Capitolo 5 - una nuora piena di sorprese!
Paolo non so a cosa ti riferisci, ma spero che tu ti stia sbagliando. Enzo avrà tanti difetti, ma adora Simona e vorrebbe tutto il meglio per lei.
1 ora fa
Rientro in casa, mi siedo al computer ed aggiorno i dati che ho rilevato in cantiere. Lavoro così intensamente che non mi accorgo che si è fatta sera e decido che di uscire per distrarmi un po'. Mi faccio una doccia, prendo l'auto e mi allontano dalla città, perché ho voglia di mangiare in un posto tranquillo, rilassato, al fresco, visto che la serata è particolarmente calda. Percorro la strada che porta a quell’agriturismo dove con mia moglie Giulia pernottavamo, sempre con la scusa che avevamo bevuto troppo e dove ho portato a cena Silvia. Quando arrivo noto che ci sono molte auto nel parcheggio e, quando il proprietario mi vede e gli chiedo un tavolo per me solo, si guarda un po' intorno e mi indica un angolino in fondo, oltre la veranda. È un piccolo tavolo posto un po' in penombra e, mentre lui lo apparecchia, Io vado in bagno a lavarmi le mani; dopo di che, per raggiungerlo, anziché attraversare tutta la sala, passo attraverso il giardino e mi siedo al tavolo; subito mi rendo conto che dal mio posto di osservazione posso vedere sia la sala, che la veranda che si sta riempiendo di commensali. Ordino un menù un po' sfizioso e, mentre sorseggio un vinello in attesa della prima portata, la mia attenzione viene attratta da una coppia che sta entrando e che sta attraversando il salone per dirigersi proprio due tavoli più in là di me, posto quasi al centro della veranda. Osservo la donna che cammina con passo lento, studiato, proprio per mettersi in mostra e rilevo che ha classe da vendere, oltre ad un outfit bello, elegante, sexy senza esser volgare. Quando esce dal salone e la luce della veranda la illumina, riconosco esser Laura, la madre di Simona e, dietro di lei, c'è Enzo, suo marito. Senza guardarsi intorno, si siedono al tavolo. Lui sembra un po' nervoso, mentre non riesco a vedere il viso di lei, perché, seduta, mi volge le spalle. Mentre consultano il menù, mi rendo conto che stanno discutendo e, anche se lo fanno in maniera discreta, è ovvio che lui è sicuramente molto irritato. Il tempo di effettuare la comanda e lei si alza di scatto, va verso il bagno. Lui rimane solo al tavolo e, quando si guarda intorno, io sollevo la mano davanti al viso, in modo da non esser riconosciuto. Vedo che consulta il cellulare nervosamente e, dopo aver inviato quello che credo esser un messaggio, vedo che aspetta con ansia la risposta, che però non arriva. Quando vede che Laura sta tornando, mette subito via il cellulare e lei, nel mettersi seduta, cambia posizione; anziché esser di lato a lui, come era all'inizio, ora gli si mette davanti e vedo che lei lo guarda con insistenza, dopo avergli sussurrato qualcosa, in attesa di una risposta, che sembra lui non abbia voglia di darle. È in atto un vero e proprio conflitto tra loro due, sembra che nessuno dei due voglia cedere di un passo. Mi viene servito il primo piatto e, mentre sto mangiando, il cameriere serve il tavolo vicino a noi, ma, nel farlo, striscia contro la sedia e uno dei piatti che ha in mano cade per terra, richiamando l'attenzione di tutte le persone intorno nella mia direzione. Anche loro due si girano ed io non ho il tempo di mascherare il mio viso, lei mi riconosce. Mi fissa per un attimo, poi, evidentemente si ricorda di chi sono, lo dice anche a lui, che si gira di scatto e mi guarda. Restano un attimo immobili, poi accennano un saluto che io ricambio, con un cenno del capo. Gli vengono servite le pietanze e, mentre mangiano, vedo che lei continua a girare lo sguardo verso di me. Per quasi tutta la cena continuiamo a scambiarci occhiate, in particolare tra me e lei e, il fatto che io sia lì, ha in qualche modo interrotto la loro discussione. Mentre mi gusto il dessert, improvvisamente lei si alza e viene verso di me.
«Buonasera, signor Paolo! Se non sbaglio lei è il padre di Luca!»
Mi alzo in piedi e la saluto, mentre anche lui si avvicina.
«Buonasera, signora Laura. Sì, sono il padre di Luca e voi, se non sbaglio, siete i genitori di Simona.»
Lei appare subito alquanto calma, mentre lui cerca di evitare di incrociare il mio sguardo.
«È un piacere incontrarla, anche se non ci siamo visti molto spesso; credo che dovremmo, in qualche modo, trovare il tempo per conoscerci meglio, in considerazione del fatto che i nostri ragazzi parlano di matrimonio.»
Nel sentire le sue parole, vedo un lieve gesto di stizza da parte di lui.
«Vi chiedo scusa, perché, in questo caso, sono io l’asociale. Purtroppo il mio lavoro mi sta coinvolgendo più del dovuto e per questo mi scuso con voi. Ho visto giusto oggi i ragazzi e mi hanno accennato ad un progetto futuro da realizzare insieme. Parlando con loro, però, mi è sembrato di capire che non sia una cosa così imminente.»
Nel sentire le mie parole lui mi guarda un attimo in faccia e mi chiede cosa ne penso.
«Dunque, anche lei ritiene che sia un po' prematuro far questo passo?»
Vedo con quanta ansia aspetta la mia risposta.
«Non sono la persona più giusta per giudicare, perché io, alla loro età, ero già sposato da un po' di tempo. Tutto quello che posso dire è che mi sembra che i ragazzi sono consapevoli di quello che vogliono fare, quindi credo sia giusto che siano loro a decidere. Naturalmente, essendo noi più grandi, più maturi e con più esperienza, è giusto che gli offriamo qualche consiglio.»
Capisco che non era la risposta che voleva, ma, nell'ascoltare le mie parole, si rende conto che io ho, in qualche modo, dato ragione a lei, senza chiudere la porta in faccia a lui. Infatti, subito, anche lui ribadisce questo concetto.
«Esatto! Quello che ho detto anch'io a Simona! Che fretta hai? Sono ancora giovani ed avranno tutto il tempo per decidere di legarsi per tutta la vita. Chissà, magari tra un po' ci ripensano! Il matrimonio è una cosa seria e non voglio che lo prendano alla leggera!»
Ascolto le loro parole e poi, mentre lui parlava, io ho visto il viso di lei quasi contrariato.
«Sicuramente voi due conoscete Simona meglio di me, ma, per quello che ho visto, sia Luca che lei mi sembrano due persone con la testa sulle spalle, munite di molto senso di responsabilità. Io, in ogni caso, non mi oppongo, se essi decidessero di sposarsi! Io, ai miei tempi, ho fatto le mie scelte e mi sembra giusto che loro facciano le loro, assumendosi le conseguenti responsabilità. Personalmente, ritengo Simona una ragazza molto in gamba, direi una donna con la testa sulle spalle e, poi, mi sembra molto innamorata di mio figlio; aggiungo che lui, da quando frequenta vostra figlia, mi sembra molto più sereno e, soprattutto, ho l'impressione che l'amore che prova per lei lo abbia, in qualche modo, portato a ragionare più da maturo.»
Ora è lui che mi guarda un po' con disappunto, mentre vedo gli occhi di Laura che brillano di una luce un po' strana. Il cameriere chiede loro se può liberare il tavolo ed essi mi salutano e se ne vanno. Finisco di consumare il mio dessert, chiedo il conto ed esco anch'io. Quando raggiungo il parcheggio, li vedo vicino alla loro auto che discutono animatamente. Ad un tratto, lui sale in auto, chiedendo a lei di far altrettanto, ma ottiene un netto rifiuto, allora lui prende e se ne va, sgommando. Fingendo di non aver visto la scena, mi avvio verso la mia auto e faccio in modo di passar nelle vicinanze di Laura e subito lei richiama la mia attenzione.
«Signor Paolo! Mi scusi, signor Paolo, posso permettermi di disturbarla?»
Mi avvicino, la guardo e lei, con l'aria un po' sconsolata, mi chiede un passaggio.
«Sarebbe così gentile da darmi un passaggio? Questa sera con mio marito è impossibile scambiare quattro chiacchiere!»
Le indico con la mano alla mia vettura e, appena l'ha raggiunta, apro lo sportello dal lato passeggero e lei, nel mettersi seduta, solleva lentamente le gambe e lo spacco laterale del vestito mi permette di ammirare una buona porzione delle sue splendide cosce bianche. Mi rendo conto che è un gesto fatto volutamente e, una volta usciti dal parcheggio, mentre inizio a percorrere lentamente la strada, lei si gira verso di me e cerca di giustificare il comportamento del marito.
«Purtroppo, signor Paolo, mio marito in questo periodo è un po' troppo sotto pressione. Abbiamo fatto un grosso investimento nel nostro nuovo Centro di Igiene dentale e, credo che, un'ulteriore spesa lo impensierisca non poco.»
La guardo e la fisso un attimo negli occhi; leggo un velo di tristezza sul suo viso.
«Laura, che ne dice di abolire tutte queste formalità e darci semplicemente del tu?»
Lei sorride e annuisce, poi si gira verso il finestrino e, quando torna nuovamente a guardarmi, incrocia di nuovo il mio sguardo e questa volta sembra un po' più serena.
«In confidenza ti dico che non credo che questo sia il vero motivo per cui tuo marito è contrario al matrimonio di tua figlia. Mi risulta che Luca, oltre ad avere acquistato l'appartamento e averlo pagato già completamente, ha a disposizione una cospicua somma, in grado di coprire tutte le spese che lui vorrà fare per il matrimonio e, in ogni caso, non credo che i ragazzi vogliano pesare sulle nostre spalle, per realizzare il loro progetto. Detto questo ribadisco quello che ho detto all'inizio: non credo che sia una questione economica il vero motivo per cui Enzo non vuole che Simona si sposi.»
Lei rimane un attimo in silenzio, abbassa lo sguardo e poi, quando solleva di nuovo gli occhi, vedo che esprimono ansia e, nello stesso tempo, sembra quasi che abbia paura nel dire o sentire le parole che arriveranno ora.
«Paolo non so a cosa ti riferisci, ma spero che tu ti stia sbagliando. Enzo avrà tanti difetti, ma adora Simona e vorrebbe tutto il meglio per lei. Luca è un gran bravo ragazzo, molto attento e scrupoloso nel suo lavoro al punto che ci è subito piaciuto e, come persona, è educato, corretto, però Enzo è anche un padre e Simona una figlia.»
Pronuncia queste ultime parole abbassando lo sguardo e questo mi induce ad osare un po' di più.
«E lo dici a me? Silvia, mia figlia, è ancora in viaggio di nozze, quindi, chi meglio di me può capire lo stato d'animo di tuo marito? Noi padri amiamo tutti le nostre figlie e, nella maggior parte dei casi, le nostre figlie adorano i loro padri. Perché per Enzo dovrebbe esser diverso? C'è chi la gelosia la gestisce in un modo e chi in un altro; probabilmente Enzo non riesce ad accettare il fatto che la sua bambina è cresciuta, è diventata una donna e deve esser lasciata libera di percorrere la sua strada. Ora tu, meglio di me, sai quanto può esser profondo il loro legame, ma, per quanto sia forte, lui dovrà comunque lasciarla andare. Lui è il presente, mentre Luca è il futuro di sua figlia, quindi non può impedirle di vivere con mio figlio per realizzare il loro futuro.»
Laura mi guarda e, sempre tenendo lo sguardo basso, conviene con me che il ragionamento non faccia una piega.
«Credo che tu abbia compreso perfettamente quale sia la ragione per cui lui non vuole questo matrimonio! Sto cercando in tutti i modi di farlo ragionare, ma non riesco a fargli cambiar idea. Lui è convinto di perdere sua figlia, perdere il suo amore, e…»
Non aggiunge altro, ma, nel parlare prima di interrompersi, si è voltata verso di me e, in quell'attimo, ho capito cos'è che non ha voluto dire.
«Ti fa onore ammettere di esser a conoscenza dell'amore di un padre verso sua figlia. Come madre, son sicuro che assolvi alla grande il tuo ruolo, ma, come moglie, come donna, son convinto che sicuramente hai dovuto inghiottire una buona dose di gelosia. Non posso sapere fino a che punto il loro legame sia diventato intimo, ma, ti assicuro per esperienza vissuta, che è qualcosa da cui è difficile staccarsi!»
Lei mi guarda, resta in silenzio, poi, sempre con voce dimessa, mi manifesta che è d'accordo con me.
«È evidente che tu hai compreso perfettamente quale sia il problema. Non dovrei dirlo, ma, pur di non perderlo, ho chiuso gli occhi su tante cose ed ora mi rendo conto che, se non riesco a fare staccare mio marito da mia figlia, lo avrò perso per sempre!»
La guardo e le chiedo di parlare chiaramente.
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