Capitolo 10 - Nuovi interessi.
Accidenti, ragazzi! Ancora un poco e il nostro vescovo ci ingravidava tutte e due!
1 ora fa
«Come avevo immaginato, era una cosa che partiva da molto lontano, ma ora non posso star qui al telefono a spiegarti ogni cosa. Credimi, è qualcosa che lo ha sconvolto così tanto, da quasi neanche volerlo ammettere con sé stesso. Ti assicuro, papà, che avremo modo di parlarne e credo che, in qualche modo, insieme riusciremo a trovare una soluzione.»
Mi sento molto soddisfatto di tutto questo e, per tutto il giorno del sabato mi dedico a completare i lavori sulla strada ed a preparare tutto per il giorno successivo, quando cioè ci sarà l'inaugurazione in pompa magna. Il giorno dopo mi faccio passare a prendere dal capomastro e raggiungo il cantiere, che ormai non esiste più: a circa un centinaio di metri dal paese, stiamo organizzando la cerimonia di inaugurazione.
Oltre agli abitanti del paese, che sono in festa, c'è il loro sindaco e la presidente della regione, una bella donna sulla cinquantina di nome Antonella, con un fisico davvero da far invidia ad una trentenne e, in questi mesi, più di una volta, i nostri occhi si sono incrociati e ci siamo date lunghe occhiate, quasi a volerci valutare. Ci sono anche due parlamentari rappresentanti del nostro territorio e anche don Matteo, il vescovo, un tipetto sulla cinquantina con i capelli bianchi, dal fisico snello e asciutto ed un'aria da porco, che maschera sotto la sua apparente espressione di persona mite e tranquilla. Quando siamo prossimi all'inaugurazione, mentre sto dando istruzioni a due operai che dovranno tenere il nastro tricolore che la presidente della regione taglierà, improvvisamente vedo che l'espressione di uno dei miei operai cambia e, quando mi giro, vedo che la folla si apre: con una falcata da vera modella, appare mia figlia Silvia. Dire che è bellissima è riduttivo! Indossa un vestito di lino bianco, che ne fascia le splendide forme, ma che, soprattutto, evidenzia la sua stupenda abbronzatura, così perfetta da far invidia a un bagnino! Ai piedi calza dei sandali a zeppa, che rendono il suo passo ancora più sensuale. I suoi splendidi capelli biondi sono lasciati liberi e le arrivano fino alle spalle. Porta degli occhiali scuri, che ne aumentano ancora di più il fascino. La folla si apre e la lascia passare convinti che sia una star e, in effetti, un po' lo è! Al fianco c'è una ragazza che indossa anche lei una minigonna bianca, che le arriva a metà coscia, con sopra una camicetta bianca, sotto cui si intravede un sottile reggiseno dello stesso colore. Anche l'altra ragazza indossa dei sandali a zeppa e il raffronto con le due donne è spettacolare, perché, se mia figlia è bionda, l'altra è mora, dai capelli molto neri, ma, soprattutto, ricci. Quando mi saluta per darmi la mano si toglie gli occhiali che indossa anche lei e mi riesce di vedere che ha degli occhi azzurri bellissimi. Silvia si muove spedita verso di me e le autorità e le persone che sono dietro di me, restano tutti stupiti, in attesa di capire chi sia questa splendida donna che, appena giunta davanti a me, mi butta le braccia al collo e mi abbraccia e bacia sulla guancia, con assoluto affetto. Mi sussurra all'orecchio che le sono mancato molto e, tutto sommato, farebbe l'amore con me ora, anche qui davanti a tutti! Poi si gira e mi presenta Angela, la sua amica.
«Papà, lei e Angela e lui è Carlo, suo marito! Sono gli amici che abbiamo conosciuto in vacanza. Quando gli ho detto che venivamo a questa cerimonia, hanno voluto seguirci, perché anche ad essi questa cerimonia fa molto piacere.»
Subito tutte le autorità mi si avvicinano, la presidente della regione mi chiede subito chi sono queste due splendide signorine. Silvia si gira di scatto e, mostrando la fede nuziale, ribadisce che è una signora!
«Mi scusi ha perfettamente ragione, ma, da come brilla, direi che di certo non è molto che la indossa!»
Io sorrido e rispondo alla presidente dicendole che hanno ancora il riso nei capelli, visto che sono appena tornati dal viaggio di nozze. Anche i politici si avvicinano e, fatte le presentazioni, quando scoprono il cognome di Marco e si rendono conto che è il figlio di un industriale molto noto nella nostra città, subito lo prendono in disparte, insieme a Carlo e si mettono a parlare di politica. Io, invece, resto insieme a mia figlia, Angela e la presidente della regione, che, dopo averle dato una profonda occhiata, le muove una simpatica richiesta.
«Signore, vorrei chiedervi una cortesia: devo tagliare il nastro e, senza offendere questi due signori che lo reggono tra le mani, mi piacerebbe che foste voi due a reggere il nastro che dovrò tagliare per inaugurare quest'opera, così essenziale per la comunità.»
Anche don Matteo, il vescovo, si avvicina e trova anche lui che sia una cosa molto più bella far reggere il nastro a mia figlia ed alla sua amica. Vedo con che occhi le guarda e mi rafforzo nella mia idea che lui sia un porco. Mentre si svolge la cerimonia davanti a fotografi, stampa locale e nazionale, Carlo e Marco, insieme ai politici, si avvicinano ed io, parlando a mio genero, gli lancio una battuta che lo fa sorridere.
«Spero che tu e il tuo amico non siate gelosi. In questo momento le vostre splendide signore sono immortalate insieme alla Presidente della Regione e questo farà sì che queste immagini faranno il giro del mondo!»
Loro due si scambiano un'occhiata di intesa e poi Marco mi si avvicina e mi dice, che la cosa, in qualche modo, lo intriga moltissimo! Finita la cerimonia, ci avviamo tutti insieme verso il paese, dove siamo accolti dalla banda e da tutta la gente che ci festeggia, saluta i miei operai, definendoli eroi. Durante questa passeggiata, il vescovo si è tenuto le due signore una per braccio, adducendo la scusa che, essendo un vecchietto aveva bisogno di una compagnia giovane per far quel tratto di strada in salita. Io e Antonella, la presidente, ci siamo dati un'occhiata, perché entrambi abbiamo capito che razza di maiale dovrebbe esser il nostro vescovo! Anche Antonella ha appoggiato il suo braccio al mio per procedere assieme.
«Paolo se non ti dispiace mi appoggio al tuo braccio, perché, per una vecchia come me, fare tutta questa strada in salita, è alquanto faticoso!»
Mentre parlava mi ha guardato negli occhi ed io, mettendo una mano davanti alla bocca, mi avvicino al suo orecchio e le rispondo a tono.
«Io credo che questa splendida signora che si definisce vecchia, se si trovasse sdraiata su un comodo letto, sarebbe ancora in grado di giocar la cavallina, senza nessun problema!»
Lei finge di far la faccia cattiva, poi avvicina la sua bocca al mio orecchio e mi risponde, mentre ride.
«Credo che dovremmo fare questa prova, alla prima occasione!»
Io la guardo negli occhi e le dico che sono a sua completa disposizione! Lei ride e mi dice che mi prende in parola! Arrivati in paese è festa grande. Brindisi e discorsi si sprecano e, alla fine, è Marco che mi si avvicina e mi dice se possiamo andarcene. Il tempo di fare qualche saluto e poi, mentre mi congedo da Antonella, lei mi ricorda la mia promessa ed io ribadisco che sono sempre a sua completa disposizione. Quando andiamo a recuperare le nostre due signore, che sono sempre rimaste ostaggio del vescovo, lui, ridendo, dice che dei brutti demoni ora gli porteranno via due angeli! Raggiunta la nostra auto, le due ragazze mi fanno metter seduto dietro con loro, mentre Carlo guida e Marco è seduto al suo fianco. Silvia ride divertita.
«Accidenti, ragazzi! Ancora un poco e il nostro vescovo ci ingravidava tutte e due!»
Tutti ridiamo e Angela aggiunge anche un altro dettaglio.
«Quello non solo ci scopava, ma di sicuro ci avrebbe anche aperto per bene il culetto!»
Appena pronunciate queste parole, Marco si gira e, dopo aver dato un'occhiata a Carlo, le risponde con ancor più goliardia.
«No! Quello è un lavoretto che va fatto da chi è professionista! Mi risulta, da voci di corridoio, che uno dei migliori professionisti che ci sono in circolazione è proprio seduto in mezzo a voi due!»
Carlo mi guarda nello specchietto e, ridendo dice che se veramente sono un professionista, probabilmente avrà bisogno di una consulenza in quanto anche a lui necessita fare un certo servizietto ad una persona!
Vedo lo sguardo che si scambia con Angela e lei gli fa la linguaccia! Poi Angela guarda Silvia e poi guarda me, e allora io confermo continuando a scherzare.
«Calma, ragazzi! Non cominciamo a mettere in giro voci tendenziose e non veritiere! C'è il rischio di finir denunciati per rivelazione di segreto d'ufficio!»
Essendo ora di pranzo, propongo di andare a mangiare in un posticino tranquillo, a mie spese. Subito Silvia mi guarda e poi prende il telefono; chiama il nostro famoso agriturismo e, avuta conferma che hanno un tavolo per cinque, da le indicazioni a Carlo per raggiungere il posto. Una volta giunti nel parcheggio, io e lei vediamo lo stupore negli occhi degli altri, in particolare in quelli di Marco.
«Caspita che posto spettacolare! E poi è circondato da tranquillità, è bn appartato! Peccato la strada molto tortuosa per arrivare, ma, in ogni caso, merita il viaggio! Silvia, amore, com'è che conosci questa strada così bene?»
Prima che lei possa rispondere sono io che intervengo a gettare acqua sul fuoco.
«Conosce la strada perché è qui che l'ho portata a cena quella sera che mi hai chiesto di non farla uscire il venerdì, per via che facevi la serenata. Aveva sentito parlare da mia moglie di questo posto tante di quelle volte, che ne era rimasta incuriosita.
Era un po' il nostro rifugio quando volevamo fuggire dal mondo; io e mia moglie venivamo a cena qui e, con la scusa che la strada è come hai visto molto tortuosa, prendevamo in affitto una camera e passavamo il weekend a rilassarci in questo posto lontano da tutto e dal mondo!»
Lui sorride, abbraccia mia figlia e le dice che resta della sua idea! Io lo guardo senza capire, ma Silvia ride e simpaticamente e gli dà un pugno sul petto.
«Sei il solito brutto scimmione! Attento che, prima o poi, potrei prenderti in parola!»
Naturalmente io e gli altri due non conosciamo il senso delle loro parole, ma ci rendiamo conto che deve essere un discorso che li riguarda profondamente. Seduti sotto la veranda, anche Angela e Carlo osservano il posto e convengono con noi che è veramente molto bello, tranquillo e, soprattutto, trovandosi a metà di questa splendida collina, si gode un panorama mozzafiato! Prima di iniziare a mangiare le due donne vanno in bagno e restiamo noi tre uomini; i due ragazzi si guardano un attimo in faccia, poi entrambi si girano verso di me e Carlo mi fa una strana domanda.
«Sempre restando nel campo delle ipotesi, se veramente avessi bisogno di una consulenza per quel discorso di cui stavamo parlando in macchina, lei sarebbe disposto a darmi il suo aiuto?»
Lo guardo e, per un attimo. sono convinto che stia scherzando.
«Ragazzo mio, non mi sembra che tu abbia bisogno del mio aiuto!»
Lui guarda di nuovo Marco, poi ancora a me.
«Paolo, non sto scherzando! Angela vorrebbe provare il rapporto anale, ma ogni volta che ci abbiamo provato eravamo talmente tesi e nervosi, che non siamo riusciti a combinar nulla! Evidentemente sbaglio in qualcosa ed è per questo che ti ho fatto questa precisa richiesta.»
Lo guardo seriamente e poi guardo anche Marco.
«Non capisco da dove sia provenuta questa notizia che io sia esperto in questa pratica!»
E Marco che mi risponde.
«È una lunga storia che è emersa casualmente al pub la sera della serenata. Diciamo che c'è una coppia di persone, che io e Silvia teniamo in grande considerazione, che fino a quella sera avevamo visto tesi e nervosi, mentre quella sera sono apparsi tranquilli e rilassati; così gli abbiamo chiesto qual era stato il segreto di questa rinnovata tranquillità e la loro risposta era stata che avevano incontrato un bel maschio maturo che, in qualche modo, aveva ristabilito il giusto ruolo nella coppia, facendo rivivere a lei un momento molto significativo della sua vita. Quando Silvia ha chiesto a questa ragazza quale fosse stato questo momento significativo, lei gli ha risposto che, paradossalmente, era stato proprio la sera in cui uno con fare molto deciso gli aveva penetrato il culo! Non ci hanno voluto rivelare chi era stato, ma, sia io, che tua figlia, siamo giunti alla conclusione che l'unica persona che poteva aver realizzato questo miracolo, non poteva esser altri che tu! Naturalmente questo, anziché farci inorridire, creare problemi, o portarci ad aver nei tuoi confronti un pessimo giudizio, ci ha, al contrario, fatto sperare di poter ricevere qualche aiuto. È una cosa che ho potuto constatare anch'io con Silvia e ne sono rimasto estremamente contento. Anche se non ti chiederò di confermarlo, sono fermamente convinto che il servizietto al culetto di mia moglie sia stato tu a farlo e lo hai fatto in maniera veramente perfetta! Parlo di queste cose davanti a lui, perché devi sapere che essi sono una coppia un po' speciale; non solo sono marito e moglie, ma sono anche fratello e sorella. Quindi, sapere che, eventualmente, mio suocero ha passato una notte con mia moglie e lei mi ha spiegato il motivo per cui lo avrebbe fatto, come ti ho detto, non solo mi fa estremamente piacere, ma ti assicuro mi fa desiderare di vedere, con i miei occhi, un momento estremamente bello come dev'esser quello in cui lei gode fra le tue braccia. Parlandone con lui e avendo scoperto che anche loro hanno questo, definiamolo "problema?", gli ho suggerito di rivolgersi a te per trovare un'adeguata soluzione.»
Guardo stupito entrambi e prima che possa replicare qualcosa, vengo costretto al silenzio, perché quasi all'istante le due donne tornano e si siedono al tavolo; essi mi fanno un cenno di diniego, teso a significare che la questione deve rimanere tra noi tre.
Consumiamo le pietanze allegramente, parlando del viaggio di nozze e delle loro splendide esperienze vissute e, poiché sono l'unico che si è trattenuto dal bere, in quanto gli altri, appena assaggiato quello offerto dalla casa, lo hanno trovato così buono da svuotare ben oltre tre bottiglie, decidiamo che sia io a guidare l'auto per il ritorno.
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