La nuora porcella.Vol.II

Capitolo 6 - problemi da superare...

Sta tranquilla che sei davanti ad una persona che, non solo ti capisce, ma saprà esattamente spiegarti cosa avrà trovato lui in lei...

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pennabianca

1 ora fa

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«Laura, per favore, parla più chiaramente. Sta tranquilla che sei davanti ad una persona che, non solo ti capisce, ma saprà esattamente spiegarti cosa avrà trovato lui in lei.»
Lei, gira la faccia verso il finestrino e osserva il buio della notte, mentre la sua voce, adesso, è tremula per l'emozione.

«Sono molto intimi. Cioè, voglio dire… Io l'ho sempre saputo che sarebbe finita in un certo modo… avrei dovuto oppormi, ma ho avuto paura di perderlo e, quando mi son accorta che lei ormai… all'inizio è stato un colpo durissimo. quando l'ho visto a letto con Simona! È stato lui che l'ha fatta diventare donna! Aveva fatto la stessa cosa con me e ammetto di averli spiati più di una volta; mi son resa conto che mio marito aveva fatto un ottimo lavoro! Per lui è stato un colpo durissimo quando lei ha deciso di andare a studiare in un'altra città. Sembrava impazzito! La controllava continuamente e, ogni volta che tornava, si chiudevano in camera per un giorno intero! Mi vergogno di me stessa, di non avere avuto il coraggio… Poi dev'esser successo qualcosa, perché una volta Simona è tornata in prossimità delle feste di Natale e mi sembrava cambiata. Lui non credo che se ne sia accorto, ma io ho notato che il suo modo di fare era completamente diverso. Era come se fosse tutto d'un tratto diventata più matura! Dopo quella volta, ogni volta che tornava diminuiva il tempo che passava con lui e questo, in un certo modo, lo ha fatto impazzire ancor di più. Faceva mille e più supposizioni sul perché sua figlia era cambiata e, quando è comparso Luca, allora ha capito che si era innamorata. È stato quello il momento in cui lui ha dovuto per forza accettare la realtà e, nello stesso tempo, il suo amore è diventato più morboso e più possessivo. Quando lei ha deciso di andare a convivere, lui è impazzito: per giorni è stato intrattabile! Diceva che non sarebbero durati, che erano due persone completamente diverse, mentre io mi son resa conto che quei due hanno un legame così forte, come io non sono mai riuscita ad averlo con lui! Paolo, ti prego, aiutami! Non so come riuscire a gestire questa cosa!»
Resta un po' in silenzio e rifletto su quanto lei mi ha detto. Poi le chiedo che cosa è, secondo lei, ciò che spaventa di più suo marito.
«Con precisione non te lo so dire, ma, quello che lo fa impazzire di più è sapere che, con Luca, riesce a godere. Lui è sempre stato convinto che nessuno avrebbe fatto godere Simona, più di quanto ci riuscisse lui. Sentirsi spodestato da questa facoltà, lo distrugge più di quanto si possa immaginare.»

La guardo e mi rendo conto che è proprio al limite della disperazione.
«Dimmi, Laura, cosa saresti disposta a fare pur di risolvere questa questione?»
Lei si gira di scatto, mi guarda e parla con estrema convinzione.
«Tutto! Sono disposta a far di tutto! Qualunque cosa! Voglio la felicità di mia figlia e, qualunque sacrificio io debba fare, pur di vederla felice, per me non sarà fatto invano! Paolo, se hai qualche idea dimmela! Ti prego, Paolo, aiutami!»
Arriviamo di nuovo verso la tangenziale e, mentre mi dirigo verso casa, lei si gira verso di me e mi fa una proposta.
«Enzo questa sera è fuori di sé. Non ho molta premura di tornare a casa, quindi, se non ti sembra troppo sfacciata, vorrei venir a casa tua e bere un caffè!»
Avverto nel suo tono di voce, una certa disponibilità e così devio la corsa dirigendomi verso casa mia. Appena dentro il mio appartamento, le offro qualcosa da bere e lei mi chiede se ho qualcosa di molto forte, perché il suo desiderio del momento è quello di stordirsi. Le offro del whisky con ghiaccio, ma lei rifiuta il ghiaccio, prende il bicchiere e manda giù il liquore, in una sola sorsata. Resta per un attimo senza respiro, poi allunga il bicchiere e mi dice di volerne ancora. Prendo il bicchiere in mano e lo lascio sopra la tavola, poi mi allungo verso di lei e le prendo entrambe le mani, la tiro verso di me e la stringo, abbracciandola forte.
«Non serve ubriacarsi per stordirsi un po'.»
Senza aggiungere altro, incollo la mia bocca alla sua e lei, dopo un attimo di stupore, risponde al bacio quasi con furore. Si stringe a me, mi abbraccia con forza e le sue mani cominciano a spogliarmi, quasi freneticamente. Per un attimo sembra come se i nostri indumenti ci stessero bruciando addosso, per quanto ce li strappiamo e, in breve, me la ritrovo nuda, dinanzi a me. È senza reggiseno ed il suo magnifico seno, una terza tonda e piena, è in bella vista davanti ai miei occhi; subito le mie labbra si stringono intorno ai suoi capezzoli, che diventano grossi e duri all'istante. Si inginocchia davanti a me e, quando mi abbassa gli slip e si trova davanti il mio scettro già perfettamente rigido, leggo subito il suo sguardo di stupore nei suoi occhi, poi lo impugna e se lo porta alle labbra.
«Caspita! Ed io che pensavo che Enzo fosse superdotato!»

Spalanca la bocca ed ingoia più della metà del mio fallo, poi muove la lingua ruotandola lungo l'asta ed inizia a scivolare su e giù, fino ad arrivare alle palle, che accarezza e bacia, per poi risalire fino alla punta ed insinuare la lingua nel taglio. Solleva lo sguardo e poi si alza in piedi e mi bacia in bocca.
«Ti dispiace se ci sdraiamo comodamente in un letto?»
Sorrido e la porto in camera mia; una volta sdraiata sul letto, Iniziamo un 69 davvero sconvolgente. Mi lavora l’uccello con estrema bravura e poi scivola giù fino alle palle e ancora più giù, oltre il perineo e arriva, con la lingua, a lambire il mio buco del culo. Sento che lubrifica un dito, mi accarezza il buchetto e mi provoca sensazioni davvero sconosciute. Anch'io mi diverto a lavorare il suo clitoride, per poi scendere giù fino ad arrivare al suo forellino; vi insinuo la lingua dentro e questo la fa gemere di piacere.
«Che porco! Mi piace il maschio che mi lecca il culo! Continua, che mi fai venire!»
Se lei è prossima al piacere, io non ne sono molto lontano. La sua bocca me lo sta succhiando in maniera più che vigorosa ed il rumore del risucchio, riempie la stanza. Non voglio finire così rapidamente, allora glielo sfilo dalla bocca, la metto di lato e, dopo averle sollevata una gamba, glielo appoggio allo spacco; lei, con una spinta del bacino in avanti, se lo infila tutto dentro. La sento molto bagnata ed abbastanza aperta. Scivolo agevolmente fin in fondo e, quando sono tutto dentro di lei, lei mi abbraccia forte e mi chiede di sbatterla, senza ritegno!
«Adesso, chiavami! Scopami forte! Dai, fammelo sentire tutto, questo splendido cazzone: è anche più grosso di quello di mio marito! Sbattimi! Trattami come una troia! Chiavami come se fossi una puttana!»
Inizio a pomparla con un ritmo ben articolato e lei gode subito di un orgasmo improvviso. Mi abbraccia e si sdraia sotto di me; poi solleva le gambe e le annoda dietro di me; così, ogni volta che affondo dentro di lei, spinge il bacino verso l'alto ed i nostri corpi si scontrano emettendo un rumore ben specifico. Viene altre due volte e poi mi chiede di cambiar posizione.
«Prendimi da dietro! Voglio sentire che mi monti come una vacca!»

Si gira, si mette in ginocchio ed io, posizionato dietro di lei, la tengo per i fianchi e glielo spingo dentro tutto in una volta. La chiavo come se non ci fosse un domani! Gode e urla altre due volte e poi si accascia, quasi sfinita.
«Ma sei davvero un portento! Mi hai fatto venire molto ed a lungo. Adesso voglio sentire il tuo corpo che trema, mentre mi schizzi dentro il tuo piacere!»
Mi sfilo da lei che è sdraiata sotto di me e posiziono la punta del mio pene sul suo culetto. Inizio a spingere, ma lei è lesta a fermarmi.
«Mi piace molto prenderlo in questo buco, ma, ti prego, fa piano, perché, da ultimo, mio marito ha talmente desiderato quello di sua figlia, che, in qualche modo, ha dovuto sfogarsi sfondando il mio! Credo che sia una delle poche cose che Simona gli abbia negato!»
Sorrido dentro di me, mi abbasso e lubrifico bene con la lingua quel forellino, che ora, sotto la mia sollecitazione, si ammorbidisce e quasi si apre. Appoggio di nuovo la cappella contro il buco e, muovendomi molto lentamente, scivolo pian piano dentro di lei e, quando inizio a muovermi, mi è chiaro quanto a lei quella pratica piaccia.
«Bravo così! Adesso muoviti che mi piace molto!»
È molto stretto e mi fascia il cazzo come un guanto. Sento che il pene è stretto dai muscoli del retto e, per quanto cerco di resistere, alla fine la stimolazione è tale che, d'un tratto, mi svuoto dentro di lei.
«Laura ti sto sborrando nel culo!»
Lei rimane immobile, mentre io le schizzo dentro tutto il mio piacere. Restiamo per un lungo istante immobili, poi mi sfilo e lei, tamponando il buchetto con una mano, corre in bagno. Faccio un profondo respiro e poi mi alzo, la raggiungo in bagno. Lei si sta lavando sul bidet, si gira, mi guarda e mi ringrazia.
«Ti sono molto grata del fatto che hai usato un certo riguardo, mentre mi sfondavi il culo! Come ti ho detto, Enzo desidera da morire quello di sua figlia, ma, poiché lei non glielo concede, lui sfoga il suo desiderio nel mio e, quando lo fa, è talmente eccitato che non ha nessun riguardo nei miei confronti. A volte me lo riduce al punto di farmelo bruciare per giorni interi!»
La guardo e mi viene in mente una strana idea.

«Laura, credi che se Simona gli concedesse il culo, lui smetterebbe di opporsi al matrimonio?»
Lei mi guarda quasi incredula.
«Paolo, cosa ti viene in mente? Non credo di riuscire a convincer mia figlia a fare una cosa che non vuole!»
Io la guardo e le ripeto la domanda.
«No, cioè sì, penso... Sì, credo che… Ma dai, è pazzesco non ci posso credere! Lui è talmente impazzito per questa cosa, che son sicura che accetterebbe! Ti prego dimmi cos'hai in mente?»
Non le rispondo, ma dentro di me sta prendendo forma una certa idea ed allora cerco la sua complicità.
«Tu mi hai detto che sei disposta a fare qualunque cosa, pur di vedere tua figlia felice e sposata. Io ho in mente una certa idea e, per realizzarla avrò bisogno anche della tua collaborazione, quindi, ti chiedo di aver un po' di pazienza e molta fiducia in me.»
Lei si alza un po' malferma sulle gambe e mi sorride.
«Prenderlo nel culo da te, anche se fatto in maniera dolce e delicata non è stata una passeggiata! Non so come riuscirai a convincer mia figlia a far la stessa cosa con suo padre, che da quanto desidera questo buchetto sono convinta che, il giorno in cui riuscirà a infilare il suo randello dentro il forellino di mia figlia, le farà così male che il dolore le durerà a lungo.»
Io le sorrido e le dico di non porre limiti alla provvidenza! Si riveste e la riaccompagno a casa; prima di scendere dalla vettura, si gira verso di me e, sorridendo, mi dice:
«La prima volta che ti ho visto, ho provato un brivido lungo la schiena e, quando ciò avviene, mi fa comprendere che la persona che ho davanti, prima o poi, finirà tra le mie cosce. Anche questa volta, non sono stata tradita da questa mia percezione, ma la cosa che ora mi impensierisce di più, è riuscire ad intuire cosa puoi aver in mente e, soprattutto, come potrai riuscire a far sì che Enzo possa rompere il culo a sua figlia, con lei disponibile ad accettare una cosa simile!»
Mi dà un bacio a fior di labbra e, prima di scendere, mi sussurra che sono stato uno dei pochi maschi che l'ha fatta veramente godere!

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