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Erotika
La nuora porcella.Vol.II · Cap. 2
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Capitolo 2 di 10 9 min di lettura

Emergono nuovi segreti!

A te il cazzo piace così tanto che te lo sei cercato anche tu in casa!

pennabianca
5 mesi fa · 605 letture · 0

Le metto una mano sotto il mento e la costringo a parlare. Lei china il capo e parla guardando in basso: la sua voce è carica di malinconia.
«Ho fatto una sciocchezza! Cioè, voglio dire… non è come sembra, ma è stata comunque una sciocchezza! Mi ero accorta da tempo che Stefania aveva una relazione con suo figlio, e… accidenti, ma non possiamo parlare d'altro?»
Io le sollevo il viso e la guardo negli occhi.
«Marina, ascoltami: come ti ho detto, non m'importa nulla di quello che puoi aver fatto e come è andata a finire, ma voglio sapere per quale motivo tuo figlio non ti telefona mai e, poiché hai appena iniziato a darmi una spiegazione, fa un profondo respiro e continua!»
Lei mi accontenta.
«Circa cinque anni fa, cioè due anni prima che conoscesse Silvia, per un certo periodo, io e Marco eravamo diventati quasi inseparabili. Mi piaceva così tanto la sua compagnia che, lentamente, ho sperato che potesse succedere quello che stava vivendo Stefania con il suo. Devi sapere che Marco è un po' simile a te, fra le gambe, molto dotato e, un giorno, l’ho sorpreso mentre si masturbava con le mie mutandine raccattate dal cesto della biancheria sporca. Mi son avvicinata e lui, quando se ne è accorto, c'è rimasto talmente male che, da quel giorno, si è chiuso a riccio da non permettermi più, in nessun modo, di star insieme a lui. Ho cercato in tutti i modi di spiegargli che era una cosa naturale, ma lui non ha sentito ragioni, si sentiva in forte imbarazzo per esser stato sorpreso da me con un mio indumento intimo, avvolto intorno al cazzo. Da allora, le cose tra noi sono cambiate e lui, pur di non affrontare questa cosa, preferisce evitare ogni dialogo con me. Sono profondamente dispiaciuta per questa situazione perché adoro mio figlio e, nonostante abbia cercato di spiegargli che non era successo nulla di grave, che non ero arrabbiata con lui, che la cosa non mi aveva offeso per niente, anzi, al contrario, fatta sentire orgogliosa di sapere che lui, in qualche modo, mi considerava una femmina con le sue fragilità, è stato tutto inutile. Per un lungo periodo, non mi ha nemmeno parlato ed evitava anche di incontrarmi da sola, in casa. Poi è arrivata Silvia e un po' le cose sono cambiate, per il semplice motivo che, comunque, quando lei veniva a casa nostra, lui in qualche modo doveva parlare con me. Alla serenata, mi ha portato perché sapeva che i suoi amici, se fosse venuto con la sua auto, gli avrebbero fatto degli scherzi, quindi è stato costretto a portarmi, perché aveva la mia auto, ma, come hai visto, alla prima occasione, mi ha mollato! Credimi, ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto con lui, ma, non ci son riuscita. Adesso sai la verità e spero che questo non ti porti a giudicarmi anche peggio di quanto non avverta da me stessa.»
La guardo e leggo tutta la sua amarezza nei suoi occhi.
«Hai fatto bene a confidarti, perché anche Silvia aveva intuito che c'era qualcosa che non andava, ma non credo sia arrivata a sapere di cosa potesse trattarsi. Penso che, con un po' di pazienza e con il suo aiuto, dovresti riuscire a sbloccare questa situazione.»
Lei mi guarda ed ha un mezzo sorriso, forzato.
«Ho pensato anch'io a Silvia, però, provo vergogna a chiedere il suo aiuto in una faccenda così delicata. Come faccio a spiegare alla moglie di mio figlio che, in passato, avevo desiderato di andarci a letto?»
La guardo, le sorrido e cerco di calmarla.
«Chissà, forse è più semplice di quanto immagini! Io, fossi in te, una chiacchierata con mia nuora, la farei! Magari non subito, ma dopo un po' che son tornati dal viaggio di nozze, potrebbe esser utile prendere un caffè tra voi due e, seppur con un certo imbarazzo, provare a parlar con lei.»
Marina mi guarda, mi abbraccia e mi dice che, in fondo, è contenta di aver un amico come me!

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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