La nuora porcella. Vol. IV

Capitolo 2 - Nuovi giochi e nuove femmine.

Anche lei è oggetto delle attenzioni di Andrea, che non si fa scrupolo di corteggiarla davanti a Marco.

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pennabianca

10 ore fa

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Con mio padre passavamo lunghi momenti insieme, durante i quali io tenevo il suo membro in bocca, lo succhiavo lentamente, fin quando lui, alla fine, stremato dal piacere, mi bloccava la testa con le mani e mi scopava velocemente la bocca, fino a riempirmi del suo piacere.»
Dopo esserci abbondantemente rinfrescati, usciamo dalla doccia e, avvolti in dei semplici teli di spugna, ci mettiamo sdraiati sul letto matrimoniale; io mi do da fare su di lei per porre in essere uno splendido 69. Indugio a lungo fra le pieghe della sua ostrica, che secerne nettare prelibato in continuazione. Alla fine lei è stremata dal piacere, dopo aver ripetutamente goduto un orgasmo dopo l'altro.
«Sono sfinita! Non ricordavo più i tempi in cui godevo così tanto e a lungo; adesso, ti prego, vieni anche tu!»
Mi rigiro, le prendo la testa con entrambe le mani e, dopo aver messo la punta del mio membro fare le sue labbra, la guardo negli occhi, vedo che brillano di felicità, e comincio a scoparle la bocca sempre più velocemente. Lei serra le labbra, asseconda il mio movimento e, ben presto, le riverso in gola una copiosa sborrata costituita da quattro generosi schizzi, che lei ingoia senza perderne una sola goccia. Succhia e munge il mio membro lasciandolo perfettamente pulito e poi, quando si stacca da me, solleva lo sguardo, vede i miei occhi che sorridono, mentre i suoi brillano di felicità; si allunga su di me e la sua bocca si unisce alla mia, in un bacio carico di profonda passione.
«Grazie! Anche in questo caso mi hai permesso di rivivere questa emozione bellissima, nella quale impazzivo di piacere nel sentirmi usata e scopata in bocca.»
Guardo l'orologio e le faccio una proposta.
«Visto che siamo qui a due passi dal ristorante dove abbiamo pranzato, che ne dici di scender giù e, anziché mangiare una semplice pizza, non prendiamo qualcosa di più sfizioso, magari a base di pesce?»

Lei sorride e, in pochi minuti, siamo davanti al piccolo ristorante e, una volta dentro, la proprietaria ci sistema comodi ad un tavolo; quando le diciamo che vorremmo mangiare qualcosa di sfizioso, lei ci propone qualcosa di molto interessante: una splendida impepata di cozze! Naturalmente accettiamo e lei, poco dopo, ci reca un enorme vassoio con circa 3 kg di cozze, perfettamente cotte. Iniziamo tra noi due uno strano gioco, dove io apro un mollusco e lo offro lei e lei ne apre un altro e lo offre a me; sembriamo davvero una coppia innamorata! Gustata per bene ogni cosa, perfettamente annaffiata da un vinello frizzante che ci mette anche allegria, ci rechiamo alla macchina, perché è quasi ora di andar a riprendere Alessandra. Poco dopo siamo nel parcheggio dell'ospedale, in attesa che lei esca. Mentre la stiamo aspettando, mi giunge una chiamata di Silvia, che mi dice che Andrea l'ha invitata a cena. Anche in questo caso uso il vivavoce e Antonella, in silenzio, ascolta quello che mi dice mia figlia.
«È un uomo molto interessante, dalla parlata molto suadente e anche molto convincente. Mi sta facendo una velata corte e, per tutto il giorno, mi ha fatto capire che non gli dispiacerebbe scivolare fra le mie cosce. Ne ho parlato con Marco e lui mi ha risposto che si sarebbe sentito più che fiero se, questa sera, tornassi a casa ben farcita del seme di un altro maschio!»
Le rispondo che il lavoro di Andrea è quello di esser convincente a parole, essendo lui un avvocato e, per quanto concerne il fatto di andarci a letto, ormai è abbastanza grande per prender le sue decisioni; così lei, dopo essere rimasta un attimo in silenzio mi risponde che la cosa la intriga molto, ma, per questa sera preferisce lasciarlo a bocca asciutta, perché non vuole cedere troppo facilmente.
«Fin quando continuerà a desiderare il mio corpo, il piacere che ne verrà dopo sarà sicuramente maggiore!»
Vedo brillare gli occhi di Antonella, nel sentire la risposta di Silvia e, una volta chiusa la comunicazione, ride soddisfatta.

«Che femmina incredibile tua figlia! Quel gran porco di mio marito, non perde mai l'occasione di provarci con tutte! Sapere che tua figlia questa sera gli darà il due di picche, non immagini quanto mi fa piacere! Non pensar male, sono contenta che lui abbia le sue storie, ma se, ogni tanto, ne trova una che gli tiene testa, la cosa non può che farmi estremamente piacere, anche perché, quando rientrerò nel letto, lui vorrà sfogare tutta la sua libidine su di me! Paolo, non ci crederai, ma tua figlia mi ha appena regalato una notte di sesso con mio marito eccitato come un toro scatenato!»
Non replico, perché in quel momento vediamo uscire Alessandra e, una volta salita in auto con noi, Antonella le dice che possiamo anche dormire qui e non farci tutto la strada di notte e, allora, prendiamo la via di casa sua; mi indica dove è più comodo parcheggiare. Lasciamo la macchina in un altro parcheggio, lì vicino e, percorsa una lunga scalinata, ci ritroviamo praticamente sopra casa sua e questo semplifica molto, perché non si deve passare per i veicoli bui che avevamo percorso la volta precedente. Giunti in casa, continuiamo a parlare del progetto. Traccio su un foglio di carta più o meno tutte le modifiche che voglio apportare e subito è chiaro che non voglio stravolgere l'aspetto attuale della casa, ma, spostando dei muri divisori, ottengo un miglior utilizzo degli spazi interni. Alessandra ci stupisce dicendo che si è fatta dare il nominativo da una sua collega di un bravo restauratore, perché vuole mantenere tutto il mobilio che c'è all'interno della casa, essendo fatto in legno di noce massello e, pertanto, necessita solo di un completo restauro che questa persona è capace di fare. Aggiunge anche che farà restaurare il letto che, essendo in ferro battuto, è veramente un pezzo unico! Poi lei ci saluta, dicendo che va a dormire nella cameretta, lasciando a noi due il letto matrimoniale. Antonella prova ad obiettare, ma sua figlia, sorridendo, dimostra di avere una mentalità molto aperta.
«Mamma, lascia stare! Se non fossi così stanca, ci dormirei volentieri io con un bel maschio come lui, ma son convinta che, per questa volta, è meglio che passi la notte insieme a te.»

Ci lancia un bacio e se ne va. Noi due ci ritroviamo nella camera matrimoniale e, nudi, sdraiati l'uno accanto all'altro, con Antonella che appoggia la sua testa sulla mia spalla sinistra, mentre mi accarezza il petto con la mano nella mano, mi esterna la sua contentezza in ordine al fatto che la figlia non voglia cambiare i mobili.
«Son felice che Alessandra voglia lasciare il mobilio che c'è facendolo semplicemente restaurare, perché son tutte cose che hanno comprato sia i miei nonni che i genitori e, oltre che esser belli, conservano un alto valore effettivo. Ti ringrazio anche perché, con piccole modifiche che apporterai, in qualche modo la casa non risulterà stravolta nel suo impianto originario.»
Mi bacia, poi si abbassa e prende il mio membro in bocca; lo succhia con calma, godendosi il piacere che ne prova a sentirlo crescere in bocca. Mi rigiro ed infilo la mia testa fra le sue cosce; iniziamo uno splendido 69 che, ben presto, la porta a godere. Sente che il mio membro è diventato grosso e duro nella sua bocca, allora si gira, sale su di me e se lo infila tutto dentro. Si muove lentamente. Sollevo le mani ed afferro i suoi seni, torturando i capezzoli; lei gode lentamente, gustando a lungo il piacere di questa cavalcata.
«Paolo, mi fai morire! Paolo, è stupendo sentirti dentro di me! Continua, ti prego! Continua, perché sentire le tue mani sui miei capezzoli, mi fa impazzire!»
Gode un orgasmo lungo e lento che assapora tutto fino in fondo. Poi, stremata, si distende sul mio corpo, mi bacia e mi chiede di venire.
«È stato molto intenso e meraviglioso, ma ora voglio sentire il tuo seme che scalda il mio ventre.»
L'abbraccio, la giro e la sistemo sotto di me; inizio a pomparla con un ritmo lento, ma profondo. Esco quasi completamente dal suo corpo, per poi affondar di nuovo dentro di lei lentamente, facendole assaporare per bene la verga che le scivola dentro fin in fondo. È un gioco lento, ma costante, che, alla fine, la conduce ad un nuovo orgasmo. Solleva le gambe e le annoda dietro di me, mentre mi abbraccia con forza e mi chiede di irrorare il suo utero.

«Paolo, vieni! Vieni, che desidero sentire il tuo calore che scalda il mio ventre! Sei fantastico! Tu hai un modo di chiavarmi spiaccicato a quello che aveva mio padre! È questo che mi sconvolge nel far sesso con te! Sembri la copia esatta di lui! Vieni, ti prego, vieni, che voglio sentir la tua sbroda che mi riempie!»
Prendo a muovermi più velocemente e, d'un tratto, mentre la sento vibrare ancora, mi svuoto completamente dentro di lei. Serra le gambe con forza dietro di me e mi impedisce ogni movimento onde poter percepire il calore del mio seme che le riempie la vagina.
«Bellissimo! Bellissimo sentire la tua sborrata che mi scalda! Paolo, mi fai venire ancora!»
Restiamo abbracciati a lungo e ci lasciamo cogliere dal sonno. Il giorno successivo ce ne andiamo, facciamo colazione in un bar e poi, una volta raggiunta la loro abitazione, prendo la mia auto e torno a casa. Nel pomeriggio sento mia figlia che mi dice che ha trascorso una bella serata insieme ad Andrea, che l'ha lusingata corteggiandola quasi spudoratamente, ma, comunque, sempre con classe ed infinita educazione. Alla fine ha notato la delusione negli occhi di lui, quando si è reso conto che lei non gli avrebbe concesso nulla, ma, in ogni caso, ha capito che Silvia gli ha lasciato una speranza e questo, in ogni caso, l'ha fatto sentir veramente orgoglioso. Da quel giorno, passano diverse settimane, durante le quali io sono immerso nel lavoro. Completo Il progetto e contatto alcune ditte della zona per la ristrutturazione, ma sono quasi tutti impegnati in grossi lavori. Uno dei costruttori, mi suggerisce il nome di una ditta più piccola, cui lui spesso affida dei subappalti e mi assicura che sono persone molto precise e veloci. Li contatto, prendo appuntamento per il sabato successivo per un sopralluogo per verificare la fattibilità del progetto. Contatto Alessandra, che mi dice che il sabato mattina smonta dal turno di notte, quindi avrà la giornata libera; così prendo appuntamento con lei ed una ditta per vedere se e quando iniziare i lavori. Dopo aver parlato con lei, ricevo una telefonata da Antonella, che mi invita a cena per il giovedì sera.

«Mi farebbe molto piacere averti a cena da noi, perché Andrea e Silvia hanno completato tutto il lavoro necessario in ordine al discorso fiscale e, per ringraziarla, l'ha invitata a cena insieme a Marco, suo marito. Ho invitato anche lui perché alcuni esponenti del partito vorrebbero che lui entrasse in politica ed io voglio capire se il ragazzo è disposto a fare questo passo così importante.»
Accetto volentieri. La sera del giovedì, mi presento a casa sua e scopro che c'è anche Alessandra, che ha ricevuto il progetto delle modifiche più da apportare a casa sua e così, durante la cena, ne parliamo dettagliatamente. Silvia mi ascolta in silenzio, osserva tutto quello che accade e, soprattutto, il fatto che, sia Alessandra che Antonella, pendono dalle mie labbra per quanto concerne i lavori da eseguire in quella proprietà. Anche lei è oggetto delle attenzioni di Andrea, che non si fa scrupolo di corteggiarla davanti a Marco. Mio genero si dice assolutamente contrario a voler entrare in politica e questo, in un certo senso, mi fa molto piacere. Poi mi metto d'accordo con Alessandra per il sabato successivo.
«Se questa ditta accetta di fare i lavori, come spero, direi che potremmo iniziare la settimana prossima, cioè agli inizi di giugno e così, al massimo, entro la fine di settembre, potresti già andare ad abitare in quella proprietà.»
Lei si dice entusiasta di questa prospettiva e mi invita ad iniziare a trasferire le mie cose a casa sua, in quanto mi ha liberato completamente l'armadio della cameretta dove posso riporre le mie cose per poter passare tre o quattro mesi in quella casa, onde seguire da vicino l'andamento dei lavori.

 

 

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