata con Andrea. Restiamo a guardarci per un attimo e, anziché ricominciare il nostro gioco, le chiedo se è il caso di telefonare ad Alessandra per sapere se vuole cenare insieme a noi. Antonella la chiama subito e lei la informa che una sua collega ha portato un piccolo rinfresco per festeggiare il suo compleanno e quindi noi possiamo andare tranquillamente a cena, senza aspettare lei. A quel punto Antonella, le chiede se può passare in ospedale a prendere le chiavi del suo appartamento per potersi dare una rinfrescata. Naturalmente la figlia si dice subito disponibile e, dopo una ventina di minuti, siamo davanti all'ospedale, dove lei ci dà le chiavi del piccolo appartamento al porto. Una volta dentro, Antonella si spoglia nuda ed entra nella doccia, ma, prima di entrare, si gira e mi guarda in maniera alquanto invitante. Mi spoglio nudo anch'io ed entro con lei; subito le nostre mani cominciano ad esplorare i nostri corpi e il mio sesso ritorna ad esser ben duro.
«Sei proprio un maschio fantastico! Mi stai regalando sensazioni bellissime! Quasi sono tentata dal proporti di mangiare una semplice pizza qui, e restare insieme, sdraiati nudi, perché è una sensazione bellissima quella che provo, mentre sono tra le tue braccia.»
Le dico che per me non ci sono problemi, lei mi bacia e sento il mio sesso che si gonfia, lei lo impugna e prende a segarlo lentamente. Poi si abbassa, lo prende in bocca e comincia a spompinarmi, assaporando dolcemente il piacere che le regala la mia verga mentre scivola giù lungo la sua gola. Lei lo ingoia e mugola di piacere.
«Tenere il tuo cazzo in bocca, mi fa impazzire! Sentirlo pulsare nella mia bocca è una sensazione indescrivibile! Paolo, oggi, mi hai regalato delle meravigliose sensazioni, che non provavo da tempo! Con Andrea son felice, è un uomo stupendo e son molto fiera di lui, il nostro è un bellissimo rapporto e quello che ha con nostra figlia ancor più; ma con te, oggi, è stato come fare un tuffo nel passato!
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