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Erotika
La nuora porcella. Vol.III · Cap. 5
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Capitolo 5 di 10 9 min di lettura

Una pace voluta.

Ammetto che, veder mia moglie in quella situazione, mi ha fatto fantasticare su quanti uomini avrebbero voluto avere a portata di mano un corpo bello come il suo!

pennabianca
5 mesi fa · 519 letture · 0

Il discorso cade sulla recente inaugurazione della strada che ho realizzato insieme ad alcune ditte specializzate; poi, sia Silvia che Marco, raccontano di quanto sia stato divertente l'inaugurazione. Su questo interviene anche Antonio.
«Infatti ho visto, al notiziario, che eri fra le due persone che tenevano il nastro che ha tagliato la presidente della regione. È una cosa che ci ha riempito d'orgoglio, sia per la perizia di tuo padre che ha realizzato questo progetto molto importante, ma anche per il fatto che la sua splendida figlia, era in prima fila al momento dell'inaugurazione e questo, caro Marco, sia per tua madre che per me, è stato motivo di vero orgoglio!»
Vedo Marco che cerca, in qualche modo, di entrare nel discorso.
«Sì, è stato molto bello anche per me! Vedere Silvia ed i miei sotto i riflettori, in qualche modo, mi ha veramente riempito di orgoglio.»
Silvia sorride, ma si svilisce un po'.
«Ma no! Non era niente di che! E poi c'era anche Angela, la nostra amica, quella che teneva l'altro lato del nastro, che è sicuramente più bella di me!»
Marina e Antonio si guardano e chiedono qualche dettaglio in più.
«Ma quella bella ragazza che stava all'altro lato del nastro è una tua amica? Adesso capisco perché la presidente della regione vi ha messe lì a reggere il nastro! Con due bellezze come voi, ha fatto un gran figurone, anche lei! Noi sappiamo bene che è una gran volpona!»
Io intervengo e metto un po' di pepe nel discorso.
«Non so a voi, ma a me, se fossi stato al posto di Marco, oltre che riempirmi d'orgoglio, mi sarei sentito anche alquanto eccitato nel vedere mia moglie così bene esibita! Parliamoci chiaro; quelle immagini sono state viste un po' su tutti i telegiornali, sia nazionali che esteri, perché è da tanto tempo che si parlava di quella strada da realizzare per le popolazioni terremotate e, quindi, direi che è stata una bella esposizione mediatica!»
Antonio guarda Marina, poi si gira verso suo figlio.

«Marco, non sta a me dirlo, ma, effettivamente, Paolo ha perfettamente ragione! Anch'io mi sarei sentito particolarmente eccitato nel veder mia moglie sotto quei riflettori.»
Marco si gira verso di me che gli sorrido e poi guarda Silvia; quando si gira verso suo padre, le sue parole stemperano tutta la situazione.
«A questo punto, è inutile negarlo: sì, mi sono eccitato anch'io! Ammetto che, veder mia moglie in quella situazione, mi ha fatto fantasticare su quanti uomini avrebbero voluto avere a portata di mano un corpo bello come il suo! Effettivamente Silvia è una bella donna e, saperla desiderata, mi eccita moltissimo e, di recente, ho anche scoperto quanto è bello vederla…»
La voce gli trema, abbassa il capo e poi completa la frase.
«Sì, cioè, ho avuto modo di vederla godere tra le braccia di una persona speciale e, ti assicuro, papà, che ho provato un'emozione incontenibile, che tu dovresti conoscere benissimo!»
Per un lungo istante il silenzio regna nella stanza. È un attimo carico di tensione incredibile e, quando Antonio rompe il silenzio, tutti facciamo un sospiro di sollievo
«Hai ragione, figlio mio! Io stesso ho sperimentato per anni il piacere di veder tua madre godere tra le braccia di tuo nonno! Comprendo benissimo il tuo stato d'animo e, ti assicuro che, per me, vederla impazzire tra le sue braccia, era qualcosa che mi lanciava letteralmente in paradiso. Amo tua madre più della mia vita e, pur di vederla ansimare, fino a godere, non ho esitato ad accettare che fosse tuo nonno il suo toro da monta!»
Sollevo il calice e propongo un brindisi.
«Voglio brindare a questo momento! Voglio brindare a questi due uomini che hanno preso coscienza del fatto che amare una donna significa anche aver il coraggio di condividerla! Silvia, Marina, avete al vostro fianco due uomini che vi amano come nessun altro al mondo potrà mai amarmi! Voglio brindare a loro, al loro coraggio di ammettere che vedervi fare le puttane con altri uomini, anziché crear loro dei problemi, li riempie di immenso piacere!»
Il tempo di brindare, poi Marina si alza in piedi, abbraccia Antonio e lo bacia con passione, davanti a tutti noi.

«Che eri la persona più in gamba del mondo l'ho sempre pensato, ma che questa sera ci avresti stupito oltremodo, questo non l'avevo ancora sperimentato! Ricordo, con estremo orgoglio, quando tuo padre mi montava e tu godevi nel vedermi impazzire sotto i colpi del suo enorme randello. Credo che lui sia impazzito di gioia, quando tu hai accettato che fosse lui a fecondare il mio grembo, al posto tuo! Saperti cornuto, mi ha sempre eccitato da morire e, dato che questa sera siamo qui per metter fine ad una situazione non più tollerabile, riconosco davanti a tutti che ti amo moltissimo e che, se oggi riuscirò a riconquistare la stima di mio figlio, sarò la donna più felice del mondo. Marco, come avrai capito, ho appena ammesso che non sei figlio di Antonio, ma di tuo nonno Pietro! Vedo che non sei molto stupito e questo mi fa pensare che è una cosa che avevi capito da tempo e, nello stesso tempo, vorrei che tu comprendessi lo stato d'animo di tuo padre! Per lui non è stato facile accettare questa situazione, ma lo ha fatto solo ed esclusivamente perché amava me, voleva toccar con mano la mia felicità, che si esprimeva nel momento stesso in cui tuo nonno mi faceva impazzire sotto i colpi del suo enorme membro, che mi penetrava ogni buco! Ricordo quella sera che ci hai sorpresi mentre lo faceva e tuo padre si masturbava; ho cercato in tutti i modi di comunicarti che non era successo niente di assurdo, che era solo un gioco di ruoli tra noi, ma non me ne hai mai dato la possibilità. Oggi io ti chiedo perdono per tutto quello che ti ho fatto passare in tutti questi anni, senza riuscire a trovare il coraggio di dire quello che ho appena detto. Puoi anche non perdonarmi, posso uscire da questa casa e non rimetterci mai più piede, ma, ti prego, comprendi almeno lo stato d'animo di tuo padre e fa in modo che lui apprezzi il fatto che tu gli sei sempre stato leale e fedele, consapevole, probabilmente, del fatto che io non lo avevo tradito.»
Antonio la bacia e lei si gira con gli occhi carichi di lacrime; a quel punto, è Marco che si alza in piedi e d'un tratto, l'abbraccia e la stringe forte a sé.
«Mamma, basta ti prego! Sono stato uno stupido a portarti rancore per tutto questo tempo, quando invece bastava semplicemente sedersi ad un tavolo, come abbiamo fatto questa sera, e trovare il coraggio per parlare. Sì, è vero, con il tempo avevo intuito che era stato mio nonno a fecondare il tuo grembo, ma quello che non mi riusciva di capire, era perché lui ti stava a fianco, ben consapevole del fatto che tu lo tradivi spudoratamente, sotto i suoi stessi occhi. Poi, quando è arrivata Silvia e, soprattutto, quando ho capito con quanto amore guardava suo padre, allora ho capito! Ho capito che l'amore che c'era tra loro due, non toglie nulla a quello che lei prova per me! E allora ho capito che l'amore che c'era tra te e nonno Pietro, era qualcosa che non toglieva nulla a quello che provi nei confronti di mio padre! Sì, Antonio, non mi importa chi ha fecondato mia madre; tu, per me, sei, e resti, mio padre! Ho imparato ad apprezzare questo "modus vivendi", a capire tutto quello che voi due avete fatto e vissuto, grazie a Paolo, il padre di Silvia, che, non più tardi di una settimana fa, mi ha fatto provare finalmente l'emozione di vederli godere insieme e, vi assicuro, è stato il momento più bello della mia vita! In quel momento ho visto Silvia godere, in un modo tutto particolare che, forse, io non riuscirò mai a farle provare! Non significa che non riesco a farla godere, ma l'emozione che prova a stare fra le sue braccia, è completamente diversa da ciò che prova quando sta tra le mie! Non sono geloso di tutto questo, anzi sono orgoglioso che mia moglie trovi il modo di godere anche fra le braccia di suo padre, mentre il suo cuore è legato al mio!»
Marina lo abbraccia e lo bacia in bocca, stringendosi forte a lui. Silvia si avvicina e li abbraccia entrambi, mentre loro due, insieme, la stringono e tutti e tre vanno ad abbracciare Antonio, i cui occhi sono carichi di lacrime!
È un momento toccante; poi Silvia si gira verso di me, allunga una mano e mi invita ad avvicinarmi a loro.
«Come ha detto una persona che tu conosci benissimo, anche questa volta San Paolo ha fatto un miracolo! Adesso chiedo a tutti di seguirmi un attimo!»
Per un attimo, restiamo tutti a guardarla e lei, senza dire una parola si avvia verso la porta della camera da letto, facendo cadere la minigonna a terra, mentre si sbottona la camicetta. La prima a seguirla è Marina, che la imita iniziando a spogliarsi anche lei e, a questo punto, guardo sia Antonio che Marco e li esorto a seguirle.

Prima di andare avanti…

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