Capitolo 1 - Nuove complicità!
Mamma mia, che porco! Marina, questo sì che è un maschio veramente stupendo!
1 ora fa
Lei lo estrae e lo appoggia alle labbra, mentre continua a stimolare la punta con la lingua, d'un tratto sento l'orgasmo esplodere e, subito dopo, lei serra le labbra e si prende in bocca le prime due bordate, che raccoglie e gusta per bene, poi si sfila l'uccello dalla bocca e subito lo infila in quella di Marina. È un attimo e anche lei riceve la sua dose di crema prelibata, che raccoglie senza perderne una sola goccia. Me lo spremono e mungono a dovere, poi si guardano negli occhi e, dopo avermi sorriso, le due troie si uniscono in un bacio veramente sconvolgente. Limonano tra loro, scambiandosi il succo delle mie palle, che poi ingoiano e, una volta completata l'operazione, entrambe si alzano e mi guardano in attesa di un gesto che arriva subito, rapido e spontaneo. Senza nessuna esitazione bacio in bocca, prima Stefania e poi Marina che, mentre riceve questa mia attenzione, anche lei sente i complimenti che ci rivolge Stefania.
«Mamma mia, che porco! Marina, questo sì che è un maschio veramente stupendo! Cazzo, vorrei che fosse già domani sera! Ti prego, cerca di restar bello carico, perché voglio gustare questo tuo gioiello il più a lungo possibile!»
Le sorrido e poi mi avvio verso l'uscita, seguito da Marina e, dopo aver salutato Stefania, insieme procediamo fino al parcheggio. Lei mi chiede se ho sentito i ragazzi ed io le rispondo che sento regolarmente mia figlia, che sembra molto contenta e soddisfatta della vacanza. Lei, con un piccolo rammarico, ammette che suo figlio le ha telefonato solo una volta, mentre lei è convinta che con il padre si senta giornalmente. Noto che un po' di malinconia assale la donna e vorrei saperne di più, ma non ho il tempo, né mi sembra il posto adatto, quindi la saluto e le do appuntamento per il giorno successivo. Passo il resto della giornata impegnato nel mio lavoro e, anche il giorno successivo, si prospetta molto impegnativo. Stranamente, alla mattina, non sento mia figlia, ma giustifico il fatto perché mi aveva accennato che sarebbero andati a fare un'escursione partendo la mattina presto, in una zona dove il cellulare non ha campo. Mi arriva la sua chiamata nel tardo pomeriggio e mi dice che Marco sta facendo la doccia, perché questa sera andranno a cena nel ristorante del villaggio, dove è previsto uno spettacolo folkloristico. Mi chiede della fioraia e le spiego che è tutto a posto e, quando mi chiede maggiori dettagli, gli ribadisco che è un regalo che le abbiamo fatto io e Marina insieme. Nel sentire il nome della consuocera, lei abbassa un po' il tono della voce e mi chiede se, oltre a dividere le spese dei fiori, deve continuare ancora a dividermi con lei. Avverto una velata gelosia nella sua voce e allora cerco di spostare il discorso su un altro argomento che mi sta a cuore.
«Silvia, mi puoi spiegare perché tuo marito non ha mai quasi telefonato a sua madre, nonostante chiami giornalmente suo padre? Cosa c'è tra di loro che non va?»
Silvia rimane qualche minuto in silenzio. Ascolta attentamente le mie parole, ma non mi risponde; solo quando insisto un po' di più per capire la situazione, quasi a denti stretti, mi spiega che tra Marco e sua madre deve esser successa una cosa che, in qualche modo, li ha allontanati. Vorrei saperne di più, ma lei si chiude a riccio e così ci salutiamo. Passo il resto della giornata al lavoro e, quando vedo che è quasi ora di andare al mio appuntamento, vado a casa e, fatta una bella doccia, indosso dei pantaloni semplici di lino bianco, molto freschi con sopra una camicia bianca, appena chiusa da cinque bottoni. Puntuale, arrivo al parcheggio dove ho appuntamento con Marina e, quando la vedo il mio cazzo ha un sussulto. Indossa una minigonna nera elasticizzata, che modella le forme del suo splendido culetto e che la copre fino a metà coscia. Sopra, ha un top di color giallo oro, che le lascia scoperta le spalle e la stoffa viene tesa dai suoi capezzoli, che si rendono ben evidenti perché lasciati liberi da ogni costrizione. Calza dei sandali a zeppa che le inarcano il culetto in maniera sconvolgente. Ha un trucco leggero, ma le labbra sono ben evidenziate da un rossetto rosso fuoco, che è dello stesso colore che ha sulle unghie di mani e piedi.
«Complimenti! Questa sera sei veramente travolgente. Ho sempre pensato che una bella donna come te, quando decide di mettersi in tiro come oggi, è capace di dar dei punti a tutte le altre.»
Lei mi sorride, incassa il complimento. Rapidamente ci rechiamo a casa di Stefania e, anziché entrare da davanti dalla parte del negozio, Marina mi fa parcheggiare dietro, su di una via che termina proprio davanti alla casa di Stefania. Il tempo di scendere dall'auto e la padrona di casa ci apre il portone, ci invita ad entrare. Se Marina è molto sexy, Stefania è da urlo. Indossa un sottilissimo vestito di lino bianco, sotto cui non è visibile alcun tipo di intimo. L'indumento è talmente sottile, che il rosa della pelle viene evidenziato dal bianco della stoffa sottile. Ai piedi calza dei decolté nere con il tacco altissimo ed un plateau da 10, che la fanno sembrare ancor più alta. Appena dentro le faccio i complimenti, lei sorride compiaciuta e ci offre un calice di prosecco, come benvenuto. Il tempo di mettermi seduto a tavola e, immediatamente, lei ci offre la cena e si siede insieme a noi. Mangiamo pietanze semplici, annaffiate da un vinello frizzantino che va giù che è una meraviglia e, mentre consumiamo il pasto, le due donne mi raccontano episodi della loro vita. Stefania racconta la prima volta che loro due si son trovate a letto insieme e, se all'inizio erano un po' goffe, dopo le prime volte hanno iniziato a godere dei loro corpi, leccandosi a vicenda come due cagnette. Marina invece racconta di quella sera che erano andate ad una festa e il ragazzo che le aveva accompagnate si era ubriacato così tanto da non riuscire a guidare la macchina, così, nonostante non avesse la patente, era stata Marina a provare a riportarli indietro, ma, ad un certo punto erano state fermate da una pattuglia della stradale e, quando avevano capito che lei non aveva i documenti, che il loro amico era completamente ubriaco, i due poliziotti avevano deciso di soprassedere a contestare la violazione di legge e, in cambio, loro due si erano inginocchiate davanti ad essi ed avevano tirato loro il più bel bocchino della loro vita. Ai due era piaciuto così tanto che, dopo esser venuti una prima volta, si erano scambiati le ragazze, per valutare chi delle due fosse più brava e, così, i bocchini erano diventati due! In cambio uno dei due poliziotti era salito in auto ed aveva guidato l'auto fin davanti casa delle ragazze, lasciando poi il loro amico ubriaco, parcheggiato dentro l'auto a dormire. Tutti questi racconti non fanno altro che aumentare l'eccitazione e, d'un tratto, mentre stiamo consumando una coppa di gelato, Stefania comincia a prendere un cucchiaino di gelato ed offrirlo alla bocca di Marina, che prende il cucchiaio tra le labbra e lo succhia come se stesse facendo un pompino. Osservo il gioco e, a quel punto, mi alzo in piedi e, rapidamente, mi spoglio; una volta nudo, con il membro già teso e duro, mi avvicino al tavolo, prendo un po' di gelato, lo metto sulla punta del mio cazzo ed invito le due troie a venire a leccarlo. È solo l'inizio del gioco. Un attimo dopo me le ritrovo tutte e due nude; Stefania si sdraia sul tappeto e, dopo aver messo un po' di gelato sui suoi capezzoli, mi invita a leccarli, cosa che faccio immediatamente. Mentre lecco i capezzoli di Stefania, Marina mi ciuccia il membro per poi infilarselo tutto in gola. Quando Stefania se ne accorge, finge di adirarsi con l'amica.
«Paolo, guarda che ingrata! Questa troia è capace di divorarselo tutto. Ehi, brutta zoccola, lasciane un po’ anche a me!»
Rido divertito e le garantisco che ne ho per tutte e due; così Stefania mi prende per mano e mi porta in camera da letto, perché dice che così è più comodo. Incomincio a fare un 69 con lei, mentre Marina le accarezza i seni e, nello stesso tempo, accarezza il mio corpo. Poi è lei stessa che invita Stefania a sentirmi dentro.
«Dai, Stefy, fatti scopare! Devi sentirlo dentro, per vedere come ti apre. Devi sentire come ti sfonda, quando ti arriva tutto dentro!»
Stefania si sdraia a cosce aperte ed io mi inginocchio tra esse; con due spinte decise le sono tutto dentro. Mi aspettavo di sentirla più dilatata, invece trovo che è anche molto stretta. Gode quasi all'istante e, mentre comincio a pomparla con colpi ben assestati, lei fa inginocchiare Marina dietro di sé e, allungando la testa in alto, si infila fra le sue cosce e comincia a leccare avidamente la sua amica. Godono entrambe e, dopo un primo orgasmo, Stefania mi fa uscire da sé e mi invita a montare Marina da dietro.
Mi sfilo dalle sue cosce e mi posiziono dietro Marina, che ora sta facendo un 69 con Stefania che, sdraiata sotto di lei, le lecca la fica. Glielo spingo dentro con forza ed avverto la lingua di Stefania che, oltre a lambire il bottoncino di Marina, arriva a leccare anche le mie palle, spronandomi a montarla con più forza.
«Dai, toro, sfonda questa vacca! Se io sono una gran bocchinara, lei è stata sempre una gran troia! Quel cornuto di suo marito, non ha idea di quanto siano ramificate le sue corna! Dai, sfondala tutta!»
La tengo per i fianchi e la pompo con vigore. Lei gode e, mentre viene, continua a leccare la fica di Stefania, che ha un orgasmo a sua volta. Dopo aver ben goduto, Marina si gira e mi dice che ora è la volta di Stefania a godere. In questo caso è lei che si sdraia sotto, fa sistemare l'amica sopra di sé e di nuovo son pronto a penetrare Stefania nel culo, ma è Marina che afferra il mio membro e, dopo averlo lubrificato un po' sullo spacco della fica dell'amica, lo punta decisa contro il buco del suo culo.
«Dai, porco, sfondale il buco del culo! Questa troia adora prenderlo nel culo. Dai, faglielo sentire tutto, fin in fondo!»
Bagna la punta e poi mi esorta ad entrare con vigore; sento subito che quel foro è di certo più usato di quello di davanti. Stefania comincia a godere con intensità, molto più di come ha goduto prima e Marina, da sotto, la tortura succhiandole il bottoncino, così lei, alla fine, viene due volte, per poi accasciarsi sull'amica.
«Basta! Sei una gran troia e mi stai uccidendo! Inoltre questo porco, dietro, mi sta sfondando il culo, facendomi godere come una vacca; adesso voglio sentirti urlare di piacere.»
Mi sfilo da lei e mi sdraio, subito dopo, Stefania obbliga Marina a sedersi su di me, volgendomi le spalle. Mentre si siede, lei afferra il mio membro e lo indirizza direttamente al culetto di Marina. Lo sento particolarmente stretto e lei, per farlo penetrare il più possibile, sale e scende ripetutamente su di me, fin quando, alla fine, riesce ad accoglierlo tutto nel culo! Una volta fatta impalare Marina, Stefania la fa sdraiare su di me e, mentre io, da dietro, le afferro i seni, torturando i capezzoli, lei si inginocchia tra le nostre cosce e comincia a leccare la fica di Marina, che non può esimersi dall'urlare di piacere.
Gode moltissimo, mentre io le sfondo il culo e, al terzo orgasmo, sento che sono al limite anch'io, nonostante abbia fatto poco o niente, perché maggior artefice è stata la lingua di Stefania, che leccando lo spacco di Marina, è scivolata giù fino alle mie palle; a quel punto, mi sfilo da lei e vedo le due femmine che mi guardano fameliche; allora le faccio avvicinare guancia e guancia e, segandomi velocemente, prendo a schizzare su di esse.
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