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Erotika
La nuora porcella. Vol.III · Cap. 9
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Capitolo 9 di 10 10 min di lettura

una femmina nuova da soddisfare.

Mamma mi ha detto che lei è la persona giusta ....

pennabianca
5 mesi fa · 746 letture · 0

I due si baciano, si stringono con forza e poi si girano verso di me, che sto cercando di riordinare le idee, mentre rimetto l'uccello dentro i pantaloni.
«Ragazzi, siete due pazzi! Avete messo su una gran bella famiglia e avete raggiunto la giusta armonia, perché volete che sia io a fecondare, per primo, il grembo di Silvia? Marco, è la tua donna, è giusto che questa cosa sia tu a farla.»
Lui, mentre si tiene stretto a Silvia, si avvicina e mi abbraccia.
«Ti chiedo scusa se la cosa potesse crearti problemi e se dovesse rivelarsi come qualcosa di insormontabile, allora eviteremo di chiedertelo ancora, ma, credimi, per me sarebbe un onore sapere che tu la ingravidi per la prima volta al posto mio, come ha fatto mio nonno con mia madre! Lo capisci, per me è come ripetere un rito che si tramanda di padre in figlio e che vorrei non si concludesse mai!»
Sono poco convinto, ma in ogni caso li abbraccio.
«Adesso non ci pensiamo, tanto non credo che vorrai avere subito un figlio; penso che vorrete godervi un po' la vita da sposati.»
Loro mi sorridono, mi abbracciano ed io me ne vado per far rientro a casa mia. Mi spoglio nudo, faccio una doccia e mi infilo nel letto cercando di riordinare le idee, ma dentro di me avverto un conflitto tremendo. La mia parte razionale dice che dovrei interrompere questo gioco assurdo con mia figlia, che sta quasi rasentando la follia. È impensabile l'idea di fecondare il suo grembo per assecondare la pazzia di suo marito, che vede, in questo, la continuità di una tradizione che giudico sia stato un errore già in passato. La parte più scellerata di me, invece, mi dice che ha qualcosa di assolutamente sconvolgente anche solo a pensarlo. L'idea di ingravidare Silvia, me lo fa quasi tornare duro e io faccio fatica a frenare questi pensieri e cercare di dormire. Mi sveglio all'alba ancora un po' stordito e, soprattutto, rimuginando a quello che mi aspettava. Doccia e un caffè al volo, poi mi porto a casa di Antonella, dove vengo accolto da lei e da sua figlia Alessandra. Mi trovo davanti una splendida donna sulla trentina, mora, dai capelli lunghi, che le arrivavano oltre le spalle. Un bel corpo snello, ben curato, con un seno di una terza abbondante, un bel culetto alto e tondo, che è posto al culmine di cosce lunghe e snelle. Appena mi stringe la mano, vedo i suoi occhi scuri che mi scrutano dalla testa ai piedi, poi si gira verso la madre e fa un mezzo sorriso di compiacimento.
«È un piacere conoscerla, Paolo. Mamma mi ha detto che lei è la persona giusta per restaurare quella piccola abitazione, che mi sarebbe estremamente utile!»
Mentre sto parlando con loro due, compare Andrea, che mi saluta e mi dice che è già in ritardo all'appuntamento con Silvia. Usciamo di casa e Alessandra ci invita a salire tutti nella sua auto, perché ha fatto un cambio di turno con la collega e, praticamente, ha l'intera giornata libera. Mi ritrovo seduto al suo fianco e non posso che ammirare le sue splendide cosce perfettamente in mostra dal momento che indossa una minigonna alquanto corta; mentre guida, è salita abbastanza per permettermi di ammirare il nero del pizzo delle sue mutandine. Anche Antonella ha messo in campo le sue doti da donna abbastanza sexy, anche se non come sua figlia; infatti lei indossa una gonna appena sopra il ginocchio, un paio di scarpe abbastanza alte e, come la figlia, una camicetta bianca, sotto cui risulta visibile un reggiseno dello stesso colore. Lungo il viaggio, parliamo di quello che lei vorrebbe realizzare, di come vorrebbe trasformare l'interno dell'abitazione, che non ho ancora visto e mi rendo conto che la ragazza ha idee veramente ben chiare, ma, soprattutto, vuole lasciare, quanto più possibile, l'immobile nella sua originaria fattura, cioè lo splendido rustico che ho visto nelle foto. Giunti a destinazione, entriamo in quella che è la loro proprietà e mi rendo conto che è un posto davvero stupendo. La costruzione è interamente recintata da un alto muro a secco, che ne delimita tutto il perimetro e, all'interno, ci sono diverse piante da frutto, mentre la costruzione è esattamente come ho visto nelle foto in buono stato: in buona sostanza tutto si ridurrebbe ad eseguire pochi piccoli ritocchi. All'interno, tutto appare lasciato in uno stato di abbandono, anche se, fondamentalmente, non è che sia messo male, ma necessita proprio di un ammodernamento consistente. Alessandra parla e mi spiega come vorrebbe suddividere i locali interni ed io le fornisco gli opportuni consigli che lei sembra accogliere alla lettera. Chi rimane in totale silenzio è Antonella, che ascolta e non interviene quasi mai nella discussione e questo mi sorprende un po'.

«Come vedi, Paolo, questo è tutto ciò che vorrei realizzare; il problema è che non so come poterlo fare. Non so a chi rivolgermi, né come seguire i lavori, o dove o come scegliere i materiali, quindi, avrei proprio bisogno di una persona come te, che cura ogni cosa con la normale perizia del buon padre di famiglia!»
Resto in silenzio, vedo che loro due aspettano una mia risposta.
«Quello che per te sembra insormontabile non è poi così difficile, l'unica cosa è che, per seguire i lavori, dovrei trasferirmi in questa città, come minimo per tre mesi.»
Alessandra si gira verso Antonella, che annuisce e poi mi fa una proposta.
«Io, da un mese circa, ho affittato un piccolo appartamento, ad un costo non esagerato, perché, a volte, tornare a casa dopo un lungo turno di lavoro, è troppo stressante, quindi, potrei proporti, avendo spazio, in quanto l'appartamento è munito di due camere, di risiedere insieme a me per tutto il periodo occorrente per i lavori.»
Rifletto un po' sulla situazione e le dico solo che, prima di accettare, dovrò fare un preventivo di spesa e, soprattutto, dovrò far mente locale su quali ditte contattare, qui in zona, per eseguire la ristrutturazione, senza doverle importare dalla nostra città, che comporterebbe una spesa maggiore.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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