La nuora porcella. Vol.III

Capitolo 6 - un sogno realizzato.

Sapere che buona parte di quella che stai leccando, appartiene al padre della tua amata: questo di sicuro ti manda ai pazzi!

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pennabianca

59 minuti fa

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Marina lo succhia abbondantemente per qualche minuto, poi se lo sfila, sale sul letto e si mette in ginocchio; lo invita a prenderla da dietro.
«Hai sentito qual è il desiderio del cornuto? Guardalo, sta aspettando che tu me lo infili tutto dentro! Dai, Marco, montami! Dai, fa vedere a quel cornuto che ti ha allevato e cresciuto, come adesso monti quella vacca che ha sposato! Guardalo, vedi come aspetta di vedere quanto godo sotto i colpi del tuo randello!»
Marco guarda un attimo Silvia, che gli sorride e lo spinge verso sua madre; poi appoggia la punta sullo spacco e, con una spinta decisa, le entra dentro tutto, fin in fondo. Marina gode all'istante!
«Così! Così Sì, finalmente! Amore, sono anni che sognavo questo momento! Lo voglio tutto dentro! Lo voglio sentire tutto, fin in fondo! Mi devi spaccare la fica; amore, aprimi tutta!»
Marco sembra impazzito! La tiene ferma per i fianchi e la sbatte come un toro impazzito. Il rumore dei loro corpi che impattano è qualcosa di veramente scioccante. Marina urla e gode in continuazione, mentre Antonio ha raccolto le mutandine della moglie, le avvolge attorno al proprio membro, che effettivamente non è molto lungo e comincia a masturbarsi, seguendo lo stesso ritmo di Marco.
«Bravo, Marco! Così si monta questa vacca! Dai, Marco, sfondala tutta! Questa troia impazziva quando tuo nonno la prendeva così! Dai, falla godere e, infine, riempila con una bella sborrata!»
Osservo la scena mentre sento le calde labbra di Silvia, che mi succhiano il cazzo e poi, quando Marina gode, Antonio si avvicina a Marco e gli sussurra una cosa che lui mette subito in pratica. Marco smette di pomparla e si sdraia. Marina sale sopra e lo cavalca, si impala sulla sua verga sempre seguita da Antonio, che poi la fa distendere sul corpo di Marco. Io e Silvia li guardiamo e, una volta completata l'opera, Antonio afferra i glutei di Marina, si gira verso di me e mi invita a penetrarla.
«Dai, Paolo, fammi realizzare un sogno! Inculami questa troia! Da tanto tempo desidero vederla presa in doppia! Dai, aprila bene, perché mi ha detto che sei veramente bravo a rompere culi!»
Vedo gli occhi di Silvia che brillano, mentre mi posiziono dietro Marina; Antonio afferra il mio membro e lo appoggia proprio sul buchetto.
«Dai, fammi vedere come me la sfondi! Ho già avuto il piacere di leccare la tua crema e adesso voglio proprio vedere come la inculi!»
Affondo con decisione senza trovare nessuno ostacolo e, dopo essermi un po' sincronizzato con Marco, iniziamo a pomparla, mentre lei delira di piacere. La stiamo sbattendo selvaggiamente, senza ritegno, quando Antonio ha preso le sue mutandine e, dopo averle avvolte intorno al suo cazzetto, si sega velocemente e ci invita a farla godere ancora.
«Sì, bravi, così! Apritela tutta questa troia! Bravo, Marco, pompala bene! E tu, Paolo, sfondaglielo bene quel culo e poi riempilo con una generosa sborrata! Vedervi mi eccita da morire! Accidenti, sto già sborrando!»
Appena finito di parlare, comincia a schizzare crema bianca sulle mutandine nere di Marina e, in breve, l'indumento viene letteralmente ricoperto dalla sua sborra. Nel frattempo noi continuiamo a far godere Marina, ma è Silvia che mi stupisce. Vede Antonio con le mutandine di Marina completamente ricoperte e allora lo invita ad usare anche le sue.
«Bravo, Antonio, sei stato grande! Hai fatto una sborrata così abbondante da riempirle tutte! Allora adesso prendi le mie! Dai, Antonio, sborra anche sulle mie!»
Marina si gira verso di lei e, dopo aver dato una rapida occhiata a lui, che ha provveduto a raccogliere le mutandine di Silvia e, dopo averle annusate, ora le avvolge intorno al suo membro, fa avvicinare mia figlia e la bacia in bocca. Silvia si sposta leggermente, apre le cosce e si mette a cavallo sopra la testa di Marco, che così può leccarle la fica. Gode mia figlia, ma anche Marina sta urlando il suo piacere.

«Sì, così è bellissimo! Silvia, amore mio, hai fatto un regalo strepitoso al mio cornuto. Lo hai invitato a sborrarti sulle mutandine e questo farà di lui un tuo devoto ammiratore per tutta la vita. Credo che anche questo sia un sogno che cullava da tempo, Dopo questo gesto, tu sei diventata il suo idolo!»
Silvia ride e, prima la bacia e poi, mentre continua a farsi leccare da Marco, la guarda dritto negli occhi.
«Allora dimmi, Marina, se Antonio, per il solo fatto che si sega sulle mie mutandine è diventato un mio eterno ammiratore, tu che ti stai scopando tuo figlio, che poi è anche mio marito, cosa pensi di esser diventata?»
Marina la guarda dritta negli occhi e la sua risposta è semplice e lineare.
«Son diventata una troia! Lo sono sempre stata, ma, da questo momento, dopo aver provato quello che sto provando ora, qualunque cosa tu mi chiederai io la farò per te! Sentire il cazzone di mio figlio nel ventre mi sta facendo impazzire di piacere e, soprattutto, anche sentire quello di tuo padre nel culo, fa di me la vostra puttana!»
Le due donne si baciano e, dopo un ennesimo orgasmo, Antonio urla che sta di nuovo sborrando sulle mutandine di Silvia, che lo guarda e lo esorta a riempirle.
«Bravo, Antonio, le voglio piene! Così, bravo, riempile con la tua crema!»
Lui non si risparmia e schizza abbondantemente le mutandine di Silvia, poi le appoggia in terra, vicino a quelle di Marina. Mentre continuo a pomparla, sento che mi sta montando l'orgasmo, aumento il ritmo e subito Marina se ne accorge e mi è sorta a riempirle il culo.
«Dai, riempimelo tutto! Paolo sborrami nel culo! Cornuto, guarda come me lo farcisce tutto per te!»
Le assesto qualche altro colpo, poi sborro. Le svuoto dentro due belle sborrate e poi, mentre mi sfilo, Antonio si avvicina e, quando me ne esco, osserva con orgoglio la voragine in cui ho ridotto il culo di sua moglie!
«Che spettacolo, amore! Ti ha aperto il culo in maniera spettacolare! Era dai tempi di Pietro, che non te lo vedevo così aperto!»

Anche Marco è al limite. Inarca un po' le gambe e la pompa sempre più rapidamente, fino a che anche lui le viene dentro. Nell'istante in cui si svuota dentro di lei, urla il suo piacere.
«Mamma, eccomi, sto sborrando! Mamma ti sto sborrando dentro! Mamma non puoi immaginare quanto a lungo ho sognato questo momento!»
Antonio è impazzito di piacere!
«Bravo, Marco! Mi fa impazzire l'idea che stai sborrando nel ventre di tua madre! Dai, riempila per bene, perché dopo voglio leccarla tutta!»
Il tempo che Marco si svuota e poi lui si sdraia sul letto e chiede a Marina di sedersi sulla sua faccia.
«Amore, metti i tuoi buchi sulla mia bocca! Dai, ti prego, fammi leccare tutta la sborra che ti ha schizzato dentro tuo figlio! Madonna, che eccitazione! Mi eccita così tanto questa cosa che, guarda, sto sborrando senza toccarmi!»
In effetti era così, stava venendo anche lui per l'ennesima volta, mentre leccava avidamente tutto ciò che sgorgava dai buchi di Marina, assurdamente slargati. Mentre avviene questo, Silvia bacia e abbraccia Marco, poi allunga una mano e mi trascina vicino a sé.
«Vi amo! Vi amo tutti! Amore mio, sono orgogliosa di te! Veramente non pensavo che saremmo riusciti a realizzare tutto questo!»
Poi si abbassa verso di lui, glielo prende in bocca e lo succhia come se non ci fosse un domani! Poi lo stuzzica ancor di più!
«Guarda, amore, come lecca bene il cornuto! Sai, forse piacerebbe anche a me veder mio marito inginocchiato fra le mie cosce che mi lecca, mentre dalla mia fica cola la crema del maschio che mi ha appena montato! Pensaci Marco, immagina che adesso io mi faccia sbattere da Paolo e poi riempire a dovere, così che tu possa leccarmi tutta!»
Non so quale delle due cose lo ecciti di più, ma vedo che il membro di Marco diventa subito durissimo. Silvia si mette in ginocchio e lo invita a prenderla da dietro.
«Bravo, amore mio! Vedo che il tuo cazzone è tornato subito duro e questo è sicuramente l'effetto che hanno prodotto le mie parole! Dai, mettimelo tutto dentro! Dai, amore, fammelo sentire fin in fondo!»
Lui l’afferra per i fianchi e glielo sbatte tutto dentro, con un solo affondo, mentre lei ora viene a prendersi in bocca il mio cazzo, che è ancora ricoperto del piacere ed umori di Marina.

Lo lecca e lo succhia, poi solleva lo sguardo verso di me e mi provoca.
«Dai, porco, che te lo faccio tornare subito duro! Pensa quanto sarebbe eccitante riempir la vagina di tua figlia, con una spettacolare sborrata, per poi vedere tuo genero che viene lì ad abbeverarsi. Dai, che sono certa quanto ti ecciti questa cosa!»
Naturalmente anche il mio si indurisce velocemente. Appena è ben duro e pronto, lei si gira, fa sdraiare Marco, sempre rimanendo piantata con il suo membro nella vagina. Silvia volge le spalle a lui e, a cosce aperte, mi invita ad avvicinarmi ed a metterglielo dentro. La guardo per un attimo sorpreso, ma lei mi afferra il membro e lo attira verso di sé.
«Dai, mettimelo davanti anche tu! Ne voglio sentir due davanti! Voglio che mi riempite tutti e due con una bella sborrata in fica!»
Dopo un attimo di indecisione, mi avvicino e, quando provo a inserire il mio, va da sé che la presenza del cazzo di Marco ne impedisce l'entrata. Ma Silvia non si perde d'animo e, dopo aver afferrato quello di Marco, lo accoppia al mio e, tenendoli entrambi stretti, li porta di nuovo all'imbocco e poi ci esorta a spinger dentro insieme. Per un paio di volte il gioco non riesce, ma poi, alla fine, cominciamo ad entrare tutti e due e lei spalanca la bocca, urlando di piacere.
«Sì, così! Adesso sventratemi tutta! Marina, guarda e dimmi se hai mai provato una cosa del genere! L'ho visto fare dalla mia amica Angela e mi son ripromessa che, prima o poi, l'avrei fatto anch'io!»
Molto lentamente riusciamo ad entrarle dentro e, facendo piccoli movimenti, riusciamo anche a stimolarla e, ben presto, Silvia ha un orgasmo devastante.
«Vengo! Sto godendo come una pazza! Sentirne due dentro e devastante! Marina, adesso hai l'esatta contezza di quanto sia troia anch'io? Come ti avevo promesso, adesso guarda quanto mi fanno impazzire!»
Gode così tanto che quasi sviene. Il movimento è talmente eccitante che anch'io sento che presto giungerò all'orgasmo; guardo Marco che mi fa un cenno con il capo per farmi capire che anche lui è pronto. Ci muoviamo un po' più alla svelta e quasi nello stesso momento, sia io che lui, eruttiamo dentro Silvia. Quando mi sfilo, vedo la fica di mia figlia aperta da far paura. È così larga che ci entrerebbe un intero pugno chiuso.

Appena son uscito, Marco l'ha sollevata e messa di lato; dopo essersi inginocchiato in mezzo alle sue gambe, senza nessuna esitazione ha tuffato la sua bocca in quel mix di sborra, aspirandone i succhi. La cosa mi ha lasciato stupito. Marina ha commentato con Antonio.
«Guarda, Antonio: tuo figlio diventerà un cornuto come te; guarda come si disseta allo scrigno d'amore delle sua Silvia.»
Antonio si è girato e con il viso ancora imbrattato di tutto ciò che sgorgava dalla fica di Marina, ha sorriso e commentato contento.
«Bravo, ragazzo mio, così si fa! Assaporare questa crema non ha prezzo! E, soprattutto, sapere che buona parte di quella che stai leccando, appartiene al padre della tua amata: questo di sicuro ti manda ai pazzi!»
Dopo di che, Silvia lo ha afferrato e lo ha tirato su, ha preso a baciarlo in maniera pazzesca, leccando dal suo viso gli umori di cui era ricoperto; poi, entrambi, con le lacrime agli occhi, si sono abbracciati e baciati, mentre noi li guardavamo stupiti. Solo allora abbiamo compreso la complicità raggiunta da loro due.
«Marco, amore mio, sono fiera di te! Lo avevi detto e lo hai fatto! Se non lo vorrai, non ti chiederò mai più una cosa del genere, ma vedere che hai fatto questa cosa senza provar ribrezzo e che mi avevi promesso di fare, se un giorno fossimo arrivati a tutto questo, mi fa comprendere quanto tu sia una persona speciale.»
Si baciano, si abbracciano e ci spiegano che lui aveva promesso a Silvia che, se un giorno fosse riuscito a superare il momento di dissidio con sua madre, sarebbe stato disposto a fare qualunque cosa, anche leccare la sborra che colava dalla sua fica e, se poi era quella di Paolo, tanto meglio.

 

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