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Erotika
La nuora porcella.Vol.II · Cap. 2
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Capitolo 2 di 10 9 min di lettura

Emergono nuovi segreti!

A te il cazzo piace così tanto che te lo sei cercato anche tu in casa!

pennabianca
5 mesi fa · 605 letture · 0

 Stefania è abilissima e, a bocca spalancata, accoglie tutto il primo schizzo direttamente all'interno, ma anche Marina non è da meno, perché a sua volta spalanca la bocca ed il secondo schizzo finisce direttamente nella sua gola. Poi si limonano tra loro e se lo scambiano di bocca, fin quando non l'hanno spremuto, fino all'ultima goccia. Un attimo dopo, una dopo l'altra, mi baciano con passione ed io sento, nelle loro bocche, un miscuglio di sapori composto dal mio piacere unito al loro miele. Restiamo distesi abbracciati e Stefania continua ad accarezzare il mio membro, che ora ha perso notevolmente vigore.
«Complimenti, Paolo! Non solo hai un membro stupendo, ma lo sai anche usare in maniera eccellente. Poche volte ho avuto il piacere di godere con un maschio che, oltre a me, ha fatto godere anche la mia amica.»
Mentre parla me lo accarezza, poi si allunga un po' giù e lo prende di nuovo in bocca, mentre Marina, dopo avermi dato un bacio, conferma le parole dell'amica.
«Hai ragione, amica mia, questo è un maschio veramente superbo! Credo che le volte, che abbiamo trovato uno capace di farci godere entrambe, si contino sulle punte delle dita d'una mano.»
La guardo e, mentre continuo a sentire il piacere scorrere di nuovo dalle palle al membro ben sollecitato dalla lingua di Stefania, provo ad esser un po' curioso
«Se ho ben capito, questa non è la prima volta che voi due vi godete un maschio insieme.»

Marina sorride e mi dice che è successo soltanto una o due altre volte, che hanno trovato qualcuno capace di farle godere entrambe, ma, forse, questa è la prima volta che tutte e due si sentono soddisfatte. Io sorrido e faccio notare che Stefania non sembra molto soddisfatta, visto e considerato che mi sta succhiando l'uccello e che lo sta riportando ad una tale consistenza che, fra breve, sarà di nuovo pronto per sbatterla. Marina ride e dice che Stefania è una di quelle donne cui il cazzo non basta mai! Stefania si gira, se lo sfila un attimo dalla bocca, guarda l'amica e le lancia una frecciata molto cattiva.
«Smettila di dir sciocchezze! Qui, tra noi due, se c'è una che non è mai sazia, sei tu! A te il cazzo piace così tanto che te lo sei cercato anche tu in casa!»
Vedo lo sguardo di disappunto negli occhi di Marina, che, quasi irritata, cerca di alzarsi dal letto, ma io la blocco.
«Resta qui! Non mi importa cosa voleva dire lei, ma voglio che resti qui: ora mi sdraio, tu mi sali sopra, e mi fai leccare la tua fica. Voglio assaporare il tuo miele, mentre Stefania mi cavalca, visto e considerato che ora il mio cazzo è di nuovo duro!»
Seppur un po' stizzita, si inginocchia in modo che la mia testa sia fra le sue cosce, poi si abbassa quel tanto che basta, affinché la mia bocca vada a lambire il suo bottone e lo spacco della sua fica. La lecco con vigore e, nello stesso tempo, sento Stefania che sale su di me e si impala di nuovo sul mio membro, ormai teso e duro. Mi cavalca e gode con un orgasmo lento e lungo; d'un tratto mi accorgo che le due donne si baciano con passione, mentre assaporano, una la mia lingua e l'altra il mio cazzo. Al secondo orgasmo, Stefania si sfila ed invita Marina a prendere il suo posto.
«Dai, adesso cavalcalo tu! Questo stallone mi ha fatto veramente godere molto e adesso voglio che anche tu assapori il piacere di sentirlo ancora dentro.»
Le due donne si scambiano di posto e così mi ritrovo la fica di Stefania, completamente fradicia, sulla faccia, mentre sento che Marina se lo sta infilando tutto dentro, fino alla radice. Anche lei mi cavalca e gode ripetutamente e poi, dopo aver limonato ancora con Stefania, che mi viene in bocca, si sfila il mio membro ed invita l'amica a farmi godere di nuovo.
«Dai, facciamo venire ancora questo toro! È stato superbo e ci ha montato come due vacche!»
Si mette di lato e comincia a leccarmelo, mentre Stefania, un po' a malincuore, si solleva dalla mia faccia e, mentre osserva l'amica, conviene con lei che sono stato veramente all'altezza del gioco.
«Amica mia, hai ragione! È veramente un ottimo toro da monta, ci ha montato come due vacche! Chissà, forse è perché siamo davvero due vacche?»
Io le guardo e rido, mentre con la mano raccolgo il nettare che è ancora sulla mia faccia e, mentre mi lecco le dita, faccio posizionare le due donne una di fianco all'altra, con il corpo rivolto all'ingiù e, mentre loro mi succhiano e leccano il membro segandolo in modo da farmi sborrare di nuovo, io infilo una mano in mezzo alle loro cosce e, con tre dita ben piantate dentro la loro fica, le masturbo facendole godere ancora una volta. La prima a venire di nuovo è Stefania che, mentre gode, serra con forza le gambe in modo che la mia mano resti bloccata, ma io, nonostante fossi alquanto impedito, muovo le dita dentro la sua vagina ed ottengo lo stesso risultato, che è quello di farla urlare di piacere. Anche Marina non tarda a godere e, mentre viene scossa da un altro orgasmo, si gira e mi guarda, cercando di farmi smettere.
«Basta, ti prego! Se continui a farci morire così, non riesco a succhiarti il cazzo. Sei tremendo! Oggi ho perso il conto di quante volte ci hai fatto venire! Dai, lascia che te lo succhiamo ancora un po', perché voglio ancora assaporare il tuo piacere nella bocca.»
Soddisfatto, le faccio sdraiare contrapposte, con ciascuna che ha la testa appoggiata sulla spalla dell'altra e le due guance attaccate una all'altra e, a bocca aperta, sotto di me che mi sego velocemente e le spruzzo addosso quel poco di crema che è ancora rimasta nelle mie palle. Avide, raccolgono fino all’ultima goccia, leccano e puliscono il mio membro che ormai perde completamente consistenza. Restiamo qualche minuto a riprender fiato, poi la prima ad alzarsi ed andare in bagno è Marina. Mentre sono solo con Stefania, le chiedo il motivo della sua battuta che ha fatto stizzire Marina. Lei scuote il capo, evita di rispondere, ma io la incalzo.
«Ma no! Era una battuta tanto per dire!»
«Stefania, non giocare con me! Ho visto benissimo con quanta cattiveria Marina ti ha guardato mentre hai fatto quella battuta. Dimmelo e basta!»
Lei mi guarda e mi dice che non sono fatti suoi, ma c'è un piccolo episodio che comunque ha segnato un po' il rapporto tra lei, suo marito e suo figlio.
«Quando sono rimasta vedova, Matteo, mio figlio, aveva solo 10 anni e, col passare del tempo, crescendo, tra di noi si è creato un legame fortissimo che, con il tempo, è diventato qualcosa di più profondo. Poi lui si è fidanzato ed ora passa molto tempo in compagnia della sua fidanzata, che però abita nella città di mare che dista da noi circa un'ora di auto, quindi il nostro legame è andato affievolendosi. Credimi, la cosa non mi dispiace affatto, perché penso che sia giusto così. Quando Marina si è accorta che tra me e mio figlio c'era qualcosa di speciale, ha provato a capire se poteva succedere la stessa cosa tra lei e suo figlio, ma il ragazzo si è un po’ spaventato e questo li ha allontanati. Poi Marco ha conosciuto tua figlia e, fin da subito, l'amore per lei lo ha fatto desiderare di uscire da quella casa il più in fretta possibile.»
Non aggiunge altro, perché Marina torna nella stanza. Mi rivesto anch'io e, quando Stefania ci saluta sulla porta, vedo che Marina ha l'aria piuttosto adirata, perché saluta l'amica con un fugace bacio sulla guancia. Una volta in auto, mentre raggiungiamo il parcheggio dove lei ha lasciato la sua, lei resta in silenzio, ma io ho voglia di sapere. Mi fermo presso il parcheggio di un distributore di benzina e mi volto verso di lei, che mi guarda negli occhi cercando di capire il motivo di questa sosta.
«Marina, cosa dovrei sapere per capire la frase di Stefania.»
Lei si gira di scatto guardando fuori, poi mi risponde cercando di rimanere quanto più calma possibile.
«Niente! Non c'è niente da sapere! La sua è stata solo un'infelice battuta.»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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