«Come avevo immaginato, era una cosa che partiva da molto lontano, ma ora non posso star qui al telefono a spiegarti ogni cosa. Credimi, è qualcosa che lo ha sconvolto così tanto, da quasi neanche volerlo ammettere con sé stesso. Ti assicuro, papà, che avremo modo di parlarne e credo che, in qualche modo, insieme riusciremo a trovare una soluzione.»
Mi sento molto soddisfatto di tutto questo e, per tutto il giorno del sabato mi dedico a completare i lavori sulla strada ed a preparare tutto per il giorno successivo, quando cioè ci sarà l'inaugurazione in pompa magna. Il giorno dopo mi faccio passare a prendere dal capomastro e raggiungo il cantiere, che ormai non esiste più: a circa un centinaio di metri dal paese, stiamo organizzando la cerimonia di inaugurazione.
Oltre agli abitanti del paese, che sono in festa, c'è il loro sindaco e la presidente della regione, una bella donna sulla cinquantina di nome Antonella, con un fisico davvero da far invidia ad una trentenne e, in questi mesi, più di una volta, i nostri occhi si sono incrociati e ci siamo date lunghe occhiate, quasi a volerci valutare. Ci sono anche due parlamentari rappresentanti del nostro territorio e anche don Matteo, il vescovo, un tipetto sulla cinquantina con i capelli bianchi, dal fisico snello e asciutto ed un'aria da porco, che maschera sotto la sua apparente espressione di persona mite e tranquilla. Quando siamo prossimi all'inaugurazione, mentre sto dando istruzioni a due operai che dovranno tenere il nastro tricolore che la presidente della regione taglierà, improvvisamente vedo che l'espressione di uno dei miei operai cambia e, quando mi giro, vedo che la folla si apre: con una falcata da vera modella, appare mia figlia Silvia. Dire che è bellissima è riduttivo! Indossa un vestito di lino bianco, che ne fascia le splendide forme, ma che, soprattutto, evidenzia la sua stupenda abbronzatura, così perfetta da far invidia a un bagnino! Ai piedi calza dei sandali a zeppa, che rendono il suo passo ancora più sensuale. I suoi splendidi capelli biondi sono lasciati liberi e le arrivano fino alle spalle. Porta degli occhiali scuri, che ne aumentano ancora di più il fascino. La folla si apre e la lascia passare convinti che sia una star e, in effetti, un po' lo è! Al fianco c'è una ragazza che indossa anche lei una minigonna bianca, che le arriva a metà coscia, con sopra una camicetta bianca, sotto cui si intravede un sottile reggiseno dello stesso colore. Anche l'altra ragazza indossa dei sandali a zeppa e il raffronto con le due donne è spettacolare, perché, se mia figlia è bionda, l'altra è mora, dai capelli molto neri, ma, soprattutto, ricci. Quando mi saluta per darmi la mano si toglie gli occhiali che indossa anche lei e mi riesce di vedere che ha degli occhi azzurri bellissimi. Silvia si muove spedita verso di me e le autorità e le persone che sono dietro di me, restano tutti stupiti, in attesa di capire chi sia questa splendida donna che, appena giunta davanti a me, mi butta le braccia al collo e mi abbraccia e bacia sulla guancia, con assoluto affetto. Mi sussurra all'orecchio che le sono mancato molto e, tutto sommato, farebbe l'amore con me ora, anche qui davanti a tutti! Poi si gira e mi presenta Angela, la sua amica.
«Papà, lei e Angela e lui è Carlo, suo marito! Sono gli amici che abbiamo conosciuto in vacanza. Quando gli ho detto che venivamo a questa cerimonia, hanno voluto seguirci, perché anche ad essi questa cerimonia fa molto piacere.»
Subito tutte le autorità mi si avvicinano, la presidente della regione mi chiede subito chi sono queste due splendide signorine. Silvia si gira di scatto e, mostrando la fede nuziale, ribadisce che è una signora!
«Mi scusi ha perfettamente ragione, ma, da come brilla, direi che di certo non è molto che la indossa!»
Io sorrido e rispondo alla presidente dicendole che hanno ancora il riso nei capelli, visto che sono appena tornati dal viaggio di nozze. Anche i politici si avvicinano e, fatte le presentazioni, quando scoprono il cognome di Marco e si rendono conto che è il figlio di un industriale molto noto nella nostra città, subito lo prendono in disparte, insieme a Carlo e si mettono a parlare di politica. Io, invece, resto insieme a mia figlia, Angela e la presidente della regione, che, dopo averle dato una profonda occhiata, le muove una simpatica richiesta.
«Signore, vorrei chiedervi una cortesia: devo tagliare il nastro e, senza offendere questi due signori che lo reggono tra le mani, mi piacerebbe che foste voi due a reggere il nastro che dovrò tagliare per inaugurare quest'opera, così essenziale per la comunità.»
Anche don Matteo, il vescovo, si avvicina e trova anche lui che sia una cosa molto più bella far reggere il nastro a mia figlia ed alla sua amica. Vedo con che occhi le guarda e mi rafforzo nella mia idea che lui sia un porco. Mentre si svolge la cerimonia davanti a fotografi, stampa locale e nazionale, Carlo e Marco, insieme ai politici, si avvicinano ed io, parlando a mio genero, gli lancio una battuta che lo fa sorridere.
«Spero che tu e il tuo amico non siate gelosi. In questo momento le vostre splendide signore sono immortalate insieme alla Presidente della Regione e questo farà sì che queste immagini faranno il giro del mondo!»
Loro due si scambiano un'occhiata di intesa e poi Marco mi si avvicina e mi dice, che la cosa, in qualche modo, lo intriga moltissimo! Finita la cerimonia, ci avviamo tutti insieme verso il paese, dove siamo accolti dalla banda e da tutta la gente che ci festeggia, saluta i miei operai, definendoli eroi. Durante questa passeggiata, il vescovo si è tenuto le due signore una per braccio, adducendo la scusa che, essendo un vecchietto aveva bisogno di una compagnia giovane per far quel tratto di strada in salita. Io e Antonella, la presidente, ci siamo dati un'occhiata, perché entrambi abbiamo capito che razza di maiale dovrebbe esser il nostro vescovo! Anche Antonella ha appoggiato il suo braccio al mio per procedere assieme.
«Paolo se non ti dispiace mi appoggio al tuo braccio, perché, per una vecchia come me, fare tutta questa strada in salita, è alquanto faticoso!»
Mentre parlava mi ha guardato negli occhi ed io, mettendo una mano davanti alla bocca, mi avvicino al suo orecchio e le rispondo a tono.
«Io credo che questa splendida signora che si definisce vecchia, se si trovasse sdraiata su un comodo letto, sarebbe ancora in grado di giocar la cavallina, senza nessun problema!»
Lei finge di far la faccia cattiva, poi avvicina la sua bocca al mio orecchio e mi risponde, mentre ride.
«Credo che dovremmo fare questa prova, alla prima occasione!»
Io la guardo negli occhi e le dico che sono a sua completa disposizione! Lei ride e mi dice che mi prende in parola! Arrivati in paese è festa grande. Brindisi e discorsi si sprecano e, alla fine, è Marco che mi si avvicina e mi dice se possiamo andarcene. Il tempo di fare qualche saluto e poi, mentre mi congedo da Antonella, lei mi ricorda la mia promessa ed io ribadisco che sono sempre a sua completa disposizione. Quando andiamo a recuperare le nostre due signore, che sono sempre rimaste ostaggio del vescovo, lui, ridendo, dice che dei brutti demoni ora gli porteranno via due angeli! Raggiunta la nostra auto, le due ragazze mi fanno metter seduto dietro con loro, mentre Carlo guida e Marco è seduto al suo fianco. Silvia ride divertita.
«Accidenti, ragazzi! Ancora un poco e il nostro vescovo ci ingravidava tutte e due!»
