Li guardo e mi sento felice. Finalmente anche questa coppia è riuscita a realizzare qualcosa di veramente bello e, dentro di me, sento profondamente la mancanza di mia moglie. Senza dar troppo nell'occhio, mi rivesto e rientro a casa mia. Appena dentro, vengo accolto da un silenzio assordante e, in quel momento, la tristezza raggiunge livelli davvero insostenibili. Non ho voglia di andare a letto, vado nel mio studio e, una volta acceso il PC, mi metto a guardare le foto di mia moglie, soprattutto quelle in cui lei mi ha regalato momenti davvero sconvolgenti. Non abbiamo fatto cose tanto eclatanti, alcuni scambi di coppia, giochi di esibizionismo, che erano il suo passatempo preferito o, perché no, anche la provocazione di qualche singolo, per non parlare di quelle due o tre volte, che siamo andati in qualche locale scambista, dove lei è risultata esser la protagonista in assoluto. Mi manca da morire! Vado in camera mia, apro l'armadio e, in un cassetto, esamino le sue cose intime, mutandine, reggicalze, reggiseni, perizomi di ogni tipo e calze bellissime. Prendo uno dei suoi perizomi preferito, quello nero, con un piccolo fiocchetto rosso proprio sopra il monte di Venere e mi sdraio sul letto; annuso l'indumento che profuma di pulito, anche se, dentro di me, continua a persistere quel profumo di femmina che lei emanava, quando era eccitata e mi rendo conto che il mio cazzo è diventato duro in maniera incredibile, come se tutto quello che ho appena vissuto insieme a mia figlia ed ai suoceri non ci fosse stato. Lentamente avvolgo l’indumento sul mio membro, chiudo gli occhi e ripenso a tutte le volte in cui mia moglie mi ha mostrato di saper esser veramente porca e, lentamente mi sego, sentendo strisciare sulla cappella il fruscio dell'indumento. Mi stupisco del fatto che mi sta eccitando in una maniera pazzesca e, senza rendermene conto, d'un tratto, vengo! Solo pochi schizzi, ma sufficienti per farmi comprendere quanto profonda sia la tristezza per la sua mancanza. Poi, stremato, mi addormento. Devo aver dormito molto, perché d'un tratto mi sento scuotere, apro gli occhi e mi trovo davanti Silvia.
«Papà, va tutto bene? Ti ho chiamato ripetutamente questa mattina, ma il tuo telefono risulta sempre esser spento e così, mentre Marco era impegnato a casa dei suoi genitori per metter in chiaro alcune cose tra loro, ho deciso di passare a trovarti e quello che vedo mi ha decisamente stupito!»
Mi alzo sui gomiti e scopro che mi son addormentato praticamente vestito, solo con l'uccello di fuori, avvolto ancora nel perizoma di mia moglie Giulia! Guardo Silvia e la tranquillizzo.
«Sì, amore mio, va tutto bene! Ieri sera, quando son tornato, ho sentito questa casa tremendamente vuota e silenziosa e, così, come vedi, ho cercato in qualche modo di mitigare la malinconia.»
Lei è splendida. Indossa una minigonna leggera bianca elasticizzata, con sopra una semplice t-shirt, sotto cui si intravedono i suoi capezzoli, perché è evidente che non indossa reggiseno. Sale sul letto e mi abbraccia, poi allunga una mano, afferra il perizoma di mia moglie e lo porta alle sue labbra, poi mi guarda con un'aria da vera porca; se lo mette in bocca e incomincia a succhiare la sborra secca.
«Lo sai che la tua crema ha un sapore davvero speciale? Anche Marco ha detto che era davvero buona! Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per noi ed anche per quello che hai fatto per mio fratello e la sua futura moglie. Mi dispiace saperti triste e solo in questa casa grande e vorrei, in qualche modo, riuscire a lenire un po' la tua malinconia.»
Si abbassa, me lo prende in bocca e lo lavora in maniera spettacolare con la lingua, muovendola lungo l'asta che si va gonfiando rapidamente. Mi succhia la cappella, poi, quando è perfettamente duro, con un disinvolto movimento, mi sale sopra, sposta il filo del perizoma e se lo infila tutto dentro.
«Sentirlo scivolare dentro il mio ventre è qualcosa di veramente sconvolgente! Papà, adoro Marco, ma sentire come mi scopi tu è qualcosa di assolutamente indescrivibile!»
Mi cavalca con una lentezza esasperante e muove il suo bacino lentamente, avanti indietro, assaporando la profonda penetrazione che il mio membro le regala. Gode ripetutamente e, alla fine, si sdraia tutta su di me e, mentre tiene una guancia schiacciata contro la mia, la sua voce mi comunica qualcosa di sconvolgente.
«Papà, ti amo! L’amore che provo per te è qualcosa che non ha eguali! Papà, voglio un figlio e lo voglio da te! Amo Marco e gli darò tutti i figli che vorrà, ma il primo lo voglio da te!»
La guardo e cerco di dare un senso a questo suo folle desiderio.
«Amore, ma perché vuoi fare un simile torto a Marco?»
Lei solleva lo sguardo e mi guarda dritto negli occhi; la sua risposta è tremenda mentre continua a contrarre i muscoli vaginali e mungere il mio uccello.
«Credimi, non gli faccio nessun torto! Quando eravamo in viaggio di nozze, è emerso il discorso figli e Angela e Carlo ci hanno detto che anche loro volevano aver dei figli, così ne abbiamo parlato a lungo e, ti sembrerà strano, ma è stato proprio Marco a prospettare questa condizione. Per un attimo, quando me lo ha detto, son rimasta più che sorpresa e, solo ieri sera, ho capito il senso di questa sua richiesta. Per lui è come se il ciclo continuasse! E me lo ha confermato proprio questa notte, dopo che i suoi genitori se ne sono andati e siamo rimasti nel letto a farci le coccole; quando gli ho chiesto se era questo cui si riferiva quando eravamo in viaggio di nozze, epoca in cui ancora non mi aveva dato nessuna spiegazione, mi ha detto che per lui sarebbe qualcosa di importante sapere che sei stato tu ad ingravidarmi per la prima volta!»
La guardo veramente basito!
«Silvia non è una cosa da prendere alla leggera! Cosa accadrebbe se un giorno succedesse esattamente quello che è capitato tra lui e sua madre? Cosa succederebbe se, per puro caso, dovesse emergere un fatto di questa portata?»
Silvia mi bacia e mi abbraccia, poi aumenta il ritmo e viene un'altra volta; dopodiché si sfila dal mio membro, lo prende in bocca e me lo succhia dicendomi che vuole bere.
«Sborrami in bocca! Questa mattina mi son svegliata con il forte desiderio di bere il tuo seme! Voglio sentire nella mia bocca il seme che mi ha generato!»
Chiudo per un lungo istante gli occhi, immagino che a succhiarlo sia Giulia, mia moglie, e vengo. Lei serra le labbra e non ne perde una goccia.
