La nuora porcella.Vol.II

Capitolo 7 - Problemi da risolvere.

Sono un pazzo a darti retta! Ma sono così disperato che, alla fine, pur di non affogare, voglio provare ad accettare il tuo aiuto!

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pennabianca

2 ore fa

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Il lunedì sono molto impegnato con il lavoro e non mi posso dedicare a nulla, solo la sera sento Silvia al telefono che mi dice che Marco si sta lentamente aprendo un po' con lei.
«Credo, papà, che sia una cosa che sia partita da più lontano da quando lei lo ha sorpreso con le mutandine in mano. Sto cercando di raccogliere più informazioni possibili e, quando, sabato prossimo, torno ne parliamo insieme. Una cosa però l'ha fatta: ha chiamato sua madre. Credimi, è stata una telefonata per lui alquanto imbarazzante e, nello stesso tempo, molto significativa perché ero stata io a chiedergli di chiamarla.»
Sono contento che lei lo abbia, in qualche modo, spronato. Passano due giorni senza novità significative e, mercoledì sera, mentre sono a casa, mi vedo comparire Luca e Simona. Non hanno l'aria troppo felice e, poiché nessuno di noi ha cenato, decidiamo di andare a mangiare in un ristorantino non troppo lontano da casa. Seduti al ristorante, i ragazzi mi dicono che Enzo è sempre più nervoso e, ultimamente, anche sul lavoro sembra voler contrastare la loro unione.
«Ieri sembrava che tutto quello che faceva Luca non andasse bene. Poi, non contento, ha preso a contestare anche tutto quello che facevo io. Sembra quasi che volesse metter in discussione tutto quanto. Mamma mi ha detto che tu hai un piano e saremmo curiosi di sapere di cosa si tratta.»
La guardo e vedo lui che sembra alquanto preoccupato.
«È una mezza idea che ho avuto mentre parlavo con tua madre, domenica sera, quando tuo padre l'ha piantata in asso nel parcheggio del ristorante dove erano andati a cena. Casualmente c'ero anch'io in quel ristorante e, quando tua madre mi ha visto, mi ha chiesto un passaggio e così abbiamo approfondito tutta la questione.»
Simona mi guarda, poi guarda Luca e poi chiede fino a che punto ho approfondito la questione. Le rispondo che è una cosa che dovremmo discutere in un luogo un po' più tranquillo della sala di un ristorante, Luca mi guarda senza capire, mentre Simona abbassa lo sguardo e resta in silenzio.

Terminiamo rapidamente la cena e torniamo a casa mia; appena dentro, Luca, guarda Simona e poi guarda me e, con voce pacata ma risoluta, chiede di capire di cosa stiamo parlando. Guardo Simona e la invito a raccontare il motivo per cui suo padre non le concede la libertà di sposarsi.
«Amore mio, io… cioè prima di conoscere te, io…Voglio dire prima… accidenti! Luca noi stiamo insieme da due anni e da quattro mesi conviviamo ed io… cioè tu sai che anch'io ho avuto qualche esperienza prima di te. Luca, amore io… quello che voglio dirti è che… non ci riesco! Paolo, ti prego, aiutami tu!»
Luca mi guarda sbalordito. Ha lo sguardo smarrito.
«Papà, ti prego, se sai qualcosa parla! Simona amore, abbiamo già parlato del tuo passato e io ti ho detto che non mi interessava saper niente, perché solo quando mi hai detto che aveva riguardato lui ne abbiamo parlato, ma, per il resto, ti ho detto che erano cose avvenute prima di conoscerci. Ricordi ti dissi, a suo tempo, che tu avevi il tuo passato e io il mio, ma che era passato e quindi non mi interessava per niente. Ora non capisco perché tutto d'un tratto è diventato importante parlarne.»
Lei tiene gli occhi bassi e resta in silenzio, mentre lui mi guarda cercando di capire.
«È importante parlarne, perché il motivo per cui Enzo non vuole che tu sposti Simona è perché ha paura di perder l'amore di sua figlia. Quello che Simona non riesce a dirti è che, tra loro due, c'era un legame che andava ben oltre il rapporto tra padre e figlia. Se non ho capito male e, qui Simona potrebbe confermarlo, è stato proprio lui ad iniziarla ai piaceri del sesso. Per lui, ora, saperti sposata con un altro, rappresenta come un tradimento ed è per questo che vuole opporsi alle vostre nozze.»
Luca si gira verso Simona e lei continua a tener lo sguardo basso.
«Un momento, fammi capire: tu mi stai dicendo che è stato suo padre a renderla donna? Mi stai dicendo che lui la considera la sua amante? Non vuole che io sposi sua figlia, perché vuole continuare a scoparla a suo piacimento? Simona è questa la verità? Cazzo! Quanti altri segreti mi stai nascondendo? Cos'altro devo ancora scoprire di te, prima di poter dire che posso fidarmi di te! CAZZO! Ma si può sapere quanto sei troia?»
Senza aggiungere altro, si gira e se ne va sbattendo la porta; lei prova a rincorrerlo, ma lui non l'ascolta.
«Luca, ti prego, aspetta! Luca, ti prego, non te ne andare! Luca, ti posso spiegare! Luca!»
Si gira verso di me e mi butta le braccia al collo, mentre scoppia in un pianto a dirotto.
«Paolo, sono un disastro! Paolo ho perso l'amore di Luca! Paolo, io senza Luca non sono niente! Paolo, vivere senza di lui per me non ha senso! Cosa devo fare?»
La stringo fra le braccia, la guardo dritto negli occhi e le parlo con un tono deciso e serio.
«Simona, guardami bene ed ascoltami ancor meglio! Per prima cosa, smetti di dire sciocchezze! Non hai perso l'amore di Luca e, soprattutto, non dire mai più che la tua vita non ha un senso senza di lui! Non voglio sentire questi discorsi assurdi, per nessun motivo al mondo! Come ho detto a tua madre, ho un certo progetto in testa, ma, per realizzarlo, avrò bisogno che voi due siate in perfetta sintonia, quindi, adesso mi devi raccontare per filo e per segno tutto quello che c'è ancora da sapere e che io non so.»
Lei mi guarda e smette di singhiozzare, poi, seduta con me sul divano, mi racconta come per lei è stato bello ed esaltante riuscire a sedurre suo padre e, nonostante sua madre se ne fosse accorta, si è sentita orgogliosa, quando lui, per la prima volta, l'ha portata a dormire nel loro letto matrimoniale e, mentre la sverginava, le diceva che, da quel momento, sarebbe stata per sempre la sua donna!
«In quel momento mi è sembrato di toccare il cielo con un dito! Mi aveva fatto godere tantissimo e, soprattutto, era così innamorato che mi faceva impazzire di piacere e, particolarmente, sentirmi molto importante. Quando ho deciso di andare a studiare nella città dove mi hai incontrato tu, lui non voleva lasciarmi andare, ma, ovviamente, ho trovato il sistema per convincerlo e, ogni volta che tornavo a casa, passavo con lui un'intera giornata insieme, nel letto, e così lui era contento e felice, ed io mi sentivo sempre più la sua regina.

Poi, è successo quello che è successo tra noi due e quell'esperienza mi ha profondamente cambiata. Tu, quella sera, non mi hai solo aperto il culetto, mi hai fatto anche riflettere su quello che ero realmente: una puttana! Quella volta, tornando a casa, mentre viaggiavo in treno e sentivo ancora che mi bruciava il buchetto, ho capito che anche con lui stavo facendo le stesse cose che avevo fatto a pagamento con te. Da lì son cambiata. Ho rapidamente terminato i miei studi, senza tanti passatempi e, appena rientrata, ho conosciuto Luca e sempre più mi son allontanata da lui, che non ha voluto capire che i tempi erano cambiati e che io volevo un'altra vita.»
Prendo il cellulare e chiamo mio figlio. All'inizio non mi risponde, poi, quasi adirato mi chiede per quale motivo lo sto cercando; io gli chiedo se per favore viene a casa, perché ho qualcosa che lo riguarda. Evidentemente non era andato lontano, perché, dopo neanche 5 minuti, suona alla porta. Quando entra mi guarda con occhi smarriti ed io lo spingo tra le braccia di Simona.
«Anche questa volta, cerca di smetter di fare il fesso! Tieniti stretta questa ragazza che è meravigliosa! Come hai detto tu, il passato è passato ed ora conta solo il presente e, nel presente tu sei la sua guida sicura! Non fate sciocchezze! Tenetevi stretto l'amore che nutrite l'una per l'altro e sostenetevi; non vi preoccupate che troveremo una soluzione anche a questo!»
Lei lo abbraccia e lo bacia, mentre lui mi guarda con occhi carichi di lacrime.
«Ma io, come faccio? Ogni giorno, con lei c'è una novità!»
Gli sorrido e lo rassereno.
«È vero che con una ragazza come la tua ci son sempre novità, ma di che ti lamenti? Aver una donna al fianco come lei, la vita non sarà mai monotona! Adesso, andatevene a casa e confrontatevi, vedrai, Luca, che, tutto sommato, quello che ha da dirti non è una cosa talmente grossa da non poter esser rimossa.»
Passò la serata a riflettere e, il giorno dopo, chiamo Enzo e gli chiedo se per cortesia possiamo prendere un caffè insieme. All'inizio mi risponde che è molto impegnato, ma io insisto e, così, mi dice che se voglio, ci possiamo vedere per un aperitivo a fine giornata.

Alle 18:00, ci troviamo presso un bar che lui mi ha indicato e, quando lo vedo, sembra molto adirato.
«Ciao, Paolo, posso sapere perché hai tanta voglia di parlar con me?»
Lo guardo, è molto nervoso e così, dopo aver sorseggiato un caffè, lo invito a fare quattro passi nel parco, che è appena davanti al bar. Mentre camminiamo, lui aspetta che io parli.
«Quanto pensi che possa durare la tua storia con Simona?»
Lui si gira e mi guarda con occhi cattivi.
«Cosa? Di cosa stai parlando? Poi, come ti permetti di farmi una simile domanda?»
Io lo guardo dritto negli occhi e gli rispondo con un tono molto serio.
«Ti faccio questa domanda perché non vorrai mica credere che al mondo sei l'unico ad andare a letto con sua figlia? Pensi di esser l'unico che impazzisce di piacere quando sente la sua bambina stretta tra le sue braccia? Pensi di esser l'unico che si è sentito giovane, quando lei ti ha dichiarato il suo amore? Pensi di esser l'unico a vederla impazzire tra le tue braccia ed a desiderare che questo non finisca mai? Non credo che tu sia uno stupido! Tu sei un uomo intelligente e, come me, sai benissimo che il legame che c'è tra te e tua figlia, anche se lei sposa Luca, non cambierà mai! L'amore che prova per te è completamente diverso da quello che prova per lui! Come gode con te, è una cosa diversa da come gode con lui! Sembra che tu questo non lo voglia capire! Ti senti tradito perché lei vuole andare a vivere con un altro e costruirsi un futuro con lui! Ti rendi conto di quanto sei egoista? Tu rappresenti il suo presente, mentre Luca rappresenta il suo futuro! Chi, meglio di me, che ho visto mia figlia, perfettamente somigliante alla mia defunta moglie, andare in sposa ad un altro può capire cosa ti scoppia nel petto in quel momento? Enzo, è ora di smetterla! Se veramente vuoi bene a Simona, lasciala libera! Se poi lo accetti, ti do anche un altro consiglio: prova a chiedere a Luca di farti scopare Simona, insieme a lui!»
Mi guarda sbalordito! Sembra che stia boccheggiando da quanto l'ho lasciato sconvolto! Ci sediamo su di una panchina e lui mi fissa, cercando di far mente locale su tutto quello che gli ho appena detto.

«Non so come hai fatto a scoprire questo dettaglio, ma, ammesso e non concesso che tu abbia ragione, ci son due cose che forse tu non sai. Io la amo da impazzire! Quando ho visto che si era innamorata di Luca, ci sono stato molto male; ma ho cercato di ragionare come stai facendo tu e, alla fine, non ci son riuscito. Simona è mia! L’ho fatta diventare donna io, capisci? Per questo non può amare nessun altro!»
Lo guardo e mi rendo conto che la sua forte convinzione sta vacillando.
«Enzo, fermati! Apri gli occhi, porca miseria! Lo vuoi capire che con questo comportamento la stai perdendo definitivamente? Non metterti contro Luca, ma cerca la sua complicità, in modo che entrambi potete amare la stessa donna, anche se in modi diversi! Solo con la complicità di lui, riuscirai ad avere sempre lei tra le tue braccia, mentre, se continui con questo tuo atteggiamento, lei se ne andrà per sempre! Pensaci! So che sogni da tempo di vivere un momento speciale insieme a lei e, allora, lascia che io possa aiutarti a realizzare questo tuo desiderio! Dammi la possibilità di farti capire che non solo stai sbagliando, ma la strada che ti offro io è l'unica possibile e praticabile, se hai interesse ad aver ancora l'amore di tua figlia!»
Lui china la testa, poi, con voce infinitamente triste, mi chiede cosa deve fare.
«Sono un pazzo a darti retta! Ma sono così disperato che, alla fine, pur di non affogare, voglio provare ad accettare il tuo aiuto! Cosa vuoi che faccia?»
Lo guardo e mi rendo conto che è un uomo distrutto dal dolore e dalla paura, così gli metto una mano sulla spalla e gli parlo come si parla ad un amico.
«Devi calmarti, prima di tutto. Devi fare un profondo respiro e poi alzarti ed andare a casa; questa sera vieni a cena a casa mia. Non devi far nient'altro!»
Lui fa veramente un profondo respiro e poi mi guarda, annuisce e mi dice che sarà a casa mia puntuale per le 20:00. Lasciato lui e chiamo Luca e Simona e li prego di presentarsi a casa mia, un po' prima delle 20:00.

Puntuali, i due ragazzi arrivano qualche minuto prima e, insieme ad essi arriva il ragazzo che mi consegna la cena da asporto. Appena entrati, mi guardano, vedono la tavola apparecchiata per quattro e subito Luca mi chiede per quale motivo li ho invitati a cena.

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