La nuora porcella. Vol.III

Capitolo 7 - Nuove esperienze.

Paolo, avrei bisogno di chiederti alcuni consigli su di una cosa che mi sta particolarmente a cuore.

P
pennabianca

1 ora fa

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Li guardo e mi sento felice. Finalmente anche questa coppia è riuscita a realizzare qualcosa di veramente bello e, dentro di me, sento profondamente la mancanza di mia moglie. Senza dar troppo nell'occhio, mi rivesto e rientro a casa mia. Appena dentro, vengo accolto da un silenzio assordante e, in quel momento, la tristezza raggiunge livelli davvero insostenibili. Non ho voglia di andare a letto, vado nel mio studio e, una volta acceso il PC, mi metto a guardare le foto di mia moglie, soprattutto quelle in cui lei mi ha regalato momenti davvero sconvolgenti. Non abbiamo fatto cose tanto eclatanti, alcuni scambi di coppia, giochi di esibizionismo, che erano il suo passatempo preferito o, perché no, anche la provocazione di qualche singolo, per non parlare di quelle due o tre volte, che siamo andati in qualche locale scambista, dove lei è risultata esser la protagonista in assoluto. Mi manca da morire! Vado in camera mia, apro l'armadio e, in un cassetto, esamino le sue cose intime, mutandine, reggicalze, reggiseni, perizomi di ogni tipo e calze bellissime. Prendo uno dei suoi perizomi preferito, quello nero, con un piccolo fiocchetto rosso proprio sopra il monte di Venere e mi sdraio sul letto; annuso l'indumento che profuma di pulito, anche se, dentro di me, continua a persistere quel profumo di femmina che lei emanava, quando era eccitata e mi rendo conto che il mio cazzo è diventato duro in maniera incredibile, come se tutto quello che ho appena vissuto insieme a mia figlia ed ai suoceri non ci fosse stato. Lentamente avvolgo l’indumento sul mio membro, chiudo gli occhi e ripenso a tutte le volte in cui mia moglie mi ha mostrato di saper esser veramente porca e, lentamente mi sego, sentendo strisciare sulla cappella il fruscio dell'indumento. Mi stupisco del fatto che mi sta eccitando in una maniera pazzesca e, senza rendermene conto, d'un tratto, vengo! Solo pochi schizzi, ma sufficienti per farmi comprendere quanto profonda sia la tristezza per la sua mancanza. Poi, stremato, mi addormento. Devo aver dormito molto, perché d'un tratto mi sento scuotere, apro gli occhi e mi trovo davanti Silvia.

«Papà, va tutto bene? Ti ho chiamato ripetutamente questa mattina, ma il tuo telefono risulta sempre esser spento e così, mentre Marco era impegnato a casa dei suoi genitori per metter in chiaro alcune cose tra loro, ho deciso di passare a trovarti e quello che vedo mi ha decisamente stupito!»
Mi alzo sui gomiti e scopro che mi son addormentato praticamente vestito, solo con l'uccello di fuori, avvolto ancora nel perizoma di mia moglie Giulia! Guardo Silvia e la tranquillizzo.
«Sì, amore mio, va tutto bene! Ieri sera, quando son tornato, ho sentito questa casa tremendamente vuota e silenziosa e, così, come vedi, ho cercato in qualche modo di mitigare la malinconia.»
Lei è splendida. Indossa una minigonna leggera bianca elasticizzata, con sopra una semplice t-shirt, sotto cui si intravedono i suoi capezzoli, perché è evidente che non indossa reggiseno. Sale sul letto e mi abbraccia, poi allunga una mano, afferra il perizoma di mia moglie e lo porta alle sue labbra, poi mi guarda con un'aria da vera porca; se lo mette in bocca e incomincia a succhiare la sborra secca.
«Lo sai che la tua crema ha un sapore davvero speciale? Anche Marco ha detto che era davvero buona! Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per noi ed anche per quello che hai fatto per mio fratello e la sua futura moglie. Mi dispiace saperti triste e solo in questa casa grande e vorrei, in qualche modo, riuscire a lenire un po' la tua malinconia.»
Si abbassa, me lo prende in bocca e lo lavora in maniera spettacolare con la lingua, muovendola lungo l'asta che si va gonfiando rapidamente. Mi succhia la cappella, poi, quando è perfettamente duro, con un disinvolto movimento, mi sale sopra, sposta il filo del perizoma e se lo infila tutto dentro.
«Sentirlo scivolare dentro il mio ventre è qualcosa di veramente sconvolgente! Papà, adoro Marco, ma sentire come mi scopi tu è qualcosa di assolutamente indescrivibile!»
Mi cavalca con una lentezza esasperante e muove il suo bacino lentamente, avanti indietro, assaporando la profonda penetrazione che il mio membro le regala. Gode ripetutamente e, alla fine, si sdraia tutta su di me e, mentre tiene una guancia schiacciata contro la mia, la sua voce mi comunica qualcosa di sconvolgente.

«Papà, ti amo! L’amore che provo per te è qualcosa che non ha eguali! Papà, voglio un figlio e lo voglio da te! Amo Marco e gli darò tutti i figli che vorrà, ma il primo lo voglio da te!»
La guardo e cerco di dare un senso a questo suo folle desiderio.
«Amore, ma perché vuoi fare un simile torto a Marco?»
Lei solleva lo sguardo e mi guarda dritto negli occhi; la sua risposta è tremenda mentre continua a contrarre i muscoli vaginali e mungere il mio uccello.
«Credimi, non gli faccio nessun torto! Quando eravamo in viaggio di nozze, è emerso il discorso figli e Angela e Carlo ci hanno detto che anche loro volevano aver dei figli, così ne abbiamo parlato a lungo e, ti sembrerà strano, ma è stato proprio Marco a prospettare questa condizione. Per un attimo, quando me lo ha detto, son rimasta più che sorpresa e, solo ieri sera, ho capito il senso di questa sua richiesta. Per lui è come se il ciclo continuasse! E me lo ha confermato proprio questa notte, dopo che i suoi genitori se ne sono andati e siamo rimasti nel letto a farci le coccole; quando gli ho chiesto se era questo cui si riferiva quando eravamo in viaggio di nozze, epoca in cui ancora non mi aveva dato nessuna spiegazione, mi ha detto che per lui sarebbe qualcosa di importante sapere che sei stato tu ad ingravidarmi per la prima volta!»
La guardo veramente basito!
«Silvia non è una cosa da prendere alla leggera! Cosa accadrebbe se un giorno succedesse esattamente quello che è capitato tra lui e sua madre? Cosa succederebbe se, per puro caso, dovesse emergere un fatto di questa portata?»
Silvia mi bacia e mi abbraccia, poi aumenta il ritmo e viene un'altra volta; dopodiché si sfila dal mio membro, lo prende in bocca e me lo succhia dicendomi che vuole bere.
«Sborrami in bocca! Questa mattina mi son svegliata con il forte desiderio di bere il tuo seme! Voglio sentire nella mia bocca il seme che mi ha generato!»
Chiudo per un lungo istante gli occhi, immagino che a succhiarlo sia Giulia, mia moglie, e vengo. Lei serra le labbra e non ne perde una goccia.

«Papà, il tuo sperma è il più buono del mondo! Quel leggero sapore agrodolce mi fa veramente impazzire! Ne berrei a litri del tuo seme! Papà, promettimi che se e quando vorrò avere un figlio, tu mi aiuterai. Promettimi che, se Marco te lo chiederà, tu prenderai in considerazione l'ipotesi di fecondare il mio grembo!»
La stringo a me, l'abbraccio con gli occhi pieni di lacrime di gioia.
«Amore mio, lo sai benissimo che ti amo così tanto che non sarei in grado di negarti nulla! Se già a far l'amore con te è stata una pura follia, adesso, quest'altra, mi sembra davvero qualcosa di pazzesco! Spero che, quando vorrai restare incinta, Marco sia più veloce di me a fecondare il tuo grembo!»
Mentre stiamo finendo di parlare, improvvisamente suonano alla porta e, mentre vado in bagno a far la doccia, lei va ad aprire e si trova davanti Simona e Luca. Si scambiano baci e abbracci ed io, dopo essermi fatto una doccia veloce, arrivo in cucina e li trovo tutti e tre seduti che stanno sorseggiando del caffè. Appena mi vedono arrivare, Simona mi butta le braccia al collo e, dopo aver dato un'occhiata a Silvia, che ride, mi bacia in bocca e la sua lingua gioca a lungo con la mia. Quando si stacca, si gira verso Luca e lo invita a parlare.
«Vorremmo farvi sapere che il 6 giugno abbiamo deciso di sposarci. Prima ti ho cercato, sorella, ma non ti ho trovato e così ho chiesto a Marco dov'eri e mi ha detto che saresti passata qui; così ne abbiamo approfittato per venire anche noi a trovare Paolo. In effetti ho anche un piccolo piacere da chiederti: non essendo più viva la mamma, vorrei che tu, Silvia, fossi quella che mi porta all'altare.»
Naturalmente ci congratuliamo con loro e diamo loro tutta la nostra disponibilità. Silvia abbraccia Simona e poi le due donne si guardano per un lungo istante negli occhi e Simona la bacia in bocca. Guardo Luca che ride e divertito, poi si alza in piedi e si avvicina alle due donne.
«Simona, amore, per quanto sia felice nel vedere quello che stai facendo, credo che questo giochetto lo devi rinviare, visto che è tardi; siamo attesi a pranzo a casa dei tuoi genitori.»
Lei si scioglie dall'abbraccio di Silvia e, nel salutarla, si danno appuntamento nei giorni a seguire.

«Ho bisogno di più di un consiglio per organizzare il mio matrimonio e, visto e considerato che il tuo era perfetto, appena avete una sera libera, ci farebbe piacere che tu e Marco veniste a cena a casa nostra. Naturalmente, Paolo, sei invitato anche tu!»
Io sorrido e declino l'invito, dicendo che non hanno bisogno di me per stilare liste o parlare di abiti nuziali. Loro due se ne vanno, e Silvia mi dice se avrebbe piacere se pranzassi insieme a lei. Sorrido ed accetto volentieri, così mi reco in camera per vestirmi. Voltato di spalle, sfilo l'accappatoio e, un attimo dopo, sento le sue braccia che da dietro mi avvolgono, mentre appoggia il mento sulla mia spalla.
«A proposito di quello che ti ho chiesto prima, cioè del fatto che vorrei un figlio da te, lo sai che Simona ha chiesto la stessa cosa a suo padre?»
Mi giro e la guardo ancora più stupito.
«Ma non vi capisco! Che cosa vi ha preso a voi giovani? Perché volete che siamo noi a fecondare il vostro grembo, quando avete costruito una famiglia insieme ad altre persone che amate e con le quali avete deciso di passare il resto della vostra vita?»
Lei risponde con calma.
«Per quanto riguarda Simona, non lo so, ma, per quanto riguarda me, ti ho abbondantemente spiegato perché vorrei che fossi tu a compiere anche quest'altro miracolo!»
Mi vesto e usciamo. Andiamo a pranzo verso il lago e, seduti in un piccolo ristorante, mentre stiamo gustando alcuni piatti prelibati, improvvisamente vedo arrivare una persona che ci conosce benissimo: è Antonella la presidente della regione. Quando ci vede, ci saluta cordialmente; mentre le altre persone che sono con lei si siedono ad un tavolo, lei, con fare molto discreto, mi parla sottovoce.
«Paolo, è un piacere incontrarti in questo contesto, soprattutto in compagnia di questa splendida signora, che è tua figlia!»
Io resto in silenzio, mentre Silvia si gira e le risponde.
«È un vero piacere incontrare una simpatica persona come lei e, se questo avviene in compagnia di mio padre, che son convinta lei ammira moltissimo, la cosa non fa che riempirmi di tantissimo orgoglio!»
Antonella la guarda e, prima di allontanarsi, fa un ulteriore battuta.

«Se non fossi sicura che sei sua figlia, da come lo guardi direi che sei anche tu molto innamorata di lui! Son sicura che deve esser stupendo provar piacere con un maschio come lui!»
Con un mezzo sorrisetto si allontana e si siede a tavola con le altre persone: subito prendono a ridere e scherzare. Vedo un attimo di disappunto negli occhi di Silvia.
«Hai capito che troia? Quella zoccola secondo me muore dalla voglia di portarti a letto!»
Io rido divertito della sua gelosia.
«Ma no! Lascia perdere! Ti sei dimenticata che domenica prossima si va alle votazioni amministrative? Sta solo facendo campagna elettorale!»
Silvia mi guarda e ride divertita.
«Hai ragione! La cosa divertente è che alle prossime elezioni le darò il voto anch'io!»
La guardo e le dico scherzando che anch'io le darò il vuoto. Quando abbiamo finito di pranzare e ce ne andiamo, lei è in piedi e viene ancora verso di noi.
«Chiedo scusa se continuo a importunarvi, te, la signora, ma, Paolo, avrei bisogno di chiederti alcuni consigli su di una cosa che mi sta particolarmente a cuore, ma che ho dovuto trascurare in questi giorni di campagna elettorale; quindi mi chiedevo se, la prossima settimana, avevi un momento libero per venir a cena a casa mia, così da poter parlare di questa cosa che necessita di un tuo consiglio.»
Mi dico disponibile ad andare a casa sua quando vuole e vedo un attimo un lieve disappunto negli occhi di Silvia, che, sicuramente, percepisce anche Antonella.
«Naturalmente mi farebbe molto piacere se venisse anche lei, Silvia, perché la sua compagnia mi piace moltissimo! Se per voi va bene, venerdì prossimo sarebbe perfetto!»
Ribadisco la mia disponibilità e anche Silvia promette la sua affermando che, in linea di massima, non ci dovrebbero esser problemi.

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