La nuora porcella. Vol. IV

Capitolo 4 - Una femmina decisa.

Io vorrei farle capire che son disposta a fare qualunque cosa.

P
pennabianca

10 ore fa

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Nemmeno con mio padre riesco a godere con la stessa intensità con cui godo con te! Con te è diverso, con te sono una troia, una puttana, la tua puttana! Non avverto questa sensazione con nessun altro, la provo solo con te! Come ti ho detto, adoro Luca, lo amo più della mia vita, eppure, quando tu mi scopi, mi fai sentire completamente diversa! Quella sera, quando mi hai rotto il culo in quel modo duro e implacabile, in quel momento, anche se in quell'attimo non me ne rendevo conto, mi son legata indissolubilmente a te! Forse era il destino che ci ha fatto rincontrare, ma, soprattutto, è evidente il fatto che, se ci ha fatto rincontrare, significa che io sarò per sempre tua! Luca, amore mio, non esser geloso per questo, perché sai benissimo che i miei sentimenti per te non sono in discussione: ciò che provo per quest'uomo è qualcosa che rasenta la follia!"
Nel frattempo si è spogliato nudo anche Luca, giro lo sguardo e lo vedo con gli occhi lucidi, così gli faccio cenno di avvicinarsi e, insieme, abbracciamo Simona che è ancora sdraiata sopra di me. Lui è emozionato e felice che, finalmente, la sua donna ha ritrovato la persona che pensava di aver perduto.
«Grazie, papà! Grazie di esser tornato a scopare la mia donna! Pensavo che non avrei più avuto la gioia di vederla godere con te e, invece, ora che la vedo sfinita per il tanto piacere che ha provato sul tuo cazzo, mi rende immensamente felice e non vedo l'ora che ufficialmente diventi mia moglie. Grazie per non averci abbandonato. Siamo consapevoli che sei una persona speciale che tutti vorrebbero avere accanto e anche del fatto che l'immenso dolore che hai provato per la perdita della mamma, ti ha costretto a difenderti in qualche modo, ma, credimi papà: qui tra noi, tu sei sempre il benvenuto e, qualora la tristezza dovesse aver il sopravvento, tieni presente che, se io e Simona possiamo, in qualche modo, fugarla, ci troverai sempre a tua completa disposizione. Papà, ti voglio tanto bene! Sei la persona che ammiro di più al mondo, e, come ha detto Enzo, suo padre, quando sarà il momento che lei deciderà di aver un figlio, spero che anche tu offrirai il tuo contributo, affinché lei resti incinta di voi due!»
Restiamo per un po' ancora abbracciati, poi lui si solleva e allora io lo esorto ad aiutarmi a far godere ancora Simona.
«Dai, Luca, è ora che la facciamo impazzire!»
Lui si alza in piedi e le offre il suo membro da succhiare, cosa che lei fa con avidità. Poi, dopo aver cambiamo posizione, lei si sistema in modo da offrirmi il culo.
«Dai, Paolo, sfondami il culetto! Sai bene che il tuo cazzone lo voglio sentir duro e forte, mentre me lo apre tutto! Adoro sentir il dolore che mi provoca la tua introduzione dura e violenta.»
Si inginocchia ed io la prendo da dietro per i fianchi; con due spinte vigorose, entro tutto dentro, facendola urlare di dolore/piacere nello stesso tempo. Glielo sbatto dentro con vigore e, ad ogni colpo, lei urla che devo farle ancora più male.
«Più forte, Paolo! Fammi male! Me lo devi aprire del tutto!»
La sbatto con colpi tremendi e, d'un tratto, sento il piacere che sta per arrivare; se ne accorge anche lei, si gira e mi chiede di riempirle completamente il culo.
«Dai, donami una copiosa sborrata nel culo! Dai, Paolo, riempimelo tutto! Paolo, sborrami nel culo! Amore, guardami, sto per godere nel sentire Paolo che mi sborra nel culo. Io... vengo! Paolo, sto venendo! Ti prego, fammi sentire la tua sborra nel culo!»
Le scarico dentro una buona, cospicua sborrata.
«Simona, sto venendo. Lo senti come ti sto inondando il culo! Luca, guarda, come sto riempiendo il culo della tua donna! Eccomi, vengo»
Lei trema nel sentire l'ondata di piacere che le riverso dentro e succhia con maggior forza il cazzo di mio figlio che, anche lui le riversa in bocca la sua sbroda. Sfiniti restiamo distesi sul letto. Simona ci abbraccia tutti e due ed ora i suoi occhi piangono di gioia.
«Vi amo, pazzi amori miei! Vi amo tutti e due da impazzire! Ti prego, Paolo, non abbandonarci mai! Noi due siamo persi se non possiamo contare su di te!»

Li stringo a me e prometto loro che cercherò di esser quanto più possibile presente e, se anche passerò qualche tempo lontano dalla città, loro potranno sempre contare su di me. Quando rientro in casa, mi sento molto più sereno: son felice di aver ritrovato l'armonia con mio figlio e la mia futura nuora. Sabato mattina mi sveglio presto, prendo l'auto e raggiungo la proprietà di Antonella, dove ho appuntamento con Leandro, il titolare della ditta che fa le ristrutturazioni. Mi ha dato appuntamento presso il distributore che c'è prima del bivio che porta alla proprietà e, quando arrivo, mi offre un caffè, mentre aspettiamo l'arrivo di Alessandra. Durante l'attesa, gli illustro un po' quali sono i lavori da eseguire e lui sembra abbastanza propenso. Ad un tratto, vedo arrivare Alessandra e, sia io che lui, restiamo piacevolmente sorpresi nel vedere che questa splendida ragazza indossa una minigonna, che mette bene in evidenza le sue splendide cosce e, soprattutto che fascia il suo culetto in maniera tale da farlo risultare di un tondo perfetto. Sopra, indossa una t-shirt con profondo scolla a V, sotto cui si intravedono i suoi splendidi seni, con i capezzoli già ben in evidenza. Indossa dei sandali con il tacco alto, che rendono il suo incedere molto sensuale. Leandro rimane veramente sbalordito.
«Accidenti! Ma questa è la proprietaria della casa?»
Annuisco e lui ha un gesto molto compito, ma che dice tutto. Facciamo le presentazioni e noto che lui indugia molto con lo sguardo sul corpo di lei che, naturalmente, si sente lusingata. Prendiamo insieme un buon caffè e poi, con le nostre auto, raggiungiamo la proprietà. Una volta entrati, con il progetto tra le mani, parliamo di tutto quello che c'è da fare e lei chiede a Leandro quando potrebbe iniziare i lavori. Lui ci riflette un attimo e scuote il capo dicendo che deve provvedere ad altri lavori già programmati e questo dovrà esser messo in coda a tutti gli altri. Vedo una espressione di disappunto negli occhi di Alessandra, poi, prima si volta per un attimo verso di me, poi va verso di lui; lo guarda in faccia e, con un tono alquanto seducente, cerca di fargli cambiar idea.
«Vede io ho un disperato bisogno di entrare in possesso, quanto prima, di questa casa. Le ho chiesto di venire a veder i lavori, ma, come avrà notato, non ho parlato di cifre, perché per me è prioritario realizzarli quanto prima ed a qualunque costo. Ora lei mi dice che metterà questo cantiere in coda a tutte le altre opere che deve realizzare e questo per me significa ancora mesi di attesa, durante i quali dovrò farmi ogni giorno, avanti e indietro, da casa al lavoro e questo, al momento, non è per me accettabile. Io vorrei farle capire che son disposta a fare qualunque cosa, affinché lei, la prossima settimana, inizi a lavorare in questo cantiere.»
Finito di parlare, rimane immobile davanti a lui che, sicuramente, ha compreso il doppio senso delle parole dette da Alessandra, ma la mia presenza, in qualche modo, lo rende dubbioso. Lei intuisce la sua titubanza, si gira verso di me e mi fa quasi cenno di avvicinarmi e, quando anch'io son vicino a lei, riprende a parlare.
«Come ho già precisato al nostro architetto, che ha provveduto a redigere il progetto in maniera così veloce, ora ribadisco a lei che ho un'estrema necessità di entrare in possesso di questa casa. Come avrà potuto notare, i lavori da eseguire non sono tanti e, quindi, mi chiedevo se potevo far qualcosa per farle cambiare idea e, in qualche modo, convincerla ad iniziare la prossima settimana.»
Lui mi guarda, io annuisco e poi guarda lei; parla fingendosi ancora alquanto incerto.
«Come le ho detto signorina, ho altri impegni, già programmati, e lei capirà che mi mette in seria difficoltà con le altre persone con cui mi sono impegnato. Certo, considerando la sua estrema necessità, potrei cercare qualche soluzione alternativa, se, ovviamente, riusciamo a raggiungere un certo accordo.»
Alessandra lo guarda, sorride maliziosa, poi, senza dire nulla, si abbassa davanti a lui, gli apre i pantaloni e gli tira fuori il cazzo, già quasi completamente duro. È una discreta verga di medie dimensioni, quella che lei, senza nessuna esitazione, si infila giù tutta per la gola, facendolo subito gemere di piacere.
«Accidenti, che bocca! Sei fantastica! Dai succhialo tutto, zoccola!»
Lei se lo lavora un po', facendolo gemere e quando vede che lui sta sul punto di godere si ferma di colpo, si rialza e lo guarda dritto negli occhi.
«Questo è il mio accordo: Una notte di sesso con me all'inizio dei lavori, un’altra quando il mio architetto dirà che sei arrivato a metà dei lavori ed una finale quando esci da questa proprietà con l'assegno in mano. Saranno notti di sesso senza nessuna limitazione, durante le quali potrai scoparmi a tuo piacimento, ma, in cambio, voglio che inizi i lavori la prossima settimana e tutto non deve durare più di quattro settimane!»
Lui mi guarda un po' stupito, io allargo le braccia come per dire che per me non è un problema; ci riflette un po' e poi le avanza una controproposta.
«Quattro settimane sono troppo poche, qui ce ne vogliono come minimo otto e, poiché ho un socio, nell'accordo deve esser compreso anche lui!»
Lei resta un attimo a rimuginare, poi si gira verso di me e completa l'accordo.
«Va bene, accetto che il lavoro sia fatto nelle otto settimane, ma, se non dovesse rientrare nei tempi previsti, dovreste accontentarvi solo della prima sera e, poiché sarete in due, voglio che sia presente anche lui, perché così mi sento più tranquilla. Se vorrà partecipare al gioco, dovrà esser libero di farlo, altrimenti sarà solo uno spettatore a garanzia della mia incolumità!»
Gli occhi di Leandro si illuminano di gioia, allunga una mano e conclude l'accordo.
«Accetto. Il lavoro sarà fatto nei tempi previsti. Ovviamente, se non rispetteremo il patto, tu sarai libera di non rispettare il tuo; la sua presenza non ci infastidisce per niente. Adesso, per cortesia, ti dispiacerebbe completare questo splendido lavoretto di bocca che avevi appena iniziato!»
Lei lo guarda con un sorrisetto quasi ironico, si abbassa di nuovo e glielo prende in bocca; nel giro di due minuti, lo fa venire in maniera così repentina che lui rimane quasi sconvolto.
«Accidenti, ma sei fantastica! Me lo succhi come un’idrovora! Cazzo, mi fai sborrare!»
Lui viene, lei ingoia tutto, poi si rialza in piedi, sorridendo compiaciuta
«Hai un buon sapore, mi piace, credo che sarà un piacere rispettare il patto! Mi auguro solo che tu e il tuo socio rispettiate il vostro! Sai, mi dispiacerebbe dovermi accontentare di una sola serata.»

Leandro sorride e le dice di prepararsi, perché il suo socio è un vero porco a letto!
«Considerando il tutto, direi che lunedì mattina possiamo anche aprire il cantiere qui.»
Io rifletto un attimo e gli faccio notare che non ho ancora ricevuto tutti i permessi, ma lui mi dice che sua moglie lavora presso un ufficio comunale e, mentre lui inizia a trasportare i materiali ed a preparare il cantiere, lei provvederà ad inoltrare rapidamente le pratiche in modo che, in breve, possiamo esser in regola con tutte le autorizzazioni che ci servono. Restiamo d'accordo per vederci lunedì mattina, lui ci saluta e se ne va, lasciandoci soli. Alessandra mi guarda e non si trattiene dal manifestare la sua gioia.
«Accidenti, Paolo, non ci posso credere! Inizieremo i lavori! Paolo sei stato fantastico! Aver trovato in così breve tempo uno capace di ristrutturare questa casa nel più breve tempo possibile. Sei un mago!»
Io sorrido.
«Io l'avrò anche trovato, ma sei stata tu a convincerlo.»
Lei ride divertita, poi improvvisamente, mi butta le braccia al collo, mi abbraccia e stringe il suo corpo contro il mio.

 

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